Archivio per mese: Dicembre, 2014

Un'abitazione per i 28 rom espulsi. Ora una svolta

Dopo due giorni di sit-in davanti all’Assessorato alle Politiche Sociali di Roma Capitale, organizzato da due famiglie rom e dagli attivisti dell’Associazione 21 luglio, l’Ufficio Rom di Roma Capitale ha finalmente concesso ai 28 rom espulsi dal Best House Rom di via Visso un’abitazione presso il “villaggio attrezzato” Camping River. La decisione, di fatto, sconfessa quella assunta dalla dottoressa Ivana Bigari, direttrice Direzione Accoglienza e Inclusione del Dipartimento Politiche Sociali, che il 21 novembre scorso aveva notificato alle due famiglie una nota di espulsione con motivazioni giudicate deboli ed eccessivamente penalizzanti dagli stessi assistenti sociali dell’Ufficio Rom.
Sulla vicenda si erano mobilitati nei giorni scorsi anche l’europarlamentare Silvia Costa, il consigliere comunale di Roma Capitale Riccardo Magi e la senatrice della Commissione Diritti Umani del Senato Manuela Serra.
<<Si tratta di un puro atto di abuso politico e rappresaglia perpetrato ai danni di persone che hanno contribuito a denunciare situazioni di violazioni di diritti e malagestione di questa struttura (il Best House Rom nda)>>, aveva dichiarato la senatrice Serra. Oltre a loro nella giornata di ieri anche il neo assessore alle Politiche Sociali Francesca Danese aveva assunto l’impegno a trovare una soluzione abitativa adeguata.
Secondo l’Associazione 21 luglio <<la decisione assunta dall’Ufficio Rom non puo’ che far piacere e confermare come la lettera di espulsione non sia stata mai supportata da elementi validi e attendibili>>.
La vicenda dei 28 rom espulsi dal Best House Rom e lasciati per strada per 39 giorni e’ la cartina di tornasole di come le modalita’ illegittime e talvolta illegali svelate dall’inchiesta su Mafia Capitale rappresentino una patologia congenita del “sistema campi nomadi” della Capitale.
<<Raccomandiamo all’assessore Danese – aggiunge l’Associazione 21 luglio – se veramente vuole dare corpo alle sue intenzioni di muoversi verso scelte precise e nette che vengano declinate nel cambio di dirigenti interni al suo assessorato, nella sostituzione del personale che lavora all’interno dell’Ufficio Rom di Roma, nella sospensione degli appalti concessi con affidamento diretto, nell’accurato monitoraggio dell’operato delle organizzazioni che lavorano a vario titolo all’interno degli insediamenti, nell’azzeramento dei sedicenti rappresentanti rom privi di qualsiasi legittimiazione formale>>.
Compito dell’Amministrazione comunale resta ora quello di indicare una strada nuova senza dimenticare che chi per primo ha il diritto ad essere risarcito dalle ultime vicende giudiziarie e non, sono le comunita’ rom e sinte della citta’ di Roma sulla cui testa per troppi anni si sono intessuti interessi politici, procacciati voti e accomulati guadagni.

