Archivio per mese: Aprile, 2016

Associazione 21 luglio diffida Marchini: discorsi stereotipati favoriscono la discriminazione

Associazione 21 luglio ha inviato una lettera di diffida al candidato sindaco di Roma Alfio Marchini, in seguito ad alcune dichiarazioni rilasciate lo scorso 26 febbraio durante un’intervista al quotidiano la Repubblica relativamente alla cosiddetta “questione rom”.
«Io dico che sono delle persone per la grandissima parte che proprio per la loro identità hanno una difficoltà di integrazione» – ha asserito Alfio Marchini – «Non vogliono farlo. Quando io sento cose sublimi tipo “facciamoli integrare”, quelle persone sono persone che volente oppure nolente hanno una loro identità forte e quindi non chiedono l’integrazione, sono orgogliose del loro status».
L’Osservatorio 21 luglio, che ha il compito di monitorare i principali canali di informazione per segnalare eventuali dichiarazioni incitanti all’odio e alla discriminazione, ha evidenziato come affermazioni di questo tipo incoraggino e favoriscano la diffusione di pregiudizi razziali legati ad una visione stereotipata e negativa tout court delle comunità rom e sinte.
Nella lettera si ricorda la responsabilità dei rappresentanti della politica, specie in campagna elettorale quando si raggiunge un pubblico ancora più ampio, a evitare ogni forma di discriminazione razziale e a contrastare la diffusione di pregiudizi basati su caratteristiche etniche oltre che di idee che potrebbero incitare all’odio o a sentimenti di intolleranza e xenofobia. Questi principi sono sanciti dall’Articolo 1 della Dichiarazione sulla razza e sui pregiudizi razziali, adottata il 27 novembre 1978, che afferma proprio come la diversità sia un diritto dell’individuo e dei gruppi e non possa in alcun modo costituire un pretesto per pregiudizi razziali o discriminazione.
La libertà di manifestare il proprio pensiero, protetta dall’articolo 21 della Costituzione, trova un limite dove iniziano i diritti inviolabili dell’uomo, come il diritto d’uguaglianza – anch’esso riconosciuto nella Costituzione – che è il presupposto indispensabile per il riconoscimento della dignità umana e la non discriminazione.
Associazione 21 luglio conclude, quindi, con l’invito a porre una maggiore attenzione nei messaggi veicolati nelle dichiarazioni pubbliche, desistendo dal continuare a rilasciare affermazioni di potenziale incitamento alla discriminazione, all’odio e all’intolleranza.
Foto di: Formiche.net 

