Associazione 21 luglio e ERRC «In Italia lesi diritti umani di migliaia di rom».
I «villaggi attrezzati» visitati dalla delegazione sono quelli di via di Salone e di via della Cesarina, dove vivono rispettivamente 1076 e 181 persone.
Nel primo «villaggio», i maggiori punti di criticità sono rappresentati dalla lontananza dal centro abitato e dai servizi essenziali, il generale stato di abbandono e degrado dell’insediamento, l’aumento continuo di criminalità e la mancanza di qualsiasi alternativa che possa migliorare la condizione degli abitanti.
Quanto al «villaggio» di via della Cesarina, i rom residenti affermano di vivere in un perenne stato di paura e denunciano di subire continui ricatti da parte del personale che gestisce il campo, che spesso si tradurrebbero nella prassi di staccare per diversi giorni l’elettricità.
Nel corso di una conferenza stampa tenutasi al termine della visita nei due «villaggi attrezzati», in concomitanza con la Giornata Internazionale delle famiglie indetta dalle Nazioni Unite, il Centro Europeo per i Diritti dei Rom (ERRC) ha presentato una nuova ricerca sui “campi” formali di Roma e Milano dove, in totale, vivono più di 4.000 rom.
Secondo la ricerca, questi “campi”, che sono costruiti e autorizzati dalle autorità, dovrebbero sorgere in aree favorevoli alle comunità rom, in modo da impedire l’emarginazione urbana dei rom e facilitare l’accesso all’educazione, alla sanità e ai servizi sociali.
La realtà dei fatti, tuttavia, mostra che questi campi sono spesso luoghi di isolamento e segregazione rendendo così estremamente difficile per i rom l’accesso ai loro diritti di base, quali l’educazione, il lavoro e la salute.
Nella Capitale, secondo dati dell’Associazione 21 luglio, da quando è entrato in vigore il Piano Nomadi, nel luglio 2009, le autorità hanno speso più di 62 milioni di euro. Nelle intenzioni iniziali il Piano prevedeva la chiusura definitiva di 101 insediamenti e la collocazione di 6.000 rom all’interno di 13 «villaggi attrezzati» entro il 2011.
A quasi quattro anni di distanza, i «villaggi attrezzati» si sono fermati a quota otto. In più, gli insediamenti presenti a Roma si sono quintuplicati, passando a più di 500, sebbene siano stati realizzati ben 536 sgomberi forzati.
«Finora il Piano Nomadi della giunta Alemanno ha prodotto sovraffollamento nei «villaggi attrezzati», peggioramento del servizio di scolarizzazione per i bambini a causa della distanza dalle scuole, aumento dell’insicurezza nei “campi” ed emarginazione sociale – ha affermato Carlo Stasolla, presidente dell’Associazione 21 luglio».
«Questo Piano rappresenta oggi l’incarnazione della violazione istituzionale dei diritti umani, una violazione non più accettabile perché sinora ha prodotto percorsi deumanizzanti e livelli di sofferenza drammatici», ha proseguito Stasolla.
«Chiediamo alle autorità italiane, sia locali che nazionali, di optare per soluzioni che superino la logica dei “campi” e che favoriscano attivamente l’integrazione dei rom» – ha detto invece Dezideriu Gergely, Direttore Esecutivo di ERRC.
Attuando la Strategia Nazionale per l’inclusione di Rom, Sinti e Caminanti, per la quale l’Italia si è ufficialmente impegnata in sede europea, il nostro Paese ha oggi la possibilità di imboccare un nuovo cammino circa la definizione di nuove politiche nei confronti della popolazione rom che si dimostrerebbero al contempo efficaci nella lotta contro i pregiudizi diffusi verso queste comunità.
(15 maggio 2013)
Scarica il rapporto sul «villaggio attrezzato» di via di Salone
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