Archivio per mese: Febbraio, 2025

Aiutaci a superare i campi rom: una petizione per il diritto a un futuro migliore

Da oltre un decennio, come Associazione 21 Luglio siamo in prima linea nella difesa dei diritti delle comunità rom e sinte in Italia, denunciando la segregazione abitativa imposta dai campi rom e promuovendo alternative concrete e dignitose. Ora, con il lancio di una petizione dedicata su Change.org, chiediamo chiediamo ai comuni italiani dove ancora sono presenti gli insediamenti di prendere di prendere un impegno serio e definitivo: superare i campi rom attraverso politiche abitative, educative e lavorative realmente inclusive.

In Italia, migliaia di persone, tra cui moltissimi bambini, vivono ancora in condizioni di grave emarginazione nei cosiddetti “campi rom”, aree spesso isolate, prive dei servizi essenziali e lontane dalle opportunità di integrazione sociale. Questa forma di segregazione non è una scelta delle comunità rom né un retaggio della loro cultura, come spesso dichiarato da politici e istituzioni. È invece il risultato di politiche discriminatorie che perpetuano l’esclusione e impediscono il pieno esercizio dei diritti fondamentali. Contro questa prassi, abbiamo deciso di alzare ancora una volta la voce, lanciando una campagna di sensibilizzazione e una petizione rivolta agli amministratori comunali.

Dove non c’è campo, una campagna per il superamento degli insediamenti rom

La campagna di comunicazione e sensibilizzazione è retta dallo slogan “Dove non c’è campo” ed articolata su tre temi: scuola, lavoro e casa. Si tratta di tre questioni chiave per il superamento dei campi rom.

  • Diritto all’istruzione. Senza accesso a un’istruzione regolare e di qualità, i bambini rom restano intrappolati in un circolo vizioso di esclusione. Troppi sono costretti ad abbandonare la scuola a causa delle difficoltà legate alla loro condizione abitativa.
  • Diritto al lavoro. L’assenza di opportunità lavorative stabili condanna molte famiglie alla povertà cronica. Solo con politiche attive per l’inserimento lavorativo è possibile spezzare questa catena.
  • Diritto alla casa. Il superamento dei campi rom significa soprattutto accesso a soluzioni abitative dignitose e non discriminatorie, evitando ghettizzazioni e promuovendo percorsi di inclusione.

Firma e diffondi la petizione

Alla campagna è collegata una petizione rivolta a tutti gli amministratori locali, decisori di riferimento quando si parla di superamento dei campi rom. Quello che chiediamo è di adottare misure concrete per porre fine a questa ingiustizia. Il superamento dei campi rom non è solo una questione di diritti umani, ma una scelta necessaria per garantire coesione sociale e rispetto dei principi costituzionali.

Firma la petizione su Change.org e aiutaci a far sentire la nostra voce. Condividila, parlane, sostieni la nostra campagna: insieme possiamo costruire un futuro senza segregazione, in cui tutti abbiano le stesse opportunità.

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Conferita a Carlo Stasolla l’onoreficenza al merito della Repubblica Italiana

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha conferito oggi, 26 febbraio, trentuno onorificenze al Merito della Repubblica Italiana. Tra loro anche Carlo Stasolla, 59 anni, fondatore e presidente dell’Associazione 21 luglio, neo Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica italiana, Per supportare persone e gruppi in condizione di estrema segregazione e discriminazione”, come si legge nella motivazione ufficiale.

“L’onorificenza di oggi – ha commentato Carlo Stasolla – rappresenta un riconoscimento ai diritti di quanti abitano ai margini delle città, delle bambine e dei bambini nati e vissuti dentro una baracca, di famiglie ghettizzate ed escluse su base etnica. Coloro che da sempre sono al centro dell’impegno mio e dell’Associazione 21 luglio in una missione a tratti impossibile: ridare dignità e voce a persone private del potere di decidere e sognare alternative e vite diverse. A loro dedico l’onoreficenza.

Da anni il nostro maggiore impegno è superare i “campi rom”, non con la logica degli sgomberi ma con soluzioni abitative, ascolto ed inclusione. Siamo fermamente convinti che sia una soluzione possibile e praticabile, per garantire diritti, autodeterminazione, dignità.

Ringrazio il Presidente Sergio Mattarella per questo importante riconoscimento che orienterà in maniera ancora più forte e determinata le nostre scelte future, per un’Italia più accogliente, realmente solidale, finalmente giusta”.

