Dal 24 novembre al 21 dicembre riprende il ciclo di laboratori del progetto Amarò Foro destinato a bambini nella fascia tra gli 8 e i 12 anni. In questa prima fase i ragazzi interessati potranno avvicinarsi alla musica e alla break danceguidati da artisti di spicco nel campo. In seguito – dopo le festività natalizie – i ragazzi avranno la possibilità di decidere se continuare le attività proseguendo il percorso artistico nell’anno nuovo con altri cicli di lezioni. L’iscrizione ai laboratori è obbligatoria ma completamente gratuita e i corsi si terranno all’interno del Polo Ex Fienile di Tor Bella Monaca, acquisita da Associazione 21 luglio insieme all’Associazione Culturale Psicoanalisi Contro – Compagnia Teatrale Sandro Gindro e Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”, struttura che verrà presto inaugurata con una grande festa insieme agli abitanti del quartiere.
I genitori interessati all’iscrizione dei propri figli possono contattare fin da subito Francesco, coordinatore del progetto, al numero 340-7926558.
https://www.21luglio.org/2018/wp-content/uploads/2016/11/IMG_7310-300x241.jpg241300Stampa21Lugliohttps://www.21luglio.org/2018/wp-content/uploads/2021/11/Logo21LugliosenzaOnlus.pngStampa21Luglio2016-11-15 10:38:012016-11-15 10:38:01Amarò Foro: iscrizioni aperte per il nuovo ciclo di laboratori
Nell’attesa di riprendere – dopo la pausa estiva – i laboratori di musica e break dance con i bimbi del progetto “Amarò Foro“, ecco un nuovo diario che racconta le avventure di bambini e operatori trascorse durante questa prima metà dell’anno appena conclusa.
Era una baracca composta da una manciata di mattoni di cemento e uno strato di lamiera come tetto che copriva un’area di appena quattro metri quadrati. Per entrare, io e Francesco dovemmo abbassare la testa, mentre P. e M. ci accoglievano festanti nella loro “casa del ballo“. Il pavimento era inesistente: lasciavamo le impronte dei piedi su uno strato irregolare di terriccio e ghiaia. “Voi ballate qui?”, domandammo sospettosi ai due ragazzini. “Sì”, rispose P., “Questa casa l’abbiamo costruita noi!”.
Il laboratorio di break dance era iniziato da poche settimane e con l’equipe educativa ci domandavamo se e quale impatto avesse avuto questa attività nella vita di bambini e bambine. P. aveva carattere da vendere ma era discontinuo, M. volenteroso ma fragile. Entrambi, dopo il momento di entusiasmo, vagavano in una zona di indecifrabilità emotiva che rendeva il lavoro di arteducazione molto complesso.
Ma a nostra insaputa, in quello spazio angusto e decentrato, P. e M. avevano iniziato a costruire il proprio mondo. Non importa se riuscissero a ballare agevolmente o che là dentro non ci fosse la musica adatta. Per loro quel mucchio di macerie iniziava ad essere un ambiente di convivialità e creatività, e quel giorno ci avevano invitato a farne parte. E i loro occhi mostravano fierezza. Quella fierezza solare, curiosa, che ti rende orgoglioso di plasmare e condividere il tuo mondo e scoprirne di nuovi.
Tornando a casa pensai che quello che avevo visto era hip-hop. Non erano i quattro passi di break dance che avevo insegnato loro, né l’attitudine cool che assumevano all’interno del cerchio. L’hip-hop era capire che il cerchio rappresentava una metafora della loro casa, che l’attitudine positiva non serviva solo nel ballo ma nella vita di tutti i giorni.
Con Francesco quel giorno abbiamo capito che la danza di strada poteva produrre un reale cambiamento nelle condizioni di vita dei bambini e delle bambine rom e sinti. Partendo dalla costruzione di una piccola baracca all’interno del proprio insediamento, fino a vivere ed esplorare l’intera città come luogo di incontro ed espressione. Trasformando le strade in spazio d’espressione e forse, un giorno, portando un po’ di quella cultura di strada nei palcoscenici. Giuseppe Gatti Arteducatore Associazione 21 luglio
https://www.21luglio.org/2018/wp-content/uploads/2016/07/brak-ok.jpg223300Stampa21Lugliohttps://www.21luglio.org/2018/wp-content/uploads/2021/11/Logo21LugliosenzaOnlus.pngStampa21Luglio2016-07-19 11:26:222016-07-19 11:26:22Dai diari Amarò Foro: la "casa del ballo"
Il progetto Amarò Foro è iniziato a gennaio 2015 ed è tutt’ora in corso. A conclusione del primo anno di laboratori, lo scorso dicembre, gli operatori hanno costruito insieme ai bambini uno spettacolo di musica e danza sul tema degli sgomberi forzati. Di seguito proponiamo il diario di uno degli educatori che ricostruisce il percorso di questa esperienza: la sua testimonianza è drammaticamente attuale oggi, perché l’insediamento in cui vivevano questi bambini è stato sgomberato a maggio.