23 minori espulsi illegittimamente dal Best House Rom

Avevano denunciato pubblicamente le condizioni di vita precarie all’interno del centro di accoglienza “Best House Rom”. Per tutta risposta, il 21 novembre scorso, sono stati espulsi dalla struttura, in virtù di un provvedimento illegittimo firmato dal Dipartimento Politiche Sociali del Comune di Roma, e rischiano ora di trascorrere l’ennesima notte all’addiaccio, con le temperature gelide che hanno ormai raggiunto la Capitale.
È questo il destino che si profila per 28 rom, tra cui 22 minori, un neonato e un uomo affetto da polmonite, se il Dipartimento Politiche Sociali del Comune di Roma dovesse continuare a non intervenire sulla questione e a non individuare una soluzione immediata al dramma che queste persone stanno vivendo.
Da questa mattina le famiglie rom, accompagnate da attivisti dell’Associazione 21 luglio, sono riunite in un sit in davanti al Dipartimento per chiedere a Ivana Bigari, direttrice Direzione Accoglienza e Inclusione, di porre immediato rimedio a una situazione all’origine della quale vi è un decreto di espulsione, firmato dalla stessa Bigari, non supportato, come dimostrano le verifiche effettuate dall’Associazione 21 luglio, da alcuna motivazione che trovi riscontro nella realtà dei fatti.
Il 17 ottobre scorso due uomini colpiti dal provvedimento di espulsione avevano partecipato, a Torino, alla Conferenza sulla Carta dei Diritti Sociali organizzata dal Consiglio d’Europa. In quell’occasione avevano denunciato le condizioni di vita critiche all’interno del “Best House Rom” di via Visso, un centro di accoglienza fuorilegge e senza finestre, come già affermato dall’Associazione 21 luglio nel rapporto “Senza Luce” pubblicato a marzo 2014.
Conseguentemente, il 21 novembre, i 28 rom, senza alcun preavviso, sono stati espulsi dal “Best House Rom”. Le motivazioni alla base dell’espulsione: la mancata frequenza scolastica dei bambini e il comportamento non consono, da parte di tre minori, nei confronti di alcuni operatori della struttura.
Sul primo punto l’Associazione 21 luglio ha ottenuto i certificati di frequenza scolastica da parte dell’Istituto dove vanno a lezione i minori coinvolti: da essi emerge che i bambini frequentavano regolarmente la scuola. Quanto al secondo punto, non esiste alcuna denuncia scritta né verifica degli eventi e dei soggetti lesi.
Sulla vicenda dei rom espulsi dal “Best House Rom” si sono mobilitati anche l’europarlamentare Silvia Costa, il consigliere comunale di Roma Capitale Riccardo Magi e la senatrice della Commissione Diritti Umani del Senato Manuela Serra.
«Si tratta di un puro atto di abuso politico e rappresaglia perpetuato ai danni di persone che hanno contribuito a denunciare situazioni di violazioni di diritti e malagestione di questa struttura – ha dichiarato la senatrice Serra, che aveva visitato il “Best House Rom” l’11 novembre, accompagnata dall’Associazione 21 luglio – La prova di questo è una petizione scritta in italiano dalla Cooperativa INOPERA e fatta firmare dagli ospiti del centro, in cui si dichiarano felici di stare lì e trattati con rispetto, sotto la minaccia di finire per strada come le due famiglie».
L’Associazione 21 luglio chiede pertanto alla dottoressa Ivana Bigari di intervenire immediatamente per evitare che 28 uomini, donne e bambini continuino a vivere per strada a causa delle conseguenze di una palese violazione dei diritti umani avvenuta sulla loro pelle. «Da settimane chiediamo alla dottoressa Bigari un suo intervento. Sono trascorsi 38 giorni da quando queste persone sono state ingiustamente buttate fuori dal centro e non è stata ancora fornita loro alcuna risposta».

