21 novembre 2011 – Per il Consiglio di Stato il Piano Nomadi è illegittimo. Associazione 21 luglio: una vittoria per i diritti umani, svolta storica
Il 21 maggio 2008 il presidente del Consiglio dei Ministri Silvio Berlusconi ha decretato lo «stato di emergenza in relazione agli insediamenti di comunità nomadi» e ha emesso alcune ordinanze attuative con le quali ha nominato i prefetti di Roma, Napoli, Milano, e successivamente quelli di Torino e Venezia, «commissari delegati per la realizzazione di tutti gli interventi necessari al superamento dello stato di emergenza» nelle regioni di Lazio, Campania, Lombardia, Piemonte e Veneto. Per quanto riguarda la città di Roma, nel febbraio 2009 il prefetto-commissario Giuseppe Pecoraro ha firmato il Regolamento per la gestione dei villaggi attrezzati per le comunità nomadi nella regione Lazio e in data 31 luglio 2009, in veste di «commissario straordinario per l’emergenza nomadi» ha presentato – insieme al Comune di Roma – il Piano Nomadi.
In data 16 novembre 2011, con sentenza n. 6050 il Consiglio di Stato ha statuito «l’illegittimità del decreto del presidente del Consiglio dei Ministri del 21 maggio 2008» in quanto:
– Non si evincono precisi dati fattuali che autorizzino ad affermare l’esistenza di un nesso tra la presenza sul territorio di insediamenti rom e una straordinaria ed eccezionale turbativa dell’ordine e della sicurezza pubblica nelle aree interessate
– Il riferimento a «gravi episodi che mettono in pericolo l’ordine e la sicurezza pubblica» non risulta supportato da una seria e puntuale analisi dell’incidenza sui territori del fenomeno considerato
– E’ riscontrato un difetto nell’istruttoria e nella motivazione retrostanti alla dichiarazione dello stato di emergenza
Così come chiarisce la sentenza del Consiglio di Stato, l’illegittimità dello stato di emergenza comporta, di conseguenza, l’annullamento delle ordinanze di nomina dei commissari straordinari per l’emergenza, ma anche di tutti i successivi atti commissariali in quanto adottati in carenza di potere, restando salva la facoltà delle amministrazioni interessate di «sanare» il vizio di incompetenza, laddove possibile, sulla base dell’ordinario assetto dei poteri e delle competenze.
L’Associazione 21 luglio esprime profonda soddisfazione per la sentenza del Consiglio di Stato che proclama quindi illegittimo il Piano Nomadi del Comune di Roma e delle sue azioni segnate, come l’Associazione 21 luglio ha denunciato da tempo, da misure discriminatorie e lesive dei diritti delle comunità rom e sinte. «E’ una vittoria per i diritti umani – ha commentato il presidente Carlo Stasolla – una svolta che inciderà profondamente nelle politiche sociali in favore delle comunità rom e sinte a Roma».
L’Associazione 21 luglio nei prossimi giorni vigilerà attentamente sulle azioni dell’amministrazione locale volte al pieno rispetto delle disposizioni della sentenza, segnalando alle autorità competenti eventuali inadempienze e irregolarità da parte delle istituzioni. Infatti il Consiglio di Stato, considerando illegittimo tutto l’impianto emergenziale, ha confermato nello specifico la non legittimità:
– delle procedure di identificazione e censimento che le autorità romane stanno svolgendo all’interno dei campi formali e informali della Capitale
– della norma che istituisce il presidio di vigilanza all’interno dei sette «villaggi attrezzati» presenti a Roma
– dell’obbligo per i rom di sottoscrivere una dichiarazione di impegno al rispetto delle norme interne di disciplina per risiedere all’interno dei sette «villaggi attrezzati»
– dell’uso del DAST, la tessera che consente di accedere e risiedere nei «villaggi attrezzati», e che finora è stata consegnata a molti nei rom in essi presenti.
Come diretta conseguenza dello stato di emergenza, una delle azioni più recenti in attuazione del Piano Nomadi del Comune di Roma, è sicuramente la costruzione del nuovo campo in località La Barbuta, che giorni fa, in una lettera consegnata alle autorità, l’Associazione 21 luglio ha duramente criticato, perchè collocato in un’area non adatta all’insediamento umano. La costruzione dell’insediamento, in base alla sentenza del Consiglio di Stato, è colpito da inefficacia in quanto risultato di un atto del commissario-straordinario «in carenza di potere». Per tale ragione la costruzione del campo La Barbuta, disposta dal prefetto-commissario per l’emergenza nomadi della Regione Lazio Giuseppe Pecoraro, e quindi in deroga ad una serie di norme, non può essere considerata legittima e va immediatamente sospesa nell’attesa che si promuovano azioni in linea con quanto stabilito dal Consiglio di Stato.
Spett.li dott. Giuseppe Pecoraro e dott. Angelo Scozzafava,
In data 16 novembre 2001, con sentenza n. 6050 il Consiglio di Stato ha statuito «l’illegittimità del decreto del presidente del Consiglio dei Ministri del 21 maggio 2008» che aveva ha decretato lo «stato di emergenza in relazione agli insediamenti di comunità nomadi» .
Così come chiarisce la sentenza del Consiglio di Stato, l’illegittimità dello stato di emergenza comporta, di conseguenza, l’annullamento delle ordinanze di nomina dei commissari straordinari per l’emergenza, ma anche di tutti i successivi atti commissariali in quanto adottati « in carenza di potere».
Come diretta conseguenza dello stato di emergenza, una delle azioni più recenti in attuazione del Piano Nomadi del Comune di Roma, è la costruzione del nuovo campo in località La Barbuta, collocato, tra l’altro, in un’area non adatta all’insediamento umano. Gli atti commissariali, così come la costruzione dell’insediamento, in base alla sentenza del Consiglio di Stato, sono colpiti da inefficacia in quanto risultati di un atto del commissario-straordinario «in carenza di potere». Per tale ragione la costruzione del campo La Barbuta, disposta dal prefetto-commissario per l’emergenza nomadi della Regione Lazio Giuseppe Pecoraro, e quindi in deroga ad una serie di norme, non può essere considerata legittima e va immediatamente sospesa nell’attesa che si promuovano azioni in linea con quanto stabilito dal Consiglio di Stato.
Nel richiedere l’immediata applicazione della sentenza, vigileremo attentamente sulle azioni dell’amministrazione locale volte al pieno rispetto delle disposizioni della sentenza, segnalando alle autorità competenti eventuali inadempienze e irregolarità da parte delle istituzioni.
Cordiali saluti.
Da inviare a:
angelo.scozzafava@comune.roma.it
giuseppe.pecoraro@interno.it
alessandra.nigro@interno.it