Il primo anno dei laboratori di Amarò Foro si è chiuso in un modo che più festoso non poteva davvero essere. I nostri bambini si sono dedicati alla preparazione di una performance (il loro primo spettacolino) che hanno messo in scena in occasione di due eventi organizzati dall’Associazione 21 luglio: un flash-mob in piazza del Pantheon, a Roma, nell’ambito della campagna “Peccato Capitale”, lanciata per denunciare l’aumento degli sgomberi forzati nella Capitale dall’annuncio del Giubileo della Misericordia, e l’evento “Gitanistan. Lo stato immaginario delle famiglie rom salentine”, che si è tenuto al teatro Vascello di Roma.
Le due esibizioni, oltre a rappresentare dei momenti artistici molto importanti, hanno dato la possibilità ai bambini di riflettere intorno alle tematiche dell’abitare e degli sgomberi forzati, scelti come temi centrali dello spettacolo.
La performance, infatti, simulava un momento di festa e socialità all’interno di un insediamento rom, interrotto dall’arrivo di due spazzini che simbolicamente spazzano via le case, lasciando i bambini e le loro famiglie senza più un tetto sopra la testa. Tutta la comunità, dopo un primo momento di paura e rassegnazione, decide quindi di alzare la testa e di riaffermare attraverso il ballo, la musica e il canto la voglia di uscire dall’invisibilità e di autodeterminare una volta per tutte le proprie vite.
Per permettere ai bambini di dare un senso alla creazione artistica di cui erano protagonisti, si è scelto di dedicare un momento specifico alla discussione collettiva rispetto al tema degli sgomberi forzati, invitando i bambini a condividere le proprie esperienze e ad esternare le proprie emozioni.
Nonostante la giovane età, tutti si sono dimostrati consapevoli di cosa fosse uno sgombero forzato e la maggior parte di loro ha raccontato di aver avuto esperienze dirette, vissute in prima persona o che hanno coinvolto membri della loro famiglia.
È stato un momento di condivisione, rispetto e ascolto reciproco. Tutti riuniti in cerchio, i bambini hanno dato vita ad una riflessione collettiva molto partecipata e estremamente rispettosa del tempo e delle emozioni di ciascuno. Sono così emerse paure e ansie rispetto alla possibilità di subire uno sgombero forzato, ma anche una forte voglia di migliorare la propria condizione e il desiderio di avere una vera casa per poter, ad esempio, invitare a giocare i propri compagni di scuola senza vergogna.
Negli sguardi e nei comportamenti dei bambini si è manifestata la forza derivante dal condividere con tutto il gruppo le proprie emozioni e i propri sogni e dal realizzare di vivere una condizione comune da trasformare tutti insieme. Avere una casa sufficientemente spaziosa e in un ambiente salubre, dove diritti quali lo studio, il gioco e la salute siano pienamente soddisfatti, è il primo passo per permettere ai bambini rom di sviluppare le proprie capacità fisiche e mentali e di uscire dalla condizione di marginalità in cui vivono.
È perciò importante che i bambini vengano stimolati a riflettere e prendere coscienza del mondo che li circonda, trovando strategie per interagire con esso in una posizione attiva e immaginando i percorsi da compiere per poter raggiungere l’espressione di una piena cittadinanza.
Il Progetto Amarò Foro è esattamente questo. Ed è qui che subentra l’arte che, stimolando mancanze e desideri e rafforzando l’identità dei bambini, permette loro di sviluppare tutto il proprio potenziale di trasformazione della realtà.
Francesco Garberini Operatore Educazione Associazione 21 luglio
https://www.21luglio.org/2018/wp-content/uploads/2016/06/IMG_7307-300x223-2.jpg223300Stampa21Lugliohttps://www.21luglio.org/2018/wp-content/uploads/2021/11/Logo21LugliosenzaOnlus.pngStampa21Luglio2016-06-10 14:29:502016-06-10 14:29:50Noi siamo cittadini di tutto quanto il mondo!