"Ultimo Banco" a Roma politiche scolastiche inefficienti per i minori rom

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Dal 2002 al 2015 il Comune di Roma ha investito nel “Progetto Scolarizzazione Rom di Roma Capitale” circa 27 milioni di euro, coinvolgendo un numero compreso tra i 500 e i 2000 minori rom residenti negli insediamenti formali della Capitale. Nonostante il forte investimento di risorse e l’estesa durata del “Progetto”, in questi anni non sono mai stati prodotti dati ufficiali relativi alla valutazione dei risultati e alla qualità degli interventi.
Considerata tale carenza, Associazione 21 luglio ha condotto un’accurata analisi del “Progetto Scolarizzazione Rom” con uno specifico focus sul periodo 2009-2015, e ha elaborato i risultati nel report “Ultimo Banco. Analisi dei progetti di scolarizzazione rivolti ai minori rom a Roma”. La ricerca è stata presentata mercoledì 27 aprile 2016 presso la Sala Parlamentino della Presidenza del Consiglio dei Ministri, sede dell’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali alla presenza del direttore dell’UNAR Francesco Spano e dell’ex assessore alle politiche scolastiche di Roma Capitale Marco Rossi Doria.
Il quadro che emerge dal rapporto è allarmante. Secondo i dati relativi al periodo analizzato, nella città di Roma 9 minori rom su 10 non hanno frequentato la scuola con regolarità, un minore rom su 2 è in ritardo scolastico e frequenta quindi una classe non conforme alla sua età anagrafica, infine, sulla media dei 1.800 bambini rom iscritti a scuola solo 198 hanno frequentato almeno i tre quarti dell’orario scolastico. Nell’ultimo anno scolastico monitorato, quello del 2014-2015, nella baraccopoli istituzionale di Castel Romano, la frequenza regolare ha raggiunto il suo valore più basso attestandosi al 3,1%.
Da questi elementi emerge come le politiche di scolarizzazione rivolte ai minori rom residenti nella Capitale siano state negli anni del tutto insufficienti. Le responsabilità di tale insuccesso sono imputabili a diversi soggetti e fattori: all’impianto politico e istituzionale, alle competenze e risorse di cui hanno potuto disporre gli enti affidatari del “Progetto”, alla risposta dei minori rom e al loro contesto socio-economico, alle politiche abitative e di sgombero.
Dal rapporto emerge come anche il corpo docente non sembra mostrarsi adeguatamente preparato nel fornire risposte concrete alla questione. Ai minori rom vengono spesso assegnati programmi didattici semplificati rispetto a quelli del resto della classe, aumentando di fatto il loro ritardo scolastico che è destinato ad accumularsi nel corso degli anni. Già all’interno della Strategia Nazionale di Inclusione delle comunità Rom, Sinti e Camminanti – documento ufficiale pubblicato nel 2012 – veniva evidenziato come in Italia la percentuale di minori rom con un handicap certificato toccava percentuali allarmanti (30-40%). Il dato indicherebbe un uso improprio del sostegno scolastico, assegnato in modo indiscriminato per fronteggiare i ritardi scolastici interpretati come cognitivi.
Nel report presentato da Associazione 21 luglio viene sottolineato come – alla base di tutto – la segregazione abitativa all’interno delle baraccopoli, isituzionali e non, incida in maniera determinante sulle possibilità di successo delle politiche di scolarizzazione adottate. Un bambino nato e cresciuto in un contesto di emergenza abitativa inizia il proprio percorso scolastico in una condizione di oggettiva penalizzazione. Non dispone di servizi igienici adeguati e di spazi di studio per i compiti; quasi sempre i suoi genitori sono privi di strumenti e capacità per sostenerlo nello svolgimento dello studio; il trasporto scolastico – effettuato con mezzi riservati esclusivamente a minori rom – è riconosciuto istituzionalmente insufficiente tanto che l’alunno della baraccopoli è giustificato ad entrare anche un’ora dopo dall’inizio delle lezioni e ad uscire anticipatamente rispetto al normale orario scolastico.
«Gli impietosi numeri della ricerca rivelano il fallimento di una politica abitativa segregazionista, condotta su base etnica, dispendiosa e lesiva dei diritti fondamentali, quale quella adottata dalle diverse amministrazioni che si sono succedute nella Capitale» – ribadisce Associazione 21 luglio – «È dal superamento delle baraccopoli romane che il nuovo sindaco che uscirà dalle urne dovrà ripartire per salvaguardare un’infanzia il cui futuro appare già gravemente compromesso».
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ULTIMO BANCO. Analisi dei progetti di scolarizzazione rivolti ai minori rom a Roma

Dal 2002 al 2015 il Comune di Roma ha investito nel “Progetto Scolarizzazione Rom” circa 27 milioni di euro, coinvolgendo un numero compreso tra i 500 e i 2000 minori rom residenti negli insediamenti formali della Capitale. Nonostante il forte investimento di risorse e l’estesa durata del “Progetto”, in questi anni non sono mai stati prodotti dati ufficiali relativi alla valutazione dei risultati e alla qualità degli interventi.
La ricerca “Ultimo banco. Analisi dei progetti di scolarizzazione rivolti ai minori rom a Roma” conduce un’analisi qualitativa e quantitativa che approfondisce le politiche di scolarizzazione del Comune di Roma nei confronti dei minori rom residenti negli insediamenti formali della Capitale.
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"Ultimo banco": Il 27 aprile la presentazione del nuovo report di Associazione 21 luglio

Qual è l’impatto delle politiche di scolarizzazione degli ultimi 5 anni rivolte ai minori rom residenti a Roma? Quali sono i risultati ottenuti? Quali costi hanno comportato per la Capitale i progetti di scolarizzazione dal 2002 ad oggi?

