Archivio per mese: Marzo, 2015

Bambini rom e la scuola : due pesi, due misure

Lunedì 30 marzo, in una lettera inviata al quotidiano “Il Tempo” a proposito della scolarizzazione dei bambini rom a Roma, gli assessori Francesca Danese e Paolo Masini hanno affermato che «negli ultimi tre anni la percentuale di frequenza media o regolare dei bambini rom oggetto di percorsi di scolarizzazione è rimasta stabile tra il 55% e il 60%».
L’Associazione 21 luglio non contesta il dato dei due assessori. Contesta però il criterio con cui esso viene stabilito.
Secondo il decreto legislativo n. 59 del 2004, «ai fini della validità dell’anno per la valutazione degli allievi è richiesta la frequenza di almeno tre quarti dell’orario annuale personalizzato» pari a una frequenza del 75% del totale dei giorni previsti dal calendario scolastico. Quindi in Italia la frequenza di un alunno può essere definita regolare se supera il 75% delle frequenze.
In realtà da diversi anni l’Ufficio Rom, Sinti e Camminanti del Dipartimento Politiche Scolastiche del Comune di Roma elabora i dati relativi alla frequenza scolastica dei minori rom utilizzando una tabella, redatta solo per i rom, che prevede quattro fasce: frequenza regolare (70%-100%), frequenza media (40%-70%), frequenza scarsa (0,1%-40%), frequenza nulla (0%).
È solo attraverso l’utilizzo di tale diverso indicatore che gli assessori Danese e Masini possono concludere che negli ultimi tre anni scolastici più del 50% dei minori rom ha frequentato in maniera media e regolare la scuola. Il dato risulta quindi falsato perché falsato è il criterio utilizzato. Falsato, per esempio, è affermare che un bambino rom che va a scuola 1 solo giorno all’anno abbia una “frequenza scarsa”. Ciò che alla fine dichiarano i due assessori è che, a fronte dei più di 3 milioni di euro spesi annualmente dal Comune di Roma, il 55-60% dei minori rom va a scuola più di 4 volte su 10. Un dato che non ci sembra particolarmente incoraggiante.
A titolo esemplificativo riportiamo i dati relativi al campo di Lombroso e resi pubblici dal consigliere municipale Andrea Montanari. A fronte dei quasi 100mila euro spesi per la scolarizzazione, riferendosi alla soglia del 75% che la legge italiana utilizza per definire regolare la frequenza scolastica, emerge che solo 2 minori rom frequenterebbero in maniera regolare. Se però adottiamo il criterio fissato dall’Ufficio Rom, Sinti e Camminanti la frequenza media o regolare raggiungerebbe per l’insediamento considerato le 18 unità.
Per l’ennesima volta i rom sono considerati, anche dalle istituzioni, cittadini diversi, per i quali applicare tabelle e criteri differenti. Con buona pace di chi è chiamato, dopo aver vinto il bando, a lavorare per l’inclusione scolastica dei minori rom.

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Best House Rom, a due mesi dall’impegno di Danese «Lo chiuderò in due mesi».

