Lettera alla Questura di Roma per il tweet anti rom
[tfg_social_share]In piene vacanze natalizie, nel giorno di Santo Stefano, un tweet pubblicato dall’account ufficiale Twitter della Questura di Roma paragonava il riordino di uno sgabuzzino allo sgombero di un “campo nomadi”. L’Associazione 21 luglio ha inviato all’organo statale una lettera con richiesta urgente di verifiche.
«Ho risistemato lo sgabuzzino…m’è sembrato lo sgombero in un campo nomadi…meno male che sono preparata!». Questo tweet è stato pubblicato ieri, giorno di Santo Stefano, alle ore 18.20, dall’account ufficiale della Questura di Roma.
Il tweet ha subito fatto il giro della rete ed è stato intercettato da alcuni utenti che, indignati, lo hanno segnalato all’Associazione 21 luglio. Qualcuno, come l’utente Twitter Barbara Collevecchio, ha anche risposto direttamente al tweet in questione.
«Con la sottile differenza @QuesturadiRoma che nei campi nomadi ci sono esseri umani, bambini, anziani. Senza parole!», twittava l’utente.
In seguito alle rimostranze degli utenti, la Questura di Roma ha provveduto alla rimozione del tweet e ne ha pubblicato prontamente un altro (screenshot in basso) in cui disconosceva la paternità della dichiarazione e annunciava di aver intrapreso verifiche in merito.

L’Associazione 21 luglio, che con il suo Osservatorio nazionale sull’incitamento alla discriminazione e all’odio razziale monitora dichiarazioni, comizi e interviste su giornali locali, nazionali e sul web, ha inviato alla Questura di Roma una lettera nella quale sottolinea la gravità delle asserzioni a scapito delle popolazioni rom e il loro contenuto razziale, discriminatorio e lesivo della dignità umana.
«Dichiarazioni di tale tenore – si legge nella lettera dell’Associazione 21 luglio – sono suscettibili di veicolare messaggi con effetti dannosi non solo per i gruppi “target” ma anche per la popolazione maggioritaria che viene “impregnata” di stereotipi e pregiudizi. Le stesse provenendo poi da un organo di Stato hanno il duplice effetto di rendere concepibili e tollerabili esternazioni di tal fatta».
L’Associazione 21 luglio ha quindi specificato che l’episodio non può ritenersi risolto con la semplice rimozione e divulgazione di una comunicazione di verifiche in corso.
Pertanto ha chiesto alla Questura di Roma «di procedere tempestivamente e senza ritardi alle verifiche predisposte e di divulgare nel più breve tempo possibile l’esito degli accertamenti e delle relative misure correttive intraprese».



