“Rifugiati e migranti in Europa tra rifiuto e accoglienza”, quinta lezione Scuola di politica “Confini al Centro”
Poco meno di 100 giorni e 400milioni di cittadini europei saranno chiamati alle urne per eleggere i rappresentanti a Strasburgo. Tema caldo di quella che si annuncia una campagna elettorale senza esclusione di colpi: l’immigrazione. Quali e quante risposte l’Europa riuscirà a formulare sul fenomeno migratorio? Quali sono i diritti e i doveri dei singoli stati appartenenti all’Unione? Dalla convenzione di Ginevra (1951) ad oggi (Decreto Sicurezza), il diritto internazionale ha assunto connotati e connotazioni spesso “interpretabili” che poco spazio lasciano al profilo umanitario del flusso. Rifugiati, richiedenti asilo, sfollati interni, rimpatriati e apolidi: diverso lo status, diversa la ragione.
Dalla Convenzione di Ginevra al Regolamento di Dublino
La Convenzione di Ginevra del 28 gennaio 1951, nata nel periodo post-bellico per regolamentare lo status dei rifugiati viene integrata, qualche anno più tardi (1967) con un protocollo firmato a New York che definisce la nozione di rifugiato anche dal punto di vista del diritto internazionale. Un documento poi superato/ampliato dalla Convenzione che regola aspetti specifici della questione dei rifugiati in Africa, adottata nel 1969 dall’Organizzazione per l’unità africana, oggi Unione Africana, e la Convenzione sullo status dei rifugiati negli Stati arabi, adottata dalla Lega degli Stati arabi nel 1994. Grazie all’intervento dell’Alto Commissariato per le Nazioni Unite dei Rifugiati già a partire dalla metà degli anni 1950, il termine “rifugiato” ha ampliato il proprio mandato anche a gruppi di persone che varcano una frontiera internazionale in conseguenza di conflitti, o cambiamenti di carattere politico, sociale o economico nei loro paesi di origine e sprovvisti della protezione dei propri governi.
Il regolamento di Dublino, dal 2003 al 2014
Il regolamento di Dublino è il documento principale adottato dall’Unione in tema di diritto d’asilo. Emanato nel 2003 per sostituire la Convenzione di Dublino del 1990, nel 2014 entra in vigore il cosiddetto Regolamento Dublino III che integra e modifica alcune delle disposizioni dello Stato membro competente all’esame della domanda di protezione internazionale e le modalità e tempistiche per la determinazione. Il regolamento impedisce di presentare una domanda di asilo in più di uno stato membro e prevede che la domanda la esamini lo stato dove il richiedente ha fatto ingresso nell’Unione.
Il sistema Eurodac
Il sistema Eurodac, in vigore in Europa, è un archivio comune delle impronte digitali dei richiedenti asilo usato dalla polizia per controllare se sono state presentate diverse domande. I richiedenti asilo hanno diritto a rimanere nel paese di arrivo anche se non hanno regolari documenti d’ingresso e a essere assistiti. Se la richiesta d’asilo viene respinta, il richiedente può fare appello.
Il programma di “relocation”
Nell’ambito dell’Agenda Europea sulla Migrazione (Commissione Europea, 2015), viene adottata l’iniziativa di “relocation” (ricollocazione). In tale quadro, la procedura di ricollocazione prevede, in parziale deroga al Regolamento (UE) n. 604/2013 cd. Dublino III, la ricollocazione di persone in evidente bisogno di protezione internazionale.
Costituzione Italiana
Nella Costituzione italiana, all’Art.10 comma 3, si legge: “lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese, l’effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d’asilo nel territorio della Repubblica, secondo le condizioni stabilite dalla legge”.
“Rifugiati e migranti in Europa tra rifiuto e accoglienza”
“Rifugiati e migranti in Europa tra rifiuto e accoglienza”. Con il prossimo appuntamento della Scuola di politica “Confini al Centro”, noi di Associazione 21 luglio, insieme a Università Tor Vergata, tentiamo di dare una definizione “leggibile” circa lo status dei rifugiati e sulla condizione di migranti. Per farlo abbiamo chiesto un prezioso contributo a Chiara Favilli, docente di Diritto dell’Unione Europea (Università di Firenze), Antonio Marchesi, presidente di Amnesty International Italia e docente di Diritto Internazionale (Università di Teramo), massimi esperti in Italia del fenomeno e conoscitori del diritto. Martedì 19 febbraio alle ore 17.30, presso il Polo ex Fienile di largo Mengaroni a Tor Bella Monaca ne discutiamo insieme per avviare un dibattito e una riflessione.




Foto di Fabio Moscatelli