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Rapporto "Centri di raccolta s.p.a.": presentazione in Campidoglio

A un anno dalla pubblicazione del rapporto “Campi Nomadi s.p.a.”, che ha svelato il fiume incontrollato di denaro pubblico che nel 2013 ha alimentato il cosiddetto “sistema campi” nella Capitale

l’Associazione 21 luglio presenta il nuovo rapporto


Centri di raccolta s.p.a.

I centri di assistenza abitativa per soli rom. I costi a Roma nel 2014 e i percorsi per il loro superamento

6 maggio 2015 – ore 12.30
sala del Carroccio
piazza del Campidoglio, Roma


Intervengono:

Carlo Stasolla – presidente Associazione 21 luglio
Luigi Manconi – presidente Commissione Diritti Umani del Senato
Francesca Danese – Assessore alle Politiche Sociali di Roma Capitale
Riccardo Magi – consigliere Roma Capitale
Tommaso Vitale – professore associato di Sociologia, direttore Master “Governing the large metropolis”, Sciences Po, Centre d’Etudes Europennes, Parigi

Modera:

Luca Liverani – giornalista di Avvenire

INGRESSO LIBERO
Ai presenti sarà consegnata copia gratuita del rapporto

Per maggiori informazioni:
Danilo Giannese
Comunicazione e Ufficio Stampa
Associazione 21 luglio
Tel: 388 4867611 – 06 64815620
Email: stampa@21luglio.org

Best House Rom, a due mesi dall’impegno di Danese «Lo chiuderò in due mesi».

Il 26 gennaio scorso, l’Assessore alle Politiche Sociali di Roma Capitale Francesca Danese, in seguito a una visita al centro di raccolta rom “Best House Rom”, organizzata dall’Associazione 21 luglio e dalla Commissione Diritti Umani del Senato, dichiarò che avrebbe chiuso «questo mostro in due mesi».
A due mesi esatti di distanza dalle parole pronunciate pubblicamente davanti ai microfoni dei numerosi giornalisti presenti, l’Associazione 21 luglio auspica che l’Assessore tenga fede all’impegno assunto e provveda con urgenza e risposte adeguate alla chiusura di una struttura in cui, ancora oggi, 320 uomini, donne e bambini rom continuano a vivere in condizioni di vita precarie e in cui i loro diritti umani continuano a essere violati in maniera sistematica.
Il “Best House Rom”, situato in via Visso 12, nella periferia est della Capitale, è uno dei quattro centri di raccolta, riservati a soli rom, gestiti dal Comune di Roma. La struttura è stata inaugurata nel 2012 per accogliere le famiglie rom sgomberate dagli insediamenti informali, e nel dicembre 2013 è stato ampliatA per consentire l’ingresso dei 150 rom sgomberati dall’ex “villaggio attrezzato” di via della Cesarina. Il centro presenta spazi angusti e inadeguati, non ci sono finestre né punti luce per il passaggio dell’aria e della luce naturale all’interno di stanze dove vivono in media cinque persone. Il Comune di Roma ha speso nel 2014 per questa struttura quasi 3 milioni di euro.
«Nel centro di accoglienza “Best House Rom” – dichiararono in una nota alla stampa il 26 gennaio scorso il presidente della Commissione Diritti Umani Luigi Manconi e la senatrice Manuela Serra, subito dopo la visita alla struttura – è in atto una sistematica violazione dei diritti umani. Circa 300 rom, di cui più della metà minori, vivono in una condizione di segregazione abitativa e sociale. La struttura, priva di finestre e punti luce, va chiusa così come vanno superati i “campi rom” attraverso l’individuazione dei percorsi di inclusione sociale previsti dalla Strategia Nazionale di Inclusione dei Rom, dei Sinti e dei Camminanti in Italia».
L’Assessore Danese, in seguito alla visita al “Best House Rom”, alla quale prese parte anche il consigliere di Roma Capitale Riccardo Magi, non esitò a definire la struttura «un mostro».
«Questo mostro deve essere chiuso. Lo farò in due mesi, il tempo necessario per trovare una sistemazione dignitosa a queste famiglie», affermò l’Assessore.
«Un eventuale mantenimento della struttura al di là dei due mesi previsti, – ha scritto l’Associazione 21 luglio in una lettera inviata nei giorni scorsi all’Assessore Danese, alla quale non è seguita alcuna risposta – oltre ad abbassare il livello di credibilità nei confronti degli amministratori capitolini, potrebbe essere letto – agli occhi della comunità rom e dell’intera cittadinanza – come l’incapacità degli stessi, a fronte dei grandi interessi economici che si muovono attorno al sistema assistenziale che a Roma riguarda i rom, di fornire risposte».
Sul “Best House Rom”, anche il sindaco Ignazio Marino aveva assunto un impegno concreto. L’8 dicembre 2014, in risposta a uno sciopero della fame intrapreso dal consigliere comunale Riccardo Magi e dal presidente dell’Associazione 21 luglio Carlo Stasolla, Marino dichiarò: «Al più presto intendo visitare il centro per rendermi conto personalmente, come sindaco e come medico, della situazione. A voi voglio ribadire il mio impegno a trovare una soluzione alternativa per le donne, gli uomini e i bambini che oggi vivono in condizioni non dignitose. Ringrazio sinceramente per aver sollevato il caso emblematico della struttura Best House Rom e chiedo di sospendere lo sciopero della fame».
Anche a tale impegno, ad oggi, non è seguita alcuna azione concreta da parte del primo cittadino.
Foto: Roma Capitale News

