Schedato su base etnica. Il Tribunale: «Rom discriminato»
Il fotosegnalamento era una delle attività previste dal Piano Nomadi del Comune di Roma, varato ufficialmente nel luglio 2009 per affrontare il cosiddetto “stato di emergenza nomadi”. Lo scorso anno il cittadino rom oggetto della “schedatura” ha presentato ricorso contro l’azione subita, ritenendo di essere stato vittima di un comportamento discriminatorio e lesivo della propria dignità personale. Nell’azione legale intrapresa, il cittadino rom è stato accompagnato da Associazione 21 luglio, ASGI (Associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione) e Open Society Justice Initiative.
Giovedi 6 giugno alle ore 12, presso la sede della Federazione Nazionale della Stampa Italiana, in corso Vittorio Emanuele II 349, a Roma, le tre organizzazioni presentano i contenuti di questa storica sentenza della seconda sezione civile del Tribunale Ordinario di Roma.
Per la prima volta, infatti, viene accertato, il carattere discriminatorio del Piano Nomadi che, oltre che per i rilevamenti dattiloscopici in questione e per un’alta spesa sociale, si è caratterizzato per altre sistematiche violazioni dei diritti umani. Molte famiglie sono state vittime degli sgomberi forzati, altre sono state trasferite senza consultazione nei «villaggi attrezzati» e decine di bambini rom sono stati sottratti alle rispettive famiglie.
(3 giugno 2013)

