Archivio per mese: Marzo, 2020

Emergenza Covid-19. #NOINONCIFERMIAMO

#NOINONCIFERMIAMO. No, noi non ci fermiamo. Perché anche nel corso della crisi generata dal Covd 19, nessuno deve essere lasciato solo, ora più che mai. Tutti insieme stiamo continuando a lavorare impegnando energie e risorse, vogliamo fare la nostra parte mettendo in campo i servizi che forniamo da anni e anche di più.

Vogliamo continuare a difendere i diritti di chi da questa crisi subirà le conseguenze più dure e drammatiche

DONA ORA

PER LA PRIMA INFANZIA (0-3 ANNI)

E’ attivo un servizio di raccolta beni di prima necessità per bambini nella fascia di età tra gli 0 e i 3 anni. Stiamo raccogliendo pannolini, latte in polvere, omogeneizzati: tutto ciò che occorre per il sostentamento di bambini che vivono in emergenza abitativa. Stiamo consegnando alimenti alle famiglie che vivono presso le baraccopoli della città

PER DONARE BENI DI PRIMA NECESSITA’ SCRIVERE A INFO@21LUGLIO.ORG O INVIARE UN MESSAGGIO ALLA PAGINA FB DI ASSOCIAZIONE 21 LUGLIO

I nostri servizi alle mamme di bambini con età tra gli 0 e i 3 anni continuano. Abbiamo creato gruppi whatsapp attraverso cui restiamo in contatto con loro per dispensare consigli, ascoltare i disagi, dare sollievo nei momenti più duri, inviare attività da realizzare con i propri figli durante le ore trascorse in casa.

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PER I BAMBINI

Abbiamo attivato un servizio che consente di ascoltare fiabe in lingua italiana e in lingua romanes. Si chiama “Fiabe al telefono”: quattro pomeriggi a settimana, chiamando il numero 3884623209 è possibile ascoltare una o più fiabe registrate dai nostri operatori che regalano momenti di spensieratezza, di evasione

Forniamo assistenza nella continuità scolastica mettendo a disposizioni dei bambini che vivono in emergenza abitativa accessi alla rete internet così da potersi collegare con le piattaforme progettate dalle scuole. È importante per noi che nessuno dei bambini si senta escluso e resti indietro nel programma scolastico. In collegamento con i loro cellulari supportiamo i bambini nelle ore di studio

QUI IL LINK CON TUTTE LE INFORMAZIONI

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PER I RAGAZZI

Vogliamo che la quotidianità dei ragazzi non venga snaturata e che per quanto possibile continuino le attività e gli impegni avviati in questi mesi prima dell’emergenza Covid19. Per questo abbiamo creato dei video tutorial con lezioni di break dance realizzati dal nostro maestro Gerardo e disponibili sulla piattaforma on line all’interno del progetto “Amarò foro”.

Ogni sabato pomeriggio, attraverso la creazione di un gruppo whatsapp con i ragazzi del quartiere Tor Bella Monaca, avviamo la proiezione di un film, lo guardiamo insieme e poi ne commentiamo la trama ascoltando le loro impressioni, le loro idee. È un modo per non farli sentire soli e continuare a svolgere le attività comuni che in questo periodo sembrano straordinarie.

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IN AMBITO SCOLASTICO 

Continuano le nostre attività all’interno dell’I.C. “Giovanni Palombini”, con un lavoro che mira a raggiungere circa 25 classi tra materna, scuola primaria e secondaria. Attraverso la creazione di “classi virtuali”, i nostri educatori rafforzano la collaborazione con gli insegnanti e la co-progettazione di moduli specifici di supporto alla didattica. Diventano on line i laboratori di coding, teatro e progettazione partecipata realizzati dai nostri partner.

Forniamo supporto scolastico individualizzato a bambini che vivono condizioni di disagio. I nostri operatori creano un ponte tra famiglia e scuola per garantire un lavoro diretto e dare assistenza anche tecnologica e economica grazie alla fruizione di schede internet necessarie al collegamento in rete.