Una risoluzione per superare i "campi rom" in Italia

La Commissione diritti umani del Senato ha approvato una risoluzione che impegna il Governo verso il superamento definitivo dei “campi nomadi” in Italia e per la concreta attuazione della Strategia nazionale d’Inclusione di Rom, Sinti e Camminanti. Per l’Associazione 21 luglio si tratta dell’inizio della fine dell’era “campi nomadi” e della dismissione di questi “non luoghi” dove i diritti umani di rom e sinti sono sospesi.
La risoluzione – si legge in una nota della Commissione – nasce dalle visite svolte dai membri della Commissione nei mesi scorsi in campi e villaggi attrezzati, soprattutto nella città di Roma.
Il 10 novembre 2014 e il 26 gennaio 2015, in particolare, l’Associazione 21 luglio ha accompagnato le delegazioni della Commissione in visita al “Best House Rom”, un centro di raccolta rom situato nella periferia est di Roma che – come afferma la nota della Commissione – «accoglie circa 300 persone in spazi inadeguati e lontani dall’assicurare condizioni di vita minimamente accettabili. D’altra parte – continua la nota – è quel centro che l’Assessore alle Politiche Sociali di Roma Francesca Danese si è impegnata a chiudere al più presto, offrendo alle famiglie una sistemazione dignitosa e l’avvio di un percorso condiviso».
Le recenti inchieste giudiziarie hanno evidenziato come la gestione dei “campi nomadi” a Roma – si legge nella risoluzione appena approvata – rientrasse all’interno di “un sistema corruttivo finalizzato all’assegnazione di appalti e finanziamenti pubblici che ha portato negli ultimi anni a un peggioramento delle condizioni di vita delle comunità Rom, alla loro segregazione e a uno spreco di risorse pubbliche: nel solo 2013 e nella sola Capitale sono stati impegnati oltre sedici milioni di euro, di cui circa il 60% rappresentato dai soli costi di gestione”.
Secondo l’Associazione 21 luglio, la risoluzione presentata dalla Commissione presieduta dal senatore Luigi Manconi rappresenta un ulteriore passo verso la chiusura definitiva dei “campi nomadi” presenti in Italia.
«Ci si avvia verso la dismissione di questi “non luoghi” dove il diritto è sospeso e dove per decenni sono state concentrate le comunità rom e sinte in emergenza abitativa», afferma l’Associazione.
«Attendiamo le scelte coraggiose da parte degli amministratori locali che dal 2012 ad oggi hanno già speso più di 13 milioni di euro per la realizzazione di nuovi insediamenti per soli rom a Roma, Milano, Carpi e Giugliano; che stanno portando a termine la costruzione di nuovi insediamenti a Latina, Lecce, Merano e Cosenza e che si stanno attivando a ristrutturazioni di “campi nomadi” ad Asti, Savona, Vicenza e Torino – prosegue l’Associazione 21 luglio -. -.  Dalla Capitale e dall’impegno assunto dall’assessore Danese per la chiusura del “Best House Rom” bisogna partire per dare un segnale forte e chiaro a tutto il Paese».
Una presa di posizione in linea con quanto dichiarato dallo stesso presidente della Commissione diritti umani Manconi: «La Commissione chiede oggi al Governo di adottare misure urgenti ed efficaci nell’ambito delle politiche generali di inclusione sociale per il miglioramento delle condizioni di vita di Rom, Sinti e Camminanti».

