Archivio per mese: Maggio, 2012

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LAVORO SPORCO. Il Comune di Roma, i rom e le “borse lavoro” (maggio 2012)

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Il rapporto ha l’obiettivo di valutare i risultati delle politiche di inclusione lavorativa realizzate tra il 2010 e il 2011 dal Comune di Roma e rivolte alle comunità rom presenti in alcuni insediamenti della capitale. Tenta di comprendere i costi dei progetti, il loro reale andamento, di mostrare le conseguenze degli stessi e la loro incisività sulla vita delle persone che ne hanno usufruito.
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29 maggio 2012 – Lettera aperta di European Roma Rights Centre e dell'Associazione 21 luglio alle autorità della città di Roma

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ANIME SMARRITE. Il piano degli sgomberi a Roma: storie quotidiane di segregazione abitativa e di malessere (febbraio 2012)

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Rapporto etnografico sul mal-essere causato dalla politica di sradicamento abitativo nei confronti delle comunità rom e sinte a Roma.
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16 maggio 2012 – Presentata dall'Associazione 21 luglio una ricerca sui rom e il lavoro a Roma. Soldi dati a pioggia e mancanza di progettualità; ai rom impedito l'accesso ai diritti fondamentali

Mercoledi 16 maggio alle ore 17,00 presso la sala Funzione Pubblica della CGIL di Roma, l’Associazione 21 luglio ha presentato la ricerca “Lavoro sporco. Il comune di Roma, i rom e le borse lavoro“, realizzata da Angela Tullio Cataldo con la collaborazione di Carlo Stasolla e Andrea Anzaldi. L’indagine, operata tra novembre 2011 e marzo 2012, ha avuto l’obiettivo di analizzare l’origine, lo svolgimento e i risultati delle politiche di avviamento al lavoro, rivolte ai rom e realizzate, dal Comune di Roma.

 

Tra il 2010 e il 2011 il Comune di Roma ha finanziato tre progetti di inclusione socio-lavorativa rivolti a 125 rom: il progetto RETIS, costato circa 300.000 euro, che ha visto il coinvolgimento di 18 rom, il progetto Form on the job che è costato 220.000 euro con 30 rom partecipanti e il progetto di pulizia  all’interno dei «villaggi attrezzati» che è costato 1.100.000 euro e nel quale sono stati coinvolti una ottantina di rom.

 

A fronte di una spesa totale di 1.600.000 euro, i diversi progetti di inclusione lavorativa hanno visto, al loro termine l’assunzione di soli 16 rom, con un costo pro-capite di circa 100.000 euro. Nel valutare i tre progetti i ricercatori dell’Associazione 21 luglio hanno cercato di tenere conto non solo dell’attuale situazione lavorativa dei rom coinvolti, ma è stato attribuito un forte valore all’inclusione sociale generata dalle esperienze dei percorsi di avviamento professionale, alla fruizione dei diritti sociali legati al lavoro e al cambiamento effettivo nelle vite e nelle famiglie degli intervistati.
 

Alla luce di questi parametri, se appare più efficace il progetto RETIS, progetto di avviamento al lavoro indirizzato non esclusivamente ai rom e realizzato in un ambiente eterogeneo, colpiscono le dinamiche presenti nei progetti finanziati dal Campidoglio riguardanti di pulizia degli insediamenti, dove, secondo i riscontri effettuati, sembrerebbe che, in mancanza di criteri chiari e senza progettualità alcuna, finanziamenti “a pioggia” siano stati elargiti a sedicenti rappresentanti dei rom al fine di favorire trasferimenti di comunità rom e chiusure di insediamenti. 

La mancanza di controlli da parte dell’amministrazione capitolina, l’assenza di una progettualità a lungo periodo, la poca chiarezza nei criteri di assunzione rappresenterebbero i punti critici di una politica del lavoro rivolta alle comunità rom che, in rapporto agli investimenti erogati, appare fallimentare.
 

«Un progetto di accompagnamento al lavoro – conclude la ricerca – affinchè sia efficace non deve necessariamente essere dispendioso. E’ anzitutto fondamentale che esso venga svolto dai rom in un ambiente diverso da quello, fortemente segregativo, dei “campi” e che preveda un valido accompagnamento».
 

«E’ necessario che il Comune di Roma – ha dichiarato l’Associazione 21 luglio nel corso della presentazione – riesca ad impiegare le proprie risorse per offrire alle comunità rom le opportunità per partecipare pienamente alla vita economica, sociale e culturale della nostra città, per godere di uno standard di vita e di benessere considerati normali e per poter accedere ai propri diritti fondamentali».

