LabRom: Laboratori sulla “questione rom” in Italia

Dopo quattro anni di assenza causata dall’emergenza pandemica, torna #LABrom, uno spazio formativo in cui, alla luce della nuova Strategia Nazionale, e con un approccio strettamente legato ai diritti dell’infanzia, verrà previsto un aggiornamento sulle politiche locali in relazione al superamento dei campi rom in Italia.
L’evento coinvolgerà enti del terzo settore, dirigenti e funzionariə pubblici, attivistə e amministratrici/amministratori interessatə alla “questione rom e sinta” attraverso incontri territoriali.
Per info e prenotazioni: info@21luglio.org
LabRom 2017.

LabRom 2017: seconda tappa a Cosenza per parlare di segregazione abitativa

Avete perso la prima tappa di LabRom a Sesto Fiorentino? Siete in tempo per recuperare! Il 10 e 11 giugno è prevista la seconda tappa. Questa volta saremo a Cosenza e parleremo di segregazione abitativa: cosa significa vivere in un ghetto? Esistono esempi e buone pratiche per uscire dal “ghetto”? Ne parleremo nella due giorni di convegno dal titolo

“Ghetto Italia. la segregazione abitativa in Calabria: analisi, esperienze e proposte”

Anche in questa seconda occasione di confronto, durante gli incontri ogni partecipante sarà chiamato a condividere esperienze, spunti e idee per conoscere e diffondere buone pratiche oltre che analizzare criticità e problematiche. L’invito a partecipare è esteso a tutti gli interessati, rom e non rom nella veste di attivisti, organizzazioni, ricercatori, professionisti, operatori pastorali, operatori sociali e insegnanti.
Vi aspettiamo il 10 e 11 giugno presso la Parrocchia San Nicola in Piazza San Nicola a Cosenza. Per partecipare è necessario iscriversi inviando una mail a labrom@21luglio.org
Per il programma completo SCARICA LA LOCANDINA.
La partecipazione a LabRom è libera e gratuita; eventuali spese di viaggio e alloggio sono a carico dei partecipanti.
LabRom Cosenza è un’iniziativa promossa da: Associazione Circolo Culturale Popilia (Cosenza), Associazione Mo.C.I. Movimento Cooperazione Internazionale (Cosenza), Associazione Terra di Confine Onlus (Catanzaro), Associazione Un Mondo di Mondi (Reggio Calabria), Associazione 21 luglio Onlus (Roma), Fondazione Romanì Delegazione Calabria, Ufficio Migrantes Arcidiocesi di Cosenza Bisignano.

LabRom.

Torna LabRom: il 19 maggio la prima tappa a Sesto Fiorentino

Dopo la ricca esperienza nel 2016, LabRom (Laboratori di confronto e discussione sul tema rom e sinti in Italia) torna quest’anno con nuovi appuntamenti!
Anche in questa seconda edizione daremo vita a uno spazio aperto di relazione in cui conoscerci, incontrarci, confrontarci e condividere idee sulla cosiddetta “questione rom”.
Durante gli incontri ogni partecipante sarà chiamato a condividere esperienze, spunti e idee per conoscere e diffondere buone pratiche oltre che analizzare criticità e problematiche.
L’invito a partecipare è esteso a tutti gli interessati, rom e non rom nella veste di attivisti, organizzazioni, ricercatori, professionisti, operatori pastorali, operatori sociali e insegnanti.
Nel 2017 LabRom sbarcherà a Sesto Fiorentino, Napoli e Cosenza.
La prima tappa è prevista per il 19-20 maggio a Sesto Fiorentino, presso la Parrocchia S. Martino in Piazza della Chiesa, 83. L’incontro sarà focalizzato sul tema dell’educazione e della prima infanzia:

Il bambino rom: dalla “pedagogia zingara” a pratiche educative innovative

IMPORTANTE! Per partecipare è necessario iscriversi, inviando una mail a labrom@21luglio.org cui seguiranno informazioni per una partecipazione attiva e dettagli logistici sull’evento.

SCARICA LA LOCANDINA
L’incontro è un’iniziativa di Reyn Italia, Associazione 21 luglio, Associazione Articolo 34, Migrantes Diocesi di Frenze, Gruppo Mosaico al Margine e Movimento Cooperazione Educativa.

