CAMPI NOMADI S.P.A. Segregare, concentrare e allontanare i rom. I costi a Roma nel 2013 (giugno 2014)

Il rapporto “Campi Nomadi s.p.a.” analizza i costi sostenuti dal Comune di Roma nel 2013 per la gestione del “sistema campi” nella Capitale e porta alla luce il vasto indotto, che coinvolge più di trenta enti pubblici e privati, che vi gira attorno. Il rapporto passa altresì in rassegna due buone prassi di politiche di superamento dei “campi” in Italia, Messina e Padova, e presenta un esempio concreto di alternativa possibile al modello “campo” realizzabile nella città di Roma.
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SENZA LUCE. Rapporto sulle politiche della Giunta Marino, le comunità rom e sinte nella città di Roma e il “Best House Rom” (marzo 2014)

“Senza Luce” è un rapporto che esamina se e come la nuova Amministrazione di Roma Capitale abbia affrontato, a 8 mesi dal suo insediamento, le urgenti problematiche che riguardano le comunità rom e sinte a Roma. Il report opera altresì un focus sul “Best House Rom”, un “centro di accoglienza” per soli rom, nella periferia est della città.
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Presentato in Senato il rapporto "Figli dei campi"

"Figli dei campi", libro bianco sulla condizione dell'infanzia rom in emergenza abitativa in Italia

“Figli dei campi”, libro bianco sulla condizione dell’infanzia rom in emergenza abitativa in Italia

[tfg_social_share]Nonostante i proclami delle istituzioni, che hanno sottolineato la necessità improcrastinabile di passare da una logica emergenziale ad una logica d’inclusione, l’Italia continua ad attuare nei confronti di rom e sinti una politica discriminatoria che ghettizza tali comunità nei cosiddetti “campi nomadi”. Questa politica ha ripercussioni devastanti soprattutto sui minori i cui diritti umani, dall’alloggio adeguato all’istruzione, dalla salute al gioco sino al diritto alla famiglia, risultano violati in maniera sistematica.
In concomitanza con la Giornata mondiale dei Diritti umani indetta dalle Nazioni Unite, l’Associazione 21 luglio ha presentato davanti alla Commissione Straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani del SenatoFigli dei campi”, libro bianco sulla condizione dell’infanzia rom in emergenza abitativa in Italia.
Il rapporto, finanziato grazie al contributo dell’otto per mille della Chiesa valdese, analizza le condizioni di vita dei minori rom e delle loro famiglie negli insediamenti formali, informali e nei centri di accoglienza riservati a soli rom in 9 città italiane: Roma, Milano, Napoli, Torino, Pisa, Lecce, Cosenza, Palermo, Latina e San Nicolò d’Arcidano, in provincia di Oristano. In questi centri risiedono 18 mila rom e sinti dei circa 40 mila totali che vivono nei “campi” nel nostro Paese.
«I campi sono spazi isolati e sovraffollati che non offrono nessuna seria prospettiva di inclusione sociale, dove le persone, inclusi i minori, vivono in condizioni igienico-sanitarie e di sicurezza allarmanti, in una situazione di segregazione etnica di fatto», si legge nel rapporto dell’Associazione 21 luglio.
In Italia la politica dei “campi nomadi” ha preso avvio a partire dagli anni Ottanta con l’attuazione di apposite Leggi regionali basate sul presupposto che rom e sinti siano “nomadi” e non stanziali.
Da allora, nonostante questo presupposto sia da considerarsi ormai infondato e superato, come peraltro sottolineato nella Strategia Nazionale di Inclusione di Rom, Sinti e Caminanti adottata dal governo italiano nel 2012,  le amministrazioni locali insistono nell’individuare nel “campo nomadi” il solo luogo possibile dove relegare le comunità rom e sinte, alimentando stereotipi e pregiudizi negativi nei loro confronti.
La violazione del diritto ad un alloggio adeguato, perpetrata anche attraverso ripetuti sgomberi forzati che non rispettano gli standard internazionali, ha un effetto devastante anche sugli altri diritti dei minori.
Negli  insediamenti formali, informali e nei centri di accoglienza per soli rom i bambini rom e sinti cadono vittime delle cosiddette patologie da ghetto (malattie infettive, ansie, fobie e disturbi del sonno) con una frequenza ben maggiore di quanto non avvenga nella società maggioritaria. In questo modo il loro diritto alla salute risulta fortemente compromesso.
Vivere nei “campi” rappresenta un ostacolo importante anche per il pieno godimento del diritto all’istruzione. I minori sono infatti penalizzati dall’ubicazione degli insediamenti formali al di fuori del tessuto urbano, lontano dagli istituti scolastici, e dalla mancanza di spazi adeguati per lo studio all’interno delle abitazioni.
Le politiche predisposte dalle istituzioni per le comunità rom e sinte in emergenza abitativa non contemplano poi né il diritto al gioco dei bambini né tantomeno le attività ricreative, artistiche e culturali, elementi fondamentali per un sano sviluppo intellettivo, affettivo, cognitivo e relazionale dei minori.
Infine, sottolinea il rapporto, i minori rom e sinti che vivono nei “campi” hanno ben 40 probabilità in più di essere dichiarati adottabili rispetto a coetanei non rom, un dato che rivela la violazione del loro diritto alla famiglia.
«La vera emergenza non è quella inventata dal Governo italiano nel 2008, peraltro dichiarata illegittima dalla Cassazione lo scorso aprile, ma l’emergenza rappresentata dalla discriminazione cumulativa che subiscono i minori rom e le loro famiglie», afferma Carlo Stasolla, presidente dell’Associazione 21 luglio.
«Questa emergenza – continua Stasolla – va affrontata non l’anno prossimo o il prossimo mese, ma oggi, perché ogni giorno che passa è un giorno in più che molti minori rom passano a giocare in mezzo ai rifiuti, in luoghi dove è difficile fare i compiti, dove non si possono invitare amici non rom per la vergogna e dove semplicemente non si può costruire un futuro fatto di diritti».
L’Associazione 21 luglio ha lanciato un appello nazionale con raccolta firme per chiedere a otto Presidenti di Regione di abrogare le Leggi regionali che istituiscono i “campi nomadi” in Italia.
Il rapporto “Figli dei campi” è stato presentato al pubblico mercoledì 11 dicembre all’Auditorium San Fedele di Milano all’interno dell’evento “Container 158”.
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FIGLI DEI CAMPI. Libro bianco sulla condizione dell’infanzia rom in emergenza abitativa in Italia (dicembre 2013)