Una risoluzione per superare i "campi rom" in Italia

La Commissione diritti umani del Senato ha approvato una risoluzione che impegna il Governo verso il superamento definitivo dei “campi nomadi” in Italia e per la concreta attuazione della Strategia nazionale d’Inclusione di Rom, Sinti e Camminanti. Per l’Associazione 21 luglio si tratta dell’inizio della fine dell’era “campi nomadi” e della dismissione di questi “non luoghi” dove i diritti umani di rom e sinti sono sospesi.
La risoluzione – si legge in una nota della Commissione – nasce dalle visite svolte dai membri della Commissione nei mesi scorsi in campi e villaggi attrezzati, soprattutto nella città di Roma.
Il 10 novembre 2014 e il 26 gennaio 2015, in particolare, l’Associazione 21 luglio ha accompagnato le delegazioni della Commissione in visita al “Best House Rom”, un centro di raccolta rom situato nella periferia est di Roma che – come afferma la nota della Commissione – «accoglie circa 300 persone in spazi inadeguati e lontani dall’assicurare condizioni di vita minimamente accettabili. D’altra parte – continua la nota – è quel centro che l’Assessore alle Politiche Sociali di Roma Francesca Danese si è impegnata a chiudere al più presto, offrendo alle famiglie una sistemazione dignitosa e l’avvio di un percorso condiviso».
Le recenti inchieste giudiziarie hanno evidenziato come la gestione dei “campi nomadi” a Roma – si legge nella risoluzione appena approvata – rientrasse all’interno di “un sistema corruttivo finalizzato all’assegnazione di appalti e finanziamenti pubblici che ha portato negli ultimi anni a un peggioramento delle condizioni di vita delle comunità Rom, alla loro segregazione e a uno spreco di risorse pubbliche: nel solo 2013 e nella sola Capitale sono stati impegnati oltre sedici milioni di euro, di cui circa il 60% rappresentato dai soli costi di gestione”.
Secondo l’Associazione 21 luglio, la risoluzione presentata dalla Commissione presieduta dal senatore Luigi Manconi rappresenta un ulteriore passo verso la chiusura definitiva dei “campi nomadi” presenti in Italia.
«Ci si avvia verso la dismissione di questi “non luoghi” dove il diritto è sospeso e dove per decenni sono state concentrate le comunità rom e sinte in emergenza abitativa», afferma l’Associazione.
«Attendiamo le scelte coraggiose da parte degli amministratori locali che dal 2012 ad oggi hanno già speso più di 13 milioni di euro per la realizzazione di nuovi insediamenti per soli rom a Roma, Milano, Carpi e Giugliano; che stanno portando a termine la costruzione di nuovi insediamenti a Latina, Lecce, Merano e Cosenza e che si stanno attivando a ristrutturazioni di “campi nomadi” ad Asti, Savona, Vicenza e Torino – prosegue l’Associazione 21 luglio -. -.  Dalla Capitale e dall’impegno assunto dall’assessore Danese per la chiusura del “Best House Rom” bisogna partire per dare un segnale forte e chiaro a tutto il Paese».
Una presa di posizione in linea con quanto dichiarato dallo stesso presidente della Commissione diritti umani Manconi: «La Commissione chiede oggi al Governo di adottare misure urgenti ed efficaci nell’ambito delle politiche generali di inclusione sociale per il miglioramento delle condizioni di vita di Rom, Sinti e Camminanti».

