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Per l'Europa Italia ancora lontana dal realizzare l'inclusione dei rom

Roma, 25 febbraio 2015 – L’Italia è ancora in ritardo sull’attuazione della Strategia nazionale d’inclusione dei rom e dei sinti e continua a realizzare sgomberi forzati che non rispettano le procedure previste dal diritto internazionale. Lo afferma l’ECRI, la Commissione Europea contro il razzismo e l’intolleranza del Consiglio d’Europa nelle sue conclusioni sull’implementazione delle raccomandazioni al nostro Paese.
Nel suo rapporto sull’Italia pubblicato il 21 febbraio 2012, l’ECRI aveva raccomandato alle autorità italiane di rafforzare il ruolo dell’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni (Unar) e di assicurare a tutti i rom che rischiassero di essere sgomberati dalle proprie abitazioni la piena protezione prevista dal diritto internazionale in materia di sgomberi.
«Lo sgombero deve essere notificato alle persone interessate, le quali devono beneficiare dell’appropriata protezione legale; inoltre esse non devono essere sgomberate senza avere la possibilità di accedere a un’alternativa abitativa adeguata, anche se potrebbero restare nel Paese solo per periodi di tempo limitati», scriveva l’ECRI nel suo rapporto.
A tre anni di distanza, l’ECRI, nelle sue conclusioni sull’implementazione di tali raccomandazioni, sottolinea che gli sviluppi legislativi e politici che si sono registrati in Italia mostrano l’inizio di un cammino positivo, tuttavia, allo stato attuale, il processo di cambiamento del modo in cui le autorità italiane affrontano la questione rom è ancora lento, in particolar modo in relazione agli sgomberi.
Per quanto riguarda l’Unar, l’ECRI specifica che nessuna legislazione è stata attuata per estendere formalmente la competenza dell’Unar ai casi di discriminazione in base al colore, lingua, religione e cittadinanza. Nonostante il numero di Ong e associazioni autorizzate a rappresentare le vittime di discriminazione e di portare in tribunale i casi di discriminazione collettiva sia aumentato, l’Unar non è ancora autorizzato in prima persona ad occuparsi di procedimenti legali nei casi di discriminazione, limitandosi a interventi di “amicus curiae”, conclude l’ECRI.
Sull’attuazione della Strategia nazionale d’inclusione dei rom, l’Italia è ancora in ritardo – scrive l’ECRI – mentre, sul fronte sgomberi, la Commissione afferma che «gli sgomberi di rom e sinti sono continuati nel 2012 e nel 2013 e, più recentemente, nel luglio 2014», come dimostra il caso di uno sgombero forzato avvenuto a Roma il 9 luglio scorso e denunciato congiuntamente da Associazione 21 luglio e Amnesty International.
«Sgomberi – dice l’ECRI – spesso realizzati senza le necessarie tutele procedurali e senza la previsione di alternative abitative».
L’Associazione 21 luglio, che ha contribuito al monitoraggio dell’ECRI, condivide l’analisi dell’organo della Commissione del Consiglio d’Europa e ribadisce il forte ritardo dell’Italia nel dar seguito agli impegni presi in sede europea nel 2012 con l’adozione della Strategia Nazionale per l’Inclusione dei Rom.
L’Associazione 21 luglio esprime inoltre profonda preoccupazione per la pratica degli sgomberi forzati che continuano a registrarsi nel nostro Paese anche nel 2015. Solo nella città di Milano, per esempio, nel 2014 sono stati perpetrati più di 200 sgomberi forzati.
«A Torino – afferma l’Associazione 21 luglio – proprio in queste ore 51 famiglie rom presenti nell’insediamento informale Lungo Stura Lazio sono sotto minaccia di sgombero forzato da parte delle autorità locali. Vista l’assenza di adeguate consultazioni, di notifica scritta e in assenza di possibilità di vie di ricorso, tale sgombero si configurerebbe ancora una volta non conforme alle procedure previste dal diritto internazionale».
 

