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#ConfiniAlCentro

#ConfiniAlCentro presenta la Strategia contro la povertà a Lorenzo Fioramonti

La tre giorni di #ConfiniAlCentro si è conclusa oggi a Roma con la presentazione di un documento strategico per il contrasto alla povertà urbana in Italia. Il Comitato Scientifico della Convention al deputato Lorenzo Fioramonti: «chiediamo che i punti programmatici enunciati oggi vengano inseriti nel contratto di governo».
Roma, 13 maggio 2018#ConfiniAlCentro è giunto oggi al termine. Tre intensi giorni di confronto, dibattito e formazione con più di 100 partecipanti e oltre 30 relatori da tutta Italia, si sono conclusi con la presentazione di un documento programmatico per il contrasto alla povertà urbana in Italia: “Strategia nazionale di contrasto alla povertà”.

La presentazione della Strategia a Lorenzo Fioramonti

Il testo è stato presentato e consegnato al deputato On.le Lorenzo Fioramonti, esponente del Movimento 5 stelle. Mentre in questi giorni proseguono le trattative per la formazione del nuovo governo, è stata espressa oggi la richiesta di includere all’interno del contratto di governo punti e obiettivi elencati nel documento affinché diventino nuove linee guida programmatiche all’attenzione dei decisori politici che si apprestano a governare il nostro Paese.

I tavoli di lavoro e la situazione in Italia

Educazione, abitare, povertà estreme e media. Sono questi i quattro i tavoli tematici su cui hanno lavorato in questi tre giorni professionisti, studiosi e esperti da tutta Italia e da cui il Comitato Scientifico di #ConfiniAlCentro ha estrapolato il documento strategico conclusivo.
In Italia non esistono misure sufficienti di protezione dal rischio di povertà, le politiche di contrasto sono state fino ad oggi sporadiche o sperimentali e anche il REI (Reddito di Inclusione), introdotto dall’ultima legislatura, non può essere considerata una strategia sufficiente. A farne le spese sono soprattutto i minori, le famiglie con tanti figli a carico e le aree più depresse del Paese, specialmente il Mezzogiorno. Interventi seri finalizzati a un cambiamento vanno concentrati sull’infanzia, perché essere bambini poveri porta uno svantaggio maggiore. La deprivazione vissuta durante l’infanzia ha un impatto sulla vita dell’individuo più profondo e duraturo, per questo anche la “Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza” deve marcare il passo delle politiche pubbliche se si vuole aggredire seriamente i problemi strutturali della povertà urbana.

Cosa chiede la Strategia elaborata da #ConfiniAlCentro

«Chiediamo con fermezza di abbandonare ogni scorciatoia in termini emergenziali e di non cadere nella trappola di politiche estemporanee nei confronti di presunte emergenze. Nel nostro Paese, la situazione grave di povertà familiare, il cumulo di svantaggi verso i bambini e le nuove generazioni, la concentrazione di povertà in specifici quartieri marginali e l’assenza di misure per favorire la de-segregazione, non sono un fenomeno che possa essere aggredito con misure estemporanee o una tantum, né con interventi di presunta “temporaneità” come nel caso delle brutte esperienze dei campi nomadi/rom o dei “residence”». Lo ha enunciato con forza durante la presentazione dei punti programmatici del documento Tommaso Vitale, rappresentante di Associazione 21 luglio, membro del Comitato Scientifico della Convention #ConfiniAlCentro e professore dell’Università Sciences Po di Parigi.

La risposta di Lorenzo Fioramonti

«Quello che avete detto oggi mi trova pienamente d’accordo e mi impegnerò a portare nell’agenda politica queste questioni – ha dichiarato il deputato Lorenzo Fioramonti – credo che siano necessarie misure che affrontino questi temi con un duplice approccio: uno strutturale che aggredisca il problema alla radice promuovendo il cambiamento sul lungo periodo, e un altro che agisca nell’immediato e che sia in grado di mostrare da subito segnali di miglioramento».