Il 26 gennaio scorso, l’Assessore alle Politiche Sociali di Roma Capitale Francesca Danese, in seguito a una visita al centro di raccolta rom “Best House Rom”, organizzata dall’Associazione 21 luglio e dalla Commissione Diritti Umani del Senato, dichiarò che avrebbe chiuso «questo mostro in due mesi».
A due mesi esatti di distanza dalle parole pronunciate pubblicamente davanti ai microfoni dei numerosi giornalisti presenti, l’Associazione 21 luglio auspica che l’Assessore tenga fede all’impegno assunto e provveda con urgenza e risposte adeguate alla chiusura di una struttura in cui, ancora oggi, 320 uomini, donne e bambini rom continuano a vivere in condizioni di vita precarie e in cui i loro diritti umani continuano a essere violati in maniera sistematica.
Il “Best House Rom”, situato in via Visso 12, nella periferia est della Capitale, è uno dei quattro centri di raccolta, riservati a soli rom, gestiti dal Comune di Roma. La struttura è stata inaugurata nel 2012 per accogliere le famiglie rom sgomberate dagli insediamenti informali, e nel dicembre 2013 è stato ampliatA per consentire l’ingresso dei 150 rom sgomberati dall’ex “villaggio attrezzato” di via della Cesarina. Il centro presenta spazi angusti e inadeguati, non ci sono finestre né punti luce per il passaggio dell’aria e della luce naturale all’interno di stanze dove vivono in media cinque persone. Il Comune di Roma ha speso nel 2014 per questa struttura quasi 3 milioni di euro.
«Nel centro di accoglienza “Best House Rom” – dichiararono in una nota alla stampa il 26 gennaio scorso il presidente della Commissione Diritti Umani Luigi Manconi e la senatrice Manuela Serra, subito dopo la visita alla struttura – è in atto una sistematica violazione dei diritti umani. Circa 300 rom, di cui più della metà minori, vivono in una condizione di segregazione abitativa e sociale. La struttura, priva di finestre e punti luce, va chiusa così come vanno superati i “campi rom” attraverso l’individuazione dei percorsi di inclusione sociale previsti dalla Strategia Nazionale di Inclusione dei Rom, dei Sinti e dei Camminanti in Italia».
L’Assessore Danese, in seguito alla visita al “Best House Rom”, alla quale prese parte anche il consigliere di Roma Capitale Riccardo Magi, non esitò a definire la struttura «un mostro».
«Questo mostro deve essere chiuso. Lo farò in due mesi, il tempo necessario per trovare una sistemazione dignitosa a queste famiglie», affermò l’Assessore.
«Un eventuale mantenimento della struttura al di là dei due mesi previsti, – ha scritto l’Associazione 21 luglio in una lettera inviata nei giorni scorsi all’Assessore Danese, alla quale non è seguita alcuna risposta – oltre ad abbassare il livello di credibilità nei confronti degli amministratori capitolini, potrebbe essere letto – agli occhi della comunità rom e dell’intera cittadinanza – come l’incapacità degli stessi, a fronte dei grandi interessi economici che si muovono attorno al sistema assistenziale che a Roma riguarda i rom, di fornire risposte».
Sul “Best House Rom”, anche il sindaco Ignazio Marino aveva assunto un impegno concreto. L’8 dicembre 2014, in risposta a uno sciopero della fame intrapreso dal consigliere comunale Riccardo Magi e dal presidente dell’Associazione 21 luglio Carlo Stasolla, Marino dichiarò: «Al più presto intendo visitare il centro per rendermi conto personalmente, come sindaco e come medico, della situazione. A voi voglio ribadire il mio impegno a trovare una soluzione alternativa per le donne, gli uomini e i bambini che oggi vivono in condizioni non dignitose. Ringrazio sinceramente per aver sollevato il caso emblematico della struttura Best House Rom e chiedo di sospendere lo sciopero della fame».
Anche a tale impegno, ad oggi, non è seguita alcuna azione concreta da parte del primo cittadino.
Foto: Roma Capitale News