copertina figli dei campiCon il rapporto “Figli dei campi”, l’Associazione 21 luglio ha analizzato le condizioni di vita dei minori rom e delle loro famiglie che vivono negli insediamenti formali e informali e nei centri di accoglienza in Italia. Il rapporto è stato finanziato grazie al contributo dell’otto per mille della Chiesa Valdese.
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MIA MADRE ERA ROM. Le adozioni dei minori rom in emergenza abitativa nella Regione Lazio (ottobre 2013)

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“Mia madre era rom” è una ricerca sui minori che oggi non vivono più presso le proprie famiglie, perché da queste allontanati e perché adottati dalle famiglie della società maggioritaria. Le adozioni dei minori rom costituiscono un vero e proprio fenomeno, le cui dimensioni erano, prima di questa ricerca, incerte e solo intuite. Il rapporto è stato realizzato grazie al sostegno di Open Society Foundations.
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ANTIZIGANISMO 2.0. Rapporto Osservatorio 21 luglio (2012-2013)

Il Rapporto Osservatorio 21 luglio 2012-2013 analizza i risultati del lavoro dell’Osservatorio nazionale sull’incitamento alla discriminazione e all’odio razziale dell’Associazione 21 luglio.
Le attività dell’Osservatorio 21 luglio sono finanziate da Open Society Foundations con il contributo della Fondazione Migrantes.
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ROM(A) UNDERGROUND. Libro bianco sulla condizione dell’infanzia rom a Roma (febbraio 2013)

Copertina reportRomaUnderground webIl rapporto “Rom(a) Underground” ha l’obiettivo di dare visibilità a una realtà sotterranea, poco conosciuta, raramente discussa e sulla quale si concentrano numerosi stereotipi: le condizioni di vita dei minori rom. La ricerca, realizzata grazie al sostegno di Open Society Foundations, ha analizzato le conseguenze delle politiche capitoline degli ultimi tre anni, ovvero quelle realizzate in seno al Piano Nomadi, sull’esistenza dei minori che vivono a Roma in emergenza abitativa.
Gli ambiti indagati fanno riferimento ai diritti riconosciuti dalla Convenzione Internazionale sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza, ratificata dall’Italia da oltre 15 anni: in particolare, il diritto alla salute, all’istruzione, all’alloggio, al gioco e alla non-discriminazione. In che modo il Piano Nomadi ha tutelato la fruizione dei diritti dei quasi 4000 minori rom residenti a Roma presso insediamenti informali, centri di raccolta rom, “campi tollerati” e «villaggi attrezzati»?
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DIRITTI RUBATI. Rapporto sulle condizioni di vita dei minori rom e delle loro famiglie nel “villaggio attrezzato” di via della Cesarina a Roma (settembre 2012)

Diritti-rubati coverIl rapporto intende analizzare le condizioni di vita delle tre comunità rom che abitano il «villaggio attrezzato» di via della Cesarina, a Roma.
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LAVORO SPORCO. Il Comune di Roma, i rom e le “borse lavoro” (maggio 2012)

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Il rapporto ha l’obiettivo di valutare i risultati delle politiche di inclusione lavorativa realizzate tra il 2010 e il 2011 dal Comune di Roma e rivolte alle comunità rom presenti in alcuni insediamenti della capitale. Tenta di comprendere i costi dei progetti, il loro reale andamento, di mostrare le conseguenze degli stessi e la loro incisività sulla vita delle persone che ne hanno usufruito.
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ANIME SMARRITE. Il piano degli sgomberi a Roma: storie quotidiane di segregazione abitativa e di malessere (febbraio 2012)

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Rapporto etnografico sul mal-essere causato dalla politica di sradicamento abitativo nei confronti delle comunità rom e sinte a Roma.
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