«Il Best House Rom va chiuso immediatamente»

«Nel centro di accoglienza “Best House Rom” è in atto una sistematica violazione dei diritti umani. Circa 300 rom, di cui più della metà minori, vivono in una condizione di segregazione abitativa e sociale. La struttura, priva di finestre e punti luce, va chiusa così come vanno superati i “campi rom” attraverso l’individuazione dei percorsi di inclusione sociale previsti dalla Strategia Nazionale di Inclusione dei Rom, dei Sinti e dei Camminanti in Italia».
Lo affermano, in una nota congiunta, Luigi Manconi e Manuela Serra, della Commissione Diritti Umani del Senato, Carlo Stasolla, dell’Associazione 21 luglio, e il consigliere di Roma Capitale Riccardo Magi, dopo essere tornati oggi al “Best House Rom”, nella periferia est della Capitale.
Alla visita ha preso parte anche l’Assessore alle Politiche Sociali di Roma Capitale Francesca Danese che ha definito il centro «un mostro, una bruttura figlia delle proroghe dietro le quali si è insediato il malaffare».
«In questo edifico, in stanze piccolissime dove vivono anche fino a dodici persone, ammassate, ci sono bambini che non possono vedere la luce del sole perché non esistono finestre – ha detto Francesca Danese -. Il centro, che ha costi altissimi per l’amministrazione comunale, oltre 700 euro al mese a persona e che non possiede i requisiti igienico-sanitari, deve essere chiuso. Mi sto preoccupando di trovare un sistema di accoglienza rispettoso dei diritti delle persone e stiamo effettuando un monitoraggio al riguardo. Entro un paio di mesi conto di sistemare tutto».
Il “Best House Rom” è uno dei quattro centri di raccolta, riservati a soli rom, gestiti dal Comune di Roma. Inaugurato nel 2012 per accogliere le famiglie rom sgomberate dagli insediamenti informali, nel dicembre 2013 è stato ampliato per consentire l’ingresso dei 150 rom sgomberati dall’ex “villaggio attrezzato” di via della Cesarina. Il centro presenta spazi angusti e inadeguati, non ci sono finestre né punti luce per il passaggio dell’aria e della luce naturale all’interno di stanze dove vivono in media cinque persone. Il Comune di Roma ha speso nel 2014 per questa struttura quasi 3 milioni di euro.
Sul “Best House Rom” si era di recente espresso anche il sindaco Ignazio Marino, in una lettera indirizzata a Carlo Stasolla e a Riccardo Magi, che avevano iniziato uno sciopero della fame, impegnandosi «a trovare una soluzione alternativa per le donne, gli uomini e i bambini che oggi vivono in condizioni non dignitose».
«È più che mai urgente – affermano Manconi, Serra, Stasolla e Magi – chiudere al più presto questa struttura e avviare percorsi di inclusione sociale rivolti alle persone che lì vivono. Si tratterebbe del primo, concreto passo verso una nuova politica della città di Roma nei confronti delle comunità rom, private finora di ogni opportunità e segregate nei campi».

Lo sterminio del popolo rom nel nazifascismo e la nuova intolleranza

Introduce:
Luigi Manconi
Presidente Commissione Straordinaria per la tutela e la promozione dei Diritti Umani del Senato

Coordina:
Patrizio Gonnella
Presidente Cild

Partecipano:
Stefano Pasta
Centro di Ricerca sulle Relazioni Interculturali dell’Università Cattolica di Milano
L’Europa nazista e i rom. Una storia dimenticata

Luca Bravi
Università di Chieti – L’Europa del Porrajmos/Samudaripen. Ascoltare oggi