Sono queste le domande alla base della nuova ricerca di Associazione 21 luglio

“Ultimo banco – Analisi dei progetti di scolarizzazione rivolti a minori rom a Roma”

un’analisi quantitativa e qualitativa che approfondisce le politiche di scolarizzazione del Comune di Roma nei confronti dei minori rom presenti negli insediamenti formali della Capitale nel periodo 2009-2015.

La ricerca verrà presentata mercoledì 27 aprile alle ore 17 presso la Sala Parlamentino della Presidenza del Consiglio dei Ministri in via della Ferratella in Laterano 51, Roma.

Per partecipare è necessario l’accredito. È possibile accreditarsi fino ad esaurimento posti inviando il proprio nome, cognome e data di nascita all’indirizzo assistente.comunicazione@21luglio.org

Intervengono:

Francesco Spano – direttore UNAR (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali)
Angela Tullio Cataldo e Federica Floridi – autrici della ricerca
Marco Rossi Doria – ex assessore all’Istruzione, alla formazione professionale e alle politiche per le periferie di Roma Capitale
Roberto Bortone – UNAR, ufficio servizio studi, ricerche e relazioni istituzionali

Modera:

Carlo Stasolla – presidente di Associazione 21 luglio

Ai presenti sarà consegnata copia gratuita del rapporto

Per maggiori informazioni:
Elena Risi
Assistente comunicazione e ufficio stampa
Associazione 21 luglio
Tel: 388 4867611 – 06 64815620
Email: assistente.comunicazione@21luglio.org
www.21luglio.org

i ricordi del fiume

"I ricordi del fiume": proiezione del film e dibattito al cinema Apollo 11

Mercoledì 20 aprile 2016 alle ore 20 presso il cinema Apollo 11 di Roma – in via Nino Bixio 80/A – Associazione 21 luglio e Legacoopsociali presentano in anteprima “I ricordi del fiume”, un film-documentario dei fratelli Gianluca e Massimiliano De Serio che uscirà nelle sale a partire dal 21 aprile.
Il documentario ci riporta agli ultimi mesi di esistenza del Platz di Torino, una delle più grandi baraccopoli d’Europa, che si estendeva lungo il fiume Stura nella periferia nord della città e in cui vivevano oltre mille persone di diverse nazionalità. Il Platz è stato recentemente oggetto di un grande progetto di smantellamento e ricollocamento delle famiglie che lo abitavano. Un film necessario per non dimenticare, “I ricordi del fiume” (che ha una durata di 96 minuti) offre agli spettatori la possibilità di rivivere uno spaccato significativo di quelle esistenze, portandoci a conoscere alcune storie di vita delle persone (non personaggi) che hanno abitato in quei luoghi. Il film, prodotto da “La Sarraz Pictures” con Rai Cinema, è stato presentato Fuori Concorso alla 72esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.
Dalle 18, la proiezione del film sarà preceduta dal dibattito “Rom e non solo: superare le baraccopoli, dare casa ai diritti umani”. Partecipano Mario Morcone (capo Dipartimento Libertà Civili e Immigrazione del Ministero dell’Interno), Carlo Stasolla (presidente di Associazione 21 luglio), Paola Menetti (Presidente nazionale Legacoopsociali), Massimiliano Ferrua (Cooperativa Sociale Animazione Valdocco – Torino) e i registi del film Gianluca e Massimiliano De Serio.
 
GUARDA IL TRAILER DEL FILM “I RICORDI DEL FIUME”

Associazione 21 luglio ha un nuovo Consiglio Direttivo

L’Assemblea dei soci di Associazione 21 luglio ha eletto il nuovo Consiglio Direttivo, che sarà in carica per i prossimi tre anni e che risulta così composto:
Presidente: Carlo Stasolla, presidente uscente e co-fondatore di Associazione 21 luglio
Vice presidente: Michele Costa, avvocato cassazionista e  co-fondatore di Associazione 21 luglio
Membro del Consiglio direttivo: Tommaso Vitale, professore associato di Sociologia, Sciences Po, Université Sorbonne Paris-Cité, Centre d’études européennes (CEE)
Membro del Consiglio direttivo: Paola Cutaia, in passato ha ricoperto incarichi come direttore nazione di Amnesty International, direttore di AGESCI e diversi incarichi dirigenziali in ambito governativo
L’Assemblea ha altresì confermato Aurora Sordini come Segretario generale di Associazione 21 luglio.
Un sentito ringraziamento per il lavoro svolto e l’impegno profuso va ai membri del passato Consiglio Direttivo, in particolare a Marco Brazzoduro, Stefano Batori e Riccardo Noury.

