Archivio per mese: Ottobre, 2013

8 ottobre 2013 – Lettera congiunta di tre associazioni all'Amministrazione di Roma Capitale

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Tre associazioni scrivono all'Amministrazione romana

Lo sgombero dell'insediamento di via Salviati dello scorso settembre

Lo sgombero dell’insediamento di via Salviati dello scorso settembre


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L’Associazione 21 luglio, l’Associazione A Buon Diritto e l’Associazione Cittadinanza e Minoranze hanno chiesto urgentemente all’Amministrazione di Roma Capitale di aprire un tavolo di concertazione, che coinvolga i rappresentanti delle comunità rom e il mondo dell’associazionismo, per voltare pagina nelle politiche adottate finora a Roma nei confronti di rom e sinti.
Le tre associazioni, con una lettera, si sono rivolte nello specifico al sindaco Ignazio Marino, al vicesindaco Luigi Nieri e all’Assessore alle Politiche Sociali Rita Cutini e hanno manifestato la propria preoccupazione per gli interventi che hanno caratterizzato i primi mesi di questa Amministrazione in relazione alla situazione delle comunità rom e sinte della Capitale.
Sotto la luce dei riflettori, vi sono soprattutto gli sgomberi di insediamenti rom ordinati negli ultimi tempi dal Campidoglio.
«Noi non sottovalutiamo la complessità e la problematicità della “questione”, ma neppure ne sottovalutiamo la delicatezza – scrivono le associazioni impegnate nella tutela dei diritti umani delle minoranze – Soprattutto sappiamo che gli sgomberi, oltre ad aggravare in modo insopportabile le condizioni di vita di questa minoranza, sono misure del tutto inefficaci, anzi controproducenti, a parte i risvolti di dubbia legalità che li accompagna, se non altro per le modalità con cui vengono effettuati».
«E’ ovvio, come l’esperienza dimostra, che distruggere le abitazioni di fortuna  degli insediamenti spontanei non fa che riprodurre il problema, perché gli sfrattati non hanno altra possibilità che quella di ricostruirsene altre altrove, spesso nelle immediate vicinanze -prosegue la lettera -. Tali interventi sono inoltre controproducenti, perché rafforzano nel resto della cittadinanza la diffidenza, i pregiudizi e gli stereotipi nutriti nei confronti di coloro  che vengono indicati con lo spregiativo termine di “zingari” ed ai quali  non vengono riconosciuti né dignità, né diritti, con la conseguenza di rendere sempre più difficile  una positiva interazione con loro».
La questione Rom va dunque affrontata diversamente. Lo affermano implicitamente il Consiglio di Stato che ha negato l’esistenza di una “emergenza rom” dichiarando illegittime le ricadute che se ne erano tratte, ed esplicitamente lo stesso Governo Italiano che, in attuazione della Comunicazione n. 173/2011 della Commissione Europea,  ha adottato, come è noto, una Strategia Nazionale  d’Inclusione dei Rom, Sinti e Camminanti. Dunque è dando attuazione a tale Strategia che il problema della interazione con le comunità Rom va affrontato.
Da queste considerazioni la necessità, per le tre associazioni firmatarie, di richiedere all’Amministrazione un incontro urgente al fine di istituire un tavolo negoziale al quale invitare le rappresentanze delle comunità rom presenti sul territorio comunale e le associazioni impegnate sul fronte dell’antirazzismo e della solidarietà con le minoranze.

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L’Associazione 21 luglio presenta il rapporto “Mia madre era rom”: «In atto un flusso istituzionalizzato di minori rom sottratti alle proprie famiglie».

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Presentato il rapporto "Mia madre era rom" sulle adozioni dei minori rom

Alcuni partecipanti del convegno "Mia madre era rom"

Alcuni partecipanti del convegno “Mia madre era rom”


Le cronache degli ultimi giorni hanno riportato prepotentemente alla ribalta lo stereotipo infondato dei “rom che rubano i bambini”, generando un clima di isteria collettiva nei confronti dell’intera comunità rom. È in atto però un fenomeno inverso, rimasto finora ben lontano dall’enfasi mediatica: un flusso sistematico e istituzionalizzato di minori rom che vengono “strappati” alle proprie famiglie e affidati in adozione alle famiglie non rom. Continua a leggere

