Archivio per mese: Ottobre, 2013

"Mia madre era rom", 29.10.2013, Roma

A Roma e nel Lazio le politiche abitative nei confronti delle comunità rom incidono fortemente sui diritti dell’infanzia. Ma quale impatto hanno tali politiche sulle probabilità che un bambino rom, rispetto a un proprio coetaneo, venga segnalato alla Procura per i minorenni, allontanato dalla propria famiglia e dichiarato adottabile? Quanti sono i minori rom dichiarati in adozione ogni anno, a Roma e nel Lazio?

Sono questi gli interrogativi alla base di “Mia madre era rom”, il nuovo rapporto dell’Associazione 21 luglio che sarà presentato martedì 29 ottobre alle ore 17, a Roma, presso la sede della Regione Lazio (Sala Tirreno, via Rosa Raimondi Garibaldi 7, Palazzina C).
La ricerca, realizzata dall’Associazione 21 luglio in collaborazione con la Facoltà di Antropologia culturale dell’Università di Verona, analizza la situazione dei minori rom che oggi non vivono più presso le proprie famiglie, perché da queste allontanati e perché adottati dalle famiglie della società maggioritaria. In particolare, il rapporto si sofferma sulla presenza dei minori rom nelle storie che il Tribunale per i Minorenni di Roma ha affrontato dal 2006 al 2012.
Interverranno alla presentazione del rapporto:
Angela TULLIO CATALDO, autrice della ricerca – Associazione 21 luglio
Rita VISINI, Assessore alle Politiche Sociali della Regione Lazio
Melita CAVALLO, Presidente del Tribunale per i Minorenni di Roma
Edoardo TRULLI, Vice Presidente dell’Ordine Assistenti Sociali della Regione Lazio
Vito SAVASTA, Mediatore sociale
Ai partecipanti sarà distribuita copia gratuita del rapporto “Mia madre era rom”
Per maggiori informazioni:
Danilo Giannese
Responsabile Comunicazione e Ufficio Stampa
Associazione 21 luglio
tel.  (+39) 388 4867611 – (+39) 06 64491242
email: stampa@21luglio.org
www.21luglio.org

Attivisti rom e sinti da tutta Italia: al via il Corso di formazione

Giovani attivisti rom e sinti Foto ERRC

Giovani attivisti rom e sinti
Foto ERRC


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Si parte! Domenica 20 ottobre inizia il Corso di formazione per attivisti rom e sinti organizzato dall’Associazione 21 luglio e dal Centro Europeo per i Diritti dei Rom (ERRC).
Diciotto giovani rom e sinti provenienti da otto regioni italiane si ritroveranno nella Capitale per il primo appuntamento dell’iniziativa che ha come obiettivo finale quello di dar voce a un attivismo rom in grado di reclamare in prima persona i propri diritti umani.
Alcuni dei giovani selezionati hanno già avuto o stanno portando avanti esperienze di attivismo nelle proprie città di provenienza: da Torino a Trieste, Rovigo, Firenze e Lucca e, ancora, Pisa, Roma, Napoli, Cosenza, Cagliari e Oristano. Da segnalare, poi, l’alto tasso di presenze femminili: su 18 partecipanti, otto sono ragazze.
In seguito all’appuntamento di domenica, nel corso del quale i formatori dell’Associazione 21 luglio e dell’ERRC affronteranno con i ragazzi le nozioni di base sui diritti umani e approfondiranno il concetto di minoranza e gli stereotipi diffusi nei confronti delle comunità rom, vi sarà un’ulteriore selezione basata sull’assegnazione di un compito motivazionale. I partecipanti che supereranno la prova proseguiranno il corso che si svolgerà con un appuntamento mensile da novembre a marzo.
Lo scopo principale del Corso, che rientra tra le attività della campagna “Stop all’apartheid dei Rom!” dell’Associazione 21 luglio, è la formazione di giovani attivisti rom e sinti sull’utilizzo degli strumenti di advocacy e dei meccanismi internazionali, nazionali e regionali di tutela dei diritti umani e di lotta alla discriminazione.
In particolare, i partecipanti apprenderanno ad analizzare, monitorare e denunciare le problematicità riscontrate dalle proprie comunità nelle rispettive città e le eventuali violazioni dei diritti umani. Impareranno anche a promuovere azioni concrete di tutela dei diritti umani, costruendo allo stesso tempo relazioni e collaborazioni con organizzazioni della società civile impegnate su tali tematiche.
Le lezioni del corso saranno basate su una modalità didattica partecipata, in modo da consentire il coinvolgimento attivo dei giovani e una continua e costruttiva interazione con il personale formatore. Alla teoria saranno inoltre affiancati momenti di pratica dei diritti umani, tra cui un laboratorio sulla comunicazione e l’ideazione di una campagna di advocacy.
Oltre che dai formatori di Associazione 21 luglio ed ERRC, le lezioni saranno tenute da esperti esterni impegnati nel campo della tutela dei diritti umani.
Il  Corso di formazione costituirà un’occasione unica per immergersi nella teoria e nella pratica dei diritti umani, i diritti delle minoranze e la lotta alle discriminazioni e consentirà ai partecipanti di stabilire contatti tra di loro e con gli esperti, assicurando che il programma sia istruttivo e piacevole.
Alla fine del corso, ai partecipanti più meritevoli sarà offerto un tirocinio retribuito della durata di tre mesi presso la sede dell’Associazione 21 luglio, a Roma, o dell’ERRC a Budapest.
(16 ottobre 2013)

