Archivio per mese: Aprile, 2012

Azione legale di Associazione 21 luglio e ASGI contro il Comune di Roma

Già in passato l’Associazione 21 luglio aveva denunciato la non idoneità dell’area dove è stato realizzato il nuovo campo La Barbuta ad ospitare ogni insediamento umano. L’area dove sorge il nuovo campo è situata infatti all’interno del cono di volo e nei pressi del sentiero di avvicinamento dei velivoli dell’aeroporto di Ciampino, dove atterrano giornalmente 200 aerei ed è quindi incompatibile con quanto previsto dalle normative in materia di restrizioni all’interno dei coni di volo aeroportuali. Si tratta dunque di un luogo inidoneo ad ospitare un insediamento umano per le condizioni igieniche, l’aria insalubre e l’inquinamento acustico oltre che per la situazione di emarginazione ed esclusione sociale che si verrebbe a realizzare.

Le associazioni sottolineano inoltre come l’azione del Comune di Roma contrasti con la Strategia nazionale d’inclusione dei rom, sinti e camminanti, presentata il 28 febbraio 2012 dal Governo italiano alla Commissione europea. Un punto centrale del documento del Governo riguarda proprio «il superamento dei campi nomadi, in quanto condizione fisica di isolamento che riduce la possibilità di inclusione sociale ed economica delle comunità». La Strategia italiana esprime chiaramente la «necessità di superamento del modello dei campi per combattere l’isolamento e favorire percorsi di interrelazione sociale, pur nel rispetto delle consuetudini abitative dei rom e dei sinti».

(27 aprile 2012)

27 aprile 2012 – Azione legale dell'Associazione 21 luglio e dell'ASGI contro il Comune di Roma

 

Azione legale dell’Associazione 21 luglio e dell’ASGI contro il Comune di Roma. Il nuovo «villaggio attrezzato» La Barbuta è illegittimo perché discriminatorio. Va considerata tale ogni «soluzione abitativa di grandi dimensioni rivolta a un gruppo etnico specifico e priva dei caratteri tipici di un’azione positiva»

 

Il 28 febbraio 2012 il governo italiano ha presentato alla Commissione europea la Strategia nazionale d’inclusione dei rom, sinti e camminanti. Un punto centrale del documento riguarda «il superamento dei campi nomadi, in quanto condizione fisica di isolamento che riduce la possibilità di inclusione sociale ed economica delle comunità». La Strategia italiana esprime chiaramente la «necessità di superamento del modello dei campi per combattere l’isolamento e favorire percorsi di interrelazione sociale, pur nel rispetto delle consuetudini abitative dei rom e dei sinti».

Malgrado la Strategia sia stata approvata dal Consiglio dei ministri, il Comune di Roma continua la sua azione nel reiterare la creazione di spazi abitativi di grandi dimensioni, isolati dal rimanente spazio urbano e dedicati esclusivamente alle comunità rom attraverso i lavori realizzati per portare a compimento la costruzione del «villaggio attrezzato» La Barbuta, destinato a ospitare 650 rom della capitale.

Per tale ragione l’Associazione 21 luglio e l’ASGI (Associazione Studi Giuridici Sull’Immigrazione) hanno promosso un’azione legale contro il Comune di Roma.

Già in passato l’Associazione 21 luglio aveva denunciato la non idoneità dell’area dove è stato realizzato il nuovo campo La Barbuta ad ospitare ogni insediamento umano. L’area sorge all’interno del cono di volo e nei pressi del sentiero di avvicinamento dei velivoli dell’aeroporto di Ciampino dove atterrano giornalmente 200 aerei ed è quindi incompatibile con quanto previsto dalle vigenti normative in materia di restrizioni all’interno dei coni di volo aeroportuali. Essa è poi situata su di uno spazio la cui parte sottostante funge da falda acquifera per la sorgente Appia. Inoltre, l’estensione dove sorge il campo è individuata nel Piano Territoriale Paesistico della Regione Lazio come «terreno compreso tra i beni paesaggistici e individuata come area di notevole interesse pubblico» e quindi soggetta a vincolo ai sensi del D.Lgs. 42/2004. Si tratta dunque di un luogo inidoneo ad ospitare un insediamento umano per le condizioni igieniche, l’aria insalubre e l’inquinamento acustico oltre che per la situazione di emarginazione ed esclusione sociale che de facto si verrebbe a realizzare.

