Diritti umani e benessere dei bambini.
A fianco di chi vive la discriminazione.

campi rom Roma
Comunicati Stampa, Notizie

I “campi rom” della Capitale non si superano e le spese lievitano

I “campi rom” a Roma non si superano e lievitano le spese per mantenerli. Associazione 21 luglio: «L’unica svolta può essere data votando la Delibera “Accogliamoci”».

 ROMA, 12/10/2017. Si è proceduto oggi presso il Dipartimento Politiche Sociali di Roma Capitale all’apertura delle buste relative alla “Procedura di gara aperta in n. 2 lotti funzionali, per l’affidamento del Progetto di inclusione sociale per le persone rom, sinti e caminanti e superamento dei campi rom La Barbuta e Monachina PON Città Metropolitane 2014-2020″.Le attese erano alte visto che il 31 maggio di quest’anno la sindaca Raggi, nel presentare il Piano di Inclusione rom aveva affermato: «Possiamo annunciare in maniera molto netta che finalmente a Roma saranno superati i campi rom. Abbiamo approvato un piano che consente di riportare Roma in Europa, abbiamo appreso le migliori prassi che hanno funzionato e le portiamo a Roma per superare i campi. Iniziamo chiaramente con due campi, La Barbuta e Monachina».

Molto presto i fatti hanno cominciato a disattendere le aspettative e con l’apertura delle buste avvenuta nella mattinata di oggi è andato in scena l’ennesimo atto di una serie di fallimenti che sino ad ora hanno contraddistinto l’operato dell’Amministrazione Capitolina. Con l’apertura del plico si è accertato infatti che la “Procedura di gara“ per Monachina è andata deserta, mentre per la Barbuta si è presentato un unico ente. La conseguenza? Il “campo” della Monachina non verrà superato, mentre presso la Barbuta sarà la Croce Rossa a prendere in carico la gestione della fuoriuscita dei circa 600 rom dall’insediamento entro il dicembre 2020.

Associazione 21 luglio, nel commentare il Piano di inclusione rom di Roma Capitale aveva a suo tempo parlato di “fallimento annunciato” e i fatti sembrano confermare la previsioni. «La Croce Rossa Italiana – sostiene Associazione 21 luglio – è un’organizzazione che lavora in contesti emergenziali e la notizia che debba gestire il delicato processo dell’inclusione dei rom nell’insediamento La Barbuta appare un segnale preoccupante e fortemente contraddittorio che indica come, ancora una volta, potrebbe essere la sicurezza il modello sotteso alle azioni istituzionali».

Ma la prova di credibilità più imminente per il “Piano” era costituito dal superamento di Camping River, e anche in questo caso i risultati sono stati deludenti e incerti. Nelle intenzioni del Campidoglio, con la delibera n. 146 del 28 giugno 2017, prima di Monachina e Barbuta era prevista appunto la chiusura di Camping River entro il 30 settembre. In realtà le azioni per il raggiungimento dell‘obiettivo si sono rivelate inefficaci, nulla è cambiato ad oggi nell’insediamento sulla via Tiberina e i tempi del suo superamento risultano indefiniti.

Nel frattempo, ciò che preoccupa Associazione 21 luglio è la lievitazione delle spese per la manutenzione degli insediamenti. Nel mese di giugno è stata pubblicata la gara pubblica per i lavori di manutenzione ordinaria nei “villaggi rom” per un importo totale di circa 600.000 euro mentre nei giorni scorsi è stato reso pubblico il bando per lo svuotamento delle vasche di accumulo dei “villaggi attrezzati” per un impegno di spesa massimo di 2.800.000 euro.

Secondo Associazione 21 luglio la strada verso il superamento dei “campi rom” è rimasta nei proclami ma nei fatti è lontana dall’essere intrapresa. Giace ancora in Campidoglio la delibera di iniziativa popolare per il superamento dei campi rom presentata dal Comitato Accogliamoci e sottoscritta da più di 6.000 cittadini romani. La delibera era stata portata nell’aula del Consiglio Comunale per la sua discussione il 30 marzo 2017. Non era stata votata per consentire un dialogo tra le autorità capitoline e i rappresentanti del Comitato ma il presidente d’Aula, Marcello De Vito si era impegnato, entro i tre mesi successivi, a calendarizzarla per la sua votazione.

«Il tempo è scaduto da parecchio – afferma Associazione 21 luglio – e i fatti ci dicono due cose: il Piano rom della Giunta Raggi è stato sino ad ora un fallimento, 6.000 cittadini romani hanno proposto un Piano alternativo che l’Assemblea Capitolina ha il compito di discutere e votare. Ci appelliamo quindi al presidente Marcello De Vito – prosegue – perché la delibera per il superamento dei campi rom venga al più presto calendarizzata. Essa potrebbe ad oggi rappresentare l’unica via di uscita da un’impasse nel quale è affondata l’intera questione rom nella Capitale».


Per maggiori informazioni:
Elena Risi
Ufficio stampa e comunicazione
Associazione 21 luglio
Tel. 06.64815620 – 388.4867611
Email: stampa@21luglio.org
www.21luglio.org