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Inclusione per le comunità rom e sinte in Italia

foto Andrea Sermoneta

foto Andrea Sermoneta


All’interno della campagna “Stop all’apartheid dei Rom!” l’Associazione 21 luglio lancia un appello nazionale con raccolta firme per chiedere a otto Presidenti di Regione di abrogare le Leggi regionali che istituiscono i “campi nomadi” e promuovere politiche in favore dell’inclusione sociale di rom e sinti.
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Al via oggi la nuova Campagna “Stop all’apartheid dei Rom” dell’Associazione 21 luglio.

Campagna “Stop all’apartheid dei Rom”: l’Associazione 21 lancia un appello con raccolta firme per chiedere ai Presidenti delle Regioni di abrogare le leggi che istituzionalizzano i “campi nomadi”
Roma, 8 ottobre 2013 – La politica dei “campi nomadi”, che da anni caratterizza l’atteggiamento delle istituzioni italiane nei confronti di rom e sinti, si basa sull’assunto infondato per cui queste comunità sarebbero nomadi e ha alimentato, nel tempo, la loro ghettizzazione e segregazione. Per questo, è opportuno abrogare le Leggi regionali che istituzionalizzano i “campi nomadi” e promuovere politiche in favore dell’inclusione sociale di tali comunità.
Con la nuova Campagna “Stop all’apartheid dei Rom!”, che prende avvio quest’oggi, l’Associazione 21 luglio dice basta a ogni forma di discriminazione nei confronti dei rom e sinti che vivono nel nostro Paese.
Nell’ambito della campagna, l’Associazione presenta il rapporto “Questione rom: Dal silenzio dello Stato alle risposta di Regioni e Province” in cui vengono analizzate nei dettagli le Leggi regionali che hanno portato alla creazione dei “campi nomadi”, e lancia l’appello nazionale con raccolta firme “Inclusione per le comunità rom e sinte in Italia” per chiedere ai Presidenti delle Regioni Lazio, Lombardia, Veneto, Piemonte, Emilia-Romagna, Sardegna, Friuli Venezia Giulia e Umbria l’immediata abrogazione delle rispettive Leggi regionali.
Dei circa 170 mila rom e sinti che vivono in Italia, 40 mila vivono all’interno dei cosiddetti “campi nomadi”. La politica dei “campi”, nel nostro Paese, ha preso avvio nel 1984 quando nove Regioni italiane e la provincia autonoma di Trento hanno approvato leggi ad hoc per la «tutela delle popolazioni nomadi», ispirate all’idea di tutelare il diritto al nomadismo delle comunità rom e sinte.
Queste leggi, in nome della presunta «tutela delle popolazioni nomadi», prevedono la creazione di insediamenti per comunità erroneamente ritenute “nomadi”, ovvero incapaci e non desiderose di adattarsi ad una vita in una abitazione convenzionale.
A tal proposito nel “Rapporto conclusivo dell’indagine sulla condizione di Rom, Sinti e Camminanti in Italia” condotta e presentata dalla Commissione Straordinaria per la Tutela e la Promozione dei Diritti Umani il 9 febbraio 2011 si legge: «A differenza di quanto comunemente si crede, la stragrande maggioranza dei Rom, Sinti e Caminanti presenti sul territorio italiano non è nomade e ha anzi uno stile di vita sedentario».
Allo stesso modo, la Strategia Nazionale d’Inclusione dei Rom, dei Sinti e dei Camminanti adottata dall’Italia in sede europea il 29 febbraio 2012, ha riconosciuto come sia «ormai superata la vecchia concezione, che associava a tali comunità, l’esclusiva connotazione del “nomadismo”, termine superato sia da un punto di vista linguistico che culturale e che peraltro non fotografa correttamente la situazione attuale».
Negli anni le Leggi regionali, assieme allo stereotipo mai superato nell’immaginario collettivo di “rom=nomade”, hanno di fatto legittimato e sostenuto politiche incentrate sulla costruzione di insediamenti riservati ai soli rom, in spazi isolati, recintati, distanti dalla città e lontani dai diritti, favorendo così la ghettizzazione, la stigmatizzazione e la segregazione delle comunità rom e sinte in Italia
Si è in tal modo istituzionalizzata una sospensione dei diritti umani di rom e sinti attraverso norme progettate specificamente solo per loro.
Con la Campagna “Stop all’apartheid dei Rom!” e con l’appello “Inclusione per le comunità rom e sinte in Italia”, l’Associazione 21 luglio è convinta che combattendo l’esclusione e la discriminazione attraverso una legislazione adeguata e implementando programmi efficaci a promuovere l’inclusione sociale dei rom e dei sinti, sarà possibile rompere il muro dell’apartheid che di fatto separa oggi la società maggioritaria dalle comunità rom e sinte presenti sul nostro territorio.
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Stop all’apartheid dei Rom! Lancio campagna e appello

