Archivio per anno: 2012

Rapporto del Commissario per i diritti umani del Consiglio d'Europa sull'Italia: Rom e Sinti vivono una situazione di totale esclusione

Oltre alle visite negli insediamenti, l’Associazione 21 luglio aveva approfondito con il Commissario europeo le questioni riguardanti la politica degli sgomberi e il nuovo “villaggio attrezzato” in località La Barbuta.

Oggi il Commissario europeo ha reso pubblico il rapporto sulla sua visita in Italia. Nel rapporto si evidenzia la condizione di segregazione imposta alle famiglie rom trasferite tramite sgombero forzato nel “villaggio attrezzato” di via di Salone a Roma, nonché «l’isolamento, la mancata interazione con il mondo esterno e l’assenza di prospettive di impiego e d’inclusione nel tessuto sociale» che caratterizzano gli abitanti di questo insediamento, definito “campo modello” dall’amministrazione di Roma Capitale. 

Nel rapporto viene inoltre espressa preoccupazione riguardo i trasferimenti forzati verso il nuovo “villaggio attrezzato” La Barbuta, che secondo il Commissario europeo sono incompatibili con la posizione presente nella nuova Strategia nazionale d’inclusione dei Rom.

Il Commissario raccomanda quindi alle autorità italiane di abbandonare la pratica degli sgomberi forzati e la costruzione di “campi” segregati per le popolazioni rom e sinte, essendo queste condotte «diametralmente opposte» al contenuto della Strategia nazionale, e richiede che vengano interrotte con urgenza le iniziative ancora in corso «inerenti alla costruzione di campi segregati e agli sgomberi forzati delle persone verso queste strutture».

Leggi il rapporto a questo link

(18 settembre 2012)

Diritti-rubati cover

DIRITTI RUBATI. Rapporto sulle condizioni di vita dei minori rom e delle loro famiglie nel “villaggio attrezzato” di via della Cesarina a Roma (settembre 2012)

Diritti-rubati coverIl rapporto intende analizzare le condizioni di vita delle tre comunità rom che abitano il «villaggio attrezzato» di via della Cesarina, a Roma.
Scarica qui la versione integrale del report
Scarica qui la versione divulgativa del report

17 settembre 2012 – Resi pubblici i dati della ricerca sul “campo nomadi” di via della Cesarina a Roma. Ass. 21 luglio: «Costi altissimi e gestione a carattere vessatorio. E’ questa la legalità voluta dal Piano Nomadi di Roma?»

L’Associazione 21 luglio ha reso pubblici i risultati della ricerca “DIRITTI RUBATI. Rapporto sulle condizioni di vita nel villaggio attrezzato di via della Cesarina” che alle 17,00 verrà presentata presso la Facoltà di Architettura dell’Università Roma Tre in via Madonna dei Monti, 41. L’insediamento, di proprietà di Propaganda Fide, una delle nove congregazioni della Curia Romana, accoglie 181 rom di origine rumena, montenegrina e bosniaca, era stato posto sotto sequestro nel 2002 e il gestore, secondo le informazioni raccolte, era stato arrestato per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e sfruttamento della manodopera. Il campo di via della Cesarina, pur essendo uno degli 8 «villaggi attrezzati» del Piano Nomadi di Roma continua a essere affidato al medesimo gestore, è inaccessibile ai visitatori e risulta coperto da una coltre di silenzio e omertà.

Dai sopralluoghi effettuati dai ricercatori dell’Associazione 21 luglio e dalle interviste raccolte nella ricerca emerge come le condizioni strutturali del «villaggio attrezzato», per il quale il Comune di Roma spende la cifra annuale di quasi 600.000 euro, siano critiche ed in tutto simili a quelle di un insediamento informale. Le abitazioni sono fatiscenti, senza riscaldamento e spesso prive di infissi, gli spazi risultano insufficienti mente le strutture destinate ai servizi sono igienicamente inagibili, prive di illuminazione e sufficiente aerazione. Tutto ciò ha una ricaduta sulla qualità della vita delle tre comunità rom. In ogni abitazione (container o roulotte) il consumo massimo consentito è quello di una lampadina a basso consumo e, quando questo viene superato, il gestore provvede arbitrariamente a staccare la corrente elettrica e tale distacco, avendo un carattere punitivo, si protrae per diversi giorni. Inoltre il gestore del campo pretende mensilmente da ciascuna famiglia il versamento di una somma che viene acquisita senza rilascio di ricevuta o fattura.

