Archivio per anno: 2017

ANAC

Svelato il mistero del nuovo "campo" a Roma: Associazione 21 luglio invia esposto all'ANAC

Finalmente svelato il “mistero” del nuovo campo rom a Roma: i rom resteranno nel vecchio insediamento grazie a un bando redatto in modo da escludere altri potenziali concorrenti. Associazione 21 luglio invia esposto all’ANAC: «Violate le norme in materia di concorrenza e appalti».

Roma, 3/4/2017 – Il 31 marzo scorso presso il Dipartimento Politiche Sociali di Roma Capitale è stato aperto dalla Commissione nominata l’unico plico pervenuto in risposta alla procedura di gara: “Reperimento di un’area attrezzata Municipio Roma XV o Municipi limitrofi per l’accoglienza e soggiorno di 120 nuclei familiari di etnia Rom e affidamento del servizio di gestione sociale e vigilanza”. E’ stato così finalmente svelato il “mistero” che da mesi accompagna a Roma la vicenda della costruzione di un insediamento destinato, come si legge nel bando «all’accoglienza e al soggiorno temporaneo di 120 nuclei di cui 109 attualmente ospiti presso il “Villaggio River” sito in Roma via Tenuta Piccirilli, 207 (Municipio Roma XV)».
Nei mesi scorsi, a più riprese, di fronte all’accusa di voler costruire un nuovo insediamento per soli rom, le autorità capitoline si erano sempre affrettate a rettificare: «Non si tratta di un nuovo campo».
Effettivamente l’unico plico pervenuto e aperto il 31 marzo scorso è a firma proprio della stessa Cooperativa operante nel settore sociale che dal 2005 gestisce l’accoglienza delle comunità rom nel “Villaggio River” che dal medesimo insediamento dovrebbero invece uscire. Negli ultimi anni, per la gestione dell’insediamento, classificato dal Comune di Roma come uno dei 7 “villaggi attrezzati” della Capitale, le autorità capitoline hanno speso quasi 1.200.000 euro annui per l’accoglienza di circa 500 persone. Il tutto attraverso una procedura negoziata senza bando di gara che negli anni ha visto la firma di dirigenti comunali coinvolti nell’inchiesta denominata “Mafia Capitale”.
Davanti all’impossibilità di proseguire con tale modalità operativa – a seguito di una relazione di analisi delle modalità di affidamento dei servizi dell’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC) nella quale sono state anche segnalate le irregolarità – il Comune di Roma, anziché provvedere ad un ventaglio di soluzioni abitative alternative per le 109 famiglie rom, come raccomandato dalla Strategia Nazionale per l’inclusione dei rom, ha deciso di rendere pubblica, l’8 luglio 2016, la procedura di gara per il reperimento di una nuova area attrezzata per 15 mesi per un importo complessivo a base di gara di 1.549.484,26 euro. Il 21 dicembre 2016 il Dipartimento Politiche Sociali ha disposto la sospensione del bando in autotutela per poi confermare la procedura il 7 marzo 2017.
Il 31 marzo scorso, dopo l’apertura dell’unico plico, Associazione 21 luglio ha inviato un esposto all’ANAC nel quale è segnalato come la gara d’appalto sembrerebbe essere stata redatta in funzione dell’unico concorrente, da anni affidatario del servizio di gestione nel “Villaggio River”, «unico soggetto, questo, avente i requisiti strutturali, la capacità economica e finanziaria e le competenze tecnico-professionali espressamente richieste dal bando di gara».
Nell’esposto viene richiamata «l’esistenza di una forte similitudine tra i requisiti strutturali, le prestazioni e i servizi richiesti e forniti sino ad ora» nel “Villaggio River”, e quelli previsti dal recente bando. In quest’ultimo, le restrizioni territoriali (XV Municipio o Municipi limitrofi), quelle legate alla capacità tecnica (esperienza simile negli ultimi tre anni), quelle relative alla capacità economica (fatturato degli ultimi 3 anni non inferiore al 20% dell’importo a base di gara) sono tali che è possibile affermare – come si legge nell’esposto – che al di fuori della Cooperativa in oggetto «non vi siano altri concorrenti, né nel territorio del XV Municipio né in quelli limitrofi, in possesso né di una struttura rispondente ai requisiti strutturali previsti […], né aventi le capacità tecniche, economiche e finanziarie richieste dal bando oggetto del presente esposto».
«Si paventa il forte sospetto – si conclude nell’esposto presentato da Associazione 21 luglio – che la gara sia stata strutturata in modo tale da permettere la partecipazione della sola realtà appartenente al terzo settore» e pertanto «si ponga in violazione della normativa di settore e in dispregio dei basilari principi di concorrenza, imparzialità, parità di trattamento, trasparenza e proporzionalità in quanto volta a celare dietro il ricorso a procedura aperta, palesi distorsioni del mercato».
«Dopo quanto avvenuto negli anni passati – afferma Carlo Stasolla presidente di Associazione 21 luglio – non ci saremo certo aspettati di incorrere nuovamente in elementi di forte opacità come quelli rilevati nel bando. Auspichiamo pertanto un pronto intervento non solo dell’Ufficio diretto dal dott. Raffaele Cantone ma anche degli organi politici dell’Amministrazione Capitolina volto a riportare chiarezza e trasparenza sull’intera, gravissima vicenda che sembra rievocare, nella città di Roma, i fantasmi del passato».
Per maggiori informazioni:
Elena Risi
Ufficio stampa e comunicazione
Associazione 21 luglio
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diritti umani