Frasi anti-rom, cartellino giallo al giornalista Ruschioni

«Ho le scatole piene di zingari, nomadi, rom o come diamine vanno chiamati questa gentaglia che si aggira per la città con il chiaro intento di rubare, fregare, scippare, inculare il prossimo». Si rivolgeva così, indistintamente a tutti i rom e sinti della Capitale, calpestandone la dignità, il direttore della testata on line NoiRoma.tv Michele Ruschioni, in un editoriale pubblicato nel marzo 2014.  In seguito a un esposto presentato dall’Associazione 21 luglio all’Ordine dei Giornalisti del Lazio, Ruschioni è ora stato sanzionato con una ammonizione dal suo ordine professionale di appartenenza.
Secondo l’Ordine dei Giornalisti del Lazio, la pubblicazione dell’editoriale firmato da Michele Ruschioni non appare rispettosa dei doveri del giornalista direttore di una testata, evidenziando una palese violazione dei fondamentali principi stabiliti dalla Carta dei Doveri del Giornalista che recita che “Il giornalista ha il dovere fondamentale di rispettare la persona, la sua dignità e il suo diritto alla riservatezza e non discrimina mai nessuno per la sua razza, religione, sesso, condizioni fisiche o mentali, opinioni politiche…”.
Di seguito riportiamo uno stralcio dell’editoriale di Ruschioni, dal titolo “Evviva le ronde anti-rom (e vi spiego perché)”, oggetto dell’esposto dell’Associazione 21 luglio all’Ordine dei Giornalisti del Lazio:
«Ah, dite che passo per razzista? Ah, dite che è meglio non scriverle certe cose sugli zingari? Grazie per l’avvertimento amici, ma ne ho le scatole piene di zingari, nomadi, rom o come diamine vanno chiamati questa gentaglia che si aggira per la città con il chiaro intento di rubare, fregare, scippare, inculare il prossimo… Dice: sei gonfio di pregiudizi. Rispondo: no, sono stragonfio di post-giudizi. Ovvero: giudizi che maturano dopo decenni di schifezze e ruberie a firma nomade. E allora di fronte ad una città senza regole, dove lo sport preferito è quello di rovistare nel cassonetto, di scippare il poveraccio in metropolitana, rubare rame e bruciare copertoni nei campi nomadi (abusivi), ecco, di fronte a questo scenario che prosegue da mesi dico: benvenute ronde antizingaro come annunciato da qualche comitato di quartiere dalle parti di Monteverde».
Nel presentare l’esposto all’Ordine dei Giornalisti del Lazio, l’Associazione 21 luglio ha sottolineato come Ruschioni, nel suo editoriale, abbia dato spazio a dichiarazioni di carattere congetturale e generalizzante, contribuendo così alla diffusione dell’allarme sociale basato su ipotesi e pregiudizi.
«Un editoriale di questo tipo – afferma l’Associazione 21 luglio, che ha accolto con soddisfazione l’intervento dell’Ordine dei Giornalisti, nella speranza che tali interventi possano servire ad esortare gli operatori dei media ad esercitare la propria professione con responsabilità e rispetto della dignità delle persone oggetto dell’informazioni   – non fa che insistere sulla presunta appartenenza etnica delle persone, ricorre a stereotipi e pregiudizi aumentando ingiustificatamente l’allarme nei confronti delle persone rom. Questo stereotipo – conclude l’Associazione – si alimenta infatti con la pericolosa generalizzazione che ha portato alla pratica dell’etnicizzazione del reato, anche quando questo sia esclusivamente presunto».

Auguri di buone feste e felice anno nuovo

Il 2014 è stato un anno ricco di sfide e di vittorie per i diritti umani.

L’Associazione 21 luglio è stata in prima linea nella tutela dei diritti delle comunità rom e sinte a Roma, così come in altre città italiane, e in particolare di quelli dei bambini. I più piccoli sono infatti coloro che, più di chiunque altro, pagano sulla propria pelle le conseguenze della discriminazione e della ghettizzazione.

Grazie al supporto di molti di voi, nel corso dell’anno che sta per concludersi abbiamo ottenuto risultati importanti che ci consentono di guardare al 2015 con grandi attese e concrete speranze!

La partecipazione ai nostri eventi, la firma agli appelli che abbiamo lanciato, le donazioni, gli attestati di stima sono stati gli strumenti con cui ciascuno di voi ci ha dato la forza e l’entusiasmo per portare avanti le nostre battaglie e dare voce a quanti vedono ogni giorno i loro diritti violati e la loro dignità calpestata.

Solo insieme potremo sperare di cambiare il corso di un destino – quello di uomini, donne e bambini rom e sinti – oggi ancora profondamente segnato dalla discriminazione, dalla segregazione, dall’esclusione sociale. Solo insieme potremo permetterci di scardinare stereotipi, pregiudizi e intolleranza.

Nel ringraziarvi per il tratto di strada che nel 2014 abbiamo percorso insieme, vi auguriamo un felice 2015 unito all’auspicio di buone feste.

Se lo desiderate vi invitiamo ad esprimere la vostra vicinanza alle nostre battaglie con un piccolo gesto di solidarietà. Acquistando il Calendario 2015 dell’Associazione 21 luglio potrete unire la vostra voce alla nostra e dare luce alle foto che lo compongono. Dietro ogni scatto c’è infatti un volto, una storia e un desiderio di inclusione di un uomo rom o di una donna sinta.

Buone feste e buon anno 2015.