Citizens Beyond Walls Festival

CBW
Il Servizio Civile Internazionale (S.C.I. – Italia) invita tutte le persone e le realtà interessate a partecipare all’evento finale del progetto internazionale Citizens Beyond Walls i prossimi sabato 28 e domenica 29 marzo, a Roma, presso le sedi del Laboratorio del Precariato Metropolitano Acrobax, via della Vasca Navale 6, il primo giorno, e de La Città dell’Utopia, via Valeriano 3F, il secondo giorno.
Una due giorni itinerante ricca di momenti culturali e di confronto per presentare e distribuire il report, discutere e condividere una riflessione sulla riappropriazione illegittima di spazi pubblici da parte di partiti e movimenti dichiaratamente fascisti e nazisti in tutta Europa. Alla tavola rotonda saranno presenti anche attivisti e ricercatori internazionali delle associazioni partner del progetto: SCI Italia, Associazione 21luglio, CVS Bulgaria, SCI Germany, VIA Netherlands, SCI Catalunya, SCI Hellas (Greece), Utilapu Hálózat Hungarye VCV Serbia. Da ottobre 2013 fino a marzo 2015 il report si è composto via via attraverso inchieste, campi di volontariato (PeaceWeek), raccolta di materiali, interviste audio – video e conferenze in ognuno dei paesi coinvolti.
Nonostante in ogni paese emergano elementi peculiari, l’indagine dimostra una tendenza in continuo aumento che incide in maniera negativa sia sulle politiche nazionali di inclusione della nuova cittadinanza, sia sulle dinamiche sociali interrelazionali.
Alcune sono le vecchie forze neofasciste che ristrutturano il proprio armamentario ideologico trasformandosi in partiti anti-immigrati, altre sono forze politiche nuove che nascono come nuova destra post-industriale definita così dalla scienza politica per rappresentare queste contraddizioni” afferma Guido Cardiron, giornalista che insieme a Davide Conti, storico, introdurranno il dibattito serale della seconda giornata del Festival.
Con l’auspicio di veder partecipare quante più organizzazioni e realtà interessate e operanti sul tema dell’antifascismo e dell’inclusione sociale per alimentare ed estendere il dibattito, ma anche tutta la cittadinanza perchè possa contribuire a divulgare la questione. “Together we can stop it!”.
Per maggiori informazioni rivolgersi a
comunicazione@sci-italia.it
Ufficio stampa SCI – Italia
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Qui di seguito il programma della due giorni di Festival:
I Giornata di sabato 28 marzo @LOA ACROBAX, via della Vasca Navale n°6, Roma
Inizio alle ore 19.00:
proiezione del documentario “CONTAINER 158” (ZALAB,2013). Storie di vita dal campo Rom più grande d’Europa
ore 20,30
CENA a cura della Biosteria dell’Utopia
ore 21,30
spettacolo “ELENA D’OXUM”, Euripide/Daianis, con la Compagnia teatrale INCONTRASTABILE dell’Ass.Libellula
ore 22,30
concerto dei WOGIAGIA (reggae, ska da Roma)
A seguire
dj set RADIO TORRE Sound System
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II Giornata di domenica 29 marzo @La Città dell’Utopia, via Valeriano 3F, Roma
Inizio alle ore 17,30:
TAVOLA ROTONDA CON LA PARTECIPAZIONE DI ATTIVISTI/E E RICERCATORI/RICI INTERNAZIONALI
da Italia, Germania, Serbia, Bulgaria, Ungheria, Catalogna, Olanda
autori/rici del report Citizens Beyond Walls (Marzo 2015)
ore 19,30:
Dibattito/assemblea con
GUIDO CALDIRON (giornalista)
DAVIDE CONTI (storico)
durante la serata:
APERICENA in e a cura della Biosteria dell’Utopia

Torino, sgombero Lungo Stura: lettera al prefetto

In seguito allo sgombero forzato di 26 famiglie rom, lo scorso febbraio, dall’insediamento informale Lungo Stura Lazio a Torino, Associazione 21 luglio, ASGI (Associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione) e l’Ufficio Pastorale Migranti hanno scritto una lettera congiunta al Prefetto del capoluogo piemontese Paola Basilone per chiedere chiarimenti sulle violazioni di diritti umani che si sarebbero configurate ai danni delle persone rom che vivono nell’area.
Lo sgombero, avvenuto la mattina del 26 febbraio, era già stato duramente condannato dall’Associazione 21 luglio, in quanto realizzato in violazione delle garanzie procedurali previste dal Comitato sui Diritti Economici, Sociali e Culturali delle Nazioni Unite. Pochi giorni prima dello sgombero, l’Associazione 21 luglio aveva messo al corrente le autorità torinesi sul fatto che, così come pianificato, lo sgombero a Lungo Stura Lazio avrebbe comportato inevitabili violazioni dei diritti umani degli uomini, delle donne e dei bambini coinvolti.
Nei giorni scorsi, sulla vicenda, è intervenuta la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo la quale, accogliendo un ricorso di cinque famiglie, ha bloccato fino al 26 marzo il prosieguo delle operazioni di sgombero e ha ordinato al governo italiano di fornire informazioni sulle soluzioni alloggiative alternative offerte alle persone coinvolte dallo sgombero.
Nella lettera al prefetto, Associazione 21 luglio, ASGI e l’Ufficio Pastorale Migranti di Torino hanno chiesto di fatto un confronto sui presupposti legali e sulle modalità operative con le quali lo sgombero è stato realizzato e se siano state pienamente rispettate le garanzie previste dalla normativa internazionale.
Nella missiva vengono inoltre chieste delucidazioni sui criteri attraverso i quali gli abitanti dell’insediamento di Lungo Stura Lazio sono stati selezionati o esclusi dal progetto “La città possibile”, promosso dal Comune di Torino per realizzare percorsi di integrazione e cittadinanza per circa mille persone, nonché sulle forme di assistenza previste per i beneficiari e, soprattutto, se alla fine del progetto le famiglie inserite nei percorsi di accompagnamento sociale continueranno a essere seguite.
«La nostra preoccupazione – scrivono Associazione 21 luglio, ASGI e l’Ufficio Pastorale Migranti – è che allo scadere del progetto queste famiglie possano perdere il diritto all’abitazione e gli sforzi fatti dall’Amministrazione e dalle Associazioni coinvolte per garantire l’uscita dai campi vengano ancora una volta vanificati».

