22 febbraio 2013 – L'Osservatorio 21 luglio pubblica il resoconto del lavoro nelle settimane che precedono il voto: «In campagna elettorale è soffiato con forza il vento dell'antigitanismo. Irresponsabile il comportamento di alcuni politici»
«Come è triste consuetudine, anche in questo periodo pre-elettorale dichiarazioni incitanti all’odio e alla discriminazione rivolte alle comunità rom e sinte, sono risuonate in diverse aree geografiche, alimentando un pericoloso antigitanismo sul territorio nazionale che puntualmente finisce con il tradursi in un infondato allarme sociale e in una pericolosa criminalizzazione indistinta». E’ questo il commento dell’Associazione 21 luglio alla luce del rapporto reso pubblico sul sito dell’Osservatorio (www.osservatorio21luglio.org) della medesima organizzazione.
Nei 45 giorni precedenti alle imminenti elezioni politiche e locali, l’Osservatorio 21 luglio ha rilevato sul territorio nazionale un totale di 59 episodi ritenuti come potenzialmente incitanti all’odio e/o alla discriminazione, con una media quotidiana superiore a 1 episodio, quasi tutti riconducibili a rappresentanti delle forze politiche. Ventisette episodi hanno riguardato esponenti della Lega Nord, 8 riconducibili a esponenti del PDL, 5 episodi aventi come protagonisti esponenti de La Destra. I restanti sono riconducibili a 2 esponenti di FLI e a partiti minori. Nel Lazio, seguito da Lombardia e Piemonte, si è verificato il maggior numero di casi. Nel medesimo periodo sono stati 10 i candidati alla Camera e al Senato e 3 i candidati regionali segnalati dall’Osservatorio per le loro gravi affermazioni con cui hanno preso di mira rom e sinti.
Il 18 febbraio 2013 l’Associazione 21 luglio ha inviato una lettera al segretario federale della Lega Nord Roberto Maroni per segnalare come molte delle dichiarazioni appartengono agli esponenti del partito leghista. Nella lettera è stato chiesto a Roberto Maroni di invitare dirigenti e attivisti della Lega Nord «ad evitare stigmatizzazioni indistinte e strumentali rivolte ai componenti delle comunità rom e sinte, al fine di evitare il rischio di alimentare tra i cittadini sentimenti di paura, rigetto e intolleranza verso le suddette comunità, lesivi della civile convivenza nel nostro Paese».
Secondo l’Associazione 21 luglio, è da considerarsi gravemente irresponsabile il comportamento di quanti hanno colto il periodo elettorale come il più propizio per scagliarsi contro gli appartenenti alle comunità rom e sinte presenti sul territorio nazionale. Ricorrere alla contrapposizione tra cittadini e appartenenti alle comunità rom, unitamente alla diffusione di stereotipi e pregiudizi, ha sicuramente contribuito ad iniettare nella società civile sentimenti di paura, rigetto e intolleranza verso le suddette comunità, configurando una minaccia per la civile convivenza nel nostro Paese e per la serenità del voto.


