Archivio per anno: 2011

Organizzazione

Il Consiglio direttivo
Il Consiglio Direttivo, eletto dall’Assemblea dei soci, ha il compito di attuare le direttive generali, stabilite dall’Assemblea  e di promuovere ogni iniziativa volta al conseguimento degli scopi sociali.

I membri del Consiglio Direttivo sono: Carlo Stasolla (Presidente), Marco Brazzoduro (Vice presidente), Aurora Sordini, Stefano Batori e Riccardo Noury. Il Presidente Onorario dell’Associazione 21 luglio è Mauro Palma.

L’Associazione 21 luglio si attiene ai principi di assenza di fine di lucro, democraticità della struttura, elettività e gratuità delle cariche sociali.

I soci
I soci sono iscritti all’Associazione 21 luglio e partecipano all’assemblea annuale.

I donatori
I donatori sostengono il lavoro dell’Associazione 21 luglio con contributi finanziari. Per diventare un donatore clicca qui

Le aree di lavoro
Le azioni dell’Associazione 21 luglio vengono programmate e realizzate all’interno di specifiche aree di intervento:

Presidenza: presidente@21luglio.org
Segreteria e progettazione: segreteria@21luglio.org
Ricerche: ricerca@21luglio.org
Comunicazione: stampa@21luglio.org
Area legale: legale@21luglio.org
Amministrazione: amministrazione@21luglio.org
Osservatorio 21 luglio: osservatorio@21luglio.org
Personale: personale@21luglio.org

19 gennaio 2011 – CASILINO 900: UN ANNO DOPO. Il prossimo 15 febbraio, anniversario della chiusura del campo, l’Associazione 21 luglio presenta un report su cosa è realmente accaduto ai rom sgomberati dallo storico campo della Capitale

19 gennaio 2011 Esattamente un anno fa, alle ore 10,00 del 19 gennaio 2010, veniva abbattuta la prima baracca del Casilino 900, il campo rom storico della Capitale. Iniziava così lo sgombero definitivo di quell’ampio spazio di territorio che era stato popolato sin dal secondo dopoguerra, dagli italiani prima e dalla popolazione romanì poi.

Le operazioni di demolizione delle case dei rom durarono circa un mese, fino al 15 febbraio 2010 , quando le istituzioni, davanti a fotografi e giornalisti, brindarono solennemente al lucchetto simbolico che chiudeva per sempre il cancello di ingresso di Casilino 900. Si trattava, per le autorità, della fine di una situazione di ” degrado” e di ” vergogna” inconcepibile per la città di Roma, e di una ” vittoria della legalità e della solidarietà” . Ai rom sgomberati ( 618 persone tra cui 273 minori ) furono promesse una collocazione più idonea, un lavoro e la possibilità di integrarsi con facilità nella società italiana. Al posto del campo, fu annunciato ai cittadini della Capitale, sarebbe sorto entro un mese un grande parco.

A un anno di distanza nulla di tutto ciò è accaduto. I rom, come in una vera e propria diaspora , sono stati suddivisi in quattro villaggi attrezzati e in un centro di accoglienza, dove le condizioni di vita sono ben peggiori rispetto a Casilino 900, i diritti umani e dell’infanzia calpestati in molteplici circostanze e le occasioni di integrazione lontane dal divenire realtà. Il tutto a fronte di costi elevatissimi per le tasche del Comune e, di conseguenza, per quelle dei contribuenti. L’area dove sorgeva l’ex insediamento, del resto, non è mai diventata un parco ed interessi speculativi rendono appetibile quello spazio, nuovamente ripopolato da baracche sparse degli ultimi “disperati” ed utilizzato, al suo ingresso, come discarica.

Oggi, gli ex abitanti di Casilino 900, profondamente umiliati dalle false promesse delle autorità, rimpiangono il loro vecchio campo, le loro case con acqua ed elettricità, l’armonia che si respirava tra le famiglie e la vicinanza dal centro di Roma e dai servizi essenziali, come scuole, ospedali e negozi di generi alimentari.