La voce dei testimoni

Ernesto Grandini
Paolo Galliano

Conclude:
Carlo Stasolla
Presidente Associazione 21 luglio


Informazioni e accrediti:
L’accesso alla Sala è consentito fino al raggiungimento della capienza massima.
Per gli uomini sono obbligatorie giacca e cravatta.
Si ricorda che per accedere al Senato è obbligatorio l’accredito.
Per informazioni e accrediti: 06.6706.5299 dirittiumani@senato.it
I giornalisti devono accreditarsi presso l’Ufficio stampa del Senato
Fax: 06.6706.2947 E-mail: accrediti.stampa@senato.it
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A Roma musica rom e incontri per la giornata internazionale dei diritti umani


Campagna “Il mio nome è Rom” e Associazione 21 Luglio invitano i cittadini a tre giorni di eventi, informazione e arte per smontare i pregiudizi

8 dicembre ore 21 – Teatro Argentina, largo di Torre Argentina 52, Roma (ingresso libero)

11 dicembre ore 10 – Senato della Repubblica, Palazzo Giustiniani, via della Dogana Vecchia 29, Roma (obbligatorio l’accredito)


Creare occasioni di conoscenza e condivisione tra la cittadinanza e la comunità Rom, per favorire il rispetto della diversità, la lotta ai pregiudizi e la promozione dei diritti umani
: È l’obiettivo dei tre eventi organizzati dalla campagna “Romaidentity – Il mio nome è Rom” e dall’Associazione 21 luglio – con il contributo di Commissione Europea e Open Society Foundations – in occasione della Giornata Universale dei Diritti dell’uomo che si celebra il 10 dicembre.
Si partirà lunedì 8 dicembre alle ore 21 con uno spettacolo musicale a ingresso libero al Teatro Argentina, in cui si esibiranno tre gruppi di artisti Rom provenienti da Spagna, Romania e Italia: il danzatore di Flamenco Juan Amaya “el Pelon”, il gruppo di musica tradizionale Mahala Rai Banda e l’ Alexian Group e Orchestra Europea per la Pace. Interverrà Ascanio Celestini con l’interpretazione di suoi racconti. Lo spettacolo ha avuto il patrocinio dell’assessorato alla Cultura del Comune di Roma. Due giorni dopo, il 10 dicembre, l’Associazione Stampa Romana terrà un seminario internazionale per giornalisti per una corretta informazione sui Rom.
Giovedì 11 dicembre alle ore 10, presso la sala Zuccari del Senato, si terrà invece il convegno “Il popolo Rom: dall’emarginazione all’integrazione possibile”, organizzato in collaborazione con la Commissione Diritti umani del Senato, in cui verranno illustrati i risultati della ricerca realizzata dalla campagna Romaidentity in collaborazione con l’Università La Sapienza di Roma su Rom e inclusione. Sarà inoltre presentato il rapporto dell’Associazione 21 Luglio “La tela di Penelope”, che fa luce sullo stato di attuazione della Strategia Nazionale di Inclusione di Rom, Sinti e Caminanti in Italia.
Interverranno: Luigi Manconi, presidente della Commissione Diritti Umani del Senato; Franca Biondelli, sottosegretario al Lavoro e alle Politiche sociali; Paola Spadari, presidente dell’Ordine dei Giornalisti del Lazio, Beatriz Carrillo de los Reyes, Associazione delle donne Rom universitarie dell’Andalusia (Spagna). Testimonianze sulle sfide incontrate oggi dai giovani Rom nell’accesso ai diritti all’istruzione e al lavoro, saranno portate da giovani Rom che hanno frequentato le attività di formazione dell’Associazione 21 Luglio e della campagna “Romaidentity – Il mio nome è Rom”.
Si ricorda che per accedere al Senato è obbligatorio l’accredito. Per informazioni e accrediti dirittiumani@senato.it – tel. 06.6706.5299
Per gli uomini sono obbligatorie giacca e cravatta. I giornalisti devono accreditarsi presso l’ufficio stampa del Senato Fax: 06.6706.2947 email: accrediti.stampa@senato.it
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Ufficio Stampa

Ludovica Jona – Campagna “Romaidentity – Il mio nome è Rom” – l.jona@ongrc.org – 338 8786870
Danilo Giannese – Associazione 21 Luglio – stampa@21luglio.org – 388 4867611
www.romaidentity.org, www.21luglio.org

