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Ghetto dei bulgari.
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Il “Ghetto dei Bulgari” è sotto sgombero: Associazione 21 luglio scrive al sindaco di Foggia

Associazione 21 luglio ha inviato una lettera di preoccupazione a Franco Landella, sindaco di Foggia, per esprimere preoccupazione in merito allo sgombero del cosiddetto “ghetto dei Bulgari”, una baraccopoli che sorge nelle campagne di Manfredonia (nel comune di Foggia) e in cui vivono numerosi braccianti bulgari che lavorano nei terreni circostanti. L’ordinanza è stata pubblicata il 9 febbraio e l’operazione è pianificata per la seconda metà del mese.

Già alcuni mesi fa Associazione 21 luglio si era recata nella baraccopoli con Antonio Ciniero – ricercatore di Sociologia delle migrazioni dell’Università del Salento – e insieme avevano denunciato sul quotidiano Avvenire la totale assenza di servizi igienico-sanitari e le condizioni di povertà assoluta in cui vivevano circa 800 persone, di cui la metà erano minori. Nel corso del tempo l’organizzazione ha continuato a monitorare lo sviluppo degli eventi, registrando la condizione di estrema vulnerabilità di queste famiglie. Rivolgendosi al sindaco di Foggia, l’Associazione sottolinea proprio come in assenza delle garanzie procedurali che comprendono l’offerta di una soluzione alloggiativa alternativa in seguito allo sgombero, si rischia di rendere le condizioni di queste persone, circa 100 e di cui la metà sono minori, ancora più precarie.

«Nelle azioni propedeutiche allo sgombero – si legge nella lettera – Associazione 21 luglio ha riscontrato l’assenza di adeguate e genuine consultazioni con i residenti della baraccopoli e ha accertato che solo ad alcune famiglie è stata rilasciata copia cartacea della documentazione atta alla formalizzazione scritta dello sgombero, non prevedendo per loro alcuna offerta di soluzione alternativa e adeguata e dando loro un termine perentorio, secondo quanto stabilito nell’Ordinanza summenzionata, di soli 10 giorni per lasciare le loro abitazioni.»

Per queste ragioni, continua, l’operazione assume i connotati di uno sgombero forzato, perché non garantisce le garanzie procedurali previste dal Comitato per i Diritti Economici, Sociali e Culturali delle Nazioni Unite e dunque rappresenta una violazione dei diritti umani.

Associazione 21 luglio conclude quindi chiedendo che vengano ristabiliti e rispettati gli standard internazionali e che si avvii nel più breve tempo possibile una consultazione con i nuclei famigliari coinvolti tenendo conto delle loro specifiche esigenze.

Foto di Foggia Today