All’interno del ricorso l’Associazione 21 luglio e l’ASGI cercano di dimostrare come il «villaggio attrezzato» La Barbuta debba considerarsi discriminatorio – e quindi illegittimo – già per il solo fatto di rappresentare una soluzione abitativa di grandi dimensioni rivolta a un gruppo etnico specifico e comunque priva dei caratteri tipici di un’azione positiva.

«Con questa azione legale – spiega l’Associazione 21 luglio – intendiamo ottenere l’accertamento del carattere discriminatorio della costruzione dell’insediamento in località La Barbuta destinato ad ospitare 650 persone appartenenti al medesimo gruppo etnico, quello rom e l’interruzione definitiva da parte del Comune di Roma dei lavori di ultimazione e di assegnazione del nuovo insediamento. Deve infatti intendersi discriminatoria qualsiasi soluzione abitativa di grandi dimensioni diretta esclusivamente a persone appartenenti a una stessa etnia, tanto più se pensata, come nel caso dell’insediamento sito in località La Barbuta, in modo da ostacolare l’effettiva convivenza con la popolazione locale, l’accesso in condizione di reale parità ai servizi scolastici e socio-sanitari e situato in uno spazio dove è posta a serio rischio la salute delle persone ospitate al suo interno».

Settimana di sgomberi a Roma

La terza settimana di aprile si è contraddistinta per l’alto numero di sgomberi organizzati dal Comune di Roma. Dieci sgomberi, in cinque giorni, hanno coinvolto le comunità rom da Lungotevere Dante a via Palmiro Togliatti, da via del Baiardo e via Serverini. Sono 444 gli sgomberi censiti dall’Associazione 21 luglio dall’inizio del Piano Nomadi di Roma.

 

Incontro istituzionale dell'Associazione 21 luglio

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Giovedì 19 aprile una delegazione dell’Associazione 21 luglio incontrerà un rappresentante dell’Ufficio Coordinamento delle Politiche della Sicurezza di Roma Capitale. Nel corso dell’incontro l’Associazione 21 luglio presenterà la campagna “Il diritto all’alloggio non si sgombera”, evidenziando il carattere discriminatorio che contraddistingue gli sgomberi organizzati dal Comune di Roma nei confronti delle comunità rom. Nel ultimi due anni sono stati 437 gli sgomberi pianificati dal Comune di Roma in violazione delle principali norme internazionali in materia di diritti umani.

2 aprile 2012 – Il ricorso in Cassazione del governo italiano: per l'Associazione 21 luglio preoccupante ambiguità delle autorità italiane

 

Roma, 02.04.2012

 

L’agenzia di stampa Redattore Sociale ha reso noto oggi il ricorso presentato in Cassazione il 15 febbraio 2012 dal governo italiano per invalidare la sentenza del Consiglio di Stato che il 16 novembre 2011 aveva dichiarato «illegittimo» lo stato di emergenza relativo alle «comunità nomadi» dichiarato, attraverso un decreto, nel maggio 2008 dal presidente del Consiglio dei ministri Silvio Berlusconi.

Secondo l’Associazione 21 luglio, il ricorso in Cassazione presentato dal governo italiano, evidenzia una preoccupante ambiguità da parte delle autorità italiane che, nel presentare all’Europa la «Strategia Nazionale d’inclusione dei rom sinti e camminanti» avevano affermato che «le misure adottate sotto lo stato di emergenza si erano rivelate inefficaci, costose e dannose per la coesione sociale del paese».

A più riprese le autorità italiane hanno espresso nelle ultime settimane la necessità di adottate nuove politiche sociali non più fondate su uno stato di emergenza ma guidate da principi inclusivi e solidali. Il ricorso del governo italiano, se accolto, potrebbe lasciare aperta la possibilità, a qualsiasi esecutivo, di riproporre lo stato emergenziale con le sue conseguenze nefaste che le comunità rom e sinte, attraverso i Piano Nomadi locali, hanno conosciuto negli ultimi tre anni.