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11 maggio 2012 – L’Emergenza Nomadi deve finire davvero – Dichiarazione congiunta

 

Associazione 21 luglio, ASGI, Amnesty International, Human Rights Watch e Open Society Justice Initiative chiedono che il governo abbandoni ogni iniziativa tesa a perpetuare gli effetti della passata Emergenza Nomadi, uno stato d’emergenza che attribuiva poteri straordinari ai prefetti in riferimento ai Rom e ai loro insediamenti in cinque regioni italiane e che era stato giudicato illegittimo dal Consiglio di Stato nel Novembre 2011.

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L’Emergenza Nomadi deve finire davvero

Contro tale decisione, il 12 febbraio scorso, il governo italiano ha presentato in Cassazione un ricorso straordinario atto a vanificare gli effetti della sentenza. Il 9 Maggio 2012 il Consiglio di Stato ha deciso di sospendere gli effetti della propria sentenza in attesa del giudizio di Cassazione.
Le cinque organizzazioni dichiarano: “Il governo deve rinunciare all’appello contro la sentenza del Consiglio di Stato del Novembre 2011. Questa sentenza aveva marcato un passo in avanti in vista della cessazione delle violazioni che le comunità Rom hanno sofferto laddove è stata attuata l’emergenza nomadi. Confidiamo nel fatto che la recente ordinanza del Consiglio di Stato non permetta nuovi abusi.”

L’emergenza nomadi aveva definito la presenza dei campi Rom in Italia come una minaccia alla sicurezza pubblica e stabilito poteri straordinari per censire i Rom e chiuderne i campi, sia regolari che irregolari, in deroga alle norme fondamentali di tutela dei diritti umani.

L’Emergenza Nomadi  ha suscitato dure critiche da parte delle maggiori  organizzazioni internazionali competenti in materia di diritti fondamentali, tra cui il Consiglio dei Diritti Umani dell’ONU, il Comitato ONU per l’Eliminazione della Discriminazione Razziale, il Commissario per i Diritti Umani del Consiglio d’Europa, il Comitato Europeo per i Diritti Economici e Sociali e la Commissione Europea contro il Razzismo e l’Intolleranza.

(Roma, 11 Maggio 2012)

Dopo una pausa di 15 giorni, ripresi gli sgomberi a Roma

 

sgomberoE’ stato effettuato dopo una pausa di 15 giorni il 445° sgombero del Piano Nomadi. Sul lungotevere di Pietra Papa, trenta rom bulgari sono stati allontanati senza soluzione alternativa.

(8 maggio 2012)

Report LAVORO SPORCO. Il Comune di Roma, i rom e le "borse lavoro"

Lavoro sporco

Roma, 16 maggio 2012 ore 17,00
«Secondo me certi lavori sono la tangente data dal Comune per mantenere lo stato delle cose» (un operatore di una organizzazione locale)

Il 4 ottobre 2011, in occasione del Forum sull’inclusione delle comunità rom in Europa, la vice sindaco Sveva Belviso ha riconosciuto pubblicamente al Comune di Roma il merito di aver aperto «un’agenzia di collocamento, la RETIS, per persone fragili tra cui rientrano le persone con difficoltà di inclusione: grazie a questa rete – ha concluso la vice sindaco -ci sono 150 nomadi che lavorano».  Tra il 2010 e il 2011 il Comune di Roma ha speso una cifra stimata di 1.600.000 euro per finanziare tre progetti di inclusione socio-lavorativa rivolti ai rom residenti nella capitale: il progetto RETIS, il progetto Form on the Job e il progetto di pulizia all’interno dei campi stessi. I tre percorsi hanno in realtà coinvolto inizialmente solo 125 rom e hanno avuto origine, sviluppi ed esiti diversi.

Mercoledì 16 maggio alle ore 17,00 presso la sala FP CGIL a Roma, in via di san Basilio, 51 (metro A, Barberini), l’Associazione 21 luglio presenta il report LAVORO SPORCO, con l’obiettivo di valutare i risultati delle politiche di inclusione lavorativa realizzate, tra il 2010 e il 2011, dal Comune di Roma e rivolte alle comunità rom presenti in alcuni insediamenti della capitale. La ricerca, realizzati da Angela Tullio Cataldo con la collaborazione di Carlo Stasolla e Andrea Anzaldi, tenta di comprendere i costi dei progetti, il loro reale andamento, di mostrare le conseguenze degli stessi e la loro incisività sulla vita delle persone che ne hanno usufruito.
Per informazioni e prenotazioni: segreteria@21luglio.com

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