27 agosto 2012 – 2000 firme contro gli sgomberi consegnate al Campidoglio. Secondo un rapporto dell'Associazione 21 luglio la spesa sostenuta per gli sgomberi è 10 volte maggiore di quella spesa dal Comune di Roma per l'inclusione lavorativa dei rom
Una delegazione dell’Associazione 21 luglio ha depositato presso l’ufficio del sindaco di Roma Gianni Alemanno le 2.000 firme raccolte a sostegno dell’appello “Il diritto all’alloggio non si sgombera”, lanciato il 4 marzo di quest’anno. Tra i firmatari spiccano i nomi dei premi Nobel Rita Levi Montalcini e Dario Fo, oltre che di Erri De Luca, Moni Ovadia, Margherita Hack, Susanna Tamaro e Ascanio Celestini. Nell’appello viene chiesta al Comune di Roma la sospensione immediata di ogni sgombero che interessa le comunità rom e sinte all’interno del territorio comunale che non sia accompagnato da un serio e concreto sforzo di accoglienza alternativa per i gruppi familiari.
Nell’occasione l’Associazione 21 luglio ha anche presentato alle autorità comunali un rapporto sul piano degli sgomberi che, dall’inizio del Piano Nomadi, ha interessato le comunità rom e sinte della capitale. Secondo le stime dell’Associazione 21 luglio i 450 sgomberi di insediamenti informali, effettuati dal Comune di Roma dal 31 luglio 2009 ad oggi, sono costati 6.750.000 euro. Dieci volte più di quanto speso dal Comune di Roma per l’inclusione lavorativa di soggetti rom svantaggiati nel medesimo periodo preso in esame. Nella stima vengono considerate le spese per la rimozione dei rifiuti, per l’impiego delle forze dell’ordine, per l’utilizzo delle unità mobili di strada. Le famiglie rom ripetutamente coinvolte negli sgomberi sono state circa 480 (2.200 persone) con una spesa stimata per ogni famiglia superiore ai 14.000 euro.
Gli osservatori dell’Associazione 21 luglio hanno condotto dall’inizio del Piano Nomadi di Roma un’intensa attività di monitoraggio dalla quale sono emerse violazioni sistematiche di norme e convenzioni internazionali già rilevate in passato da alcune organizzazioni che si occupano di diritti umani.
«Secondo l’Associazione 21 luglio – si legge nel rapporto – non si può rispondere alla povertà e all’emarginazione sociale con una politica fondata su sgomberi e trasferimenti forzati. In ogni politica sociale il rispetto dei diritti umani è una prerogativa che non può essere accantonata in nome di un illusorio e inefficace “repulisti”, indegno per una società civile e democratica».
Alla luce di quanto statuito dalle norme e dalle convenzioni nazionali e internazionali, l’Associazione 21 luglio chiede al sindaco di Roma Gianni Alemanno l’immediata sospensione degli sgomberi forzati e che, qualora in futuro si dovrà procedere ad uno sgombero di comunità rom e sinte, sia necessario rispettare le misure “protettive” minime stabilite dal diritto e finora puntualmente disattese dall’amministrazione romana.
Scarica il Rapporto sul piano degli sgomberi
Roma, 27 agosto 2012

