Archivio per mese: Gennaio, 2017

Giornata della Memoria

A Roma uno sgombero forzato nella Giornata della Memoria

ROMA, 27/1/2016 – Mentre si celebrava in Senato la Giornata della Memoria per ricordare il genocidio di rom e sinti durante il nazifascismo, è stato perpetrato dagli agenti di polizia di Roma Capitale uno sgombero forzato di una comunità romena che viveva in un insediamento informale presso via Cilicia. L’operazione è stata effettuata dai PICS (Pronto Intervento Centro Storico) e dai vigili del VII gruppo Appio in assenza delle garanzie procedurali previste dal Comitato per i diritti sociali, economici e culturali della Nazioni Unite.
«Dovrebbero arrossire di vergogna le autorità capitoline nell’attuare, nella Giornata in cui si ricorda lo sterminio di 500.000 rom ad opera del nazifascismo, uno sgombero illegale ai danni di una comunità rom. – dichiara Carlo Stasolla, presidente di Associazione 21 luglio – Spiace constatare come nella Capitale la Giornata della Memoria venga scandita da una parte da solenni eventi commemorativi e dall’altra da allontanamenti forzati a danno delle stesse comunità che 70 anni fa, anche in Italia, in quanto rom, subirono persecuzioni, confische, internamenti.»

Giornata della Memoria

Il genocidio di rom e sinti: una memoria rimossa

Il 27 gennaio si celebra la Giornata della Memoria, una data simbolica per ricordare i 72 anni trascorsi dall’apertura dei cancelli del campo di concentramento di Auschwitz che ha mostrato al mondo gli orrori del genocidio perpetrato durante il nazismo.
Si stima che vi siano almeno 500.000 rom e sinti tra le vittime del nazifascismo, una strage che in lingua romanès viene ricordata con i termini “Porrajmos” (grande divoramento) e “Samudaripen” (tutti morti). Lo sterminio di questi popoli – pianificato ed effettuato per ragioni puramente razziali – rimane tuttavia una tragedia silenziosa, dimenticata.
Se ne parlerà durante il convegno organizzato dalla Commissione Straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani del Senato e la CILD (Coalizione Italiana Libertà e Diritti Civili) in collaborazione con Associazione 21 luglio, che si terrà il 27 gennaio dalle ore 11 presso la Sala ISMA del Senato della Repubblica: “Il genocidio di rom e sinti durante il nazifascismo: una memoria rimossa”.
Interverranno Patrizio Gonnella – presidente della CILD (Coalizione Italiana Libertà e Diritti Civili), Carlo Stasolla – presidente di Associazione 21 luglio, lo scrittore svedese BjÖrn Larsson post-fattore del libro “Io non mi chiamo Miriam” di Majgull Axelsson e l’antropologa Paola Trevisan.
“Ultimi tra gli ultimi” i rom hanno continuato ad essere perseguitati anche dopo la fine della guerra e per sfuggire alla discriminazione hanno ricorso spesso alla negazione della propria identità, un tema approfondito nel romanzo “Io non mi chiamo Miriam” che narra le vicende di una bambina rom sopravvissuta al genocidio nazista. Lasciata la Germania e prima di rifugiarsi in Svezia decide di negare la verità sulle proprie origini per paura di continuare ad essere discriminata. Vestirà i panni di una sua coetanea ebrea morta in un campo di concentramento e per tutta la vita fingerà di essere un’altra persona, fino al momento dell’inevitabile confessione al compimento del suo ottantesimo compleanno.
«La “mimetizzazione” utilizzata come strategia di sopravvivenza ieri, lo è anche per molti rom oggi in Italia. – ha spiegato Carlo Stasolla, presidente di Associazione 21 luglio – La paura di essere discriminati nell’ambiente scolastico, il rischio di non trovare casa o di perdere il lavoro costituiscono dei limiti oggettivi che allontanano le comunità rom da una piena cittadinanza, verso la quale ognuno di noi ha diritto ad aspirare. Questo limite, lo riaffermiamo oggi, va superato con l’impegno e la collaborazione di tutti».
Rimosso dalla memoria collettiva, il genocidio di rom e sinti non ha ricevuto un riconoscimento ufficiale durante i processi di Norimberga del 1945 nonostante ricorressero numerose testimonianze negli atti presentati ai Tribunali Internazionali e solo nel 1979 il governo tedesco riconobbe la persecuzione razziale di questo popolo.
Anche l’Italia ha conosciuto la deportazione e il rastrellamento durante il periodo fascista ma nel nostro Paese non è ancora stata istituita una data ufficiale per commemorare questa dolorosa pagina di storia. Per ripercorrere le varie fasi delle politiche del regime fascista, l’antropologa Paola Trevisan presenterà nuovi documenti d’archivio che mettono in evidenza la lunga durata delle persecuzioni cui furono sottoposti Rom e Sinti. Di grande interesse, anche per capire quello che succede oggi, è la documentazione storica dell’impossibilità per rom e sinti di essere visti al di là della stereotipica categorizzazione di “stranieri indesiderabili” o “italiani pericolosi”, costruita proprio durante il fascismo.
Ci sono fatti storici che non possono e non devono finire nell’oblio. La memoria è un’arma potente e lo è ancor di più in un’epoca come quella attuale, dove l’odio verso l’altro viene utilizzato come strumento di consenso politico, gettando così le basi per incorrere in pericolose derive razziste e xenofobe – dichiara Patrizio Gonnella, presidente di CILD – Anche quest’anno perciò ricorderemo fatti meno conosciuti che rappresentano, al pari di altri, macchie indelebili sulla nostra storia. Una storia che deve sempre servire da monito per il presente e il futuro”.
– –
Per maggiori informazioni:
Elena Risi
Ufficio stampa e Comunicazione
Associazione 21 luglio
Tel: 388 4867611
Email: stampa@21luglio.org
www.21luglio.org
Andrea Oleandri
Ufficio stampa
CILD
Tel: 339 5799057
Email: andrea@cild.eu
www.cilditalia.org