Giornata Internazionale dei rom e sinti: l'Associazione 21 luglio presenta il primo rapporto nazionale sulla situazione in Italia

Ripetuti sgomberi forzati, politiche che violano i diritti umani, soprattutto dei bambini, e nuovi “campi nomadi” in fase di progettazione a fronte di finanziamenti superiori ai 20 milioni di euro.
Tra annunci e proclami sul superamento dei “campi”, a cui tardano a seguire fatti concreti, tra speranze e contraddizioni, la condizione di rom e sinti in Italia continua ad essere caratterizzata da politiche discriminatorie e segregative, basate su un approccio emergenziale, che relegano tali comunità ai margini della società e alimentano nei loro confronti i germi dell’antiziganismo, del razzismo e degli stereotipi negativi.
È il quadro che emerge dal primo rapporto nazionale sulla condizione di rom e sinti in Italia, che l’Associazione 21 luglio presenterà l’8 aprile 2015 alle ore 12.30 – presso la sede dei csv del Lazio, in via Liberiana 17, a Roma –, in occasione della Giornata internazionale dei rom e dei sinti.
Il rapporto, che nella mattinata sarà consegnato alla Presidente della Camera Laura Boldrini che riceverà un gruppo di donne rom accompagnate da una delegazione dell’Associazione 21 luglio, mette in evidenza come, nonostante i richiami degli organismi internazionali e il rischio di apertura di una procedura d’infrazione da parte dell’Unione Europea, nel nostro Paese la pratica degli sgomberi forzati, soprattutto nelle città di Roma e Milano, risulta ben lungi dall’essere accantonata.
Inoltre, in molte città italiane, da nord a sud, si continuano a costruire e a progettare nuovi “campi nomadi” e a far confluire ingenti finanziamenti pubblici all’interno di un sistema – quello dei “campi” – che produce esclusione sociale e gravi violazioni dei diritti umani, in particolare dei minori, dal diritto all’istruzione al diritto a un alloggio adeguato, dal diritto alla salute al diritto al gioco.
Dal rapporto, inoltre, emerge come tra le politiche discriminatorie nei confronti di rom e sinti e la presenza, nel nostro Paese, di un radicato antiziganismo, nella maggior parte dei casi dovuto a discorsi d’odio pronunciati da esponenti politici, vi sia un nesso imprescindibile.
Il rapporto dell’Associazione 21 luglio, infine, opera un focus sulla situazione nella Capitale, considerata la “cartina di tornasole” di ciò che accade nel Paese.
Emblematico, a tal proposito, è il “gioco dell’oca” degli sgomberi romani che spingono le comunità rom da un punto all’altro della città senza ottenere alcun risultato se non la violazione dei diritti umani e lo sperpero del denaro pubblico.