Il ricorso in Cassazione sembrerebbe rappresentare un escamotage del governo italiano che, da una parte chiude la porta all’emergenza, dall’altra lascia uno spiraglio di finestra aperta. Uno spiraglio che lascia sconcertati, perchè non fa luce sulle reali intenzioni della giunta governativa riguardo le politiche nazionali rivolte alle comunità rom e sinte.

8 aprile 2012 – In occasione della Giornata Internazionale del popolo rom, anche Rita Levi Montalcini chiede la sospensione degli sgomberi forzati a Roma. Un concerto si terrà a Roma per rilanciare l'appello che è stato firmato da più di 1600 persone

 

Roma, 08.04.2012

 

La senatrice a vita e premio Nobel Rita Levi-Montalcini ha firmato l’appello “Il diritto all’alloggio non si sgombera” lanciato dall’Associazione 21 luglio per chiedere alle autorità locali la sospensione degli sgomberi forzati delle comunità rom nella città di Roma. La firma della senatrice è stata posta proprio a ridosso della Giornata Internazionale del popolo rom che si celebra in tutto il mondo domenica 8 aprile 2012.

Malgrado l’appello abbia registrato sinora più di 1600 firme con la partecipazione di circa 70 associazioni (a cui aderiscono circa 65.000 soci) e di esponenti del mondo dell’arte e della cultura -dal premio Nobel Dario Fo, allo scrittore Erri De Luca, dal sacerdote don Luigi Ciotti all’attore Moni Ovadia, dall’astrofisica Margherita Hack alla scrittrice Susanna Tamaro-, proseguono nella città di Roma gli sgomberi delle comunità rom con frequenza quasi giornaliera.

Secondo il monitoraggio effettuato dall’Associazione 21 luglio sono stati 435 gli sgomberi delle comunità rom svolti all’interno del Piano Nomadi della giunta capitolina. Nel 2010 si sono registrati 170 sgomberi, nel 2011, 245 e in questi primi mesi del 2012 quasi 20 sgomberi. La politica basata sugli sgomberi, costata fino a ora 6,5 milioni di euro, ha portato a una frammentazione degli insediamenti che dagli 80  informali, censiti dalle autorità nella primavera del 2009 si è passati agli attuali 289. Solo a un decimo delle persone sgomberate è stata offerta una sistemazione alternativa che però, comportando la divisione del nucleo familiare, è stata accettata solo da poche decine di donne rom che per un tempo molto limitato hanno potuto usufruire delle strutture comunali deputate all’accoglienza di donne con bambini.

L’Associazione 21 luglio ha più volte dimostrato le gravi violazioni dei diritti umani e dell’infanzia che, come un filo rosso, hanno attraversato ogni sgombero pianificato dall’amministrazione locale. Per tale ragione, nell’appello lanciato dall’Associazione 21 luglio, viene chiesta l’immediata sospensione di ogni sgombero che non sia accompagnato da una alternativa alloggiativa adeguata.

In occasione della Giornata Internazionale del popolo rom, l’Associazione 21 luglio rilancia l’appello “Il diritto all’alloggio non si sgombera” all’interno di una serata con ingresso libero organizzata in collaborazione con Amnesty International. Giovedi 12 aprile 2012 alle ore 20,00 presso il centro Brancaleone in via Levanna, 11 a Roma, l’Alexian Group, diretto da Santino Spinelli si esibirà un concerto.

19 marzo 2012 – L'ONU richiama l'Italia per gli sgomberi delle comunità rom. Anche il Premio Nobel Dario Fo firma l'appello lanciato dall'Associazione 21 luglio contro gli sgomberi nella città di Roma. In pochi giorni 1.200 firme raccolte!

 

Roma, 19.03.2012

Domenica 4 marzo 2012 l’Associazione 21 luglio ha lanciato l’appello nazionale “Il diritto all’alloggio non si sgombera” per chiedere la sospensione immediata di ogni sgombero, che interessa le comunità rom e sinte all’interno del Comune di Roma, che non sia accompagnato da un serio e concreto sforzo di accoglienza alternativa per i gruppi familiari.