Un auspicio per il futuro

#ConfiniAlCentro si è conclusa dunque con la richiesta e l’auspicio di aprire una nuova stagione, prevedendo la redazione di una “Strategia nazionale di contrasto alla povertà” in favore delle aree più povere e segregate delle città italiane. Deve essere una Strategia vera, che non sia composta solo di parole chiave e obiettivi morali, ma sia vincolante, contenga impegni di spesa, tempi certi, finanziamenti sicuri e adeguati, vincoli all’azione dei diversi livelli di governo, sanzioni per le inadempienze, obiettivi misurabili e verificabili, criteri di metodo per l’implementazione, e relative valutazioni di impatto. Deve essere una Strategia che guidi l’azione verso un cambiamento reale e con un impatto verificabile sulla vita e le opportunità delle persone. Non può essere una sola dichiarazione di intenti.
 



Per maggiori informazioni:
Elena Risi
Ufficio stampa e comunicazione
Associazione 21 luglio
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Povertà urbana

#ConfiniAlCentro: politiche di contrasto alla povertà urbana

L’11 maggio avrà inizio a Roma la tre giorni di #ConfiniAlCentro, una Convention nazionale sulla povertà urbana organizzata da Associazione 21 luglio Onlus, Università di Roma Tor Vergata e la Rete Reyn Italia.
Roma, 9/5/2018 – Apriranno tra due giorni i lavori della Convention #ConfiniAlCentro, il primo incontro nazionale sui temi della povertà urbana che ha l’obiettivo di sviluppare un documento programmatico di proposte e riflessioni per elaborare strategie e politiche di contrasto alla povertà urbana sempre più diffusa in Italia. Associazione 21 luglio Onlus, come organizzatore di questo appuntamento insieme all’Università di Roma Tor Vergata e alla Rete Reyn Italia, ha scelto di ripartire dal quartiere di Tor Bella Monaca – periferia romana – per immaginare e ridisegnare insieme i contorni di una città più inclusiva e egualitaria. I lavori apriranno alle 15 di venerdì 11 maggio presso l’auditorium Ennio Morricone della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Tor Vergata. All’iniziativa è stata conferita, come premio di rappresentanza, una medaglia del Presidente della Repubblica.

I temi e i relatori

Quattro i macrotemi e i tavoli di lavoro a cui i partecipanti, dalle professionalità più svariate, sono chiamati a dare il proprio contributo attraverso un attivo scambio di conoscenza ed esperienze dirette, dal diritto all’abitare a educazione e infanzia, dai media alle povertà estreme, mentre a condurre i tavoli e moderare i dibattiti saranno oltre 30 relatori, tra esperti, accademici, associazioni del terzo settore, attivisti e giornalisti*, oltre che deputati e consiglieri regionali. Al termine dei tre giorni di lavoro, le riflessioni e i contenuti emersi verranno presentati in forma di documento programmatico per la lotta alla povertà urbana.

Numeri e dati della povertà urbana nel mondo

Parlare di povertà urbana risulta quanto mai urgente, lo spiega il briefing di introduzione all’apertura dei lavori della Convention curato da Associazione 21 luglio. Nel documento si legge come, secondo le ultime stime fornite dal Dipartimento per gli Affari Economici e Sociali delle Nazioni Unite, più della metà della popolazione mondiale vive oggi in aree urbane, per un totale che costituisce il 54,4% della popolazione del pianeta, cifra che – seguendo questo trend – è destinata a raggiungere il 60% entro il 2030. Accanto a questo processo di urbanizzazione diffuso, il World Inequality Report 2018, ha registrato un aumento delle diseguaglianze a livello globale. Se tra il 1980 e il 2016 l’1% della popolazione mondiale più ricco ha beneficiato di 27 centesimi per ogni dollaro di incremento del reddito mondiale, il 50% ha ricevuto solo 12 centesimi.

La situazione in Europa e in Italia

Questo processo di polarizzazione ha colpito anche l’Unione Europea che, secondo gli ultimi dati forniti da Eurostat, ha visto un aumento complessivo del fenomeno rispetto al 2008. Il numero di persone a rischio di povertà o di esclusione sociale ad oggi raggiunge la soglia dei 118 milioni, il 23,5% della popolazione che in valori assoluti rappresenta il numero di 806 mila unità in più. Tra gli stati membri è l’Italia il paese in cui – in termini assoluti – il tasso è cresciuto di più (3 milioni) davanti alla Spagna (2 milioni) e la Grecia (700 mila). Secondo gli ultimi dati ISTAT, nel 2016 in Italia si stimano 1 milione 619 mila famiglie in condizione di povertà assoluta, sono 4 milioni e 742 mila persone pari al 7,9% della popolazione. Il quadro più preoccupante è quello relativo alla situazione di minori e giovani, tra i quali il tasso di povertà assoluta è aumentato sensibilmente dal 3,9% del 2005 al 12,5% del 2015 che equivale a 1 milione e 292 mila persone. Non meno preoccupante l’incidenza della povertà assoluta nelle famiglie numerose, quelle con cinque o più componenti, dove il tasso supera il 17%. Continua a pesare inoltre il divario tra nord e sud del Paese.