foto Andrea Sermoneta

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Al via oggi la nuova Campagna “Stop all’apartheid dei Rom” dell’Associazione 21 luglio.

Si continua a chiamarli “nomadi”, ma ormai da diverse generazioni sono comunità stanziali. Si dice che non vogliano integrarsi, ma per loro le istituzioni individuano come unica soluzione alloggiativa quei mega campi monoetnici, luoghi di degrado fisico e relazionale lontani dai centri abitati. Continua a leggere

Festival di Internazionale, l'Associazione 21 luglio a Ferrara

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logo del festival


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Nell’ambito degli eventi del programma partecipato del Festival “Internazionale a Ferrara 2013”, l’Associazione 21 luglio interverrà alla tavola rotonda “Comunicazione e Rom in Europa”, che si terrà sabato 5 ottobre alle ore 11 presso Palazzo Bonacossi e Museo Riminaldi, a Ferrara (via Cisterna del Follo 5).
L’evento è organizzato dal Comune di Ferrara e dal CeAS (Centro Ambrosiano di Solidarietà) nell’ambito di PAIRS, un progetto biennale che coinvolge diciotto realtà di 8 differenti paesi europei e che ha l’obiettivo di studiare le buone pratiche continentali per l’inclusione della popolazione rom, valutarle, migliorarle e diffonderle per avere un positivo impatto politico a livello locale, nazionale ed europeo.
Nella tavola rotonda “Comunicazione e Rom in Europa”, in particolare, si cercherà di capire quanto i mass media influenzino i processi di inclusione o, al contrario, di discriminazione della minoranza rom nel Vecchio Continente.
Nel corso dell’evento, inoltre, l’Associazione 21 luglio presenterà nuovamente il rapporto “Antiziganismo 2.0”.
Interverranno alla tavola rotonda:
Nicu Dumitru, giornalista (Romania)
Nazzareno Guarnieri (Fondazione Romanì)
Dimitri Kenarov, giornalista (Bulgaria)
Marcello Maneri, Università degli studi di Milano Bicocca
Carlo Stasolla, presidente Associazione 21 luglio
Nel pomeriggio, invece, dalle 15.30 alle 18.30 si terrà un workshop dedicato a operatori sociali, studenti universitari e volontari del terzo settore intitolato “Partecipazione e Rom in Italia”. Al centro del momento formativo condotto dai relatori della Fondazione Romanì Italia, l’esperienza del corso di formazione per giovani Rom “Fuochi attivi”.
(2 ottobre 2013)
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La casa di carta: il centro di raccolta rom

Il 30 maggio 2011 l’Associazione 21 luglio ha presentato la ricerca “La casa di Carta. Roma”, un rapporto di ricerca sulla condizione dei minori rom nel centro di raccolta rom di via Salaria. Il rapporto è inoltre integrato dall’analisi della situazione abitativa nell’insediamento informale di via Salaria, del villaggio attrezzato di via di Salone e del centro di accoglienza di via Amarilli. Continua a leggere

Diritti rubati: il campo nomadi di via della Cesarina a Roma

L’Associazione 21 luglio ha presentato a Roma il 17 settembre 2012 il report “Diritti Rubati. Rapporto sulle condizioni di vita dei minori rom e delle loro famiglie nel villaggio attrezzato di via della Cesarina a Roma”. Continua a leggere

Lo sgombero dei rom di via Salviati

Le immagini dello sgombero forzato di 35 famiglie rom nell’insediamento informale di via Salviati, nella periferia est di Roma. Per Amnesty International Italia, Associazione 21 luglio e Centro Europeo per i Diritti dei Rom (ERRC), lo sgombero non rispetta standard e garanzie procedurali ponendosi in continuità con le ripetute violazioni dei diritti umani perpetrati già dalla passata Amministrazione capitolina. (12 settembre 2013) Continua a leggere

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