Una risoluzione per superare i "campi rom" in Italia

La Commissione diritti umani del Senato ha approvato una risoluzione che impegna il Governo verso il superamento definitivo dei “campi nomadi” in Italia e per la concreta attuazione della Strategia nazionale d’Inclusione di Rom, Sinti e Camminanti. Per l’Associazione 21 luglio si tratta dell’inizio della fine dell’era “campi nomadi” e della dismissione di questi “non luoghi” dove i diritti umani di rom e sinti sono sospesi.
La risoluzione – si legge in una nota della Commissione – nasce dalle visite svolte dai membri della Commissione nei mesi scorsi in campi e villaggi attrezzati, soprattutto nella città di Roma.
Il 10 novembre 2014 e il 26 gennaio 2015, in particolare, l’Associazione 21 luglio ha accompagnato le delegazioni della Commissione in visita al “Best House Rom”, un centro di raccolta rom situato nella periferia est di Roma che – come afferma la nota della Commissione – «accoglie circa 300 persone in spazi inadeguati e lontani dall’assicurare condizioni di vita minimamente accettabili. D’altra parte – continua la nota – è quel centro che l’Assessore alle Politiche Sociali di Roma Francesca Danese si è impegnata a chiudere al più presto, offrendo alle famiglie una sistemazione dignitosa e l’avvio di un percorso condiviso».
Le recenti inchieste giudiziarie hanno evidenziato come la gestione dei “campi nomadi” a Roma – si legge nella risoluzione appena approvata – rientrasse all’interno di “un sistema corruttivo finalizzato all’assegnazione di appalti e finanziamenti pubblici che ha portato negli ultimi anni a un peggioramento delle condizioni di vita delle comunità Rom, alla loro segregazione e a uno spreco di risorse pubbliche: nel solo 2013 e nella sola Capitale sono stati impegnati oltre sedici milioni di euro, di cui circa il 60% rappresentato dai soli costi di gestione”.
Secondo l’Associazione 21 luglio, la risoluzione presentata dalla Commissione presieduta dal senatore Luigi Manconi rappresenta un ulteriore passo verso la chiusura definitiva dei “campi nomadi” presenti in Italia.
«Ci si avvia verso la dismissione di questi “non luoghi” dove il diritto è sospeso e dove per decenni sono state concentrate le comunità rom e sinte in emergenza abitativa», afferma l’Associazione.
«Attendiamo le scelte coraggiose da parte degli amministratori locali che dal 2012 ad oggi hanno già speso più di 13 milioni di euro per la realizzazione di nuovi insediamenti per soli rom a Roma, Milano, Carpi e Giugliano; che stanno portando a termine la costruzione di nuovi insediamenti a Latina, Lecce, Merano e Cosenza e che si stanno attivando a ristrutturazioni di “campi nomadi” ad Asti, Savona, Vicenza e Torino – prosegue l’Associazione 21 luglio -. -.  Dalla Capitale e dall’impegno assunto dall’assessore Danese per la chiusura del “Best House Rom” bisogna partire per dare un segnale forte e chiaro a tutto il Paese».
Una presa di posizione in linea con quanto dichiarato dallo stesso presidente della Commissione diritti umani Manconi: «La Commissione chiede oggi al Governo di adottare misure urgenti ed efficaci nell’ambito delle politiche generali di inclusione sociale per il miglioramento delle condizioni di vita di Rom, Sinti e Camminanti».

Una risoluzione per superare i "campi rom" in Italia

La Commissione diritti umani del Senato ha approvato una risoluzione che impegna il Governo verso il superamento definitivo dei “campi nomadi” in Italia e per la concreta attuazione della Strategia nazionale d’Inclusione di Rom, Sinti e Camminanti. Per l’Associazione 21 luglio si tratta dell’inizio della fine dell’era “campi nomadi” e della dismissione di questi “non luoghi” dove i diritti umani di rom e sinti sono sospesi.
La risoluzione – si legge in una nota della Commissione – nasce dalle visite svolte dai membri della Commissione nei mesi scorsi in campi e villaggi attrezzati, soprattutto nella città di Roma.
Il 10 novembre 2014 e il 26 gennaio 2015, in particolare, l’Associazione 21 luglio ha accompagnato le delegazioni della Commissione in visita al “Best House Rom”, un centro di raccolta rom situato nella periferia est di Roma che – come afferma la nota della Commissione – «accoglie circa 300 persone in spazi inadeguati e lontani dall’assicurare condizioni di vita minimamente accettabili. D’altra parte – continua la nota – è quel centro che l’Assessore alle Politiche Sociali di Roma Francesca Danese si è impegnata a chiudere al più presto, offrendo alle famiglie una sistemazione dignitosa e l’avvio di un percorso condiviso».
Le recenti inchieste giudiziarie hanno evidenziato come la gestione dei “campi nomadi” a Roma – si legge nella risoluzione appena approvata – rientrasse all’interno di “un sistema corruttivo finalizzato all’assegnazione di appalti e finanziamenti pubblici che ha portato negli ultimi anni a un peggioramento delle condizioni di vita delle comunità Rom, alla loro segregazione e a uno spreco di risorse pubbliche: nel solo 2013 e nella sola Capitale sono stati impegnati oltre sedici milioni di euro, di cui circa il 60% rappresentato dai soli costi di gestione”.
Secondo l’Associazione 21 luglio, la risoluzione presentata dalla Commissione presieduta dal senatore Luigi Manconi rappresenta un ulteriore passo verso la chiusura definitiva dei “campi nomadi” presenti in Italia.
«Ci si avvia verso la dismissione di questi “non luoghi” dove il diritto è sospeso e dove per decenni sono state concentrate le comunità rom e sinte in emergenza abitativa», afferma l’Associazione.
«Attendiamo le scelte coraggiose da parte degli amministratori locali che dal 2012 ad oggi hanno già speso più di 13 milioni di euro per la realizzazione di nuovi insediamenti per soli rom a Roma, Milano, Carpi e Giugliano; che stanno portando a termine la costruzione di nuovi insediamenti a Latina, Lecce, Merano e Cosenza e che si stanno attivando a ristrutturazioni di “campi nomadi” ad Asti, Savona, Vicenza e Torino – prosegue l’Associazione 21 luglio -. -.  Dalla Capitale e dall’impegno assunto dall’assessore Danese per la chiusura del “Best House Rom” bisogna partire per dare un segnale forte e chiaro a tutto il Paese».
Una presa di posizione in linea con quanto dichiarato dallo stesso presidente della Commissione diritti umani Manconi: «La Commissione chiede oggi al Governo di adottare misure urgenti ed efficaci nell’ambito delle politiche generali di inclusione sociale per il miglioramento delle condizioni di vita di Rom, Sinti e Camminanti».