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MY MOTHER WAS A ROMA. Report on the adoption of Roma children living in housing emergency in the region of Lazio (October 2013)

My mother was a Roma is a research on children separated from their families due to adoption. The adoption of Roma children is a current phenomenon whose dimensions were unknown prior to this research. The research was supported by a grant from the Open Society Foundations.
Download the report

MIA MADRE ERA ROM. Le adozioni dei minori rom in emergenza abitativa nella Regione Lazio (ottobre 2013)

Copertina Mia madre era rom[tfg_social_share]
“Mia madre era rom” è una ricerca sui minori che oggi non vivono più presso le proprie famiglie, perché da queste allontanati e perché adottati dalle famiglie della società maggioritaria. Le adozioni dei minori rom costituiscono un vero e proprio fenomeno, le cui dimensioni erano, prima di questa ricerca, incerte e solo intuite. Il rapporto è stato realizzato grazie al sostegno di Open Society Foundations.
Scarica il rapporto
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Un anno contro l’antiziganismo – Il calendario 2014 dell’Associazione 21 luglio

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Talvolta basta un incontro, uno sguardo, una parola per abbattere le spesse barriere che ci separano fisicamente e idealmente dalle famiglie rom che abitano le periferie delle nostre città.
Il Calendario 2014 “Un anno contro l’antiziganismo” ci aiuta, con gli scatti di Davide Bozzalla e la poesia di Paul Polansky, a combattere, mese dopo mese, l’antiziganismo che abbiamo ereditato dalla storia, che scorre nelle vene della società e che ne condiziona i pensieri, alimentando stereotipi e pregiudizi diffusi. Continua a leggere

Blitz a sorpresa dei senatori nei "campi rom" della Capitale

I senatori Palermo e Donno durante la visita nei "campi rom"

I senatori Palermo e Donno durante la visita nei “campi rom”


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«È peggio di quanto immaginavo. I rom sono buttati lì in un limbo giuridico, lasciati a se stessi, senza alcuna attenzione delle istituzioni: una situazione disperante».
Sono le parole pronunciate ieri da Francesco Palermo, senatore della Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani del Senato, al termine di una visita a sorpresa in due “campi rom” della città di Roma, alla quale ha partecipato assieme a un’altra senatrice della Commissione, Daniela Donno.
Nel corso della visita, alla quale hanno preso parte anche alcuni giornalisti, i due parlamentari sono stati accompagnati da una delegazione dell’Associazione 21 luglio e hanno potuto appurare in prima persona le condizioni di vita di uomini, donne e bambini rom all’interno del centro di raccolta rom di via Salaria 971 e del “villaggio attrezzato” della Cesarina, in zona Nomentana.
L’iniziativa dell’Associazione 21 luglio rientra nella Campagna “Stop all’apartheid dei Rom!”, tra i cui obiettivi vi è quello di informare i rappresentanti politici e istituzionali sulle conseguenze negative che le attuali politiche rivolte in Italia nei confronti di rom e sinti hanno sulla vita quotidiana di queste comunità.
Il centro di raccolta rom
Nel centro di raccolta di via Salaria, dove in un primo momento ai senatori è stata negata l’autorizzazione ad entrare, vivono circa 380 rom, di cui 200 minori.
Nonostante sia stata inaugurata, nel 2009, come struttura transitoria per far fronte a situazioni di emergenza, a quattro anni dalla sua conversione i servizi offerti all’interno di questa ex cartiera sono scarsi e inadeguati a bisogni di lunga accoglienza, di assistenza e di supporto nei diversi percorsi che una struttura di assistenza deve garantire. Inoltre, accogliendo al suo interno quasi esclusivamente persone rom con cittadinanza rumena, si connota come un luogo di discriminazione istituzionalizzata su base etnica, caratterizzata da esclusione sociale, segregazione spaziale e precarietà abitativa dove mancano percorsi finalizzati all’integrazione e al reinserimento sociale delle famiglie accolte.
Il “villaggio attrezzato” della Cesarina
In questo “villaggio attrezzato”, il più piccolo degli otto presenti a Roma, vivono circa 180 rom, di cui la metà sono minori. Tra le principali criticità di questo “campo” vi è il precario stato generale delle condizioni strutturali dell’insediamento e una serie di minacce alla sicurezza rappresentate dall’assenza di sistemi antincendio, dal frequente uso domestico di bombole gpl a causa del basso voltaggio disponibile che non permette di usare stufe elettriche e la presenza di alti alberi con molti rami spezzati che potrebbero cadere da un momento all’altro.
Gli abitanti, inoltre, denunciano di vivere in un clima di costante paura e ricatto a causa della gestione del tutto arbitraria e poco trasparente del gestore del campo: «Il gestore ci obbliga a dargli 50 euro al mese, anche se questo versamento non è previsto nel regolamento del Comune di Roma – hanno raccontato le persone ai senatori -. Per punirci ci stacca di frequente la corrente e in più per avere l’acqua per lavarci o per lavare i vestiti dobbiamo andare all’autobotte fuori dal campo. Qui non ci trattano come essere umani ma come animali. E le conseguenze peggiori sono per i bambini, che non riescono a studiare, a giocare e a vivere una vita degna di tale nome».
La reazione dei senatori
« È chiaro che chiunque viva in queste condizioni poi possa cadere nella disperazione – ha affermato la senatrice Daniela Donno al termine della visita nei “campi” -. Gli accordi internazionali prevedono una normativa che dà la possibilità a queste persone di vivere in modo dignitoso. Il Comune di Roma invece spende tanti soldi ogni giorno per non dare tutti i servizi che occorrono a queste persone, come nell’ultimo campo visitato, (La Cesarina ndr) dove gli stessi ospiti devono pagare a un privato per avere alcuni servizi».
Per il senatore Francesco Palermo serve un intervento del Parlamento: «I Comuni, invece di gestire tutto questo in silenzio, dovrebbero fare rete e fare pressione sul Parlamento affinché ci sia quella base giuridica minima per fare azioni che abbiano un senso. Io ho visto tanti campi rom in giro per l’Europa – dice ancora il senatore – ma nessuno a questo livello. Neanche in Serbia o Romania».
Secondo l’Associazione 21 luglio, «la politica dei campi, che a Roma ha un costo annuo di 20 milioni di euro,  si è dimostrata fallimentare e totalmente inefficace ai fini dell’inclusione sociale dei rom. Essa è stata attuata indistintamente da amministrazioni di centrodestra e di centrosinistra e sta continuando inesorabilmente anche oggi con il preoccupante immobilismo dimostrato finora dalla giunta Marino».
 

