Gli attivisti presentano una denuncia urgente per fermare lo sgombero forzato dei rom dal campo di Giugliano
Bruxelles, Roma, 13 marzo 2025 – Gli attivisti del Centro Europeo per i Diritti dei Rom (ERRC), con il sostegno di Associazione 21 luglio e il Comitato Campano con i Rom, hanno presentato un reclamo collettivo al Comitato Europeo per i Diritti Sociali (ECSR), sollecitando il Comitato ad assicurare che il Governo italiano adotti misure immediate per prevenire l’imminente sgombero di famiglie rom da un insediamento situato in Via Carrafiello a Giugliano in Campania, in provincia di Napoli. Lo sgombero potrebbe avvenire in qualsiasi momento fino al 30 aprile 2025, dopo una sentenza del Tribunale di Napoli adottata il 17 febbraio scorso. Nel richiamo viene chiesto di fermare lo sgombero forzato (così come qualsiasi altro sgombero di famiglie rom in Italia che non sia conforme al diritto internazionale), di fornire un’adeguata sistemazione alternativa alle famiglie e di sviluppare soluzioni abitative integrate a lungo termine per le famiglie rom a rischio.
“Le famiglie di questo campo sono state spinte dalle autorità in campi etnicamente segregati e lasciate lì a marcire, con poche o nessuna disposizione per le infrastrutture di base e condizioni di vita sicure. Sono state ripetutamente sfrattate, spostate da un campo all’altro per più di 20 anni, e ora il Comune ha deciso di lavarsene completamente le mani senza offrire una sistemazione alternativa a tutti gli abitanti. Questo non è il “superamento dei campi”, è il perenne fallimento dell’Italia nell’offrire qualcosa di diverso da un circolo vizioso di esclusione, mancanza di casa e discriminazione sistemica alle sue famiglie più vulnerabili”, ha dichiarato il portavoce dell’ERRC Jonathan Lee. Secondo Carlo Stasolla, presidente di Associazione 21 luglio: “In un contesto italiano dove sempre più amministrazioni comunali sono impegnate in azioni di superamento degli insediamenti monoetnici, a Giugliano in Campania sembra, in un tragico ritorno al passato, replicarsi l’odiosa pratica degli sgomberi forzati lesivi dei diritti umani e dei diritti dell’infanzia. Ci sono margini di mediazione per evitarlo e, come organizzazione, siamo disponibili ad individuare insieme alle autorità locali e nazionali le soluzioni affinché lo sgombero forzato possa essere evitato.”
ERRC, Associazione 21 luglio e Comitato Campano con i Rom sostengono che lo sgombero imposto viola le disposizioni della Carta Sociale Europea che garantiscono il diritto a un alloggio adeguato e la protezione dalla discriminazione (articolo 31 e articolo E). Il reclamo chiede misure provvisorie in considerazione della situazione di grande vulnerabilità in cui si trovano le famiglie rom a causa del rischio costante di
sgomberi forzati e dell’avvicinarsi della scadenza del 30 aprile. Il reclamo chiede che il Comitato ordini al Governo italiano di:
1. Arrestare immediatamente ogni ulteriore azione di sgombero e garantire che nessuna famiglia rom sia sfollata con la forza dall’insediamento di Giugliano in Campania (Via Carrafiello). Questa protezione dovrebbe essere garantita fino a quando non sarà pianificata e attuata una soluzione abitativa permanente e sostenibile, dopo aver consultato le famiglie interessate. L’eventuale sgombero non dovrebbe avvenire senza un preavviso adeguato e legale, l’accesso a una consulenza legale e la proposta di alloggi alternativi adeguati.
2. Fornire una sistemazione temporanea sicura e adeguata a tutte le famiglie oggetto dello sgombero, in luoghi sicuri e accessibili, con accesso a servizi essenziali come acqua, servizi igienici ed elettricità. È fondamentale che le famiglie oggetto dello sgombero possano risiedere in maniera sicura in questi alloggi nell’attesa che venga individuata una soluzione a lungo termine. Gli alloggi temporanei dovranno soddisfare gli standard fondamentali di adeguatezza e di rispetto della dignità delle famiglie coinvolte.
3. Sviluppare un piano abitativo completo e privo di un approccio segregante per tutte le famiglie rom di via Carrafiello, frutto di una consultazione con le comunità interessate. Tale piano dovrà assicurare la fornitura di alloggi adeguati e permanenti che rispettino la dignità della comunità rom e garantiscano l’accesso ai servizi sociali, all’istruzione, alla sanità e alle opportunità di lavoro. Il piano dovrà dare priorità ad alloggi non segregati, fornendo alle famiglie pari opportunità di inclusione sociale nella società in generale.