Casa editrice condannata per pubblicazione che discrimina i rom

Il Tribunale Civile di Roma ha condannato la casa editrice Simone per condotta discriminatoria nei confronti di rom e sinti, ordinando il ritiro dal mercato di una pubblicazione, rivolta ai partecipanti al concorso di abilitazione per l’esercizio della professione di avvocato, in cui tali comunità vengono automaticamente associate alla commissione di reati.
Lo rendono noto Associazione 21 luglio e ASGI (Associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione) che a giugno 2012 avevano presentato un’azione civile congiunta contro la casa editrice, supportando la causa avanzata da D.S., una donna rom che si è sentita lesa nella sua dignità personale in quanto appartenente alla comunità criminalizzata.
Il volume in oggetto, pubblicato dal Gruppo Editoriale Simone nel 2011, contiene una raccolta di pareri motivati di diritto penale destinati alla preparazione dell’esame di avvocato. Per spiegare il reato previsto dall’articolo 712 del codice penale (“Acquisto di cose di sospetta provenienza”) l’autore della pubblicazione analizza le circostanze che debbono far sorgere nel soggetto che acquista o riceve il sospetto che la cosa provenga da reato indicando, in particolare, l’acquisto da “un mendicante, da uno zingaro o da un noto pregiudicato”.
Secondo Associazione 21 luglio e ASGI l’esempio usato dall’autore veicola un messaggio gravemente lesivo della dignità e della reputazione di tutta la comunità rom e sinta in quanto porta a dedurre che l’acquisto o la ricezione di un bene da uno zingaro debba necessariamente far sorgere in capo a chi acquista o riceve il sospetto dell’illecita provenienza del bene.
«Associare il termine zingaro alla commissione di reati contro il patrimonio, di fatto diffonde uno stereotipo negativo, oltre che un preconcetto razziale privo di fondamento, secondo il quale i rom sono delinquenti per il solo fatto di essere rom, stigmatizzando così negativamente l’intera comunità rom e sinta con evidente pregiudizio per la vita sociale degli appartenenti ad essa», spiegano Associazione 21 luglio e ASGI.
Con la sentenza di primo grado emessa dal Tribunale Civile di Roma, il giudice ha accolto la richiesta di dichiarare discriminatorio il riferimento agli zingari e ha ordinato al Gruppo Editoriale Simone e all’autore della pubblicazione «di cessare il comportamento discriminatorio, provvedendo al ritiro dal mercato della pubblicazione o di successive edizioni recanti il medesimo contenuto e, in caso di pubblicazioni successive, alla eliminazione dell’espressione “quando la cosa, nonostante il suo notevole valore, sia offerta in vendita da uno zingaro” nella trattazione delle circostanze della provenienza delittuosa del bene quale elemento costitutivo del reato di cui all’art. 712 c.p.”».
Il Tribunale ha inoltre condannato la casa editrice a un risarcimento economico di 1000 euro nei confronti di D.S., la donna rom che ha introdotto la causa civile.
Associazione 21 luglio e ASGI accolgono con favore la sentenza del Tribunale Civile di Roma e si dicono convinte che azioni di simile portata possano contribuire a scoraggiare il reiterarsi di quegli atteggiamenti – in alcuni casi inconsapevoli, ma purtroppo ben radicati nella coscienza collettiva – che hanno come conseguenza quella di discriminare gli appartenenti alla comunità rom e sinta arrecando un grave danno alla loro dignità personale e alimentando stereotipi e pregiudizi nei loro confronti.

