40 milioni di euro per l’integrazione dei bambini rom, un’occasione importante che non va sprecata
40 milioni di euro destinati dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali al finanziamento di 31 progetti per l’inclusione dei minori rom, presentati da altrettante amministrazioni locali di tutta Italia. Un’occasione importante che rischia però di infrangersi contro le difficoltà dei comuni: mancanza di personale adeguato, scarsa conoscenza del fenomeno, riproposizione di modelli di intervento fallimentari. Per questo, l’Associazione 21 luglio ha scelto di mettere a disposizione la propria esperienza, per aiutare gli interessati a realizzare interventi efficaci, impattanti e sostenibili
Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha ufficialmente dichiarato ammissibili e finanziati 31 progetti nazionali per l’inclusione dei minori rom. L’importo complessivo stanziato e di quasi 40 milioni di euro, circa 1,3 milioni per ogni città coinvolta. Nell’elenco figurano alcune delle aree metropolitane in cui le comunità rom sono numerose, come Roma (destinataria di 2,2 milioni di euro), Milano (1,9 milioni), Bologna (1,3 milioni), Torino (1,3 milioni). Ma ci sono anche province dove la presenza rom è esigua: Asti (1,8 milioni), Selargius (1,5 milioni), Genova (1,4 milioni), Latina (0,96 milioni).
Particolarmente significativi sono i finanziamenti destinati alla zona del napoletano e specificatamente ai comuni di Giugliano in Campania (1,9 milioni), Napoli (1,6 milioni) e Casoria (0,67 milioni). La Città Metropolitana di Napoli, infatti, ospita la più alta concentrazione di rom in emergenza abitativa d’Italia, quasi 3.000 persone. Nell’hinterland partenopeo, la presenza di baraccopoli informali, le gravissime condizioni di precarietà nelle quali sono costretti a vivere gli abitanti e l’assenza di piani di superamento rappresentano una sfida importante, che oggi può essere vinta anche grazie a questo intervento pubblico.
Come Associazione che da anni si occupa del problema, siamo convinti che l’ingente investimento previsto, se utilizzato al meglio, possa rappresentare una svolta decisiva nei processi di inclusione, anche poggiandosi su piani di superamento dei “campi rom”. Avvertiamo, però, un forte rischio che le Amministrazioni locali possano sprecare questa opportunità, per mancanza di personale adeguato, scarsa conoscenza del fenomeno, riproposizione di modelli di intervento fallimentari perché ancorati al passato. Per tale ragione, alla luce delle esperienze maturate, offriamo consulenza e sostegno a quegli amministratori locali che vorranno avvalersi del nostro supporto, al fine di orientare al meglio i fondi nel definire strategie di intervento efficaci, impattanti e sostenibili.




