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Venerdì 9 dicembre presentazione all'UNAR del libro "Sono rom e ne sono fiera"


INVITO

Venerdì 9 dicembre ore 15,30
Presso UNAR – Ufficio Nazionale Antidiscriminazione Razziale
via della Ferratella in Laterano, 51, Roma

Presentazione del libro “Sono rom e ne sono fiera. Dalle baracche romane alla Sorbona” e incontro con l’autrice con Anina Ciuciu. Il testo, dopo aver venduto oltre 10 mila copie in Francia, è stato tradotto in Italia e pubblicato da Edizioni Alegre.
Il libro è una travolgente autobiografia narrata in prima persona che ripercorre le peripezie dell’autrice. Fuggita a sei anni dalla Romania insieme alla sua famiglia è arrivata a Roma, dove ha vissuto per alcuni mesi nella baraccopoli del Casilino ‘900. Poi il trasferimento a Parigi, ancora in miseria e clandestinità, infine la luce della speranza: il permesso di soggiorno e un lavoro regolare che permetterà ai genitori di garantirle l’istruzione che l’ha condotta fino alle porte della Sorbona dove studia per diventare magistrato.
Attenzione: Per tutti i partecipanti è necessario l’accredito inviando NOME, COGNOME, DATA E LUOGO DI NASCITA a stampa@21luglio.org

Interverranno:

Roberto Bortone, UNAR – ufficio servizio studi, ricerche e relazioni istituzionali

Anina Ciuciu, autrice del libro

Carlo Stasolla, presidente di Associazione 21 luglio Onlus

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In libreria la storia di Anina: dal Casilino 900 alla Sorbona

Oggi, 24 novembre, esce in tutte le librerie il testo di Anina Ciuciu, “Sono rom e ne sono fiera. Dalle baracche romane alla Sorbona”, pubblicato in Italia da Alegre Edizioni dopo aver venduto oltre 10 mila copie in Francia.
Il libro è un’autobiografia, la storia di Anina, che cambia il punto di vista sul popolo rom. La protagonista ha 26 anni ed è rom. Oggi studia alla Sorbona di Parigi per diventare magistrato, ma prima di riuscirci è passata attraverso incredibili difficoltà e discriminazioni. Scappata dalla Romania ha raggiunto l’Italia quando era ancora bambina. Qui ha conosciuto lo squallore dei cosiddetti “campi nomadi”, la miseria e la necessità di chiedere l’elemosina, insultata dai passanti e dai compagni di classe.
La narrazione è tutta in prima persona, un coinvolgente racconto che ripercorre con coraggio i drammatici eventi dell’infanzia fino al momento del riscatto. A Roma Anina ha vissuto per alcuni mesi nella baraccopoli del Casilino 900, dove trascorre un periodo di soprusi e umiliazioni. Tra mille peripezie fugge verso la Francia dove vive con la sua famiglia in un furgone, poi arriva la speranza: grazie all’aiuto di due donne riescono ad ottenere un appartamento.
Finalmente dopo la clandestinità arrivano il permesso di soggiorno e un lavoro regolare, che permettono ai genitori di assicurare l’istruzione dei propri figli. Fino ad oggi, con l’arrivo di Anina alla Sorbona.
Questa storia capovolge il punto di vista con cui si è abituati a guardare la realtà e permette di superare qualsiasi pregiudizio razzista. Lanciando un messaggio di speranza allo stesso popolo rom.
Dal 6 al 9 dicembre Anina sarà in Italia per un tour di presentazioni.
GUARDA LA SCHEDA DEL LIBRO
LE INIZIATIVE IN ITALIA DAL 6 AL 9 DICEMBRE:
6 dicembre ore 11,30 MILANO: Università Cattolica – Largo Gemelli, 1
6 dicembre ore 21,00 CONCOREZZO (MI): Associazione Minerva – Via Santa Marta
7 dicembre ore 18,00 TORINO: Circolo dei Lettori – Via Bogino, 9
8 dicembre ore 15,30 BOLOGNA: Atelier Sì – Via San Vitale, 69
8 dicembre ore 20,30 PISA: Chiesa Valdese – Via Derna, 13
9 dicembre ore 11,00 ROMA: Liceo Classico Visconti – Piazza del Collegio Romano, 4
9 dicembre ore 15,30 ROMA: Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali – Via della Ferratella in Laterano, 51 (per la partecipazione a questo evento è necessario l’accredito scrivendo NOME, COGNOME, DATA e LUOGO DI NASCITA all’indirizzo: stampa@21luglio.org)