«Forni per i rom», esposto contro consigliera Massimilla Conti

rom Massimilla Conti[tfg_social_share]L’Associazione 21 luglio ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica in merito alle gravi dichiarazioni, incitanti all’odio razziale verso i rom, rilasciate da Massimilla Conti, consigliera del Comune di Motta Visconti, provincia di Milano, attraverso una serie di post sul proprio profilo Facebook.
«Se tra i cani ci sono razze che vengono considerate più predisposte ad aggredire perché nn ammettiamo che i rom sn più predisposti a commettere i reati?», aveva scritto, il 21 settembre 2014, Massimilla Conti la quale, il 29 ottobre 2014, aveva rincarato la dose postando: «Le telecamere servono per punire tutti sti bastardi! Cmq niente gatta buia, ci vorrebbero i forni…metto a disposizione la mia taverna. Se vedete del fumo strano che esce dal tetto non vi preoccupate!».
Nell’esposto, l’Associazione 21 luglio ha chiesto all’autorità giudiziaria di valutare la rilevanza penale delle affermazioni della consigliera comunale relativamente, in particolare, alla diffusione di idee fondate sulla superiorità o sull’odio razziale, incitanti alla discriminazione e capaci di istigare pubblicamente a commettere reati.
«I post di Massimilla Conti – afferma l’Associazione 21 luglio – contengono dichiarazioni fondate su una evidente idea di superiorità etnica e sul palesato sentimento di odio nei confronti del gruppo etnico dei rom. In più rievocano non solo la deportazione e lo sterminio dei rom e degli ebrei avvenuta durante la Seconda Guerra Mondiale, ma invocano la rinnovata adozione delle medesime misure nei confronti dei rom come gruppo etnico ben definito».
rom Massimilla ContiLe affermazioni, d’altra parte, risultano ancor più gravi in ragione del ruolo istituzionale ricoperto da Massimilla Conti: «Il suo ruolo non consente in alcun modo alla sua foga oratoria di spingersi così in avanti, comunque oltre i confini del lecito, ma al più avrebbe dovuto imporle una maggiore prudenza», sostiene l’Associazione 21 luglio.
L’Associazione 21 luglio, infine, non ritiene in alcun modo accettabile ed esimente da responsabilità nemmeno il post su Facebook, pubblicato il 1 novembre 2014, in cui la consigliera comunale di Motta Visconti ha voluto giustificare le sue affermazioni, relegandole a una semplice battuta avvenuta al di fuori dell’ambito istituzionale.
 
«Le mie affermazioni sull’ennesimo reato perpetrato a Motta Visconti sono state un commento spontaneo e fuori dall’ambito istituzionale – aveva scritto Massimilla Conti – La battuta sui forni, fuori dall’ambito istituzionale, è la classica battuta […] I forni (ma avrei anche potuto usare anche “foibe”) sono la trasposizione metaforica della forte richiesta dei Mottesi di una punizione giusta e certa, che il Paese, patria del diritto, deve garantire ai suoi cittadini […]Chi non ha capito lo spirito, ha voluto strumentalizzare sui giornali una frase come altre cento, mille che si sentono nei negozi, nei bar, tra la gente comune».
«Nessuna strumentalizzazione e nessuno spirito da capire – afferma l’Associazione 21 luglio – Ma non si può restare inermi di fronte a chi, con leggerezza disarmante e incuranza dei diritti umani, semina odio razziale e alimenta un clima di intolleranza e allarmismo sociale nei confronti di una minoranza già di per sé ampiamente discriminata e stigmatizzata».

La Strategia per l'inclusione dei rom: come la tela di Penelope

inclusione rom[tfg_social_share]In Italia le condizioni di esclusione sociale delle comunità rom persistono, così come l’orientamento ad attribuire loro uno stigma. La Strategia Nazionale per l’Inclusione dei Rom, presentata dal governo italiano alla Commissione Europea oltre due anni fa, sembra aver disatteso il clima di aspettative che aveva generato.
È il quadro che emerge dal rapporto “La tela di Penelope. Monitoraggio della società civile sullo stato di attuazione della Strategia Nazionale per l’Inclusione dei Rom, dei Sinti e dei Caminanti in Italia», presentato stamane a Milano dall’Associazione 21 luglio durante un convegno presso la Fondazione Stelline. La ricerca, redatta da una coalizione guidata dall’Associazione 21 luglio e composta dalla Fondazione Giovanni Michelucci e dall’Associazione Amalipè Romanò, è stata coordinata dal Segretariato della Fondazione della Decade per l’Inclusione dei rom che ha sostenuto i rapporti delle coalizioni della società civile in altri sette Paesi europei.
“La tela di Penelope”, così come gli altri rapporti redatti dalla società civile degi altri Paesi, intende offrire informazioni integrative o alternative ai Rapporti sull’implementazione della Strategia Nazionale per l’Inclusione dei rom inviati dagli Stati membri alla Commissione Europea con l’obiettivo di analizzare l’effettivo impatto sociale delle misure governative sulle comunità rom. Requisiti strutturali, antidiscriminazione, istruzione, occupazione, salute e alloggio gli ambiti indagati dal rapporto.
All’indomani dalla sua approvazione, il 24 febbraio 2012, la Strategia era stata accolta positivamente da diversi attori della società civile perché segnava un’importante discontinuità rispetto al passato. In primo luogo, essa si esprimeva chiaramente per il superamento della prospettiva emergenziale, dell’approccio assistenzialista e della soluzione dei “campi nomadi”. Inoltre, per la prima volta, nel nostro Paese, emergeva la volontà di attuare un quadro strategico nazionale univoco per l’inclusione delle comunità rom.
Aspettative, purtroppo, finora disattese nella realtà delle politiche che si attuano nel nostro Paese nei confronti di rom e sinti.
«Le condizioni di esclusione sociale di molte comunità rom persistono, così come l’orientamento ad attribuire loro uno stigma – è la conclusione alla quale giunge il rapporto “La tela di Penelope” -. La questione abitativa rimane in Italia, definita il “Paese dei campi”, un punto fortemente critico. La situazione segregante degli insediamenti formali e informali riguarda circa 40mila rom e sinti ed essa, nonostante l’attuazione della Strategia, continua a caratterizzare la geografia di molte aree urbane».
«Dal punto di vista dei programmi e delle attività – è scritto nel rapporto – si registrano un ritardo generalizzato e l’assenza di indicazioni per la traduzione in chiave operativa degli indirizzi della Strategia. La partecipazione dei rom risulta solo formale a livello nazionale ed è scarsa a livello locale. Ciò ha determinato un senso di estraneità da parte dei rom nei confronti di questo strumento di cui non si sentono né proprietari né responsabili. Nella dimensione locale ci si è mossi negli ultimi 30 mesi secondo modalità e tendenze che non hanno prodotto discontinuità rispetto al passato. Infine attorno alla Strategia, ai suoi protagonisti, alle azioni previste e a quelle realizzate è presente una domanda disattesa di conoscenza e informazione espressa dagli amministratori locali e regionali, organizzazioni della società civile, comunità rom».
«La Strategia – ha affermato nel corso della presentazione del rapporto Carlo Stasolla, presidente dell’Associazione 21 luglio – si percepisce come una meta irraggiungibile, simile alla tela di Penelope. Nei propositi mattutini si cuce, nelle azioni concrete si disfa. L’Italia è chiamata a mantenere i suoi impegni davanti alla Commissione Europea e a invertire la rotta verso reali e incisive politiche inclusive. Occorre recuperare il tempo perduto con azioni coerenti con gli impegni assunti».
Numerose le raccomandazioni contenute nel rapporto, tra le quali spicca la richiesta al Governo Renzi di promuovere il passaggio dell’UNAR, il Punto di contatto nazionale per l’applicazione della Strategia, ad una condizione di effettiva autonomia e indipendenza. Resta inoltre prioritaria la richiesta di dare seguito all’impegno definito dalla Strategia circa il riconoscimento dei rom come minoranza nazionale, includendoli nella Legge 402 del 1999 sul riconoscimento delle minoranze e di promuovere politiche abitative non discriminatorie e che vadano nella direzione del definitivo superamento dei megacampi monoetnici.
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Container 158 in prima italiana a Milano, 11.12.2013

