Archivio per mese: Ottobre, 2012

25 ottobre 2012 – Nasce l’Osservatorio nazionale sull’incitamento alla discriminazione e all’odio razziale nei confronti dei rom e sinti. «Si colma un vuoto. L’attività preliminare evidenzia l’entità di un fenomeno che ha raggiunto livelli preoccupanti»

Al fine di tutelare le minoranze, con una particolare attenzione verso le comunità rom e sinte, da condotte discriminatorie e incitanti all’odio, nasce oggi, per iniziativa dell’Associazione 21 luglio, l’Osservatorio 21 luglio, ovvero l’Osservatorio nazionale sull’incitamento alla discriminazione e all’odio razziale nei confronti dei rom e dei sinti. L’Osservatorio 21 luglio, finanziato dall’Open Society Roma Initiatives, con il contributo della Fondazione Migrantes, si prepone il compito, anche attraverso una costante attività di controllo di giornali locali e nazionali, di blog e siti web, di monitorare e segnalare interviste, comizi e dichiarazioni che potrebbero ascriversi come incitanti all’odio razziale e alla discriminazione e di intraprendere azioni correttive, ed eventualmente legali, a tutela delle minoranze, in particolare quella rom e sinta.

Dal 15 settembre 2012 l’Osservatorio 21 luglio ha svolto un’attività preliminare controllando giornalmente, oltre a blog e social network, 110 fonti, tra quotidiani nazionali e locali e siti web di informazione, per un totale di circa 62 mila pagine visionate mensilmente. Nel periodo compreso tra il 15 settembre e il 15 ottobre l’Osservatorio ha rilevato un totale di 61 casi. Di questi 22 casi consistono in episodi di informazione scorretta (viziata da pregiudizio e/o propedeutica ad alimentare odio razziale), mentre i restanti 39 casi riguardano segnalazioni di frasi incitanti all’odio e/o alla discriminazione. L’equipe legale dell’Osservatorio 21 luglio ha quindi deciso di intraprendere delle azioni correttive per 7 di questi episodi: 2 lettere di diffida ad altrettanti esponenti politici, segnalazioni all’UNAR (Ufficio Nazionale Anti Discriminazione razziale), segnalazioni alla polizia postale.

Secondo l’Associazione 21 luglio: «L’Osservatorio 21 luglio viene a colmare un grande vuoto presente in Italia. La sua attività preliminare evidenzia l’entità di un fenomeno che ha raggiunto livelli preoccupanti. Troppo spesso amministratori locali e nazionali e forze politiche hanno utilizzato, soprattutto nel periodo elettorale, in maniera disinvolta, affermazioni gravemente offensive nei confronti delle comunità rom e sinte senza preoccuparsi minimamente delle conseguenze. Da oggi – conclude l’Associazione 21 luglio – non sarà più come prima. I ricercatori dell’Osservatorio 21 luglio, ma anche qualsiasi cittadino con le sue segnalazioni, vigileranno attentamente su questo fenomeno per intraprendere l’azione correttiva più efficace».

Tutte le attività dell’Osservatorio 21 luglio sono visionabili sul sito: www.osservatorio21luglio.org

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Rapporto divulgativo sul piano degli sgomberi del Comune di Roma (24 agosto 2012)

Il rapporto riguarda il piano degli sgomberi che, dall’inizio del Piano Nomadi, ha interessato le comunità rom e sinte della Capitale.
Scarica qui il rapporto

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L'Associazione 21 luglio partecipa a "Mayors Making the Most of EU Funds for Roma Inclusion"

Durante la conferenza verranno presentati casi documentati di buone prassi adottate con l’utilizzo dei fondi dell’Unione Europea per l’inclusione dei rom nei settori riguardanti istruzione, occupazione, sanità, alloggio, e servizi di pubblica utilità.

La filosofia alla base della creazione del network “Mayors Making the Most of EU Funds for Roma Inclusion”, infatti, è quella di creare uno spazio per le autorità locali dove sia possibile lo scambio e l’apprendimento di idee sui programmi d’inclusione, e di creare una piattaforma di visibilità per i comuni che implementano le strategie nazionali per l’integrazione dei rom.

(11 ottobre 2012)

Lancio della campagna nazionale "Stop all'apartheid dei Rom!"