La Giornata Internazionale delle Bambine e delle Ragazze

L’11 ottobre si celebra la Giornata Internazionale delle Bambine e delle Ragazze, una data importante per ricordare la necessità e l’importanza dell’empowerment femminile nel mondo, attraverso la promozione dell’istruzione, di un paritario accesso ai servizi e della libertà individuale.
Anina Ciuciu, autrice di questo articolo, è una donna rom. Vive in Francia, sta per diventare avvocato e la sua storia è un bellissimo esempio di riscatto, forza e coraggio.
Mi chiamo Anina Ciuciu, sono Romni e cittadina franco-rumena. Io, i miei genitori e le mie tre sorelle siamo dovuti scappare dal nostro paese, la Romania, per sfuggire dal razzismo, dall’umiliazione e dalla miseria. Ma, prima in Italia e poi in Francia, abbiamo dovuto affrontare lo stesso rifiuto, la stessa stigmatizzazione e la stessa povertà.
Siamo sopravvissuti in baraccopoli miserabili, squat e altri alloggi insalubri. La nostra stessa esistenza è stata clandestina fino al giorno in cui abbiamo avuto la fortuna di incontrare delle persone generose, che ci hanno teso la mano e ci hanno aiutati a riscattarci da quella situazione ingiusta, permettendoci di recuperare la nostra dignità. Da quel momento, io e le mie sorelle siamo potute andare a scuola. Oggi, sono titolare di una laurea specialistica in diritto ottenuta presso la prestigiosa Università Sorbona, ho pubblicato due libri e mi appresto a diventare avvocato.
La scelta di intraprendere questa carriera non è stata priva di difficoltà ma, al contrario, traduce la mia volontà di continuare, in modo più incisivo, la lotta militante nella quale sono impegnata da più di 4 anni per la difesa dei diritti umani fondamentali, e contro le discriminazioni di cui i rom in particolare sono vittime in Europa.
Al prezzo degli immensi sacrifici fatti dai miei genitori, e grazie al loro immancabile sostegno e amore, ho capito molto presto l’importanza della scuola. Ho capito presto che la scuola è l’unico mezzo per uscire dalla fatalità miserabile che ci viene destinata, per diventare padroni della propria vita e riconquistare la dignità personale.
Io e le mie sorelle abbiamo avuto la fortuna di avere genitori che hanno sacrificato tutto per la nostra educazione e la nostra felicità, siamo state fortunate ad aver fatto gli incontri giusti.
Ma so perfettamente che oggi troppe ragazze, nel mondo, non hanno la stessa fortuna. Ho fin troppo spesso visto con i miei occhi, e provato, l’ingiustizia del destino che subiamo in quanto Rom, sia all’interno dell’insieme rom che nella società politica alla quale, per quanto molto spesso ci ripudi, apparteniamo.
Sulle donne dei gruppi emarginati convergono le tre maggiori forme di violenza sociale: violenza di sesso, violenza di classe e violenza di razza. So che, nella nostra come in altre comunità, le ragazze si sposano ben troppo giovani e passano dalla morsa del padre a quella del marito. So anche che la società maggioritaria fa ricadere proprio su queste donne i pregiudizi più pesanti, negando loro l’accesso ai diritti più basilari come la scuola, la salute, il lavoro.
Eppure, fin dalla mia più tenera infanzia, sono rimasta colpita dall’incrollabile forza, dal coraggio e dalla bellezza delle donne della mia comunità, che sono state per me un modello e mi hanno incoraggiata a diventare quella che sono.
Innanzitutto mia madre, una donna straordinaria, il pilastro della famiglia, una donna che nonostante i numerosi ostacoli che le si sono parati davanti ha saputo attingere dall’Amore per noi la speranza e la forza necessarie per andare avanti, senza mai lamentarsi. Una donna che mi ha trasmesso la forza incorruttibile dell’Amore.
E poi più avanti altre donne, con la particolarità di appartenere anch’esse a minoranze etniche, come Angela Davis o Christiane Taubira, che si sono battute per la giustizia e l’uguaglianza di tutti e tutte, mi hanno insegnato la potenza dell’azione femminile nella lotta per l’emancipazione non solo delle donne, ma dell’integralità delle comunità emarginate.
Ed è proprio qui che si trova la posta del femminismo intersezionale. La lotta per l’emancipazione di donne e ragazze non dev’essere condotta contro gli uomini, e non deve costituire un ulteriore fattore di stigmatizzazione e di rifiuto delle comunità minoritarie. Al contrario, l’emancipazione delle donne all’interno di questi gruppi esclusi non può che andare di pari passo con la liberazione di tali comunità marginalizzate, e con la trasformazione dell’intera società.
È per questo che, oggi, garantire alle ragazze delle condizioni di vita decenti, l’accesso al sistema sanitario, alla sicurezza e all’educazione, significa permettere loro di diventare le donne libere e forti di domani, e di acquisire la forza d’azione necessaria alla trasformazione della nostra società. Significa vedere in loro la promessa di un mondo più giusto.
In occasione della Giornata Internazionale delle bambine e delle ragazze l’11 ottobre, accolgo con gioia le iniziative condotte dall’ONU nell’intento di rinforzare i diritti delle donne e delle bambine, e gli sforzi in programma per raggiungere l’emancipazione delle donne e l’uguaglianza con gli uomini, sforzi più che mai necessari nel contesto socio-politico mondiale attuale.
Tuttavia, a mio parere, ogni giorno dovrebbe essere considerato una giornata internazionale delle ragazze, poiché ogni giorno è necessario battersi per permettere alle nostre figlie, amiche e sorelle di uscire dalla trasmissione intergenerazionale di povertà, violenza, esclusione e discriminazione. Ogni giorno dovrebbe essere un passo verso le donne libere, dignitose e forti che costruiranno il mondo migliore di domani.
di Anina Ciuciu
Traduzione di Alessandra Cerioli
Foto di www.donneuropa.it

