Archivio per mese: Settembre, 2014

Antiziganismo 2.0: ogni giorno odio contro i rom nelle parole dei politici

Rom e sinti in Italia continuano ad essere vittime dei discorsi di odio pronunciati, nella gran parte dei casi, da esponenti politici: più di un caso al giorno di incitamento all’odio, discriminazione e discorso stereotipato che ha come conseguenza quella di alimentare un’immagine indistintamente negativa e penalizzante di tali comunità nel nostro Paese.
È quanto emerge da “Antiziganismo 2.0”, il rapporto 2013-2014 dell’Osservatorio nazionale sull’incitamento alla discriminazione e all’odio razziale dell’Associazione 21 luglio, giunto alla seconda edizione e finanziato da Open Society Foundations.
Dal 16 maggio 2013 al 15 maggio 2014, il monitoraggio dell’Osservatorio 21 luglio, effettuato su 129 fonti (tra cui quotidiani nazionali e locali, cartacei e on line, agenzie stampa e social media) ha rilevato 428 casi complessivi di discorsi d’odio verso rom e sinti – 1,17 casi in media al giorno – di cui più della metà (il 56,3%) classificati come episodi gravi (“incitamento all’odio” e “discriminazione”), che denotano le più significative forme di razzismo antirom.
I restanti 187 casi (il 43,7% del totale) si configurano invece come “discorsi stereotipati”, categoria nella quale sono stati inseriti tutti gli episodi di discorsi d’odio consistenti in dichiarazioni che adottano un linguaggio indiretto o comunque non esplicitamente penalizzante e/o razzista, ma in ogni caso reiterano e amplificano pregiudizi e stereotipi penalizzanti.
Secondo i dati di “Antiziganismo 2.0”, il 79% delle segnalazioni di discorsi d’odio complessivi si riconduce a dichiarazioni, diffuse attraverso gli organi di informazione, di esponenti politici. Di questi, il 70% risulta appartenente a partiti di destra e centro-destra, con un 28% riferito esclusivamente alla Lega Nord.
Quanto alla collocazione geografica delle segnalazioni, l’88,5% è stato registrato al nord e centro-nord, con Liguria e Veneto che sono passate rispettivamente dal 2% al 7,5% e dal 6,4% al 12% rispetto all’anno precedente, mentre nel Lazio si è concentrato il 22% delle segnalazioni nazionali con Roma che, da sola, rappresenta il 21% dei casi totali. Milano si attesta al 15% delle segnalazioni nazionali, seguita da Genova (6%), Torino (5%), Vicenza (4,5%) e Lucca (2,5%).
Per quanto riguarda invece i soli episodi gravi, che si manifestano con la media di circa 1 episodio ogni due giorni, il rapporto evidenzia come nel 72% dei casi i discorsi di odio siano stati pronunciati da esponenti politici, mentre nel 18% gli autori si sono rivelati giornalisti.
Per ciò che concerne l’area politica si conferma la maggioranza delle segnalazioni relative alla destra e al centro destra (il 65%), con la Lega Nord a detenere, ancora una volta, il primato, seguita da PDL e Forza Italia (14%) e formazioni di destra e estrema destra, quali CasaPoundFiamma TricoloreForza NuovaFratelli d’Italia e La Destra (23%).
La distribuzione su scala regionale e cittadina confermano i dati precedenti con un centro-nord all’86% di episodi, con il Lazio al 18%, la Lombardia al 22% e il Veneto al 12%. Prevedibilmente Roma e Milano mantengono il record di segnalazioni sia a livello regionale (90% per Roma e 67% per Milano) che a livello nazionale (16% per Roma e 15% Milano), Genova si attesta al 67% a livello regionale e al 5% nazionale, Torino al 77% regionale e al 6% nazionale e Vicenza al 40% regionale e al 5% nazionale.
In seguito ai casi descritti, l’area legale dell’Associazione 21 luglio ha intrapreso 88 azioni correttive, tra cui 53 segnalazioni all’UNAR (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali), 11 lettere di diffida, 6 esposti al Consiglio dell’Ordine dei Giornalisti, e 2 segnalazioni all’Osservatorio per la sicurezza contro gli atti discriminatori di Polizia di Stato e Carabinieri (OSCAD).
«I dati del rapporto – afferma l’Associazione 21 luglio – confermano come l’antiziganismo sia una piaga altamente diffusa nel nostro Paese, che è urgente contrastare attraverso un’azione di denuncia e intervento nei confronti di chi si rende irresponsabilmente promotore di discorsi d’odio, in particolar modo se investito di una carica pubblica e/o elettiva, nei confronti di una minoranza vulnerabile cui viene costantemente privata la possibilità di replicare».
«La pericolosità di tali discorsi – conclude l’Associazione 21 luglio – è insita soprattutto nel fatto che essa rende maggiormente accettabili se non addirittura condivisibili da parte dell’opinione pubblica posizioni estreme e apertamente razziste, e risulta quindi un terreno fertile per un’eventuale ulteriore escalation di odio nei confronti di rom e sinti».
SCARICA IL RAPPORTO