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Carlo Stasolla
presidente Associazione 21 luglio

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Roma activists meet Peace Nobel Laureates in Rome

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A Roma activist meets Peace Nobel Prize Mairead Corrigan Maguire


Young Roma and Sinti activists, attending a class in Human Rights promoted by Associazione 21 luglio and European Roma Rights Centre (ERRC), met the Peace Nobel Laureates gathered in Rome for the World Summit 2014 and delivered a letter to raise awareness about Roma and Sinti living conditions in Italy.
Dear Peace Nobel Laureates gathered here in Rome in occasion of the Summit 2014,
We are young Roma and Sinti coming from all over Italy, the majority of us is born and has grown up in this country and we are attending a course for activists organized by Associazione 21 luglio in this period.
Roma and Sinti represent the most numerous and most discriminated minority in Europe. And yet, we are the only people in the world that have never claimed a right to a land or fought a war. We are the “people of peace”. In Italy we are around 180 thousands and loads of us live in ethnic ghettoes, called “nomad camps”, where we are concentrated and excluded at the hands of institutions.
We are writing to you this message because we are tired of seeing our community strongly discriminated, marginalized and isolated in the outskirts of the Italian cities. Our hope is killed by difficult living conditions, our dreams stay pending and our expectations bump into a reality made of daily discrimination, denial and institutional racism.
We are under the attack of political messages that incite racial hate and of the mass media communication that too often forget that we are human beings with same rights and equal opportunities as set forth by the Universal Declaration of human rights with its article 1: “All human beings are born free and equal in dignity and rights. They are endowed with reason and conscience and should act towards one another in a spirit of brotherhood”.
We want to tell you, Peace Nobel Laureates, that our culture handed down orally for more than one thousand years, consists indeed of something else: a beautiful and very ancient language, a music that is one of the most ancient in the world, a craft that has unique elements, fascinating dances that are like “a ray of sun in a cloudy day”.
We, young Roma and Sinti, want to have the possibility of a better future when we will feel included in a society that we perceive as ours. We do not want to be anymore discriminated and marginalized by people that do not really know our culture, often described as pre-modern and criminal.
We, young Roma and Sinti, are requesting to you, Eminent Peace Nobel Laureates, to give voice and widespread our message of brotherhood, peace and mutual respect in order to build a better world.
Yours sincerely,
Roma and Sinti activists

Gli attivisti rom e sinti incontrano i Premi Nobel per la Pace

Hanno incontrato i Premi Nobel per la Pace, riuniti a Roma dal 12 al 14 dicembre per il XIV Summit mondiale dei Premi Nobel per la Pace, e hanno consegnato loro una lettera per metterli al corrente delle discriminazioni che le comunità rom e sinte  si trovano ad affrontare in Italia. Per i giovani attivisti rom e sinti si è conclusa con una giornata speciale la seconda edizione del Corso di formazione in diritti umani promosso da Associazione 21 luglio e dal Centro Europeo per i Diritti dei Rom (ERRC).
Gli attivisti hanno affidato il loro messaggio, un “appello di fratellanza, di pace e rispetto reciproco finalizzato alla costruzione di un mondo migliore” ai Premi Nobel per la Pace Mairead Corrigan Maguire e Shirin Ebadi.
Di seguito pubblichiamo la lettera intera.
 
Carissimi Premi Nobel della Pace riuniti qui a Roma in occasione del Summit 2014,
siamo giovani Rom e Sinti provenienti da tutta Italia, la maggior parte di noi siamo nati e cresciuti in questo paese e in questo periodo stiamo seguendo il corso di formazione per attivisti presso l’Associazione 21 luglio.
Il popolo Rom e Sinto rappresenta in Europa la minoranza più numerosa e anche più discriminata. Eppure siamo l’unico popolo al mondo ad non aver mai rivendicato una terra o combattuto una guerra. Siamo il “popolo della pace”. In Italia siamo 180.000 e molti di noi vivono in ghetti etnici, denominati “campi nomadi”, dove siamo concentrati ed esclusi dalle stesse istituzioni.
Siamo qui a scrivervi questo messaggio perché stanchi di vedere le nostre comunità fortemente discriminate, emarginate e relegate nelle periferie delle città italiane. La nostra speranza è uccisa da condizioni di vita difficili, i nostri sogni restano tali e le nostre attese si scontrano con una realtà fatta di discriminazione quotidiana, rifiuto, razzismo istituzionale
Siamo sotto attacco di messaggi politici incitanti all’odio razziale e della comunicazione dei mass media che troppo spesso dimentica che siamo anche noi essere umani con pari diritti e opportunità come sancito dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani che all’articolo 1 stabilisce: “Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza”.
Vogliamo comunicare a voi, Premi Nobel per la Pace, che la nostra cultura tramandata oralmente da più di mille anni è in realtà fatta di altro: di una lingua bella e molto antica, di una musica che è una delle più antiche del mondo, di mestieri come l’artigiano che ha elementi unici, di balli coinvolgenti che sono come un “raggio di sole in una giornata nuvolosa”. 
Noi giovani Rom e Sinti vogliamo avere la possibilità di un futuro migliore in cui poterci includere in una società che sentiamo nostra. Non vogliamo più essere discriminati, emarginati da chi non conosce realmente la nostra cultura che spesso viene etichettata come premoderna e criminale. 
Noi giovani Rom e Sinti vogliamo chiedere a Voi illustri Premi Nobel di prestare la Vostra voce per diffondere questo nostro appello di fratellanza, di pace e rispetto reciproco finalizzato alla costruzione di un mondo migliore. 
In fede,
gli attivisti Rom e Sinti
 