Nasce la Coalizione Italiana per le Libertà e i Diritti civili (Cild)

cild[tfg_social_share]Il 17 ottobre a Roma, a partire dalle ore 10 presso la sala Capranichetta (piazza Montecitorio), si terrà la prima Conferenza Nazionale della Cild, la Coalizione per le Libertà e i Diritti Civili, di cui anche l’Associazione 21 luglio fa parte.
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Di seguito il comunicato stampa della Cild.
Nasce la Coalizione Italiana per le Libertà e i Diritti civili. Primo esperimento di contaminazione delle libertà, la Cild nasce da un grandissimo numero di organizzazioni della società civile italiana che hanno deciso di dar vita a questa Coalizione, pur nella eterogeneità dei temi trattati e delle proprie storie. Il presidente è Patrizio Gonnella, attuale presidente dell’Associazione Antigone.
Le associazioni che aderiscono sono: A buon diritto, Antigone, Arci, Arcigay, Asgi, Associazione 21 Luglio, Associazione Luca Coscioni, Associazione Nazionale Stampa Interculturale, Associazione Tefa Colombia – Cooperazione Internazionale Modena, Cie Piemonte, Certi Diritti, Cipsi, Cittadinanzattiva, Cittadini del mondo, Cospe, Diritto di sapere, Fondazione Leone Moressa, Forum Droghe, Lasciatecientrare, Lunaria, Movimento Difesa del Cittadino, Naga, Parsec, Progetto Diritti, Società della Ragione, Zabbara.
Le grandi questioni di cui ci occuperemo riguardano la lotta al razzismo e ogni forma di discriminazione, i diritti delle persone immigrate e di etnia rom e sinti, il contrasto a un sistema penale e penitenziario privo di garanzie e irrispettoso della dignità umana, la lotta alla corruzione e le battaglie per la trasparenza nella pubblica amministrazione, i diritti delle persone della comunità Lgbt, la questione droghe, i diritti dei minori, la violenza contro le donne.
Il 17 ottobre a Roma, a partire dalle ore 10 presso la sala Capranichetta (piazza Montecitorio), si terrà la prima Conferenza Nazionale che rappresenterà il primo momento pubblico della Coalizione.
In quell’occasione verranno pubblicizzate alla stampa tute le raccomandazioni presentate a Ginevra dalla nostra organizzazione al Consiglio dei Diritti Umani delle Nazioni Unite che, a partire dal 27 ottobre, dovrà giudicare il nostro paese.
Il 17 ottobre è prevista la partecipazione di: Luigi Manconi (presidente della commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani del Senato della Repubblica); Aryeh Neier (già direttore dell’American Civil Liberties Union, di Human Rights Watch e presidente della Open Society Foundations); Ivan Scalfarotto (Sottosegretario di Stato al Ministero delle Riforme costituzionali e Rapporti con il Parlamento); Min. Plen Gian Ludovico de Martino (Presidente Comitato Interministeriale per i Diritti Umani); Silvio di Francia (delegato del Sindaco di Roma per i Diritti Fondamentali); Balazs Dénes (Open Society Foundations); Aldo Morrone (presidente Fondazione Ime); Eligio Resta (Università di Roma Tre, filosofo del diritto); Antonio Marchesi (Presidente di Amnesty International); Judith Sunderland (Human Rights Watch); Mauro Palma Consiglio d’Europa; Uno studente del liceo classico Virgilio di Roma; Stefano Anastasia (Società della Ragione); Guido Barbera (Cipsi); Paolo Beni (Deputato PD); Valentina Brinis (A Buon Diritto); Marco Cappato (Associazione Luca Coscioni); Francesca Chiavacci (Arci); Luca Cusani (Naga); Daniele Farina (Deputato Sel); Costanza Hermanin (Open Society Foundations); Pier Paolo Inserra (Parsec); Laura Liberto (Cittadinanzattiva); Antonio Longo (Movimento Difesa del Cittadino); Giulio Marcon (Deputato Sel); Susanna Marietti (Antigone); Gennaro Migliore (Deputato Led); Leonardo Monaco (Certi Diritti); Grazia Naletto (Lunaria); Enrica Rigo (Law Clinic Università Roma Tre); Guido Romeo (Diritto di Sapere); Arturo Salerni (Progetto Diritti); Gianfranco Schiavone (Asgi); Gianluca Solera (Cospe); Maria Stagnitta (Forum Droghe); Carlo Stasolla (Associazione 21 Luglio); Gabriella Stramaccioni (Gruppo Abele); Gabriella Guido (Vicepresidente della Cild); Andrea Menapace (Cild).
Inoltre, il giorno prima della conferenza, una delegazione della Cild, con alcuni degli ospiti internazionali, alcuni parlamentari e il vicesindaco di Roma, si recheranno in visita presso il Cie di Ponte Galeria e il carcere di Regina Coeli.
Invitiamo i giornalisti e le redazioni che volessero ricevere in futuro le comunicazioni della Cild a mandare una mail all’indirizzo: ufficiostampa@cilditalia.org per essere aggiunti alla lista stampa.
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rom roma lazio