Diritti umani: il Comitato Onu boccia l'Italia e accoglie le osservazioni di Associazione 21 luglio

È stato pubblicato ieri il parere del Comitato Diritti Umani delle Nazioni Unite sull’Italia, durante la sessione numero 119, ha giudicato il livello di raggiungimento e godimento di alcuni diritti fondamentali nel nostro paese.
Associazione 21 luglio esprime profonda soddisfazione nell’apprendere come il Comitato abbia accolto le Osservazioni presentate nel suo rapporto ombra consegnato a gennaio scorso.
Nelle raccomandazioni del Comitato elaborate all’interno del capitolo “Discriminazione contro Rom, Sinti e Caminanti”, si legge infatti una particolare preoccupazione per l’assenza di rimedi legali rivolti alle comunità rom e sinte che hanno subìto pesanti violazioni dei diritti umani durante il periodo dell’emergenza nomadi tra maggio 2008 e novembre 2011; per i continui sgomberi forzati; per la scelta di reiterare la politica di campi monoetnici per soli rom e – infine – per l’imposizione di norme securitarie all’interno dei “campi” segreganti.
«Il parere e le raccomandazioni del Comitato ONU assumono un valore ancora più rilevante in questo particolare momento storico – ha dichiarato Carlo Stasolla, presidente di Associazione 21 luglio -considerato che il Comune di Napoli sta ultimando la costruzione di un nuovo insediamento per soli rom ed è in attesa di procedere allo sgombero forzato di circa 1.300 persone il località Gianturco e visto che il Comune di Roma ha confermato il bando per la costruzione di un nuovo “campo”, cedendo per l’ennesima volta alla tentazione di investire sui ghetti etnici riaprendo di fatto la triste stagione dei “campi rom”».

Amarò Foro

"Guardaci negli occhi, anche noi ci siamo"

Dai diari di Amarò Foro 2016, ecco il racconto di Dzemila, una delle mediatrici del progetto che da ottobre si tiene all’interno del Polo Ex Fienile di Tor Bella Monaca.
All’inizio dei laboratori di Amarò Foro D. era un vera peste, non sapevo come avvicinarmi a lui, era scontroso e aggressivo. Spesso all’interno delle attività dava fastidio alle bambine con il solo scopo di farsi notare e mettersi in mostra. Con noi operatori si poneva spesso con tono provocatorio e manifestazioni di sfida. Era difficile per me, una donna, conquistare la sua attenzione e dovetti cercare una strategia per avere la sua attenzione e il suo rispetto.
Dato che all’interno del laboratorio anche gli operatori si mettono in gioco e partecipano alle attività gli proposi una “scommessa”, una sorta di sfida permanente tra di noi a suon di passi di break dance. Ad ogni incontro mi riservavo un momento con lui per mostrargli ciò che avevo imparato e per dargli la possibilità di dimostrare i suoi progressi.
Così è iniziato un dialogo tra di noi, un gioco solo nostro, parallelo alle attività; uno spazio che attivavo ogni volta che lo vedevo nervoso e agitato. Mi avvicinavo nei suoi momenti di maggior tensione e lo sfidavo a battermi, a ballare: gli dicevo magari che mi ero esercitata a casa e che lo avrei battuto, o che mi sentivo particolarmente in forma.
Lui aveva modo di sfogarsi nella danza e io di accogliere la sua tensione e mantenere attivo quel dialogo. Settimana dopo settimana lui ci metteva sempre più impegno sentendo di riuscire, sentendosi finalmente bravo in qualcosa.
Nel tempo D. è diventato più tranquillo e affettuoso, non ha mai saltato un incontro, talvolta ha preferito sperimentare la musica piuttosto che la danza, ma la nostra piccola sfida utile è rimasta aperta.
Mi ha colpito molto il suo impegno nei giorni che hanno preceduto lo spettacolo di natale: un misto di eccitazione incontenibile, ansia e voglia di far bene.
Sul palco D. è stato bravissimo, privo di timidezza, aperto e divertito dalla situazione, sicuro di sé. Ho avuto la sensazione che si prendesse una bella rivincita sul mondo cantando a squarcia gola e di fronte al pubblico di un teatro pieno: “Guardaci negli occhi, anche noi ci siamo”.
Dzemila Salkanovic
Mediatrice
Associazione 21 luglio

