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Povertà urbana
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#ConfiniAlCentro: politiche di contrasto alla povertà urbana

L’11 maggio avrà inizio a Roma la tre giorni di #ConfiniAlCentro, una Convention nazionale sulla povertà urbana organizzata da Associazione 21 luglio Onlus, Università di Roma Tor Vergata e la Rete Reyn Italia.

Roma, 9/5/2018 – Apriranno tra due giorni i lavori della Convention #ConfiniAlCentro, il primo incontro nazionale sui temi della povertà urbana che ha l’obiettivo di sviluppare un documento programmatico di proposte e riflessioni per elaborare strategie e politiche di contrasto alla povertà urbana sempre più diffusa in Italia. Associazione 21 luglio Onlus, come organizzatore di questo appuntamento insieme all’Università di Roma Tor Vergata e alla Rete Reyn Italia, ha scelto di ripartire dal quartiere di Tor Bella Monaca – periferia romana – per immaginare e ridisegnare insieme i contorni di una città più inclusiva e egualitaria. I lavori apriranno alle 15 di venerdì 11 maggio presso l’auditorium Ennio Morricone della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Tor Vergata. All’iniziativa è stata conferita, come premio di rappresentanza, una medaglia del Presidente della Repubblica.

I temi e i relatori

Quattro i macrotemi e i tavoli di lavoro a cui i partecipanti, dalle professionalità più svariate, sono chiamati a dare il proprio contributo attraverso un attivo scambio di conoscenza ed esperienze dirette, dal diritto all’abitare a educazione e infanzia, dai media alle povertà estreme, mentre a condurre i tavoli e moderare i dibattiti saranno oltre 30 relatori, tra esperti, accademici, associazioni del terzo settore, attivisti e giornalisti*, oltre che deputati e consiglieri regionali. Al termine dei tre giorni di lavoro, le riflessioni e i contenuti emersi verranno presentati in forma di documento programmatico per la lotta alla povertà urbana.

Numeri e dati della povertà urbana nel mondo

Parlare di povertà urbana risulta quanto mai urgente, lo spiega il briefing di introduzione all’apertura dei lavori della Convention curato da Associazione 21 luglio. Nel documento si legge come, secondo le ultime stime fornite dal Dipartimento per gli Affari Economici e Sociali delle Nazioni Unite, più della metà della popolazione mondiale vive oggi in aree urbane, per un totale che costituisce il 54,4% della popolazione del pianeta, cifra che – seguendo questo trend – è destinata a raggiungere il 60% entro il 2030. Accanto a questo processo di urbanizzazione diffuso, il World Inequality Report 2018, ha registrato un aumento delle diseguaglianze a livello globale. Se tra il 1980 e il 2016 l’1% della popolazione mondiale più ricco ha beneficiato di 27 centesimi per ogni dollaro di incremento del reddito mondiale, il 50% ha ricevuto solo 12 centesimi.

La situazione in Europa e in Italia

Questo processo di polarizzazione ha colpito anche l’Unione Europea che, secondo gli ultimi dati forniti da Eurostat, ha visto un aumento complessivo del fenomeno rispetto al 2008. Il numero di persone a rischio di povertà o di esclusione sociale ad oggi raggiunge la soglia dei 118 milioni, il 23,5% della popolazione che in valori assoluti rappresenta il numero di 806 mila unità in più. Tra gli stati membri è l’Italia il paese in cui – in termini assoluti – il tasso è cresciuto di più (3 milioni) davanti alla Spagna (2 milioni) e la Grecia (700 mila). Secondo gli ultimi dati ISTAT, nel 2016 in Italia si stimano 1 milione 619 mila famiglie in condizione di povertà assoluta, sono 4 milioni e 742 mila persone pari al 7,9% della popolazione. Il quadro più preoccupante è quello relativo alla situazione di minori e giovani, tra i quali il tasso di povertà assoluta è aumentato sensibilmente dal 3,9% del 2005 al 12,5% del 2015 che equivale a 1 milione e 292 mila persone. Non meno preoccupante l’incidenza della povertà assoluta nelle famiglie numerose, quelle con cinque o più componenti, dove il tasso supera il 17%. Continua a pesare inoltre il divario tra nord e sud del Paese.