L'inclusione dei rom e sinti: giovedì al via il Convegno Italiaromanì

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PROGRAMMA COMPLETO
Dal 3 al 5 aprile, presso l’Aula Magna del Dipartimento di Architettura dell’Università Roma Tre – largo Giovanni Battista Marzi 10, Roma – l’Associazione 21 luglio organizza il Convegno nazionale “ITALIA ROMANÌ. L’inclusione dei rom e dei sinti in Italia. Quale strategia?”.

Al Convegno, che sarà inaugurato il 3 aprile alle 14 dalla Presidente della Camera Laura Boldrini, e che ha ricevuto l’adesione del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano parteciperanno vari rappresentanti delle istituzioni locali, nazionali e internazionali: la deputata ed ex Ministra dell’Integrazione Cécile Kyenge, il direttore dell’Ufficio Nazionale Anti Discriminazione razziale (UNAR) Marco De Giorgi, il presidente della Commissione Diritti Umani del Senato Luigi Manconi, i senatori Francesco Palermo e Gianpiero Dalla Zuanna, l’assessore alle Politiche Sociali della Regione Lazio Rita Visini, l’assessore alla Trasformazione Urbana di Roma Capitale Giovanni Caudo, il sindaco di Messina Renato Accorinti, il vice sindaco di Torino Elide Tisi, il presidente del Comitato Europeo dei Diritti Sociali Luis Quimena Quesada.
Interverranno come relatori numerosi rappresentanti delle organizzazioni nazionali e internazionali che si occupano della tutela dei diritti di rom e sinti – tra cui John Dalhuisen, direttore del Segretariato Internazionale di Amnesty International per i programmi in Europa e Asia Centrale – nonché docenti universitari, ricercatori, attivisti rom e sinti ed esperti della materia, tra cui l’attore teatrale Moni Ovadia.
Il Convegno è rivolto a esperti, ricercatori, professionisti, studenti e tutti coloro che vorrebbero avvicinarsi o approfondire il tema delle politiche rivolte alle comunità rom e sinte.
Il convegno “ITALIA ROMANÌ” si concluderà con un’azione urbana dimostrativa a sorpresa, a partire dalle ore 16.30 in piazza del Colosseo (lato metro), organizzata da un gruppo di giovani attivisti rom e sinti per i diritti umani, provenienti da varie città italiane.
Il convegno rientra tra le attività della Campagna dell’Associazione 21 luglio “Stop all’apartheid dei Rom!“, realizzata grazie al sostegno di Bernard Van Leer Foundation, ed è stato organizzato con il patrocinio della rappresentanza italiana della Commissione Europea e dell’UNAR e con il contributo di Fondazione Charlemagne e Fondazione Migrantes.

Associazione 21 luglio ETS - Largo Ferruccio Mengaroni, 29, 00133, Roma - Email: info@21luglio.org - C.F. 97598580583 - Privacy Policy - Cookie Policy