Per dar voce ai sentimenti di queste persone e ricordare la valenza storica e culturale del luogo da cui sono state costrette a separarsi, l’Associazione 21 luglio ha realizzato un dossier dal titolo ” Report Casilino 900: Parole e immagini di una diaspora senza diritti” . Il “book”, concepito anche come una denuncia tutt’altro che velata nei confronti di certe politiche sociali colpevoli di segregare i rom anziché integrarli , è costituito da una ricerca storica su Casilino 900 dalle origini allo sgombero finale, da un’analisi dei cinque luoghi della diaspora con le testimonianze dirette dei rom e da un’ampia sezione fotografica contenente i bellissimi scatti della fotografa Alessandra Quadri.

Il report sarà ufficialmente presentato alla stampa martedì 15 febbraio 2011 alle ore 16,00 presso la sala Auditorium Unicef in via Palestro 68, a Roma. Sarà cura dell’Associazione 21 luglio, in prossimità dell’evento, indicare dettagli e modalità di svolgimento della giornata.

Per ulteriori informazioni, contattare l’ufficio Stampa dell’Associazione 21 luglio.

20 marzo 2011 – Osservatori dell'Associazione 21 Luglio segnalano una grave forma di "discriminazione indiretta" all'interno della scuola "Papa Wojtila" di Roma

Osservatori dell’Associazione 21 luglio attraverso l’Antenna Territoriale Anti-Discriminazione segnalano una grave forma di “discriminazione indiretta” all’interno della scuola “Papa Wojtila” di Roma e chiedono il ritiro del prospetto all’interno del POF

La scuola “Papa Wojtila” di Roma ha posto, all’interno del Piano di Offerta Formativa diffuso tra l’utenza, una tabella in cui vengono riportati i numeri dei minori iscritti nell’anno scolastico 2009/2010 attraverso una suddivisione in: alunni italiani, alunni stranieri, alunni H (alunni diversamente abili) e alunni nomadi.

In una lettera inviata al dirigente scolastico della scuola, dott.ssa Giovanna Merlina e all’UNAR (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni razziali) l’Antenna Territoriale Anti-Discriminazione, dietro segnalazione degli osservatori dell’Associazione 21 luglio, pone in evidenza il rischio che tale tabella “ potrebbe assecondare un atteggiamento discriminatorio da parte di chi erroneamente vede in questi minori dei possibili ostacoli al normale svolgimento delle attività scolastiche”.

“E’ evidente – prosegue la lettera – che il prospetto in questione può apparire neutro a una prima lettura, ma è potenzialmente destinato a creare delle discriminazioni, costituendo in altri termini una forma di discriminazione indiretta, così come stabilito dal D.lgs. 215/03 applicativo della direttiva europea 2000/43/CE del 29 gennaio 2000 relativa alla parità di trattamento tra le persone indipendentemente dalla razza e dall’origine tecnica, nonché in materia di occupazione e di condizione di lavoro”.

L’Associazione 21 luglio chiede pertanto, attraverso l’Antenna Territoriale Anti-Discriminazione, l’immediato ritiro del prospetto per consentire la riconduzione a coerenza con i principi generali dell’ordinamento, oltre che della Costituzione e del diritto europeo.

Ufficio Stampa Associazione 21 luglio

Tel. 349.8049308 – ass.21luglio@gmail.com“>ass.21luglio@gmail.com

8 Aprile 2011 – Giornata internazionale dei rom: per l’Associazione 21 luglio politiche nazionali e locali “fallimentari” in termini di istruzione, sanità, lavoro e alloggio per i rom

Domani, 8 aprile 2011, si celebra la Giornata Internazionale dei rom , in ricordo del primo Congresso Internazionale del popolo rom tenutosi a Londra l’8 aprile 1971 e della costituzione della prima associazione mondiale dei rom riconosciuta dall’Onu .