Il tuo 5×1000 per i diritti dell'infanzia!

5x1000Il tuo 5×1000 per i diritti dell’infanzia!

C’è un modo facile per sostenere i diritti dell’infanzia rom che non ti costa nulla: destinare il tuo 5×1000 nella dichiarazione dei redditi all’Associazione 21 luglio. Basta inserire il nostro codice fiscale – 97598580583 – e la tua firma nella dichiarazione dei redditi.
Scopri di più

Lab Rom, laboratori di confronto e discussione sul tema rom e sinti in Italia

Vi sentite attivisti e volete dare il vostro contributo per tutelare e promuovere i diritti umani dei rom e sinti in Italia? Lavorate in organizzazioni e associazioni che si occupano della tematica oppure siete ricercatori, professionisti o operatori pastorali e desiderate condividere idee ed esperienze sulla cosiddetta “questione rom”, da nord a sud del nostro Paese?
Con LabRom, uno spazio informale e aperto di relazione in cui conoscersi, incontrarsi e confrontarsi, siete invitati a partecipare a tre laboratori di due giornate ciascuna che si terranno nel mese di maggio a Torino (13-14 maggio), Roma (23-24 maggio) e Reggio Calabria (30-31 maggio).
In LabRom ogni partecipante, rom e non rom, in una modalità seminariale è chiamato a condividere la propria esperienza e il bagaglio di idee di cui è portatore.
Le giornate saranno divise in due momenti: uno spazio di condivisione, al mattino, introdotto da una relazione iniziale ed uno spazio di discussione, nel pomeriggio.
I lavori si svolgeranno in plenaria e in gruppi coordinati da facilitatori. Le giornate inizieranno alle 9.30 e termineranno alle ore 18.30.
Per informazioni e per prenotarsi a uno o più appuntamenti scrivere a labrom@21luglio.org
E’ consentita anche la partecipazione a una sola giornata delle due previste in ogni città.
La partecipazione alle due giornate è libera e gratuita; eventuali spese di viaggio e alloggio sono a carico dei partecipanti.
LabRom è una iniziativa promossa da Associazione 21 luglio Onlus, Fondazione Migrantes, Reyn (Romanì Early Years Network), Legacoopsociali nazionale, Cooperativa Animazione Valdocco, Naga, Popica Onlus, MO.C.I. (Movimento Cooperazione Internazionale), Un Mondo di Mondi.

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TORINO, 13-14 MAGGIO 2016
Ufficio Pastorale Migranti, via S.G.B. Cottolengo 22
Venerdì 13
LA CONDIZIONE DEI ROM E DEI SINTI IN EMERGENZA ABITATIVA NEL NORD  ITALIA
Introduce i lavori Paola Meiardi, architetto specializzata in Pianificazione nei Paesi in via di sviluppo, Milano
La città di oggi tra marginalità e integrazione: il diritto e i diritti dell’abitare
In serata è prevista la proiezione del docu-film Gitanistan di Claudio “Cavallo” Giagnotti e Pierluigi De Donno
Sabato 14
IL BAMBINO ROM: CRITICITA’, RISORSE E PROSPETTIVE. COSTRUIRE UNA RETE PER LA PRIMA INFANZIA
Introduce i lavori Daniela Piazzalunga, economista, Università di Torino
Chi ben comincia è a metà dell’opera: l’importanza di investire nella prima infanzia


 
ROMA, 23-24 MAGGIO 2016
Fondazione Migrantes, via Aurelia 796
Lunedì 23
LA CONDIZIONE DEI ROM E DEI SINTI IN EMERGENZA ABITATIVA NEL CENTRO ITALIA
Introduce i lavori Carlo Cellamare, professore associato di Urbanistica, Università La Sapienza di Roma
Abitare pienamente la città. Protagonisti della polis a partire dalle sue periferie
Martedì 24
IL BAMBINO ROM: CRITICITA’, RISORSE E PROSPETTIVE. COSTRUIRE UNA RETE PER LA PRIMA INFANZIA
Introduce i lavori Susanna Mantovani, Professore ordinario di Pedagogia generale e sociale, Università degli studi di Milano-Bicocca
I primi anni di vita come finestra di opportunità