Le onorificenze al Merito sono state attribuite “a cittadine e cittadini che si sono distinti per attività volte a favorire il dialogo tra i popoli, contrastare la violenza di genere, per un’imprenditoria etica, per un impegno attivo anche in presenza di disabilità, per l’aiuto alle persone detenute in carcere, per la solidarietà, per la scelta di una vita nel volontariato, per attività in favore dell’inclusione sociale, del diritto alla salute e per atti di eroismo”.

In Italia segnali importanti verso la fine della stagione dei campi

Superare i campi rom, garantendo diritti, autodeterminazione e dignità è possibile. Si è svolto oggi pomeriggio, mercoledì 19 febbraio, in Campidoglio il convegno “Una seconda vita. Il superamento dei campi rom in Italia e a Roma”, promosso da Roma Capitale con Associazione 21 luglio. All’evento hanno partecipato l’Assessora alle Politiche Sociali di Roma Capitale Barbara Funari, il direttore generale della Fondazione Migrantes della CEI monsignor Pierpaolo Felicolo e una rappresentanza dell’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali presso la Presidenza del Consiglio dei ministri.

Nel corso dell’incontro l’Associazione 21 luglio ha presentato i dati aggiornati, su scala nazionale e locale, del superamento dei campi rom. “A partire dagli anni 2000 – hanno spiegato i referenti dell’associazione – l’Italia è stata il “Paese dei campi”, impegnata nella progettazione, realizzazione e gestione di insediamenti monoetnici, dove segregare famiglie rom in emergenza abitativa. Questi luoghi, dispendiosi sotto il profilo economico e lesivi dei diritti umani, sono stati per due decenni oggetto di profonde critiche da parte di diversi organismi europei. Dal 2020 c’è stata un’inversione di tendenza. Dopo l’inaugurazione dell’ultimo campo rom in Italia, ad Afragola (NA), sempre più amministrazioni hanno intrapreso la strada del superamento di tali realtà, promuovendo percorsi di inclusione. Se nel 2010 in Italia erano circa 40.000 i rom presenti in più di 200 insediamenti formali, nel 2025 i numeri raccontano una realtà in sensibile trasformazione”. Secondo l’Associazione 21 luglio, “sul territorio italiano ci sono oggi 44 baraccopoli, abitate da circa 6.000 persone identificate come rom e 61 macroaree dove vivono circa 4.450 cittadini italiani di origine sinta. Sono soprattutto i primi a dover essere superati con urgenza per le critiche condizioni di vita, e su questo diverse amministrazioni stanno mostrando attenzione e volontà nell’avviare processi virtuosi. Oggi si possono registrare esempi positivi nei comuni di Asti, Milano, Roma, Latina, Lamezia Terme”.

A Roma è attivo un Piano cittadino di superamento che l’Associazione 21 luglio definisce “virtuoso”. La stessa organizzazione da dieci mesi è impegnata, all’interno di una progettualità prima municipale e poi comunale, al superamento dell’insediamento di via di Salone. “Ad oggi – spiegano i promotori -, grazie alle azioni promosse sul fronte della regolarizzazione giuridica, della salute, del lavoro, dell’istruzione e della casa, si possono registrare progressi importanti con cinque residenti che sono diventati cittadini italiani e due apolidi riconosciuti; tutti i minori in età di obbligo scolastico sono iscritti in cinque istituti scolastici con frequenze dai numeri importanti; alcuni uomini e donne della baraccopoli dispongono ad oggi di un regolare contratto di lavoro. Il dato più rilevante resta quello legato al numero degli attuali residenti. Sotto questo profilo dalle 380 unità registrate nella baraccopoli di Salone nel gennaio 2024, ad oggi si contano meno di 200 individui”.

Secondo Carlo Stasolla, presidente di Associazione 21 luglio questi numeri sono “importanti e confermano come superare i campi rom oggi non è solo auspicabile ma soprattutto possibile. Come associazione siamo impegnati a disseminare MA.REA., un modello virtuoso di superamento degli insediamenti monoetnici, in tutta Italia affinché la vergogna dei “campi rom”, che per anni ha portato le aspre critiche dell’Europa e degli organismi sovranazionali di tutela dei diritti umani, possa essere definitivamente relegata al passato”.

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