Ogni anno nella città di Roma centinaia di bambini rom sono sgomberati con le loro famiglie dagli insediamenti informali della Capitale senza che sia loro offerta una soluzione alternativa adeguata, dimenticando che, secondo le norme e le convenzioni internazionali, gli sgomberi forzati rappresentano una violazione del diritto a un alloggio adeguato. Sono stati 427 gli sgomberi forzati senza alternativa realizzati dal Comune di Roma negli ultimi 2 anni e il più delle  volte ogni singola procedura di garanzia del diritto individuale è stata ignorata.

Il 16 novembre 2011 il Consiglio di Stato (sentenza n. 6050) ha dichiarato l’illegittimità del Decreto Emergenza Nomadi e conseguentemente di tutti gli atti commissariali derivati; nel gennaio 2012, l’Associazione 21 luglio e il Centro Europeo per i Diritti dei Rom, hanno presentato al Comitato per l’Eliminazione della Discriminazione Razziale delle Nazioni Unite (CERD), un rapporto congiunto nel quale veniva segnalato come le autorità italiane nazionali e locali abbiano «sistematicamente violato il diritto all’alloggio nelle procedure di sgombero che hanno coinvolto le famiglie rom».

Il 15 marzo 2012 le Nazioni Unite hanno reso pubbliche le osservazioni conclusive del CERD rivolte alle autorità italiane, in cui si deplorano «gli sgomberi mirati delle comunità rom e sinte che hanno avuto luogo dal 2008 nel contesto del Decreto Emergenza Nomadi e rileva con preoccupazione la mancanza di adozione di misure correttive, nonostante la sentenza del Consiglio di Stato abbia annullato nel novembre 2011 il Decreto Emergenza Nomadi». Lo stesso Comitato invita l’Italia «ad adottare le misure necessarie per evitare gli sgomberi forzati e a fornire a queste comunità un alloggio alternativo adeguato».

L’Associazione 21 luglio esprime profondo apprezzamento per le conclusioni a cui il Comitato delle Nazioni Unite è giunto che appaiono perfettamente in linea con i contenuti dell’appello e con le urgenti richieste in esso formulate per la salvaguardia del diritto all’alloggio.

Nel primi 15 giorni della campagna “Il diritto all’alloggio non si sgombera” sono state circa 1200 le firme raccolte e circa 60 sono le associazioni che hanno aderito. Numerosi esponenti del mondo intellettuale e artistico, tra cui Erri de Luca, Franca Rame, Moni Ovadia, Margherita Hack e Ascanio Celestini stanno supportando l’appello nazionale che proseguirà nelle prossime settimane con aggiornamenti visibili sul sito dell’Associazione 21 luglio. Oggi è stata ufficializzata l’adesione alla campagna del Premio Nobel per la letteratura Dario Fo.

Il testo dell’appello “Il diritto all’alloggio non si sgombera” e gli aggiornamenti sulla campagna sono pubblicati sul sito dell’associazione www.21luglio.com. È possibile seguire gli aggiornamenti anche su twitter @StopSgomberi e su facebook alla pagina “Il diritto all’alloggio non si sgombera”.

28 febbraio 2012 – Dopo il freddo riprende il piano sgomberi di Roma Capitale. L'Associazione 21 luglio prepara il lancio di un appello nazionale contro gli sgomberi dei rom e sinti a Roma Hanno già aderito intellettuali, scienziati e artisti

 

Roma, 28.04.2012

 

Nei giorni scorsi il Comune di Roma ha ripreso il piano degli sgomberi che ha coinvolto le comunità rom e sinte della capitale. Si tratta della prima importante azione successiva alla sentenza del Consiglio di Stato che aveva dichiarato la «illeggittimità» dello stato di emergenza riferito alla presenza degli «insediamenti di comunità nomadi».