L'Associazione 21 luglio presenta il rapporto "Terminal Barbuta"

Mercoledì 1 ottobre 2014 alle ore 11, presso la sede dei Centri di Servizio per il Volontariato del Lazio Cesv e Spes – via Liberiana 17, Roma – l’Associazione 21 luglio presenta “Terminal Barbuta“, il nuovo rapporto che fa luce sul «villaggio della solidarietà» La Barbuta, uno degli insediamenti formali più controversi della Capitale.
La ricerca ripercorre la storia, il presente e le prospettive future del “campo”, situato all’estrema periferia sud-orientale di Roma, e mostra come sulle vite dei 580 rom residenti si addensino anni di politiche discriminatorie e come queste ultime, oltre a compromettere le fruizione di alcuni diritti umani, pongano i rom stessi in una condizione di svantaggio e di malessere.
Nato come “campo tollerato” sotto l’Amministrazione di centro-sinistra presieduta da Rutelli (1993 – 2001), l’insediamento prosegue la sua esistenza negli anni successivi fino a che non viene trasformato in «villaggio della solidarietà» sotto l’Amministrazione di centro-destra presieduta dal sindaco Gianni Alemanno (2008 – 2013) mentre oggi, sotto l’Amministrazione di centro-sinistra presieduta da Ignazio Marino, si discute la possibilità, sempre più concreta, di spostarne nuovamente i residenti presso un insediamento da costruire ex novo, chiudendo così il «villaggio della solidarietà» inaugurato nel 2012 e costato all’Amministrazione locale diversi milioni di euro.
Tale progetto, che dovrebbe riguardare 400 dei 580 rom attualmente residenti nel «villaggio della solidarietà» La Barbuta, non è mai sino ad ora stato divulgato e sarà presentato nel corso della conferenza stampa.
Il progetto rappresenta un’assoluta novità visto che per la prima volta in Italia l’onere per la progettazione, la costruzione e la gestione di un nuovo mega insediamento monoetnico dovrebbe essere interamente a carico di un ente privato, Leroy Merlin Italia.
Il rapporto “Terminal Barbuta” sarà inoltre presentato nel corso della stessa giornata – a partire dalle ore 16 presso la sala Rosi dell’Assessorato alle Politiche Sociali di Roma Capitale, in viale Manzoni 16 – all’interno del convegno “Superare i ‘campi’ per soli rom a Roma: una sfida vicina“.
Interverranno al convegno anche alcuni rappresentanti delle istituzioni: il consigliere capitolino Riccardo Magi, il senatore della Commissione Diritti Umani del Senato Francesco Palermo, il presidente della Commissione Politiche Sociali di Roma Capitale Erica Battaglia. L’Assessore al Sostegno Sociale e alla Sussidiarietà di Roma Capitale Rita Cutini è stata invitata.