Container 158 banner[tfg_social_share]Segue tavola rotonda con Gad Lerner, rappresentanti istituzionali e associazioni

INGRESSO LIBERO

Amnesty International Italia, Associazione 21 luglio e Zalab invitano, mercoledì 11 dicembre alle ore 20, presso l’Auditorium San Fedele di Milano – via Hoepli 3/b – alla presentazione in prima italiana di “Container 158”, il film documentario di Stefano Liberti e Enrico Parenti che racconta la vita nel campo rom più grande d’Europa.

L’evento, che sarà introdotto e moderato dal giornalista Gad Lerner, rientra tra le iniziative che segnano la Giornata mondiale dei Diritti Umani delle Nazioni Unite, che si celebra il 10 dicembre di ogni anno, e rappresenta un’occasione di riflessione e confronto sulla situazione delle comunità rom e sinte in Italia.
Il programma della serata prevede, in apertura, la presentazione del nuovo rapporto dell’Associazione 21 luglio “Figli dei campi”: la ricerca, realizzata con il sostegno dell “8 per mille Chiesa valdese”, analizza la condizione dell’infanzia rom negli insediamenti formali e informali presenti nel nostro Paese.
A seguire, alla presenza del regista Stefano Liberti, sarà proiettato il film documentario “Container 158”, prodotto da Zalab e già presentato in anteprima mondiale al Festival Internazionale del Film di Roma il 12 novembre scorso.
“Container 158”, finanziato da Open Society Foundations e realizzato con il patrocinio di Amnesty International Italia, Associazione 21 luglio e Consiglio d’Europa  – Ufficio di Venezia, dà voce alle storie di vita quotidiana dei bambini, delle donne e degli uomini rom che vivono nel “villaggio attrezzato” di via di Salone, a Roma, dove le istituzioni hanno raggruppato più di mille persone. Lontano da tutto e tutti.
Al termine della proiezione, il giornalista Gad Lerner animerà una tavola rotonda intitolata “Figli dei campi: habitat marginali e diritti rubati”.
Interveranno:
MARCO GRANELLI, Assessore alla Sicurezza e Coesione sociale del Comune di Milano
PIERFRANCESCO MAJORINO, Assessore alle Politiche sociali e Cultura della salute
GIUSY D’ALCONZO, Amnesty International Italia
DIJANA PAVLOVIC, Consulta Rom e Sinti di Milano
LUCA CUSANI, Naga Onlus
CORRADO MANDREOLI, Tavolo Rom di Milano
ROSI MANGIACAVALLO, European Roma Rights Centre
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Per maggiori informazioni:
Danilo Giannese
Responsabile Comunicazione e Ufficio stampa
Associazione 21 luglio
tel.  388 4867611 – 06 64815620
Email: stampa@21luglio.org
www.21luglio.org
Ufficio Stampa Amnesty International Lombardia
Susanna Bellanti – Valentina Generali
Tel.  320 4738181– 338 8448469
Email: stampa@amnestylombardia.net
www.amnestylombardia.it
Ufficio stampa Zalab
Mario Cirillo
Tel. 333 6127483
Email: comunicazione@zalab.org
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