Giornata Internazionale rom e sinti

Giornata Internazionale Rom e Sinti: il 7 aprile presentazione in Senato del nuovo rapporto annuale

 

INVITO

7 aprile 2017 ore 11
Sala degli Atti Parlamentari
Biblioteca del Senato «Giovanni Spadolini»
Piazza della Minerva, 38 – Roma

Associazione 21 luglio in occasione della Giornata Internazionale dei Rom e Sinti che si celebra l’8 aprile di ogni anno presenta il suo

RAPPORTO ANNUALE 2016

Introduce:
Luigi Manconi, Presidente Commissione Diritti Umani del Senato

Nel corso della presentazione verranno resi noti i dati inediti raccolti da Associazione 21 luglio e la mappatura nazionale – con un focus sulla città di Roma – dei rom e sinti in emergenza abitativa, sugli sgomberi forzati oltre che su discriminazione e discorsi d’odio. Verranno inoltre ripercorse le tappe fondamentali della “politica dei campi” nel 2016, evidenziando gli sviluppi rilevanti nel 2016 rispetto all’applicazione della Strategia Nazionale d’Inclusione.
Saranno infine presentate le azioni di Associazione 21 luglio e i risultati raggiunti nell’anno appena concluso.
L’accesso alla sala – con abbigliamento consono e, per gli uomini, obbligo di giacca e cravatta – è consentito fino al raggiungimento della capienza massima ed è obbligatorio l’accredito.
Per informazioni e accrediti: stampa@21luglio.org
I giornalisti devono accreditarsi secondo le modalità consuete
inviando un fax allo 0667062947 o una mail a accrediti.stampa@senato.it
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superamento campi rom

Municipality of Rome presents semi-final draft plan for the overcoming of Roma camps: an improvised and expensive program

PRESS RELEASE

Municipality of Rome presents semi-final draft plan for the overcoming of Roma camps.
Associazione 21 luglio: “An improvised program, in violation of human rights and expensive. We call for an immediate change of course”.