PER APPROFONDIRE:

"Mia madre era rom", 29.10.2013, Roma

A Roma e nel Lazio le politiche abitative nei confronti delle comunità rom incidono fortemente sui diritti dell’infanzia. Ma quale impatto hanno tali politiche sulle probabilità che un bambino rom, rispetto a un proprio coetaneo, venga segnalato alla Procura per i minorenni, allontanato dalla propria famiglia e dichiarato adottabile? Quanti sono i minori rom dichiarati in adozione ogni anno, a Roma e nel Lazio?

Sono questi gli interrogativi alla base di “Mia madre era rom”, il nuovo rapporto dell’Associazione 21 luglio che sarà presentato martedì 29 ottobre alle ore 17, a Roma, presso la sede della Regione Lazio (Sala Tirreno, via Rosa Raimondi Garibaldi 7, Palazzina C).
La ricerca, realizzata dall’Associazione 21 luglio in collaborazione con la Facoltà di Antropologia culturale dell’Università di Verona, analizza la situazione dei minori rom che oggi non vivono più presso le proprie famiglie, perché da queste allontanati e perché adottati dalle famiglie della società maggioritaria. In particolare, il rapporto si sofferma sulla presenza dei minori rom nelle storie che il Tribunale per i Minorenni di Roma ha affrontato dal 2006 al 2012.
Interverranno alla presentazione del rapporto:
Angela TULLIO CATALDO, autrice della ricerca – Associazione 21 luglio
Rita VISINI, Assessore alle Politiche Sociali della Regione Lazio
Melita CAVALLO, Presidente del Tribunale per i Minorenni di Roma
Edoardo TRULLI, Vice Presidente dell’Ordine Assistenti Sociali della Regione Lazio
Vito SAVASTA, Mediatore sociale
Ai partecipanti sarà distribuita copia gratuita del rapporto “Mia madre era rom”
Per maggiori informazioni:
Danilo Giannese
Responsabile Comunicazione e Ufficio Stampa
Associazione 21 luglio
tel.  (+39) 388 4867611 – (+39) 06 64491242
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