LEGGI IL PROGRAMMA COMPLETO DEL CONVEGNO

Per maggiori informazioni
Danilo Giannese
Responsabile Comunicazione e Ufficio Stampa
Associazione 21 luglio
Tel: 388 4867611 – 06 64815620
email: stampa@21luglio.org

Convegno "Superare i 'campi' per soli rom a Roma: una sfida vicina"

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campi rom roma

 

Introduzione

Riccardo Magi, consigliere e presidente della Commissione speciale “Legalità e diritti” di Roma Capitale


Saluti istituzionali

Francesco Palermo – senatore membro della Commissione Straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani del Senato

Erica Battaglia – consigliere e presidente della Commissione Politiche Sociali di Roma Capitale


Interventi

Oltre i muri e i campi; per un’etica della cittadinanza
Giancarlo Perego, direttore generale della Migrantes della Conferenza Episcopale Italiana

Le politiche abitative per i rom nelle capitali europee: tendenze di lungo periodo e innovazioni recenti
Tommaso Vitale, professore associato di sociologia a Sciences Po, ricercatore nel Centres d’ètudes europèennes, Parigi

Il passaggio dai lavori informali all’imprenditoria familiare
Ezequiel Iurcovich, sociologo, partner di Trasversale srl

———————————————-

I “campi” a Roma. Presentazione del rapporto dell’Associazione 21 luglio “Terminal Barbuta”*
Angela Tullio Cataldo, ricercatrice dell’Associazione 21 luglio

Dialogo con i soggetti interessati

La proposta delle associazioni: cinque punti per voltare pagina
Carlo Stasolla, presidente dell’Associazione 21 luglio


Conclusioni

Rita Cutini, assessore al Sostegno Sociale e alla Sussidiarietà di Roma Capitale (invitata)

Modera il convegno Gianni Augello, giornalista di Redattore Sociale

INGRESSO LIBERO

* Il rapporto “Terminal Barbuta” verrà presentato ufficialmente il 1 ottobre alle ore 11 presso la sede dei Centri di Servizio per il Volontariato del Lazio Cesv e Spes in via Liberiana 17, a Roma.

Per maggiori informazioni:
Danilo Giannese
Responsabile Comunicazione e Ufficio Stampa
Associazione 21 luglio
Tel: 388 4867611 – 06 64815620
Email: stampa@21luglio.org

Convegno "Superare i 'campi' per soli rom a Roma: una sfida vicina"

Introduzione

Riccardo Magi, consigliere e presidente della Commissione speciale “Legalità e diritti” di Roma Capitale


Saluti istituzionali

Francesco Palermo – senatore membro della Commissione Straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani del Senato

Erica Battaglia – consigliere e presidente della Commissione Politiche Sociali di Roma Capitale


Interventi

Oltre i muri e i campi; per un’etica della cittadinanza
Giancarlo Perego, direttore generale della Migrantes della Conferenza Episcopale Italiana

Le politiche abitative per i rom nelle capitali europee: tendenze di lungo periodo e innovazioni recenti
Tommaso Vitale, professore associato di sociologia a Sciences Po, ricercatore nel Centres d’ètudes europèennes, Parigi

Il passaggio dai lavori informali all’imprenditoria familiare
Ezequiel Iurcovich, sociologo, partner di Trasversale srl

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I “campi” a Roma. Presentazione del rapporto dell’Associazione 21 luglio “Terminal Barbuta”*
Angela Tullio Cataldo, ricercatrice dell’Associazione 21 luglio

Dialogo con i soggetti interessati

La proposta delle associazioni: cinque punti per voltare pagina
Carlo Stasolla, presidente dell’Associazione 21 luglio


Conclusioni

Rita Cutini, assessore al Sostegno Sociale e alla Sussidiarietà di Roma Capitale (invitata)

Modera il convegno Gianni Augello, giornalista di Redattore Sociale

INGRESSO LIBERO

* Il rapporto “Terminal Barbuta” verrà presentato ufficialmente il 1 ottobre alle ore 11 presso la sede dei Centri di Servizio per il Volontariato del Lazio Cesv e Spes in via Liberiana 17, a Roma.