27 Gennaio – in Senato si celebra la Giornata della Memoria

INVITO

Si stima che il regime nazifascista abbia sterminato in Europa almeno 500 mila rom e sinti. Il genocidio di questo popolo – ricordato in lingua romanès come “Porrajmos” (“grande divoramento”) o “Samudaripen” (“tutti morti”) – rimane per la memoria collettiva una tragedia silenziosa, dimenticata.
Per ricordare questo importante capitolo di storia dell’Europa e del nostro paese,  la Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani del Senato e la Cild (Coalizione Italiana Libertà e Diritti Civili), in collaborazione con Associazione 21 luglio invitano al convegno

“Il genocidio di rom e sinti durante il nazi-fascismo: una memoria rimossa”

Venerdì 27  gennaio ore 11
Senato della Repubblica – Sala ISMA
Piazza Capranica 72, Roma

Saluti introduttivi

Patrizio Gonnella – Presidente CILD, Coalizione Italiana Libertà e Diritti Civili
Robert Rydberg – Ambasciatore della Svezia in Italia
Luigi Manconi – Presidente Commissione Straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani

Intervengono

Paola Trevisan– Antropologa,  “Da stranieri da espellere a italiani pericolosi: la persecuzione dei Rom e dei Sinti durante il regime fascista”
Majgull Axelsson–Scrittrice, autrice del libro “Io non mi chiamo Miriam”

Modera

Carlo Stasolla – Presidente Associazione 21 luglio ONLUS

SCARICA LA LOCANDINA

L’accesso alla sala è consentito sino al raggiungimento della capienza massima.
Per gli uomini sono obbligatorie giacca e cravatta.
Si ricorda che per accedere al Senato è obbligatorio l’accredito.
Per informazioni e accrediti: 06. 67065299 dirittiumani@senato.it
I giornalisti devono accreditarsi presso l’Ufficio stampa del Senato
Fax 06.67062947 Email: accrediti.stampa@senato.it

