Roma: il Comune costretto a fare marcia indietro sui rom
Circa un mese fa, dopo che la Guardia di Finanza aveva concluso le procedure di controllo sulle posizioni patrimoniali e reddituali dei circa 3.500 rom presenti negli insediamenti formali della capitale, il Comune di Roma aveva proceduto a sua volta alla notifica in capo a 64 rom, titolari di beni e conti correnti postali con importi variabili, dell’ordine di allontanamento da alcuni «villaggi attrezzati» e “campi tollerati”. L’allontanamento avrebbe interessato l’intero nucleo famigliare delle persone coinvolte. Il sindaco, Gianni Alemanno, e la vice sindaco, Sveva Belviso, quest’ultima stipulando tra l’altro un contratto con una ditta di cartellonistica stradale radiata dal Comune di Roma, ne avevano fatto, in vista delle elezioni, uno dei loro slogan elettorali.
Il documento di allontanamento si fondava sull’infrazione di presunte regole relative allo stato di indigenza ritenuto requisito per risiedere all’interno di uno degli insediamenti. In realtà, con l’eccezione dell’insediamento La Barbuta, nessuna regola sullo stato di indigenza come pre-requisito risulta a tutt’oggi in vigore.
Nei giorni successivi alla notifica di tale provvedimento tre famiglie di rom si erano rivolte al TAR che in via preventiva aveva disposto la sospensione del provvedimento del Comune di Roma, impedendo quindi l’allontanamento dei rom interessati. Lo scorso 24 aprile, il TAR, preso atto della determinata dirigenziale del Comune di Roma, ha rilevato l’improcedibilità del ricorso venendo a mancare la materia del contendere.
«L’indagine patrimoniale della Guardia di Finanza – sostiene l’Associazione 21 luglio – era stata volutamente fatta propria dall’Amministrazione comunale che l’aveva strumentalizzata, a due mesi dalle elezioni, per una campagna mediatica rivolta contro le comunità rom al fine di giustificare allontanamenti coatti privi di un supporto legale. Si tratta dell’ennesima dimostrazione di come il concetto di legalità che gli amministratori romani esprimono appare spesso ambiguo e contraddittorio e sembra fin troppo facile, nelle settimane prossime alle elezioni, trattare tutto ciò che riguarda le comunità rom con irresponsabilità».
(Foto: Paese Sera)