Premi Nobel per la Pace

L’incontro con il Premio Nobel per la Pace Shirin Ebadi (a sinistra)


 

Sui rom il sindaco Marino annuncia la svolta richiesta dall'Associazione 21 luglio

Roma, 9 dicembre 2014 – «Sono al lavoro con il consigliere Riccardo Magi su un piano per superare definitivamente e in maniera strutturale il sistema dei campi rom nella Capitale che, oltre alla violazione sistematica dei diritti, evidenziata anche dalla Commissione Europea, comporta un esborso inaccettabile di risorse pubbliche». E’ quanto riportato in un messaggio a firma Marino recapitato ai promotori del Concerto “Roma suona Rom”, organizzato nella serata di ieri presso il Teatro Argentina di Roma.
Il sindaco di Roma Ignazio Marino, nell’esprimere «sincero apprezzamento per l’operato dell’Associazione 21 luglio», fa cenno all’inchiesta della Procura di Roma e alla sconvolgente realtà emersa. «Una conferma che oggi – scrive il primo cittadino – ci spinge ad andare avanti con forza e convinzione ancora maggiori sulla strada del cambiamento. E il cambiamento deve riguardare anche le politiche dell’accoglienza e la gestione dei campi rom dove, come abbiamo visto, il malaffare si è annidato traendo maggiori guadagni».
La lettera del sindaco rappresenta una risposta alla presa di posizione dell’Associazione 21 luglio il cui presidente nei giorni scorsi si era unito allo sciopero della fame promosso dal consigliere comunale Riccardo Magi. Obiettivo della protesta era quello di chiedere all’Amministrazione Comunale di dare dimostrazione concreta di voler relegare al passato la “stagione dei campi” e avviare una nuova politica di reale inclusione delle comunità rom sinte della Capitale. Il tutto, era stato chiesto, a partire dal Best House Rom, il centro di raccolta di via Visso che incarna tutte le contraddizioni di un sistema organizzato volto a concentrare e segregare i rom in spazi di sofferenza e violazione dei diritti umani.
«Al più presto – risponde il sindaco – intendo visitare il centro per rendermi conto personalmente, come sindaco e come medico, della situazione. A voi voglio ribadire il mio impegno a trovare una soluzione alternativa per le donne, gli uomini e i bambini che oggi vivono in condizioni non dignitose». «Ringrazio sinceramente per aver sollevato il caso emblematico della struttura Best House Rom – termina la missiva – e chiedo di sospendere lo sciopero della fame».
L’Associazione 21 luglio accoglie positivamente le parole del sindaco Ignazio Marino e si dichiara pronta a sostenere ogni iniziativa dell’Amministrazione Comunale volta ad un superamento definitivo dei “campi nomadi” della Capitale. «Il punto di partenza – sostiene l’Associazione – è quello indicato da noi e ripreso dal sindaco: il Best House Rom. Davanti a questa struttura, in via Visso, 14 domani, 10 dicembre, Giornata Internazionale per i Diritti Umani, verrà organizzata alle ore 14,00 una conferenza stampa dove verrà illustrata anche una bozza del Piano locale per il superamento degli insediamenti formali della Capitale, presentata nei giorni scorsi al sindaco Ignazio Marino».
Foto: Niccolò Caranti – CC BY-SA 3.0