La sfida della Convention #ConfiniAlCentro

Di fronte a un simile scenario, #ConfiniAlCentro vuole costituire un momento di riflessione oltre che uno strumento per l’elaborazione di una proposta concreta che risponda al crescente fenomeno di “urbanizzazione della povertà”, caratterizzata da un modello di segregazione del disagio sociale nelle aree più periferiche, sempre più distaccati dal centro e dai ceti benestanti. Parallelamente negli anni, dagli ’80 ad oggi, si è consolidata la “politica dei campi” ma anche la formazione dei ghetti per lavoratori stagionali, centri di accoglienza per migranti e richiedenti asilo. Un sistema di relegazione e iper-ghettizzazione che marca una distanza spaziale oltre che relazionale, delineando così un percorso di impoverimento ulteriore all’interno delle nostre città.
La sfida che lancia #ConfiniAlCentro è quella di ripartire da questi luoghi, sollevando un dibattito tra esperti, professionisti e addetti ai lavori, per attivare strategie integrate di prevenzione e tutela. Perché una città più inclusiva è un valore aggiunto per tutti.
SCARICA IL BRIEFING: “CONFINI AL CENTRO. Cittadinanza ai margini e povertà urbana. Verso una nuova giustizia sociale”.
Vai al sito della Convention #ConfiniAlCentro
*In ordine di intervento durante la tre giorni: Franco Salvatori, direttore del Dipartimento di Storia, Patrimonio culturale, Formazione e Società presso l’Università di Roma “Tor Vergata”; Annamaria Rivera, antropologa e attivista antirazzista, Giulio Cederna; curatore dell’Atlante dell’Infanzia a rischio per Save the Children; Antonio Tosi, già professore di Sociologia urbana presso il Politecnico di Milano; Maurizio Bergamaschi, professore associato di Sociologia presso l’Università di Bologna, Tommaso Vitale, professore associato di Sociologia presso l’Università Sciences Po; Piero Vereni, professore associato di Antropologia culturale presso l’Università di Roma “Tor Vergata”; Enrica Morlicchio, professoressa ordinaria presso il Dipartimento di Scienze Sociali dell’Università degli Studi Federico II di Napoli; Leonardo Becchetti, professore ordinario di Economia Politica presso l’Università di Roma “Tor Vergata”; Carlo Cellamare, professore associato di Urbanistica presso l’Università La Sapienza; Francesco Careri, professore associato di Architettura presso l’Università Roma Tre; Mario Cecchetti, centro sociale El Chentro; Enrico Puccini, architetto; Chiara Paganuzzi, esperta in educazione e diritti dell’infanzia; Luca Randazzo, insegnante e scrittore; Matteo Bianchini, insegnante; Stefano Pasta, giornalista, Centro di Ricerca sulle Relazioni Interculturali dell’Università Cattolica di Milano; Matteo Scarlino, direttore di Roma Today; Roberto Mazzoli, ricercatore sociale; Antonio Ciniero, docente di Sociologia delle Migrazioni, Università del Salento; Gennaro Avallone, ricercatore presso Università di Salerno; Sergio Bontempelli, presidente dell’Associazione Africa Insieme; Annalisa Camilli, giornalista; Valentina Brinis, Agenzia ONU per i rifugiati; Valentina Calderone, A Buon Diritto; Ahmad Al Rousan, Medici Senza Frontiere; Federico Bonadonna, antropologo; Luca Liverani, giornalista; Pina Cocci, attivista; Paolo Lo Judice, vescovo ausiliare di Roma Sud; Augusto Battaglia, Comunità di Capodarco; Maria Carosio, Comunità di Sant’Egidio; Cinzia Giubbini, giornalista; Massimo Pasquini, Unione Inquilini; Aurora Sordini, Associazione 21 luglio; Carmen Vogani, giornalista; Danilo Chirico, Associazione antimafie Da sud; Marco Genovese, Associazione Libera; Andrea Colafranceschi, Associazione Torpiùbella; Elio Lo Cascio, Save the Children.

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