Roma Sinti Fest: racconti e immagini rom, sinti e caminanti

Il 14 marzo 2015, dalle 15.00 alle 24.00, il Nuovo Cinema Aquila – in via l’Aquila 66, a Roma – ospiterà il “Roma Sinti Fest”, un evento organizzato da ZaLab, in collaborazione con l’Associazione 21 luglio, e dedicato alla cultura, alla storia e alla condizione sociale di rom, sinti e caminanti.
Tra le sale e il foyer del cinema si svolgeranno proiezioni, dibattiti, interventi informativi e di intrattenimento, musica e teatro. Fitta e articolata la programmazione: sono previsti interventi e contributi di Dynamis, Moni Ovadia, Andrea Segre, Christian Raimo, Stefano Liberti e tanti altri. Alla tavola rotondaOltre i campi attrezzati – buone pratiche per il superamento della segregazione abitativa” interverranno attivisti rom e sinti, studiosi e rappresentanti istituzionali. Concluderà l’evento il concerto del fisarmonicista rom serbo Jovica Jovic.
Saranno inoltre proiettati i videoclip di Mannarino e Nuove Tribù Zulu girati nei campi o in collaborazione con musicisti rom, un videointervento di Moni Ovadia e il video vincitore del concorso di video e scrittura “ROMpiamo PreGiudizi”, diretto ai ragazzi sino a 21 anni, scelto da una giuria composta da rappresentanti di Amnesty International Sez. Italiana, ASGI – Associazione Studi Giuridici sull’Immigrazione, Associazione 21 Luglio, My Movies, giornalisti e personalità della cultura, spettacolo e informazione. Al vincitore sarà consegnata una scultura realizzata dallo scultore Paolo Camiz.
In occasione dell’evento My Movies Live trasmetterà in streaming gratuito nazionale il documentario Container 158 di Stefano Liberti ed Enrico Parenti.
L’iniziativa sostiene la petizione “Oltre I Mega-Campi” promossa congiuntamente da Associazione 21 Luglio e ZaLab per il superamento della politica ghettizzante e dei campi attrezzati.