Roma e Reggio Calabria: gli incontri conclusivi di LabRom

Dopo Torino, anche Roma e Reggio Calabria hanno ospitato gli incontri di LabRom.
In queste due nuove tappe gli argomenti principali degli incontri sono stati, di nuovo, la condizione abitativa di rom e sinti in Italia – per alcuni ancora segregante e discriminatoria – e il tema dell’infanzia e la genitorialità.
Attivisti, ricercatori, associazioni, organizzazioni e operatori pastorali si sono incontrati al centro e al sud Italia, per condividere le proprie esperienze e costruire nuove idee in ambito professionale proprio attraverso il confronto.
Non solo criticità e problemi, come a Torino, anche a Roma e Reggio Calabria sono state portate esperienze positive. Tra queste, Ahmet Sadikov – un giovane rom che vive a Mazara del Vallo – ha mostrato ai partecipanti le testimonianze delle attività di musica e danza che porta avanti con i ragazzi e le ragazze che frequentano il centro di aggregazione giovanile “Casa della Comunità Speranza” nella città siciliana.
A Reggio Calabria, Ferizai Musa ha parlato invece delle attività di doposcuola per bambini rom che gestisce insieme alla sua associazione a Messina. Giovane rom vittima di discriminazioni quando frequentava la scuola, Ferizai ha deciso di trarre del buono da quella esperienza negativa: “ho capito che senza una solida scolarizzazione” – spiega – “è molto più facile essere discriminati”. Per questo con il suo doposcuola autogestito fornisce attività di sostegno e potenziamento allo studio, sia per i bambini sia per i genitori.
LabRom si è concluso con un bilancio positivo sia degli organizzatori sia dei partecipanti ed è stato considerato uno spazio fondamentale di sostegno e crescita professionale, oltre che un momento di riflessione importante per il raggiungimento di nuovi obiettivi.
GUARDA IL VIDEO DI LABROM ROMA E REGGIO CALABRIA

LabRom a Torino: un miraggio possibile

Si è tenuto a Torino, il 13 e 14 maggio scorso, il primo LabRom: un incontro tra attivisti, associazioni, organizzazioni, ricercatori, professionisti e operatori pastorali che ruotano intorno al tema rom e sinti nel nord Italia.
È stata un’iniziativa ricca di spunti, all’insegna del confronto e dello scambio di idee ed esperienze. Durante la prima giornata sono intervenuti diversi attori che si occupano per motivi professionali o personali del tema dei rom e l’abitare nel nord Italia. Si è parlato di emergenza abitativa e marginalità sociale, ma anche di esempi positivi e buone pratiche. Sebastjian Abduluahu, rom kosovaro attualmente residente a Bergamo, ha portato la sua esperienza: lavora da dieci anni in un’azienda, vive in una casa e i suoi figli frequentano la scuola regolarmente. Ma ha riportato anche le difficoltà, come la necessità di nascondere la propria identità per ottenere una casa e la sofferenza legata all’impossibilità di esprimere completamente sé stesso.
La mattinata del secondo giorno ha visto alternarsi tanti interventi legati al tema dell’infanzia, periodo fondamentale per la crescita di ogni individuo, della maternità e delle politiche rivolte ai minori rom residenti in Italia.
In entrambe le giornate, oltre ai momenti seminariali, si sono predisposti dei tavoli di lavoro tematici costruiti sulla necessità di dibattito e confronto. Spunti, idee e riflessioni sono stati riportati e discussi in plenaria per arricchire la discussione e raccogliere proposte.
I partecipanti si sono dimostrati attivi e interessati, ma soprattutto, hanno manifestato la soddisfazione nel poter cogliere finalmente l’occasione per costruire una rete territoriale di condivisione e confronto: “un miraggio possibile”, è stato definito.
LabRom si svolgerà anche a Roma (23 e 24 maggio) e Reggio Calabria (30 e 31 maggio) in modo da coinvolgere tutte le realtà dal nord al sud del paese.
GUARDA IL VIDEO DI LABROM TORINO

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