 
REGGIO CALABRIA, 30-31 MAGGIO 2016
Seminario Arcivescovile Pio XI, via Pio XI 236
Lunedì 30
LA CONDIZIONE DEI ROM E DEI SINTI IN EMERGENZA ABITATIVA NEL SUD ITALIA
Introduce i lavori Alessandro Petronio, docente invitato di Psicologia di Comunità, Istituto Universitario IPU, Viterbo
Dal diritto alla governance comunitaria del bene collettivo “abitare”
In serata è prevista la proiezione del docu-film Gitanistan di Claudio “Cavallo” Giagnotti e Pierluigi De Donno
Martedì 31
IL BAMBINO ROM: CRITICITA’, RISORSE E PROSPETTIVE. COSTRUIRE UNA RETE PER LA PRIMA INFANZIA
Introduce i lavori Severina Tuoto, psicologa dell’età evolutiva
Lo sviluppo psicologico del bambino da 0 a 6 anni


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RAPPORTO ANNUALE 2015

Malgrado i ripetuti richiami degli organismi internazionali e gli obiettivi fissati nella Strategia Nazionale d’Inclusione, l’Italia persevera nella segregazione e nella discriminazione delle comunità rom e sinte, finanziando la progettazione e la costruzione di nuovi “campi rom” e il rifacimento di quelli esistenti, perpetrando sgomberi forzati e rendendosi terreno fertile per la diffusione di un clima di ostilità e intolleranza che trova spazio anche nel discorso politico e mediatico.
Il quadro emerge dal Rapporto Annuale sulla condizione di rom e sinti in Italia, presentato in Senato da Associazione 21 luglio, in occasione della Giornata Internazionale dei Rom e dei Sinti.
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Rapporto Annuale 2015: Italia persevera nella segregazione dei rom

