Diffida al Ministero dell’Interno e al Comune di Roma
Nei giorni scorsi gli osservatori dell’Associazione 21 luglio hanno segnalato all’Antenna Territoriale Anti-Discriminazione il proseguimento dei lavori di costruzione del nuovo campo nei pressi di Roma, nonostante la recente sentenza del Consiglio di Stato in merito al dichiarazione dello stato d’emergenza e degli atti conseguiti.
«La costruzione del villaggio attrezzato La Barbuta, – si legge nella lettera di diffida – quale attuazione del Piano Nomadi disposta dal Commissario delegato per l’emergenza del Lazio, in deroga alla normativa vigente, rientra senz’altro negli atti commissariali che risultano adottati in carenza di potere e, pertanto, è da considerarsi illegittima».
«A prescindere dall’importante decisione del Consiglio di Stato – conclude la lettera -, l’ultimazione del villaggio attrezzato La Barbuta appare in aperto contrasto con le norme nazionali ed europee in tema di antidiscriminazione. La costruzione di un campo attrezzato destinato ad ospitare 650 persone appartenenti alla comunità rom viola il divieto di discriminazione su base etnica sancito dalla direttiva europea 2000/43/CE e dall’art.43 del D.lgs. 286/98. Deve, infatti, intendersi discriminatoria qualsivoglia soluzione abitativa di grande dimensioni diretta esclusivamente a persone appartenenti a una stessa etnia, tanto più se congegnata, come nel caso specifico, in modo tale da ostacolare l’effettiva convivenza con la popolazione locale e l’accesso in condizione di reale parità ai servizi scolastici e socio-sanitari».

