19 gennaio 2011 – CASILINO 900: UN ANNO DOPO. Il prossimo 15 febbraio, anniversario della chiusura del campo, l’Associazione 21 luglio presenta un report su cosa è realmente accaduto ai rom sgomberati dallo storico campo della Capitale
19 gennaio 2011 – Esattamente un anno fa, alle ore 10,00 del 19 gennaio 2010, veniva abbattuta la prima baracca del Casilino 900, il campo rom storico della Capitale. Iniziava così lo sgombero definitivo di quell’ampio spazio di territorio che era stato popolato sin dal secondo dopoguerra, dagli italiani prima e dalla popolazione romanì poi.
Le operazioni di demolizione delle case dei rom durarono circa un mese, fino al 15 febbraio 2010 , quando le istituzioni, davanti a fotografi e giornalisti, brindarono solennemente al lucchetto simbolico che chiudeva per sempre il cancello di ingresso di Casilino 900. Si trattava, per le autorità, della fine di una situazione di ” degrado” e di ” vergogna” inconcepibile per la città di Roma, e di una ” vittoria della legalità e della solidarietà” . Ai rom sgomberati ( 618 persone tra cui 273 minori ) furono promesse una collocazione più idonea, un lavoro e la possibilità di integrarsi con facilità nella società italiana. Al posto del campo, fu annunciato ai cittadini della Capitale, sarebbe sorto entro un mese un grande parco.
A un anno di distanza nulla di tutto ciò è accaduto. I rom, come in una vera e propria diaspora , sono stati suddivisi in quattro villaggi attrezzati e in un centro di accoglienza, dove le condizioni di vita sono ben peggiori rispetto a Casilino 900, i diritti umani e dell’infanzia calpestati in molteplici circostanze e le occasioni di integrazione lontane dal divenire realtà. Il tutto a fronte di costi elevatissimi per le tasche del Comune e, di conseguenza, per quelle dei contribuenti. L’area dove sorgeva l’ex insediamento, del resto, non è mai diventata un parco ed interessi speculativi rendono appetibile quello spazio, nuovamente ripopolato da baracche sparse degli ultimi “disperati” ed utilizzato, al suo ingresso, come discarica.
Oggi, gli ex abitanti di Casilino 900, profondamente umiliati dalle false promesse delle autorità, rimpiangono il loro vecchio campo, le loro case con acqua ed elettricità, l’armonia che si respirava tra le famiglie e la vicinanza dal centro di Roma e dai servizi essenziali, come scuole, ospedali e negozi di generi alimentari.
Per dar voce ai sentimenti di queste persone e ricordare la valenza storica e culturale del luogo da cui sono state costrette a separarsi, l’Associazione 21 luglio ha realizzato un dossier dal titolo ” Report Casilino 900: Parole e immagini di una diaspora senza diritti” . Il “book”, concepito anche come una denuncia tutt’altro che velata nei confronti di certe politiche sociali colpevoli di segregare i rom anziché integrarli , è costituito da una ricerca storica su Casilino 900 dalle origini allo sgombero finale, da un’analisi dei cinque luoghi della diaspora con le testimonianze dirette dei rom e da un’ampia sezione fotografica contenente i bellissimi scatti della fotografa Alessandra Quadri.
Il report sarà ufficialmente presentato alla stampa martedì 15 febbraio 2011 alle ore 16,00 presso la sala Auditorium Unicef in via Palestro 68, a Roma. Sarà cura dell’Associazione 21 luglio, in prossimità dell’evento, indicare dettagli e modalità di svolgimento della giornata.
Per ulteriori informazioni, contattare l’ufficio Stampa dell’Associazione 21 luglio.

