27 settembre 2012 – Violato diritto allo studio dei minori rom: oggi l'udienza dell'azione civile promossa da Associazione 21 luglio e ASGI contro il Comune di Roma. Nell'azione-pilota viene chiesto, per la prima volta, di condannare il Comune di Roma
Si è svolta oggi, presso il Tribunale Civile di Roma, la prima udienza dell’azione civile contro la discriminazione promossa lo scorso 31 gennaio 2012 dall’Associazione 21 luglio e l’ASGI (Associazione Studi Giuridici sull’Immigrazione) contro il Comune di Roma.
La vicenda ha avuto inizio con la presentazione della ricerca “Linea 40: rapporto sulla scolarizzazione dei minori rom a Roma” curata dall’Associazione 21 luglio il 16 ottobre 2011. A seguito del trasferimento forzato dei minori rom da uno dei “campi tollerati” della capitale ad uno dei «villaggi attrezzati» del Piano Nomadi Roma, la scarsa organizzazione, il sottodimensionamento del servizio pubblico e le difficoltà logistiche determinate dalla distanza del «villaggio attrezzato» dalle scuole, non hanno permesso ai minori rom una regolare frequenza scolastica, impedendo a numerosi minori di frequentare le lezioni che si svolgono nella prima e nell’ultima ora della giornata scolastica.
Nella ricerca sono emersi inoltre gravi elementi di differenziazione tra alunni rom e alunni non rom. Il Comune di Roma spende annualmente 3.600.000 euro per risolvere le problematiche legate all’istruzione dei bambini rom (2 milioni per la scolarizzazione, 1 milione e 300 mila euro per il trasporto scolastico e 300 mila per le attività ricreative), ma nonostante questo «l’ideazione e la realizzazione del progetto di scolarizzazione di Roma Capitale – si legge nella ricerca – esclusivamente indirizzato ad alunni appartenenti alle comunità rom, può costituire uno dei fattori di separazione dei bambini rom dal resto della classe».
Secondo l’Associazione 21 luglio e l’ASGI la violazione del diritto all’istruzione si è concretizzata nella perdita parziale delle lezioni scolastiche con conseguenti gravi difficoltà nella comprensione di alcune materie e nello studio delle stesse, ponendo di conseguenza in una situazione di svantaggio gli appartenenti ad una determinata etnia nel godimento di un diritto fondamentale, quale il diritto all’istruzione e alla formazione poiché le lacune sviluppate in questa fase della crescita, molto probabilmente, rappresenteranno per i minori un ostacolo insormontabile per poter proseguire un percorso di apprendimento e comportando un’inaccettabile perdita di opportunità nella vita sia da un punto di vista esistenziale che economico.
Pertanto l’Associazione 21 luglio e l’ASGI hanno chiesto al Tribunale di accertare il «carattere discriminatorio del comportamento posto in essere dal Comune di Roma che ha provocato – esclusivamente per un gruppo di bambini tutti appartenenti alle comunità rom – una distinzione/restrizione che ha compromesso l’esercizio in condizioni di parità del diritto allo studio dei minori medesimi», di cessare tale comportamento incrementando il servizio di trasporto scolastico e di condannare il Comune di Roma a risarcire il danno determinato dalla lesione del diritto all’istruzione.
Il ricorso rappresenta un’importante azione legale pilota che potrebbe avere conseguenze per le future politiche che verranno intraprese dall’amministrazione comunale nei confronti delle comunità rom e sinte di Roma.