Per maggiori informazioni:
Danilo Giannese
Responsabile Comunicazione e Ufficio Stampa
Associazione 21 luglio
Tel: 388 4867611 – 06 64815620
Email: stampa@21luglio.org

Civil Society Monitoring on the implementation of the National Roma Integration Strategy in Italy in 2012 and 2013 (October 2014)

Report prepared by a civil society coalition comprising the organisations Associazione 21 luglio (lead organisation, Roma), Fondazione Giovanni Michelucci – Researches and Projects in social spaces (Fiesole, Firenze) and the Associazione Amalipé Romanò (Firenze). Coordinated by the Decade of Roma Inclusion Secretariat Foundation in cooperation with the Making the Most of EU Funds for Roma Program of the Open Society Foundations.
Download the report

Le notizie sugli "zingari" lette da tre donne rom

Dzemila Salkanovic, Gladiola Lacatus e Sabrina Milanovic, donne rom impegnate all’interno dell’Associazione 21 luglio, raccontano cosa provano di fronte a quei titoli e notizie di giornale che, ripetutamente, diffondono e alimentano un’immagine indistintamente negativa e fortemente stigmatizzante delle comunità rom e sinte.
Da giugno a settembre 2014, come riportato in una lettera pubblica dell’Associazione 21 luglio al direttore de “Il Tempo” Gian Marco Chiocci, il quotidiano romano si è reso artefice di una sistematica campagna di presunte inchieste giornalistiche con target specifico le comunità rom e sinte a Roma.
 

Campagna anti rom su Il Tempo: lettera pubblica al Direttore

Il Tempo rom
 
Roma, 18 settembre 2014
Egregio Direttore Gian Marco Chiocci,
A partire dal mese di giugno 2014, e in particolare per tutto il mese di agosto, il quotidiano da Lei diretto si è reso artefice di una sistematica campagna di presunte inchieste giornalistiche con target le comunità rom e sinte presenti nella Capitale. In 3 mesi abbiamo assistito alla pubblicazione di 28 articoli, molti dei quali certificati da un apposito bollino “inchiesta”, nei quali si può rilevare un unico leitmotiv: diffondere e alimentare un’immagine indistintamente negativa e fortemente stigmatizzante di rom e sinti.
«La Capitale degli zingari», «Così i rom assediano la Capitale», «Quaranta nomadi assediano il quartiere», «Termini ancora regno delle zingare», «Sparatorie, furti e risse. Così i nomadi ringraziano»: sono solo alcuni dei titoli passati in rassegna nel corso dei mesi estivi. Lessico di guerra, generalizzazioni, continuo ed esclusivo accostamento a condotte antisociali, questi sono invece gli ingredienti scelti dai giornalisti de Il Tempo per preparare le loro “inchieste” e parlare direttamente alla pancia dei loro lettori, rispolverando uno dei più radicati stereotipi, quello dello “zingaro delinquente” in tutte le sue declinazioni. Anche dal punto di vista deontologico paiono ravvisarsi violazioni dei principi della Carta di Roma, visto il continuo ricorso a terminologia inappropriata (“nomadi”) e/o dispregiativa (“zingari”, “zingarelle”) e la continua insistenza sulla connotazione etnica di determinate condotte antisociali.
La “realtà” descritta nelle pagine de Il Tempo risulta parziale, dipinge una città sotto assedio da parte di una minoranza di cui il 50% sono bambini, e produce una stigmatizzazione indistinta e generalizzata in grado di fomentare e consolidare un clima di ostilità e di allarmismo sociale tra il pubblico dei lettori. La situazione di emergenza delineata dall’”inchiesta” non viene del resto supportata dai dati, in quanto a Roma la presenza di rom e sinti rappresenta appena lo 0,23% della popolazione totale – lo 0,07% se ci si riferisce ai soli abitanti degli insediamenti informali – numeri questi che da soli paiono ridimensionare le proporzioni dell’”invasione” paventata nelle pagine de Il Tempo.
L’autorevolezza dell’”inchiesta” risulta gravemente inficiata dall’assenza di pluralità nell’individuazione delle fonti: la voce dei rom, in particolare di coloro presso i quali sarebbero stati realizzati i “sopralluoghi” – protagonisti negativi e di fatto passivi dell’“approfondimento” giornalistico – non è in alcun caso contemplata né ascoltata dagli autori, negando così agli stessi qualunque possibilità di replica. Allo stesso modo, non viene approfondita la condizione sociale di tali comunità limitando fortemente la portata dell’“inchiesta” in termini di utilità ai fini dell’informazione, non essendo in grado, a causa di questi limiti, di fornire un quadro oggettivo della realtà.
Da una inchiesta giornalistica propriamente detta ci si aspetterebbe un approfondimento accurato su di una realtà complessa ed eterogenea, quale quella delle comunità rom e sinte che vivono negli insediamenti formali e informali della Capitale. Una realtà molto spesso caratterizzata da indigenza, quotidiana discriminazione e violazioni dei diritti umani, che difficilmente riesce ad arrivare sulle pagine dei giornali, se non filtrata attraverso la lente del pregiudizio e dello stereotipo.
Effettivamente i dati su rom e sinti parlano di un’emergenza; non, tuttavia, quella riguardante l’assedio profilato da inchieste come quelle realizzate dal quotidiano da Lei diretto, ma l’emergenza rappresentata dalla discriminazione cumulativa che subiscono i minori rom e le loro famiglie in Italia:

  • un minore rom ha 60 volte la probabilità di un minore non rom di entrare nel sistema italiano di protezione dei minori;
  • circa 15.000 persone rom sono a rischio apolidia, ovvero prive di documenti nonostante risiedano permanentemente e spesso dalla nascita sul territorio;
  • nell’anno scolastico 2013/2014 gli alunni rom e sinti sono diminuiti, attestandosi a 11.481 iscritti, il numero più basso degli ultimi sei anni, mentre il 63% delle persone rom rispondenti a un sondaggio dell’UE del 2011 ha dichiarato di aver lasciato la scuola prima dei 16 anni (il 21% ha dichiarato di non aver mai iniziato un percorso scolastico);
  • il 66% delle persone rom intervistate nel 2011 in Italia per conto dell’UE ha dichiarato di essersi sentita discriminata a causa della sua etnia nel corso dell’anno precedente;
  • l’Italia è l’unico paese europeo che mantiene e gestisce un sistema abitativo parallelo e segregante riservato a soli rom: i c.d. “campi nomadi”;
  • in Europa le persone rom hanno un’aspettativa di vita mediamente più bassa di circa 10 anni rispetto al resto della popolazione.

Non possiamo poi dimenticare che nel nostro Paese 4/5 dei rom vivono lontano dalla marginalità sociale dei “campi nomadi”, in abitazioni ordinarie, conducendo una regolare attività lavorativa.
Dare visibilità ai dati di cui sopra e descrivere la condizione di rom e sinti nella sua interezza non è un gesto di bontà ma un indice della volontà e capacità di produrre un’informazione di qualità in maniera professionale, responsabile e al servizio dei cittadini.
Cordiali saluti,
Associazione 21 luglio
VIDEO: LE NOTIZIE SUGLI “ZINGARI” LETTE DA TRE DONNE ROM

Attivisti rom e sinti: comincia l'avventura

Provengono da nove città italiane, da nord a sud, e hanno un’età media di 25 anni. Sono i 16 giovani rom e sinti – sette ragazze e nove ragazzi – selezionati per partecipare alla seconda edizione del Corso di formazione per attivisti organizzato da Associazione 21 luglio e dal Centro Europeo per i Diritti dei Rom (ERRC).
I candidati selezionati parteciperanno al primo dei quattro incontri del Corso, che si terranno tutti nella Capitale, il 27 e 28 settembre. Alghero, Bologna, Cagliari, Foggia, Guidonia, Grottaferrata, Lucca, Roma e Vicenza le loro località di provenienza.
Vista l’alta qualità delle candidature ricevute, gli organizzatori del Corso hanno deciso di incrementare di quattro unità i posti a disposizione, rispetto ai 12 previsti,  dando così la possibilità a più ragazzi/e di partecipare agli incontri di formazione.
Il primo weekend formativo si articolerà attraverso due sessioni tematiche principali:
la percezione dei rom in Italia;
diritti umani: concetto, principi, strumenti.
I successivi incontri di formazione si terranno il 18-19 ottobre, il 15-16 novembre e il 13-14 dicembre.
Tutte le spese del Corso, organizzato grazie al sostegno dell’otto per mille della Chiesa valdese, sono a carico degli organizzatori.

