A Roma “case popolari” anche ai rom
L’importante novità che emerge è che il punteggio più alto è riservato a quei nuclei familiari, italiani e stranieri, che dimorino «in strutture procurate a titolo provvisorio, da organi, enti e associazioni di volontariato riconosciute ed autorizzate preposti all’assistenza pubblica, con permanenza continuativa nei predetti ricoveri da almeno un anno».
Dal nuovo bando risulta evidente che il Dipartimento politiche abitative di Roma Capitale, recependo per buona parte le sollecitazioni espresse da tempo dall’Associazione 21 luglio, ha ampliato i parametri di assegnazione ricomprendendo anche le situazioni assimilabili a quelle dei «villaggi attrezzati», compiendo così un passo importante verso una politica di effettiva uguaglianza e pari opportunità nell’assegnazione delle “case popolari”.
L’Associazione 21 luglio afferma che grazie ai nuovi punteggi indicati dal bando, almeno 1.500 rom dei 3.600 che vivono nei “villaggi attrezzati” di Roma, potranno presentare regolare domanda con la concreta speranza di poter accedere nella fascia più alta per l’assegnazione dell’alloggio. L’Associazione sta organizzando una task force che nei prossimi giorni fornirà ai rom le dovute informazioni riguardo la compilazione della domanda di assegnazione.
Si pone così fine al lungo “braccio di ferro” tra il Comune di Roma e l’Associazione 21 luglio. Nonostante le dichiarazioni della vice sindaco Sveva Belviso e del presidente della Commissione Sicurezza di Roma Capitale Fabrizio Santori avessero allontanato la possibilità per i rom di partecipare agli avvisi per l’assegnazione delle case popolari, si apre oggi una nuova pagina di speranza nel percorso di integrazione dei rom.
«Si tratta di una vittoria nel campo dei diritti umani – conclude l’Associazione 21 luglio – che chiude la triste parabola rappresentata dalle azioni del Piano Nomadi di Roma, caratterizzate dall’esclusione e dalla segregazione. Il diritto all’alloggio, per anni sottratto, viene oggi parzialmente restituito alle comunità rom e sinte presenti in città».
(30 gennaio 2013)

