22 gennaio 2013 – Presentata a Roma l’Agenda Rom e Sinti. Illustrati dall’Ass. 21 luglio i sei punti per cambiare radicalmente le politiche sociali sui rom a Roma nei prossimi 5 anni. Il documento sottoscritto da 40 intellettuali e dalle associazioni rom
Presso la Federazione Nazionale della Stampa Italiana, l’Associazione 21 luglio ha presentato oggi il documento “Agenda Rom e Sinti. Dall’ossessione securitaria alla solidarietà responsabile: 6 punti per voltare pagina a Roma”.
Negli ultimi 20 anni la cosiddetta “questione nomadi” è stata affrontata dagli amministratori di Roma con soluzioni spesso identiche e quasi sempre fallimentari, fondate su approcci di natura emergenziale e utili solo ad un consenso immediato e propagandistico. Le tre passate amministrazioni, con i rispettivi Piani Nomadi, hanno clamorosamente fallito, spendendo in 18 anni per i circa 2.500-3.000 rom presenti nei «villaggi attrezzati» una cifra stimata pari a 120 milioni di euro. Questo significa che, per il bambino rom nato a Roma nel 1995, oggi maggiorenne, che vive in un container di un “campo”, senza alcun titolo di studio spendibile in ambito lavorativo, il Comune di Roma ha già investito e speso dalla nascita 45 mila euro.
L’Agenda Rom e Sinti, presentata dall’Associazione 21 luglio, nasce per offrire ai futuri amministratori comunali uno strumento concreto per orientare un forte e deciso segno di discontinuità con il passato. Un segno di discontinuità che oggi può venire solo dall’alto, per decisione di chi sarà chiamato a gestire la città di Roma nei prossimi 5 anni.
Il nucleo centrale dell’Agenda Rom e Sinti è il riconoscimento del diritto all’alloggio adeguato che vada “oltre” il “campo” e la metodologia proposta ha come punto centrale la cosiddetta “presa in carico globale”, rivolta non solo alla singola azione progettuale, ma a tutte le problematiche di ciascun nucleo familiare rom che potrebbero interferire sull’attuazione di un progetto di inclusione e di autonomia.
Una “cabina di regia”, totalmente indipendente, potrà disegnare una nuova politica rivolta alle comunità rom e sinte della Capitale, che abbia come obiettivo primario l’inclusione sociale attraverso l’offerta alle singole famiglie rom di una pluralità di percorsi e di progetti di soluzione abitativa. Un sistema di regolarizzazione degli “apolidi di fatto” dovrà accompagnarsi ad azioni di sensibilizzazione per il superamento di stereotipi e pregiudizi, unite alla riconversione lavorativa per gli operatori delle organizzazioni che prestano servizio all’interno degli attuali “campi nomadi”. Secondo i firmatari dell’Agenda Rom e Sinti, è possibile ipotizzare nell’arco temporale di 5 anni, attraverso il dialogo diretto e il coinvolgimento attivo dei singoli nuclei familiari rom, la chiusura degli 8 “villaggi attrezzati” presenti a Roma, così come richiesto da tempo dagli organismi internazionali e dalle autorità europee.
«Da oggi e fino alle elezioni comunali – ha dichiarato Carlo Stasolla, presidente dell’Associazione 21 luglio – porteremo l’Agenda Rom e Sinti a segreterie di partito e a candidati politici, di destra come di sinistra, per convincerli che è vantaggioso fare politiche per la cittadinanza sociale per i rom, che è possibile farle con loro, che le politiche sociali che aggrediscono la discriminazione possono portare riscontri positivi, anche in termini elettorali. L’Agenda Rom e Sinti vuole essere l’inizio di un percorso, all’interno del quale andranno trovate mediazioni e sintesi, nel rispetto dell’uso del denaro pubblico e nella salvaguardia dei diritti umani».
Il documento è stato sottoscritto da 40 intellettuali romani, dalla Federazione Rom e Sinti Insieme e dalla Federazione Romanì, che rappresentano 44 associazioni rom e sinte.
Il testo integrale dell’Agenda Rom e Sinti è scaricabile a questo link