La sfida della Convention #ConfiniAlCentro

Di fronte a un simile scenario, #ConfiniAlCentro vuole costituire un momento di riflessione oltre che uno strumento per l’elaborazione di una proposta concreta che risponda al crescente fenomeno di “urbanizzazione della povertà”, caratterizzata da un modello di segregazione del disagio sociale nelle aree più periferiche, sempre più distaccati dal centro e dai ceti benestanti. Parallelamente negli anni, dagli ’80 ad oggi, si è consolidata la “politica dei campi” ma anche la formazione dei ghetti per lavoratori stagionali, centri di accoglienza per migranti e richiedenti asilo. Un sistema di relegazione e iper-ghettizzazione che marca una distanza spaziale oltre che relazionale, delineando così un percorso di impoverimento ulteriore all’interno delle nostre città.

La sfida che lancia #ConfiniAlCentro è quella di ripartire da questi luoghi, sollevando un dibattito tra esperti, professionisti e addetti ai lavori, per attivare strategie integrate di prevenzione e tutela. Perché una città più inclusiva è un valore aggiunto per tutti.

SCARICA IL BRIEFING: “CONFINI AL CENTRO. Cittadinanza ai margini e povertà urbana. Verso una nuova giustizia sociale”.

Vai al sito della Convention #ConfiniAlCentro

*In ordine di intervento durante la tre giorni: Franco Salvatori, direttore del Dipartimento di Storia, Patrimonio culturale, Formazione e Società presso l’Università di Roma “Tor Vergata”; Annamaria Rivera, antropologa e attivista antirazzista, Giulio Cederna; curatore dell’Atlante dell’Infanzia a rischio per Save the Children; Antonio Tosi, già professore di Sociologia urbana presso il Politecnico di Milano; Maurizio Bergamaschi, professore associato di Sociologia presso l’Università di Bologna, Tommaso Vitale, professore associato di Sociologia presso l’Università Sciences Po; Piero Vereni, professore associato di Antropologia culturale presso l’Università di Roma “Tor Vergata”; Enrica Morlicchio, professoressa ordinaria presso il Dipartimento di Scienze Sociali dell’Università degli Studi Federico II di Napoli; Leonardo Becchetti, professore ordinario di Economia Politica presso l’Università di Roma “Tor Vergata”; Carlo Cellamare, professore associato di Urbanistica presso l’Università La Sapienza; Francesco Careri, professore associato di Architettura presso l’Università Roma Tre; Mario Cecchetti, centro sociale El Chentro; Enrico Puccini, architetto; Chiara Paganuzzi, esperta in educazione e diritti dell’infanzia; Luca Randazzo, insegnante e scrittore; Matteo Bianchini, insegnante; Stefano Pasta, giornalista, Centro di Ricerca sulle Relazioni Interculturali dell’Università Cattolica di Milano; Matteo Scarlino, direttore di Roma Today; Roberto Mazzoli, ricercatore sociale; Antonio Ciniero, docente di Sociologia delle Migrazioni, Università del Salento; Gennaro Avallone, ricercatore presso Università di Salerno; Sergio Bontempelli, presidente dell’Associazione Africa Insieme; Annalisa Camilli, giornalista; Valentina Brinis, Agenzia ONU per i rifugiati; Valentina Calderone, A Buon Diritto; Ahmad Al Rousan, Medici Senza Frontiere; Federico Bonadonna, antropologo; Luca Liverani, giornalista; Pina Cocci, attivista; Paolo Lo Judice, vescovo ausiliare di Roma Sud; Augusto Battaglia, Comunità di Capodarco; Maria Carosio, Comunità di Sant’Egidio; Cinzia Giubbini, giornalista; Massimo Pasquini, Unione Inquilini; Aurora Sordini, Associazione 21 luglio; Carmen Vogani, giornalista; Danilo Chirico, Associazione antimafie Da sud; Marco Genovese, Associazione Libera; Andrea Colafranceschi, Associazione Torpiùbella; Elio Lo Cascio, Save the Children.


Per maggiori informazioni:
Elena Risi
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