La dinamica interna all’insediamento, denunciata nella ricerca “DIRITTI RUBATI” è quella che vede fondersi il carattere vessatorio del soggetto gestore, il voluto disinteresse delle autorità comunali e la sofferenza fisica e psicologica di ciascun abitante del “campo” che vive sotto la “spada di Damocle” dell’immediata espulsione.

Secondo l’Associazione 21 luglio: «il villaggio attrezzato di via della Cesarina rappresenta l’esempio paradigmatico delle politiche abitative promosse dal Piano Nomadi del Comune di Roma caratterizzate dalla priorità di concentrare il maggior numero di famiglie rom all’interno del più ristretto spazio possibile senza alcuna forma di controllo, in assenza di adeguati percorsi di inclusione sociale, senza una reale attenzione alla legalità delle diverse forme di intervento istituzionale». La stessa Associazione ha provveduto nei giorni scorsi all’invio di lettere informative all’ente proprietario del terreno e al Comune di Roma e ad una lettera di diffida all’ente gestore.

14 settembre 2012 – Ass. 21 luglio: valutiamo azione legale contro la vice-sindaco di Roma Sveva Belviso. Le sue ripetute dichiarazioni, riferite alle comunità rom, costituiscono un incitamento all'odio e alla discriminazione

 Roma, 14 settembre 2012 – Secondo quanto riportato da diverse agenzie di stampa, venerdi 14 settembre, nel corso della trasmissione televisiva Mattina Cinque, la vice sindaco di Roma Capitale, Sveva Belviso ha affermato: «[I rom] hanno diritto a una casa in questo Paese? No. Perchè gli si vuole dare un diritto in più?» per poi aggiungere: «[I rom] preferiscono vivere in modo tribale, con i loro usi e costumi».

Già in passato la vice sindaco era stata protagonista di affermazioni gravemente lesive nei confronti delle comunità rom presenti nella Capitale. Dichiarazioni prontamente riprese dall’Associazione 21 luglio che aveva provveduto ad inviare una lettera di diffida il 7 gennaio 2012.

L’Associazione 21 luglio giudica le dichiarazioni del vice sindaco prive di fondamento, irresponsabili e offensive. Il “diritto ad un alloggio adeguato” è un diritto riconosciuto in capo ad  ogni individuo e per nessuno può essere definito e considerato un «diritto in più» a cui non poter aspirare. Associare poi le drammatiche condizioni vissute dalle comunità rom nei cosiddetti «villaggi attrezzati» del Piano Nomadi ad una presunta e libera scelta culturale è falso e strumentale.

Per tale ragioni si valuterà nei prossimi giorni l’opportunità di promuovere un’azione legale  di fronte alle competenti autorità giudiziarie.

I bambini rom, la scuola e il Piano Nomadi di Roma

In questo video, l’Associazione 21 luglio racconta le condizioni di vita dell’infanzia rom a Roma, con particolare riferimento all’impatto che le politiche del Piano Nomadi della Capitale hanno sull’accesso all’istruzione dei minori.
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La Barbuta: il Tribunale di Roma ordina lo stop agli ingressi delle famiglie rom

Le due organizzazioni, con ricorso presentato in data 20 marzo 2012, avevano chiesto che venisse accertato e dichiarato «il carattere discriminatorio … del comportamento del Comune di Roma che si è concretizzato nella prosecuzione dei lavori di ultimazione e assegnazione del villaggio attrezzato La Barbuta» e conseguentemente ordinato al Comune di Roma la cessazione del «comportamento discriminatorio» e la rimozione degli effetti da esso derivanti.

