2 aprile 2012 – Il ricorso in Cassazione del governo italiano: per l'Associazione 21 luglio preoccupante ambiguità delle autorità italiane
Roma, 02.04.2012
L’agenzia di stampa Redattore Sociale ha reso noto oggi il ricorso presentato in Cassazione il 15 febbraio 2012 dal governo italiano per invalidare la sentenza del Consiglio di Stato che il 16 novembre 2011 aveva dichiarato «illegittimo» lo stato di emergenza relativo alle «comunità nomadi» dichiarato, attraverso un decreto, nel maggio 2008 dal presidente del Consiglio dei ministri Silvio Berlusconi.
Secondo l’Associazione 21 luglio, il ricorso in Cassazione presentato dal governo italiano, evidenzia una preoccupante ambiguità da parte delle autorità italiane che, nel presentare all’Europa la «Strategia Nazionale d’inclusione dei rom sinti e camminanti» avevano affermato che «le misure adottate sotto lo stato di emergenza si erano rivelate inefficaci, costose e dannose per la coesione sociale del paese».
A più riprese le autorità italiane hanno espresso nelle ultime settimane la necessità di adottate nuove politiche sociali non più fondate su uno stato di emergenza ma guidate da principi inclusivi e solidali. Il ricorso del governo italiano, se accolto, potrebbe lasciare aperta la possibilità, a qualsiasi esecutivo, di riproporre lo stato emergenziale con le sue conseguenze nefaste che le comunità rom e sinte, attraverso i Piano Nomadi locali, hanno conosciuto negli ultimi tre anni.
Il ricorso in Cassazione sembrerebbe rappresentare un escamotage del governo italiano che, da una parte chiude la porta all’emergenza, dall’altra lascia uno spiraglio di finestra aperta. Uno spiraglio che lascia sconcertati, perchè non fa luce sulle reali intenzioni della giunta governativa riguardo le politiche nazionali rivolte alle comunità rom e sinte.

