7 gennaio 2013 – Il consigliere di Trapani richiama “la politica dell’apartheid” proponendo l’istituzione di un servizio di autobus per soli immigrati. L’Associazione 21 luglio chiede una rettifica ufficiale riservandosi azioni legali
Il 2 gennaio 2013 il presidente della VI Commissione del Comune di Trapani Andrea Vassallo ha diramato un comunicato stampa in cui ha rappresentato «le numerose lamentele degli abituali viaggiatori indigeni» di una specifica tratta di trasporto pubblico urbano, «i quali riferiscono di comportamenti poco civili adottati dagli immigrati, che spesso creano ed alimentano all’interno del bus un clima di tensione tale da lasciare presagire, primo o poi, il verificarsi di episodi spiacevoli. Opportuno sarebbe – continua il consigliere – valutare l’ipotesi di istituire un servizio di trasporto esclusivamente dedicato ad essi, da sottoporre a controllo da parte della polizia».
Secondo l’Associazione 21 luglio, dichiarazioni di tale tenore appaiono estremamente gravi, poiché sembrano richiamare esplicitamente la politica dell’apartheid. Il “crimine dell’apartheid”, come definito dalle Nazioni Unite nella Convenzione Internazionale sull’Eliminazione e la Repressione del Crimine dell’Apartheid, infatti, comprende politiche e pratiche di segregazione e discriminazione razziale, tra cui l’adozione di misure miranti a dividere la popolazione secondo criteri razziali.
Il 6 gennaio, in una nota, il consigliere Andrea Vassallo ha cercato di chiarire affermando: «ho voluto porre in risalto, e probabilmente con forza eccessiva, una problematica di grande valenza sociale, purtroppo spesso trascurata, guardandola però più dalla parte dei cittadini trapanesi che da quella degli extra-comunitari».
In una lettera inviata oggi al consigliere, l’Associazione 21 luglio scrive che: «Una proposta di tale tenore si pone in netto contrasto con la normativa internazionale, comunitaria e nazionale in tema di divieto di discriminazione razziale». L’Associazione invita pertanto Andrea Vassallo «a fornire maggiori spiegazioni in merito e nel caso a provvedere a fornire una rettifica ufficiale, ivi compresa sul sito del Comune di Trapani, che chiarisca definitivamente la posizione adottata da Lei e dalla VI Commissione Consiliare». L’Associazione si riserva, qualora la risposta del consigliere si rivelasse non esaustiva, di adire di fronte alle competenti autorità giudiziarie.

