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Casa di TOY al Parlamento europeo, Jemina: “Un’esperienza che porterò sempre con me”

“E’ stata una delle esperienze più belle che abbia mai vissuto, la porterò sempre con me”. A parlare è Jemina Hajrusi, coordinatrice del Play Hub di Mazara del Vallo che lo scorso 19 febbraio ha partecipato all’evento promosso da TOY for Inclusion al Parlamento europeo.

Ha raccontato le attività inclusive che si svolgono a Mazara, confrontandosi con altri coordinatori LAT provenienti da vari Paesi con i quali ha condiviso esperienze e stati d’animo.

Durante l’evento di presentazione dell’approccio TOY for Inclusion è stato possibile visitare il pop art museum: un luogo deputato alle installazioni di scatole contenenti immagini che raccontavano la vita di alcune famiglie protagoniste del progetto. La scatola conteneva anche istantanee delle attività che i bambini svolgono nelle Play Hub e in sottofondo la voce dei genitori a testimoniare l’importanza dell’attività nella vita dei figli.

“E’ stata un’occasione per il confronto di metodi di lavoro e conoscenze nuove – ha concluso Jemina – Ringrazio chi ha reso possibile tutto questo, Casa di TOY è un progetto che deve continuare. È la casa dei bambini e le loro famiglie”.

TOY for Inclusion sbarca al Parlamento europeo

Il progetto TOY for Inclusion arriva nelle sale del Parlamento europeo. L’evento, fissato in calendario per il prossimo 19 febbraio, vedrà l’esposizione di un pop up museum. All’interno dell’esposizione allestita in una location tanto prestigiosa quanto significativa, si potranno ammirare scatti che ritraggono i protagonisti e sentire le loro voci.

Il pop up museum al Parlamento europeo

All’appuntamento, che chiama a raccolta tutte le realtà impegnate nel territorio europeo, si potranno ammirare anche le immagini di Marta che, insieme alla sua mamma, partecipa alle attività del progetto organizzate da Associazione 21 luglio presso il Polo Ex Fienile di Tor Bella Monaca. “Marta corre senza paura verso il mondo. Senza timidezza, senza pensarci due volte. Nella Play Hub salta sullo scivolo, va sull’altalena, prova ogni tunnel. Lei ama venire qui”.

A Bruxelles anche “Casa di TOY”

All’evento sarà presente Jemina Hajrusi, una delle coordinatrici della Play Hub “Casa di TOY” di Mazara del Vallo. Lei, insieme ad altri rappresentanti di varie realtà, porrà al centro del dialogo l’importanza della condivisione delle esperienze.

(foto di copertina di Federico Lanzo)

 

Anche l'Italia rischia la procedura di infrazione UE

Gli sgomberi forzati delle comunità rom in Italia, Francia, Ungheria e Bulgaria sono un tema che necessita di urgente attenzione da parte delle istituzioni europee. Nei confronti degli Stati membri che continueranno ad attuare politiche che violano i diritti umani, la Commissione Europea potrebbe reagire con l’avvio di nuove procedure di infrazione, come già avvenuto relativamente alle politiche discriminatorie in materia di istruzione .
È quanto emerso quest’oggi in occasione di un’audizione al Parlamento europeo sulla questione delle violazioni del diritto all’alloggio nei confronti dei rom – nel corso della quale è stata ascoltata anche l’Associazione 21 luglio – promossa dai parlamentari europei Soraya Post, Péter Niedermüller, Damian Dräghici, Sirpa Pietikäinen, Fredrick Federley, Barbara Spinelli, Terry Reintke, Benedek Jávor e dal direttore dell’Open Society European Policy Institute Neil Campbell.
Nel corso dell’audizione sono intervenute diverse organizzazioni internazionali e della società civile che hanno documentato la realtà degli sgomberi forzati in Francia, Ungheria e Bulgaria.
Riguardo al caso italiano, la delegazione dell’Associazione 21 luglio ha portato all’attenzione delle istituzioni europee le sistematiche violazioni dei diritti umani, perpetrate attraverso la pratica degli sgomberi forzati, che continuano a occorrere a Milano, Roma e Cosenza.
«In seguito agli sgomberi forzati – che non rispettano i diritti umani degli uomini, delle donne e dei bambini coinvolti – le persone vengono rese ancora più vulnerabili ed esposte a ulteriori violazioni dei loro diritti», ha affermato l’Associazione 21 luglio, che lo scorso 5 ottobre ha lanciato la campagna internazionale #PeccatoCapitale per chiedere una moratoria sugli sgomberi forzati a Roma nel periodo del Giubileo della Misericordia.
In seguito all’annuncio del Giubileo da parte di Papa Francesco – ha documentato l’Associazione 21 luglio – gli sgomberi forzati dei rom nella Capitale sono triplicati.
«Quello del diritto all’alloggio è un tema di assoluta priorità relativamente alla situazione dei rom in Europa, così come quello del diritto all’istruzione», ha detto Andreas Stein, capo unità della Direzione Generale della Commissione Europea per la Giustizia.
«Con il ricorso alla procedura di infrazione nei confronti di alcuni Stati membri relativamente alle politiche dell’istruzione nei confronti dei rom (vedi Slovacchia e Repubblica Ceca), la Commissione Europea – ha concluso Stein – ha già dimostrato la sua disponibilità a ricorrere anche in futuro a questo strumento.
Per un approfondimento sulla situazione degli sgomberi forzati in Francia, Ungheria e Bulgaria clicca qui

