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«Forni per i rom», esposto contro consigliera Massimilla Conti

rom Massimilla Conti[tfg_social_share]L’Associazione 21 luglio ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica in merito alle gravi dichiarazioni, incitanti all’odio razziale verso i rom, rilasciate da Massimilla Conti, consigliera del Comune di Motta Visconti, provincia di Milano, attraverso una serie di post sul proprio profilo Facebook.
«Se tra i cani ci sono razze che vengono considerate più predisposte ad aggredire perché nn ammettiamo che i rom sn più predisposti a commettere i reati?», aveva scritto, il 21 settembre 2014, Massimilla Conti la quale, il 29 ottobre 2014, aveva rincarato la dose postando: «Le telecamere servono per punire tutti sti bastardi! Cmq niente gatta buia, ci vorrebbero i forni…metto a disposizione la mia taverna. Se vedete del fumo strano che esce dal tetto non vi preoccupate!».
Nell’esposto, l’Associazione 21 luglio ha chiesto all’autorità giudiziaria di valutare la rilevanza penale delle affermazioni della consigliera comunale relativamente, in particolare, alla diffusione di idee fondate sulla superiorità o sull’odio razziale, incitanti alla discriminazione e capaci di istigare pubblicamente a commettere reati.
«I post di Massimilla Conti – afferma l’Associazione 21 luglio – contengono dichiarazioni fondate su una evidente idea di superiorità etnica e sul palesato sentimento di odio nei confronti del gruppo etnico dei rom. In più rievocano non solo la deportazione e lo sterminio dei rom e degli ebrei avvenuta durante la Seconda Guerra Mondiale, ma invocano la rinnovata adozione delle medesime misure nei confronti dei rom come gruppo etnico ben definito».
rom Massimilla ContiLe affermazioni, d’altra parte, risultano ancor più gravi in ragione del ruolo istituzionale ricoperto da Massimilla Conti: «Il suo ruolo non consente in alcun modo alla sua foga oratoria di spingersi così in avanti, comunque oltre i confini del lecito, ma al più avrebbe dovuto imporle una maggiore prudenza», sostiene l’Associazione 21 luglio.
L’Associazione 21 luglio, infine, non ritiene in alcun modo accettabile ed esimente da responsabilità nemmeno il post su Facebook, pubblicato il 1 novembre 2014, in cui la consigliera comunale di Motta Visconti ha voluto giustificare le sue affermazioni, relegandole a una semplice battuta avvenuta al di fuori dell’ambito istituzionale.
 
«Le mie affermazioni sull’ennesimo reato perpetrato a Motta Visconti sono state un commento spontaneo e fuori dall’ambito istituzionale – aveva scritto Massimilla Conti – La battuta sui forni, fuori dall’ambito istituzionale, è la classica battuta […] I forni (ma avrei anche potuto usare anche “foibe”) sono la trasposizione metaforica della forte richiesta dei Mottesi di una punizione giusta e certa, che il Paese, patria del diritto, deve garantire ai suoi cittadini […]Chi non ha capito lo spirito, ha voluto strumentalizzare sui giornali una frase come altre cento, mille che si sentono nei negozi, nei bar, tra la gente comune».
«Nessuna strumentalizzazione e nessuno spirito da capire – afferma l’Associazione 21 luglio – Ma non si può restare inermi di fronte a chi, con leggerezza disarmante e incuranza dei diritti umani, semina odio razziale e alimenta un clima di intolleranza e allarmismo sociale nei confronti di una minoranza già di per sé ampiamente discriminata e stigmatizzata».

Lettera alla Questura di Roma per il tweet anti rom

Il tweet comparso sull'account Twitter della Questura di Roma.

Il tweet comparso sull’account Twitter della Questura di Roma.


[tfg_social_share]In piene vacanze natalizie, nel giorno di Santo Stefano, un tweet pubblicato dall’account ufficiale Twitter della Questura di Roma paragonava il riordino di uno sgabuzzino allo sgombero di un “campo nomadi”. L’Associazione 21 luglio ha inviato all’organo statale una lettera con richiesta urgente di verifiche.
«Ho risistemato lo sgabuzzino…m’è sembrato lo sgombero in un campo nomadi…meno male che sono preparata!». Questo tweet è stato pubblicato ieri, giorno di Santo Stefano, alle ore 18.20, dall’account ufficiale della Questura di Roma.
Il tweet ha subito fatto il giro della rete ed è stato intercettato da alcuni utenti che, indignati, lo hanno segnalato all’Associazione 21 luglio. Qualcuno, come l’utente Twitter Barbara Collevecchio, ha anche risposto direttamente al tweet in questione.
«Con la sottile differenza @QuesturadiRoma che nei campi nomadi ci sono esseri umani, bambini, anziani. Senza parole!», twittava l’utente.
In seguito alle rimostranze degli utenti, la Questura di Roma ha provveduto alla rimozione del tweet e ne ha pubblicato prontamente un altro (screenshot in basso) in cui disconosceva la paternità della dichiarazione e annunciava di aver intrapreso verifiche in merito.
QuesturadiRoma_screenshot_rettifica
L’Associazione 21 luglio, che con il suo Osservatorio nazionale sull’incitamento alla discriminazione e all’odio razziale monitora dichiarazioni, comizi e interviste  su giornali locali, nazionali e sul web, ha inviato alla Questura di Roma una lettera nella quale sottolinea la gravità delle asserzioni a scapito delle popolazioni rom e il loro contenuto razziale, discriminatorio e lesivo della dignità umana.
«Dichiarazioni di tale tenore – si legge nella lettera dell’Associazione 21 luglio – sono suscettibili di veicolare messaggi con effetti dannosi non solo per i gruppi “target” ma anche per la popolazione maggioritaria che viene “impregnata” di stereotipi e pregiudizi. Le stesse provenendo poi da un organo di Stato hanno il duplice effetto di rendere concepibili e tollerabili esternazioni di tal fatta».
L’Associazione 21 luglio ha quindi specificato che l’episodio non può ritenersi risolto con la semplice rimozione e divulgazione di una comunicazione di verifiche in corso.
Pertanto ha chiesto alla Questura di Roma «di procedere tempestivamente e senza ritardi alle verifiche predisposte e di divulgare nel più breve tempo possibile l’esito degli accertamenti e delle relative misure correttive intraprese».

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