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Malgrado i ripetuti richiami degli organismi internazionali e gli obiettivi fissati nella Strategia Nazionale d’Inclusione, l’Italia persevera nella segregazione e nella discriminazione delle comunità rom e sinte, finanziando la progettazione e la costruzione di nuovi “campi rom” e il rifacimento di quelli esistenti, perpetrando sgomberi forzati e rendendosi terreno fertile per la diffusione di un clima di ostilità e intolleranza che trova spazio anche nel discorso politico e mediatico.Il quadro emerge dal Rapporto Annuale sulla condizione di rom e sinti in Italia, presentato stamane in Senato da Associazione 21 luglio, in occasione della Giornata Internazionale dei Rom e dei Sinti.Dalla mappatura condotta da Associazione 21 luglio, emerge che dei circa 180 mila rom e sinti che vivono attualmente nel nostro Paese, circa 35 mila vivono in emergenza abitativa e di essi quasi 20 mila in insediamenti voluti, progettati e gestiti dalle istituzioni. Si contano infatti 145 insediamenti formali per soli rom – il 76% dei quali è ubicato in Veneto, Toscana, Piemonte, Lombardia, Lazio, Emilia Romagna e Sardegna – e 10 “centri di raccolta”, il 93% dei quali si trova a Milano, Roma e Napoli. L’86% dei rom residenti nei “campi” vive nel Lazio, in Campania, Lombardia e Toscana, con la regione Lazio che, da sola, raggiunge una percentuale del 41%, con la quasi totalità nella Capitale.Nonostante tra le priorità della Strategia Nazionale ci sia il superamento della “politica dei campi”, in Italia, nel 2015, si sono continuati a registrare interventi mirati alla costruzione di nuovi “campi” o alla manutenzione straordinaria di quelli esistenti. Da Vicenza a Genova, da Pistoia a Napoli, sino a Lecce, questi interventi, che reiterano politiche che negli anni hanno restituito marginalizzazione e violazioni dei diritti umani, hanno interessato circa 1.780 persone a fronte di un impegno economico superiore ai 14 milioni di euroSi segnala, tra gli altri, il recente progetto di un “eco-villaggio” per soli rom a Giugliano, in provincia di Napoli, dove le autorità locali intendono trasferire i 260 rom attualmente residenti nel “campo” di Masseria del Pozzo, costruito dalle stesse autorità nel 2013. Il progetto dell’”eco-villaggio”, che prevede un investimento di 1,3 milioni di euro, non contiene alcun riferimento a misure per avviare percorsi volti all’inclusione sociale delle famiglie, dimostrando quindi che le dinamiche discriminatorie che tali soluzioni abitative comportano non cessano con l’utilizzo di materiali eco compatibili. Tra i pochi esempi di comuni italiani che hanno optato per il superamento dei “campi” figura il Comune di Alghero che, attraverso fondi della Regione Sardegna, ha avviato un progetto di quattro anni mediante il quale ha reperito abitazioni sul mercato privato per 60 persone che vivevano nell’insediamento formale di Fertilia, evitando dunque sia lo sgombero forzato che la costruzione di un nuovo “campo”. Numerose, nel 2015, sono state le raccomandazioni formulate all’Italia dagli enti di monitoraggio internazionale – tra cui la Commissione Europea contro il Razzismo e l’Intolleranza (ECRI) e il Comitato sui Diritti Economici, Sociali e Culturali delle Nazioni Unite e, a inizio 2016, il Commissario per i Diritti Umani del Consiglio d’Europa Nils Muižnieks con una lettera al premier Matteo Renzi  – che hanno richiamato gli amministratori nazionali e locali a promuovere politiche di desegregazione abitativa nei confronti dei rom oggi confinati nei “campi”. Associazione 21 luglio è estremamente preoccupata circa il grave ritardo accumulato sulla tabella di marcia dalla Strategia Nazionale che, come da impegni assunti in ambito europeo nel 2012, è chiamata a portare a compimento i suoi obiettivi entro il 2020. Forti responsabilità in seno alle autorità locali (Regioni e Comuni), che hanno un ruolo determinante nella trasposizione della Strategia in misure concrete, e l’inefficacia dell’UNAR, il Punto di Contatto Nazionale per l’attuazione della Strategia, che continua a non essere messo nella posizione di poter svolgere adeguatamente la propria funzione, sono tra i motivi principali del fallimento della Strategia. «Il 2016 è probabilmente l’ultima vera occasione che ha il nostro Paese per recuperare il terreno perduto – sostiene Associazione 21 luglio -. Perché ciò avvenga è però necessario che i nuovi sindaci che saranno chiamati, nei prossimi mesi, ad amministrare città italiane con la maggiore presenza di rom e sinti, tra tutte Milano, Torino, Roma e Napoli, dimostrino volontà, determinazione e concretezza nell’affrontare una questione che non può più essere rimandata». Uno dei principali ostacoli per l’efficacia delle politiche inclusive rivolte a rom e sinti, del resto, è rappresentato dal proliferare dell’antiziganismo, ovvero il clima di ostilità e intolleranza verso rom e sinti che, a sua volta, si alimenta di stereotipi e pregiudizi diffusi, nonché dei discorsi d’odio pronunciati da rappresentanti politici e istituzionali. Nel 2015, l’Osservatorio nazionale sui discorsi d’odio di Associazione 21 luglio ha rilevato 265 casi di discorsi d’odio contro rom e sinti, di cui il 55% classificati di gravità alta. L’89% degli episodi registrati risulta appannaggio di esponenti politici, con una netta preponderanza (37%) di rappresentanti della Lega NordIl Rapporto Annuale contiene inoltre un focus sulla situazione a Roma, dove oggi circa 8 mila persone vivono in baraccopoli istituzionali, micro insediamenti e “centri di raccolta”. Nel solo 2015, nella Capitale, le autorità locali hanno condotto 80 sgomberi forzati (+135% rispetto all’anno precedente, quando gli sgomberi erano stati 34). Tali azioni, in violazione dei diritti umani e del diritto internazionale, hanno coinvolto 1.470 persone, tra cui donne e minori, per un costo complessivo superiore a 1,8 milioni di euro, pari a 1.255 euro per ogni persona sgomberata.

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