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Diritti umani: un riconoscimento internazionale per l'Associazione 21 luglio

Hrant Dink Foundation

Nella foto il giornalista turco di origine armena Hrant Dink, assassinato a Istanbul nel 2007.


[tfg_social_share]«Cari rappresentanti dell’Associazione 21 luglio, vogliamo esprimervi la nostra gratitudine per la vostra ambizione e persistenza nel dimostrarci ancora una volta che spesso i piccoli passi intrapresi per un mondo più giusto e più libero possono essere molto preziosi. Siamo molto felici di avervi tra le nostre “Ispirazioni” nel 2014».
Con queste parole la Hrant Dink Foundation, fondazione internazionale turca impegnata nella promozione dei diritti umani e nella lotta contro le discriminazioni in Turchia e nel mondo, ci ha comunicato la presenza, quest’anno, dell’Associazione 21 luglio tra le “Ispirazioni” del 2014 nell’ambito della International Hrant Dink Award Ceremony, che si celebrerà il prossimo 15 settembre a Istanbul.
Un riconoscimento, questo, che la Fondazione, intitolata al giornalista turco di origine armena Hrant Dink, assassinato a Istanbul nel 2007 e distintosi per la sua battaglia in favore dei diritti delle minoranze, dedica ogni anno a quelle persone, associazioni, iniziative e progetti che si distinguono per il loro impegno per un mondo libero dalle discriminazioni, dal razzismo e dalla violenza e in grado di ispirare e incoraggiare gli altri.
Essere riconosciuti come ispiratori per la costruzione di una società dove razzismo ed esclusione non abbiano più ragion d’essere è per l’Associazione 21 luglio motivo di enorme gratificazione e, soprattutto, una ulteriore iniezione di entusiasmo per continuare la nostra buona battaglia per la promozione dei diritti umani dei rom e, in generale, delle minoranze.
Dedichiamo questo riconoscimento a tutte le persone, rom e non rom, che, con la loro passione e impegno civile, ogni giorno ci seguono e ci accompagnano su questa strada impervia ma che è fondamentale percorrere tutti insieme. Perché i diritti dei rom sono i diritti di tutti.
Dedichiamo altresì questo riconoscimento agli enti, nonché ai privati cittadini che, con il loro sostegno finanziario, ci permettono di proseguire le nostre attività.
La cerimonia internazionale di assegnazione dei premi della Hrant Dink Foundation sarà trasmessa in diretta streaming da Istanbul su www.hrantdink.org e www.hrantdinkaward.org lunedì 15 settembre 2014 a partire dalle ore 19 italiane.
Foto: XQW News

Corso per attivisti rom e sinti: iscrizioni chiuse

Scaduto il termine per le iscrizioni, previsto per il 31 agosto, è in corso la selezione dei 12 candidati che parteciperanno alla seconda edizione del Corso di formazione per attivisti rom e sinti, organizzato da Associazione 21 luglio e dal Centro Europeo per i Diritti dei Rom (ERRC), con il sostegno dell’otto per mille della Chiesa Valdese.
L’Associazione 21 luglio ringrazia tutti i candidati per l’interesse mostrato nei confronti dell’iniziativa e comunica che nei prossimi giorni saranno resi noti gli esiti della selezione. I 12 candidati considerati idonei saranno contatti personalmente e parteciperanno al primo incontro del Corso, il 27 e 28 settembre a Roma.
Il Corso di formazione per attivisti rom e sinti si svolgerà secondo un calendario di 4 incontri formativi, fino a dicembre 2014. Tutti gli incontri si terranno nella Capitale e le spese saranno interamente a carico degli organizzatori.
Al termine dell’iniziativa, i partecipanti riceveranno un attestato di partecipazione e per i più meritevoli è prevista la possibilità di svolgere un tirocinio retribuito della durata di tre mesi presso la sede dell’Associazione 21 luglio.

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