A seguito dell’ultimazione dei lavori del «villaggio attrezzato» La Barbuta e dell’avvio delle procedure d’assegnazione e d’ingresso al suo interno realizzate dal Comune di Roma a partire dal 18 giugno 2012, l’Associazione 21 luglio e l’ASGI hanno presentato un’istanza cautelare chiedendo la sospensione di tali misure.

Così, il Tribunale di Roma, con Ordinanza depositata in data 8 agosto 2012, pronunciandosi sull’istanza cautelare, ha ritenuto che le circostanze esposte dalle due organizzazioni «concorrano nel rendere verosimile il carattere discriminatorio delle attività di assegnazione degli alloggi presso il campo denominato Nuova Barbuta» in quanto la realizzazione del nuovo “campo nomadi” esclude di fatto le comunità rom e sinte della capitale «dalla possibilità di accesso a soluzioni abitative propriamente intese con l’effetto di determinarne, ovvero incentivarne, l’isolamento e la separazione dal restante contesto urbano e di comprometterne la pari dignità sociale». All’interno delle azioni del Piano Nomadi di Roma la soluzione di un “campo nomadi” viene prospettata a un solo gruppo etnico che vive un particolare disagio abitativo «e non risulta parimenti predisposta o offerta ad individui presenti sul territorio del Comune di Roma non appartenenti a tali comunità».

Inoltre, anche il «codice comportamentale» imposto agli abitanti del nuovo «villaggio attrezzato» La Barbuta, secondo il Tribunale, «appare lesivo del diritto della libertà personale, alla vita privata e familiare e alla libertà di riunione».

Il Tribunale di Roma ha pertanto accolto la richiesta presentata dall’ASGI e dall’Associazione 21 luglio ordinando «la sospensione delle procedure di assegnazione degli alloggi all’interno del villaggio attrezzato Nuova Barbuta fino alla definizione del procedimento sommario di cognizione».

«E’ una notizia storica, perchè per la prima volta in Italia viene riconosciuto il carattere discriminatorio di un mega campo monoetnico – ha commentato Carlo Stasolla, il presidente dell’Associazione 21 luglio – E’ la vittoria di una battaglia che la nostra Associazione sta conducendo e continuerà a svolgere per il superamento definitivo dei “campi nomadi”, luoghi di discriminazione e di segregazione istituzionale, spazi dove i diritti sono sospesi e la dignità delle persone calpestata».

(10 agosto 2012)

Presentazione all'ONU di un rapporto sui minori rom e il diritto all'educazione

Nel rapporto vengono analizzate le criticità nel contesto del diritto all’educazione rispetto ai minori rom con particolare attenzione non soltanto all’appartenenza etnica ma allo status giuridico degli stessi e delle loro famiglie.

(11 settembre 2012)

Presentazione del report "Diritti rubati"

mail.google.comLunedì 17 settembre 2012 presso la Facoltà di Architettura dell’Università Roma Tre l’Associazione 21 luglio ha presentato il report Diritti rubati – Rapporto sulle condizioni di vita dei minori rom e delle loro famiglie nel “villaggio attrezzato” di via della Cesarina a Roma.

Sono intervenuti, oltre ai ricercatori dell’Associazione 21 luglio: Marco Brazzoduro, docente di Politica Sociale all’Università di Roma “La Sapienza”; Roberto De Angelis, docente di Sociologia Urbana all’Università di Roma “La Sapienza”; e Francesco Careri, ricercatore di Architettura presso l’Università “Roma Tre”. Ha moderato il dibattito Lara Facondi, giornalista di Paese Sera.

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L'Associazione 21 luglio partecipa al World Urban Forum di Napoli

sar-sanUna rappresentante dell’Associazione 21 luglio parteciperà al World Urban Forum delle Nazioni Unite, che si terrà a Napoli dal 2 al 6 settembre. Insieme ai partner del progetto Sàr San, finanzato dalla Fondazione Bernard Van Leer, verranno discusse strategie volte a promuovere, accompagnare e mantenere la partecipazione attiva dei bambini-ragazzi e della comunità rom in azioni e decisioni circa i loro diritti e il loro ambiente di vita.

(1° settembre 2012)

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