All’interno della campagna, che sarà attiva per tutto l’arco temporale elettorale, saranno previste una serie di azioni per condannare e denunciare le politiche praticate in diverse città italiane e segnate dalla discriminazione istituzionale, per individuare e proporre le alternative migliori e per sostenere quanti, anche in campagna elettorale, avranno la forza e il coraggio di parlare di politiche nuove, che prevedano la restituzione di una cittadinanza effettiva a ogni rom.

I “campi nomadi”, costruiti e gestiti da molte amministrazioni locali, sono il simbolo più evidente del recente “apartheid”. Per tale ragione, come prima azione della campagna viene lanciato, a partire da oggi, un appello con raccolta firme indirizzato agli amministratori nazionali e locali che guideranno il nostro Paese e le nostre città dopo le prossime elezioni. Ad essi viene chiesto un impegno concreto: l’attuazione di nuove politiche per il superamento definitivo dei “mega campi monoetnici”, caratterizzati dalla discriminazione e dalla segregazione. Un gesto che rappresenta un primo impegno concreto per affermare: Stop all’apartheid dei Rom!

(1° ottobre 2012)

1 ottobre 2012 – Associazione 21 luglio: «Con lo sgombero di Tor de' Cenci a Roma il vaso è colmo!». L'Associazione lancia la campagna nazionale Stop all'apartheid dei Rom!

Negli ultimi decenni le politiche nazionali e locali rivolte alle comunità rom e sinte sono state contrassegnate dall’esclusione, dalla segregazione, dalla discriminazione, da costanti violazioni dei diritti umani. Famiglie rom allontanate verso il margine della città, azioni di sgombero, proclami minacciosi e violenti: sono questi i segnali più evidenti di un fiorente antiziganismo che ha colpito in diverse città italiane le comunità rom e sinte. Lo sgombero forzato dell’insediamento di Tor de’ Cenci a Roma, effettuato dalle autorità romane il 28 settembre 2012, è solo l’ultimo esempio di un lungo elenco di azioni istituzionali che in maniera cinica, violenta e sistematica hanno avuto come obiettivo quello di negare ogni diritto a dei cittadini in quanto appartenenti alle comunità rom e sinte.

Con quest’ultimo trasferimento forzato, che ha visto coinvolte famiglie, donne e bambini sradicati con la violenza dal loro territorio verso “ghetti etnici” chiusi e controllati, il vaso è colmo!

Si avverte la necessità di voltare pagina e come risposta l’Associazione 21 luglio annuncia il lancio della campagna Stop all’apartheid dei Rom! La campagna vuole rappresentare uno spazio di resistenza pacifica alle continue violazioni dei diritti umani. Con essa l’Associazione intende rivolgersi a quanti nella società civile italiana ancora credono che i diritti dei rom rappresentino i diritti di ogni cittadino e che solo partendo dalla tutela dagli “ultimi” della scala sociale sarà possibile costruire un nuovo Paese e una nuova città. All’interno della campagna, che sarà attiva per tutto l’arco temporale elettorale, saranno previste una serie di azioni per condannare e denunciare le politiche praticate in diverse città italiane e segnate dalla discriminazione istituzionale, per individuare e proporre le alternative migliori e per sostenere quanti, anche in campagna elettorale, avranno la forza e il coraggio di parlare di politiche nuove, che prevedano la restituzione di una cittadinanza effettiva a ogni rom.

I “campi nomadi”, costruiti e gestiti da molte amministrazioni locali, sono il simbolo più evidente del recente “apartheid”. Per tale ragione, come prima azione della campagna viene lanciato, a partire da oggi, un appello con raccolta firme indirizzato agli amministratori nazionali e locali che guideranno il nostro Paese e le nostre città dopo le prossime elezioni. Ad essi viene chiesto un impegno concreto: l’attuazione di nuove politiche per il superamento definitivo dei “mega campi monoetnici”, caratterizzati dalla discriminazione e dalla segregazione. Un gesto che rappresenta un primo impegno concreto per affermare: Stop all’apartheid dei Rom!

Per conoscere le iniziative della campagna Stop all’apartheid dei Rom! e per aderire all’appello: www.carlodojmi.it/21lugliogantry

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