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Sgombero Camping River: un aggiornamento sulla situazione del “campo”

Associazione 21 luglio sta continuando a monitorare gli sviluppi relativi all’insediamento Camping River, “campo” inserito all’interno del “Piano rom” del Comune di Roma e di cui il 21 giugno scorso è iniziato il progressivo sgombero forzato da parte delle autorità locali.

La situazione dei moduli abitativi

In seguito a un sopralluogo effettuato la scorsa settimana da una delegazione di Associazione 21 luglio, abbiamo potuto constatare che attualmente 49 moduli abitativi di proprietà del Comune di Roma sono stati sequestrati e ne è impedito l’accesso agli ex residenti (pena una pesante sanzione), 37 sono stati distrutti o gravemente danneggiati, 12 sono stati rimossi e stoccati in appositi contenitori predisposti all’entrata dell’insediamento.

Le famiglie del Camping River

La maggior parte delle famiglie continua a vivere all’interno di Camping River ma in condizioni molto dure, improvvisando accampamenti di fortuna, in tende o gazebi – dormendo all’aperto – o in furgoni e automobili, senza accesso ai servizi primari.

La denuncia della nostra organizzazione

La nostra organizzazione ha denunciato fin dall’inizio l’inefficacia del “Piano” dell’Amministrazione e, alla luce degli ultimi gravi eventi che si sono succeduti, ha denunciato quanto il Piano si stia dimostrando addirittura lesivo dei diritti umani (per accendere i riflettori su questa vicenda, il 28 giugno abbiamo anche organizzato un flash mob in Campidoglio).

Associazione 21 luglio ha scritto una lettera di aggiornamento presentando queste informazioni ad autorità locali, nazionali e internazionali (il Comune di Roma, l’UNAR e alcuni enti di monitoraggio dei diritti umani come il DG JUSTICE della Commissione Europea), sottolineando la gravità dello stato di cose attuale e la ferma intenzione della nostra organizzazione a proseguire il monitoraggio di questa preoccupante situazione.