429° sgombero del Piano Nomadi a Roma

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Trenta persone sono state sgomberate in località Acqua Acetosa Ostiense a Roma. L’insediamento in cui vivevano era costituito da circa 10 baracche costruite con materiali di fortuna. Alle persone sgomberate non è stata ancora data alcuna soluzione alternativa.

Anche i 99 posse hanno firmato l'appello per il diritto all'alloggio

99 posseAnche il gruppo dei 99 posse ha aderito all’appello “Il diritto all’alloggio non si sgombera”, aggiungendosi così agli oltre 900 firmatari individuali da tutte le regioni italiane e ai circa 50 gruppi o associazioni aderenti.

A 9 giorni dal lancio dell’appello quindi sono state quasi raggiunte le 1000 firme complessive.

Margherita Hack è tra i firmatari dell'appello "Il diritto all'alloggio non si sgombera"

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La firma dell’astrofisica Margherita Hack si è aggiunta alle adesioni all’appello “Il diritto all’alloggio non si sgombera” da parte di nomi eccellenti del mondo del teatro e del cinema, come Moni Ovadia, Ascanio Celestini, Valerio Mastandrea e Sabina Guzzanti; della letteratura, come Erri de Luca e Susanna Tamaro; della musica, come il gruppo Assalti Frontali; del missionario Padre Alex Zanotelli, del fisico Giorgio Parisi e alle centinaia di firme di associazioni o singoli firmatari da tutte le regioni italiane. (Foto: Flickr, reportergimmi)

Anche Ascanio Celestini ha firmato l'appello "Il diritto all'alloggio non si sgombera"

 

Autore Antonella BeccariaA 5 giorni dal lancio dell’appello “Il diritto all’alloggio non si sgombera” sono state superate le 800 firme raccolte. Tra le firme recenti anche quella di Ascanio Celestini.

Nei giorni scorsi avevano aderito all’appello: Moni Ovadia, Erri De Luca, Valerio Mastandrea, Sabina Guzzanti, Alex Zanotelli, Assalti Frontali, Susanna Tamaro e Giorgio Parisi. (Foto: Flickr, Antonella Beccaria)

Grande successo al Teatro Valle Occupato

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Grande successo di pubblico al Teatro Valle Occupato per la serata del 4 marzo dal titolo: “Porrajmos. Sterminio e resistenza del popolo rom”.

L’evento, organizzato dall’Associazione 21 luglio e da Popica Onlus, ha visto la partecipazione di circa 700 persone che hanno vissuto una serata di musica, balli e riflessioni. Nel corso della serata è stata lanciata la campagna “Il diritto all’alloggio non si sgombera”, per chiedere la sospensione degli sgomberi forzati nella città di Roma.

Adisa o la storia dei mille anni – anteprima nazionale

“I rom hanno vissuto la loro Shoah. Spesso si dimentica che furono uccisi a decine di migliaia nei campi di sterminio nazisti, insieme agli Ebrei. Il loro modo di vivere non è vietato dalla legge, ma sono sottoposti a stretti controlli. Questo capita in vari tempi, in diversi Paesi. Non si sa con esattezza quanti siano i rom residenti in ciascuno Stato. Sappiamo però che in alcuni sono numerosi, soprattutto nei Balcani orientali. Ma un numero ancora più consistente di essi è ‘sempre in cammino’. Chissà da dove vengono o dove vanno; ignoriamo se  partono o tornano”. (Predrag Matvejevic)

“La ‘condizione’ sociale di questa comunità, nelle sue durezze e tragedie, nel suo isolamento frutto di discriminazioni, ma anche nei sogni perduti di un passato mitico e favoloso, viene fuori da parole piene di dignità, ma ancora di più dagli elementi ‘antropologici’ e dalle suggestioni visive che la camera riesce sottilmente a catturare: il fuoco, le ombre, il contrasto tra luce e oscurità, gli arcaici strumenti musicali, le pieghe dei volti e ancora, su tutti, l’incredibile e insondabile sguardo di Adisa”. (Fabrizio Grosoli)

Con il patrocinio di: Amnesty International, Associazione 21 luglio e Associazione per i popoli minacciati.

Giovedì 23 febbraio
presso il Cinema Aquila
Via L’Aquila 68 – Roma
Doppia proiezione, ore 20.30 e ore 22.30

Interverranno: il regista Massimo D’orzi, Riccardo Noury (Amnesty International) e Carlo Stasolla (Associazione 21 luglio).