Per maggiori informazioni:
Elena Risi
Ufficio stampa e Comunicazione
Associazione 21 luglio
Tel: 388 4867611
Email: stampa@21luglio.org
www.21luglio.org

In Giugliano, a new Roma ghetto

Associazione 21 luglio expresses its deep concern at the project of building an “eco-village” to house the approximately 250 Roma currently living in the settlement of Masseria del Pozzo in Giugliano, province of Naples.
This project, born out of an agreement between the Municipality of Giugliano, the Region of Campania and the Minister of the Interior, would inevitably lead to a reiteration of the spatial segregation on ethnic grounds and the violation of human rights of people who have already been the object of discriminatory policies. These policies confine them to a noxious area neighbouring a landfill, with high levels of pollution due to the verified presence of toxic waste, and to sub-standard living conditions.
Moving the Roma inhabitants of Masseria del Pozzo to the new so-called “eco-village” underlines once again how, when addressing the Roma housing problem, the local and national authorities take only an emergency approachneglecting any form of medium or long term planning. In fact, the same approach was taken in 2013, when the authorities of Giugliano moved the Roma people, forcibly evicted from informal settlements nearby, to the formal settlement of Masseria del Pozzo. This operation excluded those affected from the decision-making process and cost circa 400,000 euros.
While on the one hand the Associazione 21 luglio considers the gradual closure of the ghetto of Masseria del Pozzo a positive development from the perspective of the National Strategy for the Inclusion of Roma people, approved by the Italian government in 2012, it also fears that transferring the Roma onto a new “eco-village” would only bring about the birth of another “mega-camp” (the camp has the potential to house many more Roma people, as the related documentation shows). This could bring about a segregation on an ethnic basis which de facto excludes men, women and children from any possibility of social inclusion, as shown already by many other experiences in Italy.
Amongst other things, the project would have a high economic cost: around 1,3 million euros that, divided per 44 family units affected, amounts to 30,000 euros per family. This is a sum which could allow the authorities to draw on a broad range of other housing solutions which, unlike the one proposed, would allow for medium or long-term planning. These alternative solutions would not maintain the housing issues for Roma people on a parallel track in regards to the general population.
One of the unclear points in the project is linked to the temporary character with which the authorities have defined the intervention for the placement of Roma people in the new “eco-village”. Thirty years of “camp politics” in Italy – as the Associazione 21 luglio underlines – have shown how this type of operation, born to be temporary, has ended up transforming into de facto permanent housing solutions, with a concurrent deterioration of the quality of housing itself.
This is the case, just to cite one example, of the “La Barbuta Camp”, born as a temporary solution in 2012 and ruled discriminatory based on ethnic grounds by the Civil Court of Rome on May 30th, 2015, following a legal action taken by Associazione 21 luglio and ASGI (Association for Legal Studies on Migration).
Associazione 21 luglio hopes thus that the Municipality of Giugliano, the Region of Campania and the Minister of the Interior, aware of the project of the “eco-village” being unsustainable economically and from a human rights point of view, can promptly change the decision made and convert the operations towards a solution that, starting from the inescapable gradual closure of the settlement of Masseria del Pozzo, will promote a real and efficient inclusion of the Roma community of Giugliano.
Strong doubts on the project have also been expressed by the President for the Commission for Human Rights of the Italian Senate, Luigi Manconi, according to whom “in the way it has been conceived, the eco-village risks ending up not representing a solution, but rather becoming once again a temporary operation destined to fail.”
Traduzione dall’italiano di Mira Peliti

Associazione 21 luglio ETS - Largo Ferruccio Mengaroni, 29, 00133, Roma - Email: info@21luglio.org - C.F. 97598580583 - Privacy Policy - Cookie Policy