Giornata Internazionale dei Rom e Sinti: eventi a Roma

Sfatare stereotipi e luoghi comuni sui rom con la cultura, l’incontro, la musica, il cinema, il cibo, riflessioni e approfondimenti. Dissolvere le bolle di sapone dei pregiudizi con la lettura e l’analisi di dati e statistiche e la conoscenza di storie e persone che per molto tempo, nel timore di rivelare la propria origine rom, sono rimaste nell’ombra. In occasione della Giornata Internazionale dei Rom e dei Sinti, che si celebra l’8 aprile di ogni anno, Associazione 21 luglio invita a una serie di eventi che si terranno dal 6 all’8 aprile, a Roma, nell’ambito dell’iniziativa “Apriamo i confini dello Stato immaginario di Gitanistan”, a cura di Pierluigi De Donno e Claudio “Cavallo” Giagnotti, ideatori del docufilm “Gitanistan. Lo stato immaginario delle famiglie rom salentine”.
 
MERCOLEDÌ 6 APRILEMONK CLUB, via Giuseppe Mirri 35, Roma
Ore 17.30 Laboratorio sui ritmi del sud Italia con i bambini del progetto Amarò Foro di Associazione 21 luglio
Ore 19 Aperitivo Musicale a cura di DON PASTA Cookin dj set Balkan tzigano salentino
Ore 20.30 Proiezione del Film/Doc GITANISTAN – Lo Stato immaginario
Ore 22 Concerto dei MASCARIMIRÌ, la band di pizzica pizzica salentina ideata da Claudio e Cosimo Giagnotti, fratelli di origine rom
Ingresso con tessera Arci + 7 euro Contributo all’attività. Per ottenere la tessera, registrarsi on line tramite il form (http://www.monkroma.club/tesseramento/) e ritirarla all’ingresso. Tra registrazione e ritiro devono intercorrere circa 24 ore.
VENERDÌ 8 APRILESENATO DELLA REPUBBLICA
Ore 11, Biblioteca “Giovanni Spadolini” – Sala degli Atti parlamentari – Piazza della Minerva 38, Roma
Conferenza stampa di presentazione del Rapporto Annuale sulla condizione di rom e sinti in Italia, a cura di Associazione 21 luglio
ACCREDITI: L’accesso alla Sala è consentito sino al raggiungimento della capienza massima. Si ricorda che per accedere al Senato è obbligatorio l’accredito. Per informazioni e accrediti: Tel. 06. 67065299 Email dirittiumani@senato.it I giornalisti devono accreditarsi presso l’Ufficio stampa del Senato. Fax 06.67062947 Email accrediti.stampa@senato.it
VENERDÌ 8 APRILESENATO DELLA REPUBBLICA
Ore 18.30, Sala dell’Istituto di Santa Maria in Aquiro – Piazza Capranica 72, Roma
Proiezione del Film/Doc GITANISTAN – Lo Stato immaginario
A seguire dibattito con Pierluigi De Donno (regista del docufilm), Carlo Stasolla (presidente Associazione 21 luglio), la testimonianza di Anina Ciuciu: dalla vita in un “campo rom” a Roma all’università La Sorbona di Parigi

ACCREDITI:
L’accesso alla Sala è consentito sino al raggiungimento della capienza massima. Per gli uomini sono obbligatorie giacca e cravatta. Si ricorda che per accedere al Senato è obbligatorio l’accredito. Per informazioni e accrediti: Tel. 06. 67065299 Email dirittiumani@senato.it I giornalisti devono accreditarsi presso l’Ufficio stampa del Senato. Fax 06.67062947 Email accrediti.stampa@senato.itGli eventi al Senato sono organizzati in collaborazione con la Commissione per la tutela e la promozione dei Diritti Umani del Senato.
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Contatti:

Danilo Giannese
Ufficio stampa e Comunicazione
Associazione 21 luglio
Tel: 388 4867611
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