Dodici milioni di rom europei continuano a subire da secoli la discriminazione e la negazione dei loro diritti fondamentali trovandosi a vivere in condizioni socio-economiche notevolmente peggiori di quelle del resto della popolazione. In Italia solo un italiano su mille , secondo uno studio presentato alla Conferenza europea sulla popolazione rom del 2008, dimostra di conoscere l’universo rom. Un mondo rivestito di pregiudizi e stereotipi su cui si fondano le politiche sociali nel nostro Paese. Nella città di Roma, la politica espressa dal Piano Nomadi ha avuto un duro impatto sulla condizione dei circa 7000 rom che abitano nei “villaggi autorizzati” e nei campi informali della Capitale con conseguenze molto gravi sull’infanzia rom.

Il 5 aprile 2011 Viviane Reding , Commissaria europea per la Giustizia, i Diritti Fondamentali e la Cittadinanza, e László Andor , Commissario europeo per l’Occupazione, gli Affari sociali e l’Integrazione, hanno presentato ai deputati del Parlamento europeo le nuove norme comunitarie disegnate per garantire ai rom un migliore accesso all’istruzione, all’assistenza sanitaria, all’occupazione e all’alloggio.

Ecco il quadro presentato dai due commissari con un aggiornamento della situazione nella Regione Lazio e nel Comune di Roma realizzato dall’Associazione 21 luglio:

•  ISTRUZIONE . Un’indagine condotta in sei paesi dell’Ue ha rilevato che solo il 42% dei bambini rom completa la scuola primaria , rispetto a una media europea del 97,5% . Secondo il monitoraggio dell”Associazione 21 luglio, nella città di Roma, malgrado le ingenti risorse investite ad oggi dalle autorità, meno del 20% dei bambini rom residenti nei “villaggi autorizzati” va regolarmente a scuola con una frequenza superiore alla soglia minima prevista dalla legge, che è pari al 75%.

•  ASSISTENZA SANITARIA. In Europa la speranza di vita dei rom è di 10 anni inferiore alla media della popolazione e la mortalità infantile è 5 volte superiore a quelle dei bambini non rom. Nei campi informali della città di Roma, ma anche all’interno dei “villaggi attrezzati”, la salute dei minori rom è posta costantemente a rischio da condizioni di vita inaccettabili , come del resto testimonia la tragedia dello scorso 6 febbraio in cui hanno perso la vita quattro bambini rom che dormivano nella loro baracca.

•  OCCUPAZIONE . In Europa, così come nel nostro Paese, il tasso di occupazione dei rom è assai inferiore a quello della popolazione maggioritaria.

•  ALLOGGIO . Per la popolazione romanì viene spesso registrata, in vaste zone dell’Europa, la mancanza di servizi essenziali come acqua corrente o elettricità . L’Italia si è caratterizzata negli anni per essere il ‘Paese dei campi’ e ancora una volta la politica del Piano Nomadi di Roma si basa, su sgomberi illegali, trasferimenti forzati e sulla creazione di nuovi “villaggi autorizzati”, luoghi lontani dalla città, lontani dall’integrazione, lontani dai diritti.

Malgrado la normativa europea indichi la necessità di garantire alla popolazione romanì il diritto all’istruzione , alla salute , all’occupazione e all’alloggio , lo stesso Laszlo Andor ha sottolineato come « negli ultimi anni le condizioni di vita della maggioranza dei rom e le loro relazioni con il resto della società non hanno fatto che peggiorare».

Le politiche nazionali e locali rivolte alla popolazione romanì, pertanto, si stanno dimostrando “ inefficaci ” e “ fallimentari ”, mancando l’obiettivo dell’inclusione sociale così come raccomandato dalle istituzioni europee.

Per creare uno spazio di approfondimento e riflessioni sulle politiche del Piano Nomadi di Roma e sul diritto all’abitare delle comunità rom , Venerdi 8 aprile 2011 , in occasione della Giornata Internazionale dei rom, Associazione 21 luglio e Amnesty International organizzano la Tavola Rotonda “ Dove abitano i diritti umani? I rom e il diritto a un alloggio adeguato ”. Appuntamento alle ore 16 presso la Facoltà di Scienze Sociali della Pontificia Università Gregoriana (Piazza della Pilotta 3, Roma).