Stiamo lavorando, inoltre, per garantire il proseguimento dei percorsi di empowerment della comunità, rafforzando il lavoro di rete con i nostri partner e utilizzando nuovi strumenti di comunicazione e supporto a necessità specifiche.

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PER GLI ANZIANI

“Resta a casa, alla spesa ci pensiamo noi”. Abbiamo avviato un servizio di ritiro spesa presso i supermercati del quartiere Tor Bella Monaca, periferia est della città e consegna presso il domicilio (davanti la porta) di persone anziane con un’età superiore ai 70 anni. Il servizio, nel rispetto delle norme di sicurezza, è attivo dal lunedì al sabato, dalle ore 9.00 alle ore 12.00

QUI IL LINK PER TUTTE LE INFORMAZIONI

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PER CHI  VIVE NELLE BARACCOPOLI DELLA CITTA’ DI ROMA – #IORESTONELCAMPO

Abbiamo mappato, con interviste telefoniche e visite alle baraccopoli sempre nel pieno del rispetto delle norme di sicurezza, la condizione di chi vive in emergenza abitativa. Nelle baraccopoli della Capitale mancano i servizi, manca l’assistenza sanitaria, manca l’informazione necessaria per contrastare il contagio. È per questo che a gran voce, abbiamo lanciato un appello alla sindaca Virginia Raggi e al Prefetto Pantalone perché vengano attivate misure urgenti finalizzate a tutelare il diritto alla salute, alla continuità scolastica.

QUI IL LINK PER FIRMARE L’APPELLO

QUI IL LINK DELLA RICERCA #IORESTONELCAMPO

Una campagna di raccolta fondi volta a sostenere le spese da effettuare per acquistare generi alimentari di prima necessità da consegnare, con le dovute misure di sicurezza, presso le baraccopoli romane. Stiamo fornendo supporto a famiglie che si trovano in estrema difficoltà e sono allo stremo delle loro possibilità economiche e non solo. Vi chiediamo un aiuto urgente per continuare ad aiutarli e sostenerli in questo periodo di estrema crisi.

QUI IL LINK PER LA DONAZIONE

#noinoncifermiamo, fiabe al telefono in lingua romanes e in lingua italiana

Nell’ambito del progetto TOY for Inclusion, abbiamo avviato l’attività “Fiabe al telefono”. Un servizio gratuito di lettura ad alta voce di fiabe in lingua romanes e in lingua italiana. Vogliamo continuare a sostenere i bambini (dai 3 anni in su), regalare loro momenti di gioia e serenità e colorare per qualche ora le loro giornate in un periodo di grandi difficoltà come quello che stiamo vivendo per contrastare il contagio da Covid-19.

Il servizio è attivo dal lunedì al venerdì, dalle 10 alle 12 al numero 388.4623209.

#noinoncifermiamo, la spesa solidale per gli anziani del quartiere Tor Bella Monaca

Resta a casa, alla tua spesa ci pensiamo noi!

👉 Gli operatori di Associazione 21 luglio, insieme agli amici del Polo ex Fienile di largo Mengaroni a Tor Bella Monaca, nel rispetto delle norme di sicurezza e in maniera gratuita, si recheranno al supermercato, faranno la spesa e la consegneranno agli anziani del quartiere che non possono uscire di casa. Per info 3663480038. Il servizio è attivo dal lunedì al sabato, dalle 9.00 alle 12.00.

 

Coronavirus e Associazione 21 luglio

A seguito dell’entrata in vigore del decreto “Io resto a casa” del presidente del Consiglio Giuseppe Conte, Associazione 21 luglio ha sospeso tutte le attività didattiche e educative presso i plessi scolastici e il Polo ex Fienile di Tor Bella Monaca.
In questi giorni di emergenza, tutti gli operatori sono impegnati a lavorare per garantire continuità dei programmi di didattica, pertanto, si sta lavorando affinché tutti i progetti vengano rimodulati per essere fruiti attraverso il web.

Oltre le attività che tutti voi conoscete, ci sarà una serie di iniziative volte a sostenere chi vive la marginalità e l’esclusione soprattutto in questo periodo di grande solitudine sociale.