Il progetto Amarò Foro ha ottenuto il suo primo riconoscimento pubblico e, il prossimo 9 giugno alle ore 17.30 presso la Casa della Memoria e della Storiadi Roma, riceverà il premio Walter Cantatore per l’amicizia tra bambini.
L’iniziativa, giunta quest’anno alla seconda edizione, si propone di mettere in luce progetti e associazioni il cui obiettivo sia proprio quello di creare legami di amicizia fra bambini e ragazzi. Il premio è intitolato a Walter Cantatore, scomparso nel 2006, personalità significativa per il panorama artistico e letterario del secondo Novecento. La moglie Giacometta Limentani, insieme ad amici ed estimatori, promuove questa iniziativa per ricordare la sensibilità del marito nei confronti del delicato tema dell’infanzia, sottolineando la necessità di abbattere ogni tipo di barriera e pregiudizio proprio a partire dalle nuove generazioni.
Oltre a Giacometta Limentani alla premiazione interverranno il Consigliere del Ministro degli Affari Esteri per la Cooperazione Internazionale e i Diritti umani Tobia Zevi; Antonella Barina, giornalista, e il presidente di Associazione 21 luglio Carlo Stasolla. A seguire si svolgerà una breve esibizione dei bambini che partecipano ai laboratori del progetto.
Avviato nel 2015 da Associazione 21 luglio, Amarò Foro – “la nostra città” in lingua romanès – è rivolto a bambini e adolescenti rom che vivono a Roma in condizioni di disagio abitativo, negli insediamenti formali e informali della Capitale. Finanziato dalla Nando Peretti Foundation, Fondazione Alta Mane Italia e dall’8×1000 della Chiesa Valdese il progetto si pone l’obiettivo di contribuire a costituire nei suoi destinatari la consapevolezza dei propri diritti e delle proprie specificità all’interno della società, seguendo una proposta pedagogica legata ai principi dell’arte-educazione. Attraverso laboratori di musica e danza, si contribuisce a fornire gli strumenti necessari per facilitare l’espressione della propria personalità e superare la condizione di marginalità provocata dalle situazioni di disagio in cui molti di questi minori vivono: una riaffermazione della propria cittadinanza attraverso l’apprendimento di break dance, rap, fiati e percussioni. GUARDA IL VIDEO DEL PROGETTO “AMARÒ FORO”
https://www.21luglio.org/2018/wp-content/uploads/2016/06/cantatorpremio-e.jpg223300Stampa21Lugliohttps://www.21luglio.org/2018/wp-content/uploads/2021/11/Logo21LugliosenzaOnlus.pngStampa21Luglio2016-06-01 11:45:212016-06-01 11:45:21Amarò Foro vince il premio Walter Cantatore
Sono ripartite le attività educative del progetto “Amarò Foro – La nostra città”– finanziato da Nando Peretti Foundation e dalla Fondazione Alta Mane Italia – avviato l’anno scorso dall’Associazione 21 luglio e destinato ai minori rom tra i 7 e gli 11 anni.
Attraverso laboratori di break dance, canto e musica (soprattutto strumenti a fiato e percussioni), i bambini diventano produttori attivi di arte, riappropriandosi del ruolo di protagonisti dentro quella città da cui troppo spesso vengono esclusi a causa delle condizioni di disagio in cui vivono. La novità di quest’anno è l’avvio di un laboratorio di rap, che coinvolgerà anche giovani adolescenti tra i 12 e i 15 anni.
Nel percorso tracciato da “Amarò Foro” il bambino è un veicolo di cambiamento ed emancipazione, oltre che di sé stesso anche del contesto in cui vive. Per questo gli operatori dell’Associazione 21 luglio, parallelamente alle attività di laboratorio con i ragazzi, lavorano anche con le famiglie per assicurare loro l’accesso ai servizi fondamentali come sanità e iscrizioni scolastiche.
Durante l’anno i bambini parteciperanno a visite guidate nei tanti luoghi d’interesse a Roma e saranno accompagnati ad eventi ludici e culturali, per arricchire la loro formazione artistica e rafforzare la costruzione del percorso intrapreso verso una cittadinanza attiva. Il video dello spettacolo dei bambini di “Amarò Foro” al Teatro Vascello di Roma.
Foto: Giovanni Pulice
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