4 gennaio 2013 – Lettera a Angelo Scozzafava, Direttore del Dipartimento Promozione delle Politiche Sociali e della Salute di Roma Capitale
Gentile Direttore,
dal novembre 2009 centinaia di rom provenienti dall’insediamento informale di Casilino 900 e da altri insediamenti sgomberati (Centocelle, Labaro, via Papiria, via Naide e via Da Meta) sono ospitati dal Comune di Roma nell’ex cartiera di via Salaria, 971. Da più di tre anni vi vivono stabilmente più di 100 nuclei familiari, poco meno di 400 persone provenienti per il 95% dalla Romania. Fra il dicembre 2011 e il gennaio 2012, personale del Dipartimento Promozione delle Politiche sociali e della Salute di Roma Capitale, personale della Sala Operativa Sociale e personale della Croce Rossa Italiana ha effettuato interviste agli ospiti rom presenti all’interno del centro di accoglienza. Nei giorni successivi la vice sindaco di Roma Capitale, Sveva Belviso, ha dichiarato: «Chiederò al Prefetto il decreto di espulsione per 319 di loro con l’allontanamento coatto. Non è una forma di cattiveria. Ma bisogna capire che così non si può andare avanti, non possiamo permettercelo. Per i tagli del Governo rischiamo addirittura di chiudere servizi sociali necessari, strutture per disabili importanti».
In piena campagna elettorale, il 31 dicembre 2012, a 19 ospiti della suddetta struttura è stata notificata una Sua comunicazione nella quale gli stessi venivano «invitati a lasciare la struttura entro la data di venerdì 04.01.2013, liberando da persone e cose gli spazi precedentemente assegnati. Nel caso in cui non si ottemperi spontaneamente a quanto prescritto, è affidato al competente UOSPE in indirizzo, il compito di procedere al suo allontanamento e allo sgombero nella data indicata».
L’Associazione 21 luglio ha verificato nei giorni scorsi come tra i 19 ospiti ci siano soggetti in particolare condizione di fragilità: un uomo ricoverato nei giorni scorsi nel reparto di Neurochirurgia del Policlinico Umberto I per ernia discale, una persona iscritta nella categoria degli invalidi civili con un riconosciuto 50% di invalidità, una donna in stato di gravidanza, una giovanissima coppia di diciottenni.
Considerate, data la stagione invernale, le difficili condizioni atmosferiche, la fragilità dei 19 ospiti per i quali viene chiesto l’allontanamento dalla struttura, il breve lasso di tempo a loro concesso per lasciare la stessa, ed infine la richiesta presentata dagli stessi al fine di ottenere una proroga fino ad aprile 2013, l’Associazione 21 luglio le chiede di valutare e accogliere quest’ultima richiesta per concedere ai nuclei familiari un congruo tempo per poter lasciare spontaneamente la struttura di via Salaria.
In attesa di un Suo positivo riscontro si porgono i più cordiali saluti.
Presidente dell’Associazione 21 luglio
(Dott. Paolo Stasolla)

