6 dicembre 2011 – Incontro in Senato per definire le strategie di inclusione dei rom: Un passo necessario per l’accesso ai fondi europei
Roma, 6.12.2011
La Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani ha promosso una giornata di incontri per definire le strategie italiane per l’inclusione dei rom che verranno presentate in Europa. All’incontro, che si è tenuto presso il Senato della Repubblica il 6 dicembre, sono intervenuti Andrea Riccardi, ministro per la Cooperazione internazionale e l’Integrazione, il senatore Pietro Marcenaro, presidente della Commissione diritti umani e Massimo Serpieri della Commissione Europea.
Definire delle politiche nazionali in favore dei rom è infatti un’urgenza, da quando, il 7 aprile 2011, la Commissione Europea ha proposto il quadro europeo per le strategie nazionali di integrazione dei rom, che orienterà le politiche nazionali mobilitando ingenti fondi europei disponibili a sostenere le iniziative di inclusione. Il quadro fa riferimento a quattro aree (accesso all’istruzione, all’occupazione, all’assistenza sanitaria e all’alloggio) e a partire da quest’anno e per ogni anno successivo ogni stato dell’Unione Europea, se vorrà accedere ai fondi europei, dovrà presentare entro il 31 dicembre una convincente strategia nazionale per l’integrazione dei rom.
Al workshop ha partecipato anche una delegazione dell’Associazione 21 luglio che ha sottolineato alcuni punti fondamentali per l’elaborazione di strategie nazionali innovative ed efficaci in favore delle comunità rom e sinte presenti sul territorio italiano. In particolare i delegati hanno sottolineato l’importanza dell’elaborazione di politiche abitative pragmatiche e non discriminatorie, di un approccio interculturale e non esclusivo che non si muova più nell’alveo dell’emergenza, dell’elaborazione di politiche sociali in favore dei rom basate su dati scientifici, di una partecipazione attiva dei rom e di una metodologia basata su monitoraggi efficaci e solidi.
«E’ giunto il tempo – ha commentato Carlo Stasolla, presidente dell’Associazione 21 luglio – che gli amministratori locali e nazionali si facciano carico di coraggiose misure esplicite e dirette che vadano oltre la condizione abitativa definita dai “campo nomadi”. Lo stato di emergenza è costato negli ultimi tre anni 75 milioni di euro e, a conti fatti, l’Unione Europea nel quinquennio 2006-2011 ha erogato in favore dell’Italia circa 40 milioni di euro destinati a politiche in favore delle comunità rom e sinte. Tale flusso incontrollato di denaro è stato però convogliato verso la costruzione e la gestione di luoghi di esclusione sociale e di discriminazione quali sono i “campi nomadi” con il risultato di produrre sperpero di denaro pubblico e gravi violazioni dei diritti umani. E’ necessario quindi – ha concluso Stasolla – aprire una pagina nuova che, grazie all’Europa, abbiamo finalmente l’opportunità di scrivere».