Al più presto, vi saranno comunicate le nuove modalità.

Nessuno sfratto per la famiglia Costica: Associazione 21 luglio: «Battaglia vinta a metà, ora far uscire famiglie dall’emergenza assistenziale»

Prima negli orfanotrofi, poi per strada. La storia di Costica viene da lontano, dalla povertà e dalla miseria che quarant’anni fa dominavano la Romania.

Dall’arrivo in Italia, il pellegrinaggio tra i centri di raccolta rom, fino alla richiesta di sfratto: un calvario che Associazione 21 luglio ha seguito fin dall’inizio, dal 2008 quando Costica ha scelto di vivere in Italia per raggiungere la sua famiglia. Una volta in Italia ha conosciuto e sposato una donna, disabile al 100% dalla quale ha avuto tre bambini.

Una vita nei centri di accoglienza

La famiglia Turcanu, questo il suo cognome, ha vissuto dapprima in una roulotte messa a disposizione dalla Comunità di Sant’Egidio, poi nell’ex cartiera di via Salaria (centro di accoglienza), ancora in un centro di raccolta rom in via Amarilli, in un altro a via Toraldo (Torre Angela) e poi via dei Codirossoni.

Da quest’ultima struttura, proteste cittadine e di estrema destra ne ha provocato all’allontanamento disposto dal Comune di Roma. Costica e la sua famiglia vengono accompagnati in un altro centro di via della Primavera, per loro si sprono le porte di uno spazio di circa 16 metri quadri che la stessa ASL dichiarerà mediocre.

La richiesta di “dimissioni” per la famiglia di Costica

Alla fine di febbraio a Costica arriva la richiesta di “dimissioni” da parte dell’Ufficio Speciale Rom, Sinti e Caminanti del Comune di Roma: in altre parole gli viene chiesto di lasciare i locali in cui vive insieme alla sua famiglia entro sabato 7 marzo.

Associazione 21 luglio ha presentato una richiesta di riesame per chiedere di rivalutare la posizione di Costica e della sua famiglia o di trovargli un’altra sistemazione considerata la fragilità del nucleo famigliare.

L’obiettivo far uscire le famiglie dall’emergenza assistenziale

Dopo una intensa battaglia e un lavoro di pressione realizzato insieme a Unione Inquilini, Roma Today, la visita del consigliere comunale Giovanni Zannola e dei deputati Matteo Orfini e Luca Rizzo Nervo, il Comune di Roma sistema quattro famiglie (compresa quella di Costica) in una struttura della Croce Rossa.

«Cercheremo di andare oltre, per fare uscire le famiglie dell’emergenza assistenziale nella quale sono ingabbiati da anni» ha detto Carlo Stasolla, presidente di Associazione 21 luglio.

CS – Piano rom a Roma: gli insediamenti chiudono e le persone vengono gettate in strada

Piano rom a Roma: gli insediamenti chiudono e le persone vengono gettate in strada. Associazione 21 luglio e Unioni Inquilini: «È questo il modello di inclusione della Giunta Raggi?»
Sono più di 800 i rom che, dalla presentazione del “Piano rom” avvenuta in Campidoglio il 31 maggio 2017, sono passati dagli insediamenti formali della Capitale alla precarietà di un’esistenza condotta in strada. Sabato prossimo altri 20 rom di nazionalità rumena andranno ad ingrossare questo numero passando da una condizione di assistenza presso un centro di accoglienza ad una vita da senza tetto.Beppe Grillo non aveva esitato e definirlo «un capolavoro da applausi» mentre la sindaca Virginia Raggi nel giorno della sua presentazione aveva parlato senza esitazioni di un “Piano rom” «che consente di riportare Roma in Europa perché abbiamo appreso le migliori prassi che hanno funzionato e le portiamo a Roma per superare i campi». In realtà il principale impatto del “Piano rom” si è tradotto in un semplice “travaso” di persone dagli insediamenti formali a quelli informali con un accesso alle abitazioni dell’edilizia residenziale pubblica che appare irrisorio. Per fare solo degli esempi negli ultimi tre anni nel “villaggio” di Lombroso si è passati dalle 227 presenze del 2017 alle attuali 181 (-20%), in quello di Castel Romano da 1.062 presenze alle 542 (-49%), nell’insediamento di Salone il calo è stato del 41% (607 presenze del 2017 contro alle attuali 360) e in quello de La Barbuta dai passati 586 residenti, oggi se ne contano 425 (-27%). Nel caso del Camping River, chiuso nel luglio 2018, la chiusura è di fatto coincisa con l’allontanamento in strada della maggioranza delle famiglie residenti.

