L’Associazione 21 luglio entra nel Gruppo CRC
Il Gruppo CRC, che si è costituito nel dicembre del 2000 e che è coordinato da Save the Children Italia, ha come obiettivo principale quello di ottenere una maggiore ed effettiva applicazione in Italia della Convenzione sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza (Convention on the Rights of the Child, CRC), che il nostro Paese ha ratificato nel 1991, e dei suoi Protocolli Opzionali.
Il Gruppo di Lavoro opera essenzialmente attraverso due linee di azione: il monitoraggio e l’advocacy.
Grazie al monitoraggio, vengono analizzate, in maniera indipendente, costante e condivisa, le prassi, le politiche e la legislazione relative all’infanzia, sia a livello locale che nazionale, al fine di verificare che queste rispettino i principi espressi nella Convenzione.
I risultati del monitoraggio vengono quindi utilizzati come strumenti di advocacy per dialogare con le istituzioni e sensibilizzare l’opinione pubblica sui temi dell’infanzia e dell’adolescenza.
Il 6° Rapporto di aggiornamento sul monitoraggio della Convenzione sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza, presentato lo scorso 6 giugno, è solo l’ultima in ordine di tempo delle attività del Gruppo CRC.
Entrando a far parte del Gruppo CRC, l’Associazione 21 luglio ritiene di avere una possibilità unica perché anche i bambini di etnia rom che vivono in Italia, al pari dei loro coetanei non rom, vedano rispettati i propri diritti fondamentali da parte di istituzioni e politiche a livello locale e nazionale.
L’Associazione 21 luglio è infatti convinta che le politiche attuate nel nostro Paese nei confronti delle comunità rom non soltanto non salvaguardano i diritti dei minori rom, ma creano spesso le condizioni materiali affinché questi vengano violati.
Nell’articolo 2 della Convenzione sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza è sancito che i diritti dell’infanzia riguardano tutti i minori e vanno tutelati «a prescindere da ogni distinzione di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o altra del fanciullo o dei suoi genitori, dalla loro origine nazionale, etnica o sociale, dalla loro situazione finanziaria».
Quando, però, un bambino rom perde l’anno scolastico a causa di uno sgombero, il suo diritto all’istruzione viene negato; quando è esposto alle intemperie climatiche a causa delle condizioni di vita nei campi o quando non ha accesso all’acqua e a servizi igienici adeguati, il suo diritto alla salute e alla sicurezza è sospeso; quando un bambino non dispone dello spazio fisico per giocare, il suo diritto al gioco viene meno; quando è allontanato dai genitori perché questi non possono permettersi una casa e non hanno una fonte di reddito, il suo diritto alla famiglia è violato.
Per saperne di più:
Richiedi una copia del 6° Rapporto CRC inviando una email a stampa@21luglio.org o contattandoci al 388 4867611
(19 giugno 2013)