Sgomberi forzati dei rom: audizione al parlamento Ue

Il 14 ottobre, a Bruxelles, una delegazione dell’Associazione 21 luglio sarà ascoltata in audizione al Parlamento Europeo per fare luce sulla questione degli sgomberi forzati delle comunità rom in Italia e delle violazioni dei diritti umani che tali azioni comportano.
L’audizione – ospitata dai parlamentari europei Soraya Post, Péter Niedermüller, Damian Dräghici, Sirpa Pietikäinen, Fredrick Federley, Barbara Spinelli, Terry Reintke, Benedek Jávor e dal direttore dell’Open Society European Policy Institute Neil Campbell – avrà come obiettivo generale quello di affrontare le discriminazioni razziali nei confronti dei rom in Europa con uno specifico focus sul diritto all’alloggio.
Oltre al caso dell’Italia, nel corso dell’audizione sarà esaminata la situazione degli sgomberi forzati in Bulgaria, Francia e Ungheria, grazie all’intervento di organizzazioni internazionali e della società civile che hanno documentato le violazioni dei diritti umani ai danni delle comunità rom coinvolte.
I casi di questi quattro Paesi serviranno a mettere in evidenza il fenomeno degli sgomberi forzati in Europa e a discutere su come utilizzare la Direttiva UE sull’Uguaglianza Razziale, la Raccomandazione del Consiglio d’Europa sulle efficaci misure di inclusione dei rom e sulle Strategie Nazionali di Inclusione dei Rom, così come gli altri standard internazionali sui diritti umani per affrontare la discriminazione dei rom nell’accesso al diritto all’alloggio, in particolare quando questa sfocia nella nella pratica degli sgomberi forzati.
L’audizione di domani – si legge nella nota diffusa dagli organizzatori – rappresenta un’occasione per le organizzazioni della società civile, per gli Stati Membri e per la Commissione Europea per individuare modi per prevenire gli sgomberi forzati attraverso i fondi europei e assicurare il rispetto dei diritti umani.
Se la situazione italiana risulta particolarmente grave soprattutto per la sistematica realizzazione di sgomberi forzati nelle città di Milano, Cosenza e Roma – dove l’Associazione 21 luglio ha documentato un’impennata degli sgomberi forzati con l’annuncio del Giubileo, in seguito alla quale l’Associazione ha lanciato la campagna internazionale #PeccatoCapitale – non appaiono migliori i contesti degli altri Paesi europei sui quali si concentrerà l’audizione.
In Bulgaria, malgrado i richiami della Corte Europea per i Diritti dell’Uomo, del Parlamento Europeo e dell’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa, il governo bulgaro sta continuando a demolire le abitazioni di famiglie rom in diverse cittdine del Paese. Tra maggio e settembre di quest’anno, 124 abitazioni di rom sono state distrutte a Garmen, 14 a Orlandovzi e 46 a Varna, rendendo così senza tetto centinaia di persone, tra cui molti minori e madri sole.
In Francia, nella prima metà del 2015, sono stati quasi 4 mila gli uomini, le donne e i bambini rom vittime di sgomberi forzati. Una situazione che ha provocato la preoccupazione dell’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani Zeid Ra’ad Al Hussein che ha parlato di «sistematica politica nazionale per sgomberare forzatamente i rom».
In Ungheria, infine, a circa 450 rom residenti nell’area di Miskolc è stato intimato di abbandonare le proprie abitazioni in base all’emendamento a un decreto del governo locale che dava potere al Comune di mettere fino ai contratti di affitto in caso di persone che vivono sotto gli standard previsti per gli alloggi sociali. Queste misure, che obbligavano le persone a lasciare le loro abitazioni in cambio di una compensazione economica, sono state giudicate non a norma di legge dalla Corte Suprema lo scorso luglio.

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