Roma, 7 aprile 2011

ass.21luglio@gmail.com“>Ufficio stampa Associazione 21 luglio

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Immagini per la stampa

 

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Per un'informazione senza pregiudizi

 

Gli studi sulla lingua hanno ipotizzato che le popolazioni romanì siano originarie dell’India. Le prime presenze dei gruppi rom in Italia sono documentate nel XV secolo. In Italia i principali gruppi presenti sono i sinti, i rom di antico insediamento (abruzzesi, napoletani, molisani, calabresi,…), i rom dell’ex Yugoslavia e i rom rumeni. La lingua parlata dalla popolazione romanì è il romanès.

L’appellativo “zingari” è il modo con cui i non-rom hanno definito i diversi gruppi della popolazione romanì ed è anche una parola che può contenere i diversi gruppi senza doverli necessariamente specificare tutti. Negli ultimi anni i rom hanno chiesto di non utilizzarla per l’accento negativo/dispregiativo che ha preso nel vocabolario quotidiano. Quindi si deve più correttamente parlare di rom e di sinti. I documenti ufficiali delle istituzioni europee utilizzano il termine “rom” includendo al suo interno i vari gruppi. E’ improprio anche utilizzare il termine “nomade” visto che in Italia il 90% dei rom e sinti sono stanziali.

Secondo una recente stima in Italia sono presenti circa 170 mila rom e sinti. Di essi solo 35 mila vivono negli insediamenti formali e informali. Più della metà di essi ha la cittadinanza italiana. Un gran numero di essi, provenendo dalla Romania e dalla Bulgaria, sono cittadini comunitari.

Linee guida per i giornalisti sul trattamento delle informazioni che riguardano la popolazione Romanì

 

Secondo la Carta di Roma (codice deontologico concernente anche la popolazione romanì), i giornalisti italiani sono tenuti a osservare la massima attenzione nel trattamento delle informazioni concernenti la popolazione romanì nel territorio della Repubblica italiana e in particolare:

a)  Adottare termini giuridicamente appropriati (…) evitando l’uso di termini impropri.
b)  Evitare la diffusione di informazioni imprecise, sommarie o distorte (…)
c) Tutelare (i rom e i sinti) che scelgono di parlare con i giornalisti, adottando quelle accortezze in merito all’identità e all’immagine che non consentano l’identificazione della persona, onde evitare di esporla a ritorsioni contro la stessa (…)
d)  Interpellare, quando ciò sia possibile, esperti ed organizzazioni specializzate in materia, per poter fornire al pubblico l’informazione in un contesto chiaro e completo, che guardi anche alle cause dei fenomeni

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All’interno della campagna “STOP ALL’APARTHEID DEI ROM!” l’Associazione 21 luglio lancia un appello con raccolta di firme nel quale si chiede ai futuri amministratori locali e nazionali la sospensione di ogni politica volta a reiterare la costruzione e la gestione dei “mega campi nomadi”. Firma l’appello

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Svolgiamo attività di ricerca sulle condizioni degli insediamenti rom in Italia, con un’attenzione specifica ai diritti dell’infanzia. Attraverso lettere, appelli, raccomandazioni, incontri e campagne esercitiamo pressione sulle istituzioni per tutelare e promuovere i diritti dell’infanzia. Vai alla pagina sui Report | Vai alla pagina sulle attività di advocacy

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Quando si rivela necessario, interveniamo nelle situazioni di violazione dei diritti umani e dell’infanzia o di incitamento all’odio e alla discriminazione razziale attraverso azioni legali.

Sensibilizzazione e educazione

Organizziamo campagne e eventi pubblici di sensibilizzazione e promuoviamo attività di educazione ai diritti umani. Vai alla pagina sulle attività di sensibilizzazione e educazione

Progetti

Realizziamo progetti pedagogici sperimentali rivolti all’infanzia rom e altri progetti per perseguire la mission dell’Associazione. Vai alla pagina sui Progetti in corso

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