 
INGRESSO LIBERO
PROGRAMMA

SALA 2:
15:00-19:00
Apertura ZALAB
Proiezione documentario “Lo sterminio dei popoli zingari
Italia, 1998 – 40′ – di Andrea Segre
segue dibattito con Andrea Segre
Proiezione documentario “Fuori Campo
Italia, 2015 – 60′ – di Sergio Panariello
segue dibattito con Sead Dobreva, Sergio Panariello, Stefano Liberti, Enrico Parenti
Proiezione documentario “Container 158
Italia, 2013 – 60′ – di Stefano Liberti ed Enrico Parenti
SALA 3:
15:00-19:00
Apertura ZALAB
Proiezione documentario “Rom Tour
Italia, 1999 – 84′ – di Silvio Soldini e Giorgio Garini con Antonio Tabucchi
dibattito con Silvio Soldini e Andrea Segre
Proiezione video-intervento di Moni Ovadia
Sezione Roma Sinti Short: proiezione cortomentraggi e videoclip
Cheja Chelen – ragazze che ballano
di Hajde Cheialen Video Lab, laboratiorio di video partecipativo con le ragazze rom di Via Salviati, condotto da Mariana Ferratto
Tevere Grand Hotel – Alessandro Mannarino
Regia Francesco Lagi, Direzione Artistica David Aprea, realizzato nel campo Casilino 900 a Roma
Zingara – Nuove Tribu Zulu
girato in parte al campo rom di vicolo Savini a Roma
NOW- Nomadic Orchestra of the World – Nuove Tribu Zulu
realizzato con i musicisti Gypsies del Rajasthan in India
Premiazione concorso ROMpiamo PreGiudizi e proiezione video vincitore con Sabrina Milanovic, Nedzad Husovic, Sead Dobreva
FOYER:
15:00-19:00
Apertura ZALAB
Presentazione libro: “Derive – piccolo mosaico del disumano” di Flore Murard-Yovanovitch, alla presenza dell’autrice
Tavola rotonda: “oltre i campi attrezzati – buone pratiche per il superamento della segregazione abitativa” con:
Mario Bruno, sindaco di Alghero
Riccardo Magi, consigliere del Comune di Roma
Manuele Hadzovic, Sabrina Milanovic, Nedzad Husovic, attivisti
Roberto Mazzoli, ricercatore sociale
Modera Carlo Stasolla, presidente di Associazione 21 Luglio
Lettura di Christian Raimo
Performance Dynamis
Buffet: sapori rom in colaborazione con Popica onlus
SALA 1:
20:00-24:00
Presentazione del film “Just the wind” evento Premio Lux
Ungheria, 2012 – 86′ – di Bence Fliegauf
Concerto di musica rom con il fisarmonicista Jovica Jovic
SALA 2:
20:00-24:00
Proiezione documentario “”Spartacus and Cassandra” evento Alice nella Città
Francia, 2014 – 81′ – di Ioanis Nuguet
Proiezione film “Gadjo Dilo
Francia, 1997 – 102′ – di Tony Gatlif
My Movies Live:
21:30-22:30
Italia, 2013 – 60′ – di Stefano Liberti ed Enrico Parenti
Proiezione documentario “Container 158“. Per prenotare il tuo posto clicca qui


PARTNER
Roma Sinti Fest è organizzato da ZaLab con la collaborazione di: Associazione 21 Luglio, Amnesty International sezione Italiana, MyMovies, OsservAzione, ASGI, Arci Roma, Left, Redattore Sociale, Radio Città Aperta, Alice Nella Città, Popica onlus, il patrocinio di Consiglio d’Europa – ufficio di Venezia, Premio Lux, Roma Capitale ed il sostegno di Open Society Foundations e Banca Etica.
LOCANDINA

Buonanno rom

«I rom sono la feccia della società». Esposto in procura contro Buonanno

«I rom sono la feccia della società». In seguito alle dichiarazioni di Gianluca Buonanno, eurodeputato della Lega Nord, nel corso della trasmissione Piazza Pulita andata in onda lunedì 2 marzo in prima serata su LA7, l’Associazione 21 luglio, nell’ambito del suo Osservatorio nazionale sui discorsi d’odio verso rom e sinti, si è attivata per redigere e presentare in brevissimo tempo un esposto in Procura nei confronti dell’eurodeputato.
La frase contro i rom è stata pronunciata da Buonanno, e ripetuta più volte, all’interno di un dibattito in studio al quale ha preso parte anche Djana Pavlovic, attivista rom candidata alle scorse elezioni europee con la lista “L’altra Europa con Tsipras”.
«La gente non può andare in giro che gli rubano la roba. È vero o no che ci sono un sacco di rom e zingari che sono dei ladri e farabutti?», ha urlato l’eurodeputato che ha quindi tacciato più volte l’intera comunità rom di essere «la feccia della società».
Oltre ad aver provocato la reazione indignata di Djana Pavlovic, la frase di Buonanno è stata seguita dalla presa di distanze del conduttore di Piazza Pulita Corrado Formigli. «Posso dire che un applauso a chi dice che gli zingari sono la feccia della società è un applauso di cui io mi vergogno per questo pubblico? – ha detto Formigli – Se il pubblico, se le persone di questo studio si sentono offese per quello che detto possono non presentarsi la prossima volta alla puntata: non c’è problema ma trovo che ci sia un limite a tutto nella polemica e nelle discussione. Non mi piace un applauso su una frase del genere, mi dispiace».
Gianluca Buonanno, infine, ha respinto l’invito del conduttore a scusarsi per la frase pronunciata.

Associazione 21 luglio ETS - Largo Ferruccio Mengaroni, 29, 00133, Roma - Email: info@21luglio.org - C.F. 97598580583 - Privacy Policy - Cookie Policy