Sulla pelle dei rom

 
«Il traffico di droga rende di meno […]. Noi quest’anno abbiamo chiuso con quaranta milioni di fatturato ma tutti i soldi, gli utili li abbiamo fatti sugli zingari, sull’emergenza alloggiativa e sugli immigrati» (Salvatore Buzzi, presidente del consorzio di cooperative Eriches, arrestato nell’ambito dell’inchiesta su Mafia Capitale).
L’operazione “Mondo di Mezzo”, coordinata dalla Procura di Roma, sta rompendo la spessa coltre di omertà presente sul ramificato sistema corruttivo di stampo mafioso finalizzato all’assegnazione di appalti e finanziamenti pubblici da parte del Comune di Roma, con interessi attivi anche nella gestione dei “campi nomadi” della Capitale.
Dal 2010 l’Associazione 21 luglio denuncia nelle sue ricerche come negli ultimi anni a Roma ad un drammatico peggioramento delle condizioni di vita delle comunità rom sia corrisposto un aumento della spesa pubblica per interventi volti a segregare, concentrare e allontanare famiglie rom in emergenza abitativa, violandone in maniera sistematica i diritti umani. L’inchiesta giudiziaria di questi giorni sta dimostrando come sulla pelle dei rom rappresentanti istituzionali, militanti politici e cooperative ne abbiano tratto un ampio profitto economico. È innegabile come sia convenuto a molti soffiare sulla cenere dell’antiziganismo, sgomberare per anni da un punto all’altro della città donne, uomini e bambini rom, ampliare i «villaggi attrezzati» per aumentare a dismisura la concentrazione abitativa, istituire i “centri di raccolta rom” in spazi privi di autorizzazione.
L’inchiesta di questi giorni sta dimostrando come la sofferenza dei rom che oggi a Roma vivono stipati in insediamenti indegni e in centri di raccolta illegali sia anche figlia di un processo politico-mafioso dovuto al fatto che i rom producono denaro e rendono voti (il tutto ripetendo senza sosta che i ladri “sono loro”). I “campi rom”, così come i “centri di raccolta rom” sono un prodotto che si riesce a vendere bene attraverso precisi messaggi comunicativi: si racconta in giro che i rom non sappiano e non vogliano vivere in abitazioni convenzionali, li si criminalizza additandoli come il problema della città, gli si costruiscono intorno delle gabbie nelle quali rinchiuderli. L’operazione è semplice quanto redditizia. Ma nei suoi calcoli non tiene assolutamente in considerazione la sofferenza e la ripetuta lesione di dignità e diritti umani che comporta. Sulla pelle dei rom.
L’Associazione 21 luglio ritiene sia giunto il momento di voltare pagina e dire la parola “fine” al processo deumanizzante e lucrativo finalizzato a incassare denaro sulla sofferenza delle famiglie rom a Roma. La “decapitazione” dell’Ufficio Nomadi di Roma Capitale, a seguito dell’arresto della sua responsabile, è il segno tangibile dell’urgenza di un cambio totale di indirizzo.
L’Associazione 21 luglio chiede pertanto al sindaco di Roma un segno concreto che indichi un radicale cambio di indirizzo politico. E lo fa a partire dal “Best House Rom“, il centro di raccolta di via Visso che incarna tutte le contraddizioni di un sistema organizzato e redditizio volto a concentrare e segregare i rom in spazi di sofferenza e violazioni dei diritti umani.
Per tale ragione, a partire da sabato 6 dicembre il presidente dell’Associazione 21 luglio inizierà uno sciopero della fame a oltranza e, da mercoledì 10 dicembre, “Giornata Internazionale dei Diritti Umani” verrà allestito dall’Associazione 21 luglio un presidio fisso con raccolta firme in prossimità del “Best House Rom”, in via Visso 12, Roma.
Le due azioni termineranno solo quando l’Amministrazione Comunale darà dimostrazione concreta di voler relegare al passato la “stagione dei campi” e avviare una nuova politica di reale inclusione delle comunità rom nella città di Roma.

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Dalla magistratura finalmente la verità sul "sistema campi" a Roma?