– Notizia collegata: E’ disponibile il film documentario “Adisa o la storia dei mille anni”

Rimandato al 4 marzo l'evento "Porrajmos. Sterminio e resistenza del popolo rom"

L’ondata di freddo che in questi giorni ha colpito la città di Roma sta avendo drammatiche conseguenze sulle famiglie rom che, vittime di sgomberi e trasferimenti forzati, sono costrette a vivere in alloggi di fortuna.

Per condividere con loro questo difficile momento, l’Associazione 21 luglio e Popica Onlus hanno deciso di rimandare l’evento.

L'Associazione 21 luglio diffida il Vice Sindaco di Roma

L’ultima dichiarazione del Vice Sindaco risaliva al 9 dicembre 2011 quando, nel corso del TG3 regionale, rivolgendosi a un anziano rom presente in Italia da circa 40 anni che dichiarava il proprio disappunto a trasferirsi nel nuovo insediamento La Barbuta, dichiarava: «Se lei vuole stare a Roma vive in un campo autorizzato. Se lei non vuole stare a Roma se ne va dove je pare a lei, fuori da Roma» (cfr. http://www.youtube.com/watch?v=UlrrgaX1cyQ).
«L’articolo 16 della Costituzione Italiana – si legge nella lettera – prevede per i cittadini il diritto alla libertà di circolazione e di soggiorno in qualsiasi parte del territorio nazionale. (…) Libertà di circolazione e soggiorno sono peraltro riconosciute agli stranieri regolarmente soggiornanti nel territorio dello stato (art.2 D.lgs. 286/98-TU delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero).
«Le ripetute affermazioni da Lei rilasciate – continua il testo – oltre che a esser contrarie con quanto previsto dal diritto costituzionale, interno e internazionale vigente, sembrano esser indirizzate a un particolare gruppo etnico ponendosi così ulteriormente in contrasto con quanto disposto all’articolo 3, primo comma della Costituzione e all’articolo 43 del D.lgs. 286/98-Testo Unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero».
«Per tali ragioni – termina la lettera di diffida – l’Associazione 21 luglio La invita a desistere dal continuare a rilasciare dichiarazioni aventi evidenti scopi intimidatori nei confronti delle comunità rom presenti nella Capitale».
Per leggere il testo integrale della lettera clicca qui

Diffida al Ministero dell’Interno e al Comune di Roma

Nei giorni scorsi gli osservatori dell’Associazione 21 luglio hanno segnalato all’Antenna Territoriale Anti-Discriminazione il proseguimento dei lavori di costruzione del nuovo campo nei pressi di Roma, nonostante la recente sentenza del Consiglio di Stato in merito al  dichiarazione dello stato d’emergenza e degli atti conseguiti.
«La costruzione del villaggio attrezzato La Barbuta, – si legge nella lettera di diffida – quale attuazione del Piano Nomadi disposta dal Commissario delegato per l’emergenza del Lazio, in deroga alla normativa vigente, rientra senz’altro negli atti commissariali che risultano adottati in carenza di potere e, pertanto, è da considerarsi illegittima».
«A prescindere dall’importante decisione del Consiglio di Stato – conclude la lettera -, l’ultimazione  del villaggio attrezzato La Barbuta appare in aperto contrasto con le norme nazionali ed europee in tema di antidiscriminazione. La costruzione di un campo attrezzato destinato ad ospitare 650 persone appartenenti alla comunità rom viola il divieto di discriminazione su base etnica sancito dalla direttiva europea 2000/43/CE e dall’art.43 del D.lgs. 286/98. Deve, infatti, intendersi discriminatoria qualsivoglia soluzione abitativa di grande dimensioni diretta esclusivamente a persone appartenenti a una stessa etnia, tanto più se congegnata, come nel caso specifico, in modo tale da ostacolare l’effettiva convivenza con la popolazione locale e l’accesso in condizione di reale parità ai servizi scolastici e socio-sanitari».

6 dicembre: partecipazione al workshop organizzato dalla Commissione diritti umani del Senato

Al seminario hanno partecipato Massimo Serpieri, direttore dell’Unità Justice D4 della Commissione Europea e Pietro Mercenaro, presidente della Commissione dei diritti umani del Senato. Presenti anche i rappresentanti delle principali associazioni italiane che lavorano in tale ambito.

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