Venerdì 24 febbraio le forze di polizia hanno proceduto allo sgombero di un insediamento informale in zona Laurentina – Acqua Acetosa Ostiense e alla distruzione di alcune abitazioni abitate da famiglie rom in zona Tor Sapienza. Lunedì 27 febbraio si è invece proceduto all’abbattimento di una dozzina di baracche limitrofe all’insediamento di via del Baiardo con l’allontanamento di circa 60 persone tra le quali diverse donne e bambini definite dal presidente della Commissione Sicurezza di Roma Capitale, Fabrizio Santori, come «presenze invadenti e sgradevoli». Nella giornata di oggi proseguono senza sosta gli abbattimenti delle abitazioni degli insediamenti spontanei sorti in prossimità di via del Baiardo.

L’Associazione 21 luglio ha più volte segnalato come le azioni di sgombero condotte dalle autorità romane fossero svolte in maniera illegale e senza rispettare quanto stabilito da norme e convenzioni internazionali. Recentemente autorevoli voci si solo levate su questo delicato tema, denunciando le gravi violazioni riscontrate in Italia.

Nel gennaio 2012, il Comitato Europeo dei Diritti Sociali ha constatato come la situazione dell’Italia non è conforme all’articolo 31 (Diritto all’alloggio) della Carta Sociale Europea. Per il Comitato Europeo dei Diritti Sociali infatti «le misure prese dalle autorità pubbliche [ndr. italiane] per migliorare le condizioni di abitative particolarmente precarie per la maggior parte dei Rom in Italia sono inadeguate»…«le iniziative intraprese per ridurre il numero dei senza-fissa dimora sono insufficienti» e «Le operazioni di polizia negli insediamenti rom e sinti non sono state condotte nel rispetto della dignità delle persone e i soggetti responsabili della distruzione degli oggetti personali (…) non sono stati sempre oggetto di inchieste ne, una volta identificati, sono stati condannati per le loro azioni».

Nel suo rapporto pubblicato in data 21 febbraio 2012 la Commissione europea contro il razzismo e l’intolleranza (ECRI) ha esortato «le autorità italiane a garantire a tutti i rom che possono essere sgomberati dalle loro abitazioni il rispetto di tutte le garanzie previste dal diritto internazionale in materia» sottolineando «che le persone interessate devono essere avvertite preventivamente di ogni progetto di espulsione dalle loro abitazioni e devono godere di una protezione giuridica adeguata, né devono essere espulse dalle loro abitazioni senza che sia offerta loro la possibilità di essere rialloggiate in abitazioni decenti».

L’Associazione 21 luglio esprime profonda preoccupazione per le azioni che l’amministrazione comunale sta attuando negli ultimi due anni allontanando, in più di 400 sgomberi forzati e con un altissimo costo economico (più di 6 milioni di euro), le comunità rom dagli insediamenti informali con il fine esclusivo di spostarle da una parte all’altra della città fino al successivo, inutile, inefficace, illegale sgombero.

Per tale ragione l’Associazione 21 luglio, domenica 4 marzo, alle ore 18,00, presso il teatro Valle Occupato di Roma, lancerà un appello nazionale denominato “Il diritto all’alloggio non si sgombera”. All’appello, come primi firmatari, hanno già aderito intellettuali italiani, scienziati e artisti riconosciuti e apprezzati per il loro impegno sociale. L’appello vuole promuovere una mobilitazione della società civile italiana contro le azioni che il Comune di Roma, violando i più elementari diritti umani e incurante delle raccomandazioni europee, sta pianificando da tempo contro le comunità rom e sinte.

I video dell'appello Il diritto all'alloggio non si sgombera

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Pasquetta solidale

Quest’anno la giornata ha posto l’accento sul diritto alla casa per le comunità rom collegato alle centinaia di sgomberi forzati dai campi in cui le condizioni di vita violano il diritto a vivere in alloggi sicuri, all’interno di strutture idonee e rispettando le condizioni igienico-sanitarie.
A Roma l’iniziativa si è tenuta il 9 aprile in zona Togliatti, nella periferia orientale della capitale, in un campo sgombrato a fine marzo, dove i volontari dell’Associazione 21 luglio e gli attivisti di Amnesty hanno trascorso la “Pasquetta” insieme a donne, uomini e bambini rom, con attività ludiche, giocando a calcetto e condividendo cibo e musica, scambiandosi esperienze e tradizioni.

(9 aprile 2012)

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