Il contesto
Il campo di via Carrafiello a Giugliano in Campania si trova in un’area industriale abbandonata. Per la maggior parte delle oltre 80 famiglie che vi abitano, è almeno il terzo campo segregato di questo tipo in cui hanno vissuto e da cui hanno poi dovuto affrontare ogni volta uno sgombero forzato. Quando sono arrivati nel 2019, erano isolati dalla città, circondati da cumuli di rifiuti, con servizi e infrastrutture di base
totalmente assenti o gravemente inadeguati. Le abitazioni sono per lo più costruite con materiali di scarto. Alcune famiglie prive di roulotte sono rimaste senza casa e sono state costrette a dormire in auto o all’aperto. Le condizioni sono solo peggiorate negli anni successivi, con infestazioni di topi, mancanza di servizi igienici e rischi dovuti a condizioni meteorologiche estreme. Le condizioni in cui queste famiglie sono costrette a sopportare hanno avuto un esito fatale quando, il 13 gennaio 2024, una bambina rom di 7 anni di nome Michelle è rimasta folgorata ed è morta a causa di un impianto elettrico difettoso nell’insediamento. L’incidente ha scatenato l’indignazione dell’opinione pubblica, ma, com’era prevedibile, l’attenzione dei media si è rapidamente spostata sulle accuse di comportamento violento da parte dei membri della famiglia in lutto all’ospedale, mettendo in ombra la causa principale della morte di Michelle: le condizioni pericolose del “campo”. Il 25 gennaio 2024, le autorità locali, tra cui Polizia, Carabinieri, personale militare e dipendenti dell’azienda idrica, sono state inviate al “campo”. In seguito, sono stati rimossi i rifiuti, messi in sicurezza i cavi elettrici e sequestrati i veicoli. Tuttavia, queste azioni sono state seguite dalla disconnessione della rete idrica, lasciando inizialmente i 450 residenti rom senza accesso all’acqua potabile.
Il 1° marzo 2024, l’ERRC ha presentato una denuncia formale al Prefetto di Napoli e al Sindaco di Giugliano, evidenziando la terribile situazione abitativa del “campo” di via Carrafiello. La denuncia dell’ERRC chiedeva un’indagine urgente sulle carenze istituzionali che hanno lasciato la comunità senza servizi essenziali e alternative abitative valide. Chiedeva inoltre che il Prefetto di Napoli e il Sindaco di Giugliano
sviluppassero un piano globale per soluzioni abitative adeguate e sostenibili per tutte le famiglie residenti nell’insediamento. Il 6 marzo 2024, l’ERRC ha presentato una denuncia distinta al Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Napoli Nord, al Procuratore della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni e alla Polizia, chiedendo un’indagine approfondita su potenziali negligenze istituzionali e violazioni della sicurezza che potrebbero aver contribuito alla tragica morte della bambina rom di 7 anni di nome Michelle.
Nell’aprile del 2024, il Comune di Giugliano ha lanciato un bando, offrendo cinque appartamenti di 120 metri quadrati per ospitare circa 50 persone dell’insediamento. conseguentemente, a Giugliano in Campania sono scoppiate proteste tra i cittadini italiani che si opponevano all’assegnazione degli alloggi alle famiglie rom. Alcune famiglie non rom hanno occupato per protesta gli appartamenti destinati alle famiglie
rom vincitrici del bando. Considerato il clima di odio razziale le cinque famiglie interessate hanno rifiutato l’offerta.
Il 17 febbraio 2025, il Tribunale di Napoli Nord, Nona Sezione Civile, ha emesso una sentenza che ha ribadito una precedente ordinanza di sgombero. Ha fissato un nuovo termine di esecuzione al 30 aprile 2025, sottolineando che lo sgombero forzato deve essere eseguito con l’assistenza di un medico a causa delle preoccupazioni per le cattive condizioni di vita e i rischi per la salute degli occupanti. La sentenza conferma che l’ordine di sgombero si applica a tutti gli individui che vivono nell’area e che non è necessario un preavviso agli abitanti sulla data dello sgombero. Il Tribunale ha inoltre imposto alle forze dell’ordine di agire immediatamente su richiesta, e qualsiasi rifiuto o ritardo ingiustificato potrebbe portare a conseguenze legali, compresa la responsabilità penale per i funzionari pubblici che ostacolano l’applicazione della legge.
Jonathan Lee
Advocacy & Communications Director
European Roma Rights Centre
jonathan.lee@errc.org
+32 492887679
Rosi Mangiacavallo (in Italian)
Human Rights Monitor for Italy
European Roma Rights Centre
rosi.mangiacavallo@errc.org
+39 3289420715
Carlo Stasolla
Presidente
Associazione 21 luglio ETS
c.stasolla@21luglio.org
+39 3200987154
Barbara Battaglia
Ufficio Comunicazione stampa
bbbarbarabattaglia@gmail.com
+39 3666292992

Questa azione è finanziata dall’Unione europea. I punti di vista e le opinioni espresse sono tuttavia esclusivamente
quelli dell’autore o degli autori e non riflettono necessariamente quelli dell’Unione europea o della Commissione
europea, Direzione generale Giustizia e consumatori. Né l’Unione europea né la Commissione europea, Direzione
generale Giustizia e consumatori, possono essere ritenute responsabili.
Progetto: “RISE – Roma Inclusion and Support Effort”.




