20 marzo 2011 – Osservatori dell'Associazione 21 Luglio segnalano una grave forma di "discriminazione indiretta" all'interno della scuola "Papa Wojtila" di Roma

Osservatori dell’Associazione 21 luglio attraverso l’Antenna Territoriale Anti-Discriminazione segnalano una grave forma di “discriminazione indiretta” all’interno della scuola “Papa Wojtila” di Roma e chiedono il ritiro del prospetto all’interno del POF

La scuola “Papa Wojtila” di Roma ha posto, all’interno del Piano di Offerta Formativa diffuso tra l’utenza, una tabella in cui vengono riportati i numeri dei minori iscritti nell’anno scolastico 2009/2010 attraverso una suddivisione in: alunni italiani, alunni stranieri, alunni H (alunni diversamente abili) e alunni nomadi.

In una lettera inviata al dirigente scolastico della scuola, dott.ssa Giovanna Merlina e all’UNAR (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni razziali) l’Antenna Territoriale Anti-Discriminazione, dietro segnalazione degli osservatori dell’Associazione 21 luglio, pone in evidenza il rischio che tale tabella “ potrebbe assecondare un atteggiamento discriminatorio da parte di chi erroneamente vede in questi minori dei possibili ostacoli al normale svolgimento delle attività scolastiche”.

“E’ evidente – prosegue la lettera – che il prospetto in questione può apparire neutro a una prima lettura, ma è potenzialmente destinato a creare delle discriminazioni, costituendo in altri termini una forma di discriminazione indiretta, così come stabilito dal D.lgs. 215/03 applicativo della direttiva europea 2000/43/CE del 29 gennaio 2000 relativa alla parità di trattamento tra le persone indipendentemente dalla razza e dall’origine tecnica, nonché in materia di occupazione e di condizione di lavoro”.

L’Associazione 21 luglio chiede pertanto, attraverso l’Antenna Territoriale Anti-Discriminazione, l’immediato ritiro del prospetto per consentire la riconduzione a coerenza con i principi generali dell’ordinamento, oltre che della Costituzione e del diritto europeo.

Ufficio Stampa Associazione 21 luglio

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8 Aprile 2011 – Giornata internazionale dei rom: per l’Associazione 21 luglio politiche nazionali e locali “fallimentari” in termini di istruzione, sanità, lavoro e alloggio per i rom

Domani, 8 aprile 2011, si celebra la Giornata Internazionale dei rom , in ricordo del primo Congresso Internazionale del popolo rom tenutosi a Londra l’8 aprile 1971 e della costituzione della prima associazione mondiale dei rom riconosciuta dall’Onu .

Dodici milioni di rom europei continuano a subire da secoli la discriminazione e la negazione dei loro diritti fondamentali trovandosi a vivere in condizioni socio-economiche notevolmente peggiori di quelle del resto della popolazione. In Italia solo un italiano su mille , secondo uno studio presentato alla Conferenza europea sulla popolazione rom del 2008, dimostra di conoscere l’universo rom. Un mondo rivestito di pregiudizi e stereotipi su cui si fondano le politiche sociali nel nostro Paese. Nella città di Roma, la politica espressa dal Piano Nomadi ha avuto un duro impatto sulla condizione dei circa 7000 rom che abitano nei “villaggi autorizzati” e nei campi informali della Capitale con conseguenze molto gravi sull’infanzia rom.

Il 5 aprile 2011 Viviane Reding , Commissaria europea per la Giustizia, i Diritti Fondamentali e la Cittadinanza, e László Andor , Commissario europeo per l’Occupazione, gli Affari sociali e l’Integrazione, hanno presentato ai deputati del Parlamento europeo le nuove norme comunitarie disegnate per garantire ai rom un migliore accesso all’istruzione, all’assistenza sanitaria, all’occupazione e all’alloggio.

Ecco il quadro presentato dai due commissari con un aggiornamento della situazione nella Regione Lazio e nel Comune di Roma realizzato dall’Associazione 21 luglio:

•  ISTRUZIONE . Un’indagine condotta in sei paesi dell’Ue ha rilevato che solo il 42% dei bambini rom completa la scuola primaria , rispetto a una media europea del 97,5% . Secondo il monitoraggio dell”Associazione 21 luglio, nella città di Roma, malgrado le ingenti risorse investite ad oggi dalle autorità, meno del 20% dei bambini rom residenti nei “villaggi autorizzati” va regolarmente a scuola con una frequenza superiore alla soglia minima prevista dalla legge, che è pari al 75%.

•  ASSISTENZA SANITARIA. In Europa la speranza di vita dei rom è di 10 anni inferiore alla media della popolazione e la mortalità infantile è 5 volte superiore a quelle dei bambini non rom. Nei campi informali della città di Roma, ma anche all’interno dei “villaggi attrezzati”, la salute dei minori rom è posta costantemente a rischio da condizioni di vita inaccettabili , come del resto testimonia la tragedia dello scorso 6 febbraio in cui hanno perso la vita quattro bambini rom che dormivano nella loro baracca.

•  OCCUPAZIONE . In Europa, così come nel nostro Paese, il tasso di occupazione dei rom è assai inferiore a quello della popolazione maggioritaria.

•  ALLOGGIO . Per la popolazione romanì viene spesso registrata, in vaste zone dell’Europa, la mancanza di servizi essenziali come acqua corrente o elettricità . L’Italia si è caratterizzata negli anni per essere il ‘Paese dei campi’ e ancora una volta la politica del Piano Nomadi di Roma si basa, su sgomberi illegali, trasferimenti forzati e sulla creazione di nuovi “villaggi autorizzati”, luoghi lontani dalla città, lontani dall’integrazione, lontani dai diritti.

Malgrado la normativa europea indichi la necessità di garantire alla popolazione romanì il diritto all’istruzione , alla salute , all’occupazione e all’alloggio , lo stesso Laszlo Andor ha sottolineato come « negli ultimi anni le condizioni di vita della maggioranza dei rom e le loro relazioni con il resto della società non hanno fatto che peggiorare».

Le politiche nazionali e locali rivolte alla popolazione romanì, pertanto, si stanno dimostrando “ inefficaci ” e “ fallimentari ”, mancando l’obiettivo dell’inclusione sociale così come raccomandato dalle istituzioni europee.

Per creare uno spazio di approfondimento e riflessioni sulle politiche del Piano Nomadi di Roma e sul diritto all’abitare delle comunità rom , Venerdi 8 aprile 2011 , in occasione della Giornata Internazionale dei rom, Associazione 21 luglio e Amnesty International organizzano la Tavola Rotonda “ Dove abitano i diritti umani? I rom e il diritto a un alloggio adeguato ”. Appuntamento alle ore 16 presso la Facoltà di Scienze Sociali della Pontificia Università Gregoriana (Piazza della Pilotta 3, Roma).

Roma, 7 aprile 2011

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