L’Associazione 21 luglio segue con estrema attenzione gli sviluppi dell’Operazione “Mondo di Mezzo” condotta dai Ros dei Carabinieri che ha già portato all’arresto di un funzionario operante nell’Ufficio Rom, Sinti e Camminanti (ex Ufficio Nomadi) dell’Assessorato alle Politiche Sociali di Roma Capitale.
Da anni l’Associazione 21 luglio denuncia l’illegalità del “sistema campi nomadi” e la ricerca curata dall’Associazione, dal titolo “Campi Nomadi s.p.a.”, ha finalmente svelato il fiume incontrollato di denaro pubblico che, con scarsa trasparenza, ha alimentato e continua ad alimentare un meccanismo istituzionale che concentra, allontana e segrega le comunità rom e sinte della Capitale.
La punta dell’iceberg di tale “sistema” è rappresentata dal Centro di raccolta rom denominato “Best House Rom”, situato in via Visso. La struttura, malgrado priva dei requisiti strutturali e organizzativi previsti dalla normativa regionale, possiede – secondo l’Assessore alle Politiche Sociali Rita Cutini – «tutte le autorizzazioni che servono per poter funzionare». Eppure nel Centro vivono più di 300 rom in spazi angusti e privi di finestre e per ogni persona il Comune di Roma paga 600 euro mensilmente all’ente gestore. Per denunciare il carattere di “illegalità” della struttura il Consigliere comunale Riccardo Magi ha iniziato nei giorni scorsi uno sciopero della fame.
L’Associazione 21 luglio auspica che il lavoro della Magistratura possa finalmente fare luce sull’aggrovigliato “sistema campi” che, oltre a produrre una sistematica violazione dei diritti umani, si mantiene attraverso un poco chiaro flusso di denaro pubblico.

A Roma musica rom e incontri per la giornata internazionale dei diritti umani


Campagna “Il mio nome è Rom” e Associazione 21 Luglio invitano i cittadini a tre giorni di eventi, informazione e arte per smontare i pregiudizi

8 dicembre ore 21 – Teatro Argentina, largo di Torre Argentina 52, Roma (ingresso libero)

11 dicembre ore 10 – Senato della Repubblica, Palazzo Giustiniani, via della Dogana Vecchia 29, Roma (obbligatorio l’accredito)


Creare occasioni di conoscenza e condivisione tra la cittadinanza e la comunità Rom, per favorire il rispetto della diversità, la lotta ai pregiudizi e la promozione dei diritti umani
: È l’obiettivo dei tre eventi organizzati dalla campagna “Romaidentity – Il mio nome è Rom” e dall’Associazione 21 luglio – con il contributo di Commissione Europea e Open Society Foundations – in occasione della Giornata Universale dei Diritti dell’uomo che si celebra il 10 dicembre.
Si partirà lunedì 8 dicembre alle ore 21 con uno spettacolo musicale a ingresso libero al Teatro Argentina, in cui si esibiranno tre gruppi di artisti Rom provenienti da Spagna, Romania e Italia: il danzatore di Flamenco Juan Amaya “el Pelon”, il gruppo di musica tradizionale Mahala Rai Banda e l’ Alexian Group e Orchestra Europea per la Pace. Interverrà Ascanio Celestini con l’interpretazione di suoi racconti. Lo spettacolo ha avuto il patrocinio dell’assessorato alla Cultura del Comune di Roma. Due giorni dopo, il 10 dicembre, l’Associazione Stampa Romana terrà un seminario internazionale per giornalisti per una corretta informazione sui Rom.
Giovedì 11 dicembre alle ore 10, presso la sala Zuccari del Senato, si terrà invece il convegno “Il popolo Rom: dall’emarginazione all’integrazione possibile”, organizzato in collaborazione con la Commissione Diritti umani del Senato, in cui verranno illustrati i risultati della ricerca realizzata dalla campagna Romaidentity in collaborazione con l’Università La Sapienza di Roma su Rom e inclusione. Sarà inoltre presentato il rapporto dell’Associazione 21 Luglio “La tela di Penelope”, che fa luce sullo stato di attuazione della Strategia Nazionale di Inclusione di Rom, Sinti e Caminanti in Italia.
Interverranno: Luigi Manconi, presidente della Commissione Diritti Umani del Senato; Franca Biondelli, sottosegretario al Lavoro e alle Politiche sociali; Paola Spadari, presidente dell’Ordine dei Giornalisti del Lazio, Beatriz Carrillo de los Reyes, Associazione delle donne Rom universitarie dell’Andalusia (Spagna). Testimonianze sulle sfide incontrate oggi dai giovani Rom nell’accesso ai diritti all’istruzione e al lavoro, saranno portate da giovani Rom che hanno frequentato le attività di formazione dell’Associazione 21 Luglio e della campagna “Romaidentity – Il mio nome è Rom”.
Si ricorda che per accedere al Senato è obbligatorio l’accredito. Per informazioni e accrediti dirittiumani@senato.it – tel. 06.6706.5299
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