In totale sono circa 800 le persone che risultano fuoriuscite “villaggi” con un identico numero di soggetti passati a vivere all’aperto, dentro un camper, un’autovettura o all’interno di alloggi di fortuna sotto cavalcavia, in prossimità di discariche abusive o lungo i marciapiedi di strade periferiche. Sabato prossimo questo numero di andrà gonfiando di altre 20 unità. Si tratta delle famiglie che lo scorso aprile, dopo gli incidenti di Torre Maura, erano state accolte presso il centro di viale della Primavera e che il 26 febbraio 2020 hanno ricevuto l’invito da parte dell’Ufficio Speciale Rom Sinti e Caminanti, a «lasciare le stanze libere da persone e cose improrogabilmente entro la data del 7 marzo 2020».

Emblematica a questo proposito la storia di una famiglia che Associazione 21 luglio e Unione Inquilini seguono da tempo. Il nucleo, composto da 3 adulti e 3 minori, a seguito di ripetuti sgomberi, sotto l’Amministrazione Alemanno è stato collocato nel centro di via Salaria per poi passare sotto la Giunta Marino, in quello di via Amarilli. Con l’avvento dell’Amministrazione Raggi è stato spostato prima nel centro di via Toraldo, poi in quello di Torre Maura e infine in quello di via della Primavera, dal quale dovrà allontanarsi il prossimo 7 marzo senza soluzione alternativa. Per questa famiglia, con i soldi dei contribuenti le tre Amministrazioni hanno consegnato nelle mani di cooperative e associazioni un totale di circa 150.000 euro per progetti di accoglienza e inclusione senza che nulla di concreto sia stato realmente svolto.

Chi ha monitorato questi interventi sostenuti con denaro pubblico? In forza di quale diritto questa Amministrazione si arroga il diritto di mettere per strada un nucleo all’interno dei quali c’è una persona con disabilità del 100% e un’altra con patologie gravi? Che garanzia verrà data alla continuità del percorso scolastico dei tre minori sgomberati? Sono alcune delle tante domande che si pongono Associazione 21 luglio e Unione Inquilini che stanno seguendo la vicenda. E poi: È questo il modello della Giunta Raggi? Svuotare gli insediamenti (campi o centri di accoglienza) per mettere le persone per strada?

Secondo Carlo Stasolla, presidente di Associazione 21 luglio: «Il peccato originale del Piano rom della Giunta Raggi è l’incompetenza di chi lo ha redatto e la scarsa esperienza dell’Ufficio che lo sta implementando. A fronte di ciò l’Amministrazione è arroccata nel mantenere intatto l’impianto del Piano, chiusa ad ogni dialogo, arrogante nelle decisioni assunte». Secondo Silvia Paoluzzi di Unione Inquilini Roma: «Siamo di fronte al fallimento di questa amministrazione. È inaccettabile pensare che a Roma non ci sia alcuna tutela per un nucleo composto da tre minori e una persona con disabilità. Ogni giorno nel silenzio assoluto ben 10 famiglie vengono sfrattate con la forza pubblica. Non c’è alcuna rete di protezione per la precarietà alloggiativa perché mancano politiche abitative strutturali».

Le due organizzazioni, nel domandare la sospensione delle azioni del “Piano rom”, chiedono nello specifico all’Amministrazione Capitolina l’immediata sospensione dell’azione di sgombero del centro di via della Primavera con eventuale ricollocamento delle famiglie in altre strutture di accoglienza dove possa essere intrapreso un reale, sostenibile ed efficace percorso di inclusione.

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