Rome, 3.20.2017 – Lack of compliance with the principles recommended by the European Commission, absence of specific financing and appropriate consultations, process of “skimming” with probable initiation of new cycles of new shantytowns, slums and illegal occupations, reinforcing perverse and expensive assistance circuits. This is the alarm raised today by Associazione 21 luglio during the press conference where the path for overcoming Roma camps decided by the Municipality of Rome was presented and analysed.
Mayor Virginia Raggi had written in her electoral program: “For what concerns the management of Roma camps, the measures that have already been provided by the European Community will be implemented, as acknowledged by the Government, in relation to the gradual overcoming of the camps”. Today, 9 months after taking office, Raggi’s City Council appears instead to be moving in an opposite direction to that provided by the National Strategy for Roma Inclusion drafted by the Italian Government in the implementation of the Communication of the European Commission n. 173/2011.
Following the Memory of Council of 21 November which sets the time schedule of actions, the Resolution of the Capitoline Council of 16 December establishing the local table for the inclusion of the Roma, Sinti and Caminanti people”, the first convocation of the institutional table with the approval of a semi-final draft of the “Plan of Roma Capitale for Inclusion of Roma, Sinti and Caminanti people”, it has been possible to enter into the details of the scheduled course of actions foreseen by the Municipality of Rome viewing the documentation filed by the Office of the Capitoline Advocate constituted in a case pending before the Civil Court of Rome.
This course, exclusively addressed to approximately 4,500 Roma present in formal and tollerate settlements, and thus forgetting the remaining 3,000 present in informal settlements, foresees three stages: expulsion from the “camps” of individuals without legal documentation, evaluation of social needs and inclusion in intermediate reception structures. In the semi-final draft “Plan” released on January 31, 2017 by the Institutional Table details of the course are delineated: the closure of social services are foreseen and the suspension, in the settlements where public services are present, of school accompaniment; among the families that will be considered as beneficiaries only those with registered residence and willing to participate in individualized plans for social inclusion subordinating them to the fulfillment of compulsory education; absolutely no action is planned to regularize the position of “de facto stateless persons”.
A key passage in the course concerns the “intermediate structures”. To begin the construction the Municipality of Rome has a few days ago released the procedures to build a new “camp” in the XV Municipality (or neighboring Municipalities). A settlement that will cost the municipal coffers more than 1.5 million euro and that, for cost and management characteristics, will be very similar to the “equipped villages” desired by the former Mayor of Rome Gianni Alemanno, where, in the face of an alleged temporary nature, the costs for social inclusion is nearly zero and therefore resets to zero the chances of overcoming.
Associazione 21 luglio analyzed the course introduced by the Municipality of Rome identifying in it the absence of the cardinal principles of the National Strategy for Roma Inclusion, the lack of consultative processes, the birth of a new evil “system of assistance for Roma-only”, the absence of alternative housing tools as well as the lack of assured funding.
“The consequences? – asks Associazione 21 luglio – In the immediate an expense of 1.5 million euro to build a new “Roma camp”. The course that will be implemented is based on a principle of merit and not need thus we will witness the start of a dangerous process of skimming from which no more than 1,500 Roma will benefit. The other 6,000 (those present in formal and informal settlements) will remain on the street with an evident proliferation of slums and the cycle of occupations.”
“Actually – continues Associazione 21 luglio – if the Municipality of Rome intends to comply with the UE provisions, as promised during Mayor Virgina Raggi’s election campaign, the National Strategy, drafted by the Italian Government and not by associations for human rights, speaks clearly. It is the competence of the Municipalities – the Strategy states – to assess a wide range of housing options such as: social housing in ordinary public housing, support for the purchase of ordinary private housing, support for the rental of ordinary private housing, self-construction accompanied by social inclusion projects, rental of rural houses and farm buildings of public property into disuse.”
In light of the critical situation, Associazione 21 luglio asks the Raggi Council for a rapid turnabout and does so with three specific requests: the suspension of any action as provided for in the course of overcoming Roma camps; contact with the Lazio Region to start again, as provided by the governance framework given in the Strategy, from that which emerged during the meetings of the Regional Table in recent months that have seen the participation of Roma communities and associations; the approval of the Resolution of popular initiative for overcoming of camps signed by 6,000 citizens of Rome and presented by the 9 organizations of the “Comitato Accogliamoci“ which will be debated during the Capitoline Assembly on March 30th. The Resolution, the text which was taken up also by the then city councilor Virginia Raggi, could represent a turning point but also a moment of truth to understand truly how far the City of Rome really wants to go to overcome the shame of shantytowns in the Roman suburbs or whether said commitment remains devoid of any concreteness.
More information:
Elena Risi
Press Office
Associazione 21 luglio
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superamento campi rom

Associazione 21 luglio sul percorso di superamento dei "campi rom" a Roma: lesivo dei diritti umani e costoso

Presentato il percorso di superamento dei campi rom del Comune di Roma. Associazione 21 luglio: «Programma improvvisato, lesivo dei diritti umani e costoso. Chiediamo immediato cambio di rotta».

Roma, 20/3/2017 – Mancanza di rispetto dei principi raccomandati dalla Commissione Europea, assenza di finanziamenti certi e di consultazioni adeguate, processo di “scrematura” con probabile ripresa dei cicli di nuove baraccopoli e occupazioni abusive, rafforzamento di perversi e costosi circuiti assistenziali. E’ questo l’allarme lanciato oggi da Associazione 21 luglio all’interno della conferenza stampa nel corso della quale è stato presentato e analizzato il percorso di superamento dei campi rom deciso dal Comune di Roma.
Nel programma elettorale della sindaca Virginia Raggi era scritto: “Per ciò che concerne la gestione dei campi Rom, saranno attuate le misure già previste dalla Comunità Europea, come recepite dal Governo, relativamente al progressivo superamento dei campi stessi”. Oggi, a 9 mesi dall’insediamento, la Giunta Raggi sembra invece andare in una direzione opposta a quella prevista dalla Strategia Nazionale per l’Inclusione dei rom redatta dal Governo italiano in attuazione della Comunicazione della Commissione Europea n. 173/2011.
Dopo la Memoria di Giunta del 21 novembre scorso che fissa il cronoprogramma delle azioni, la Delibera della Giunta Capitolina del 16 dicembre che istituisce il “Tavolo cittadino per l’inclusione delle popolazioni Rom, Sinti e caminanti”, la prima convocazione del Tavolo istituzionale con l’approvazione di una bozza semi-definitiva del “Piano di Roma Capitale per l’Inclusione delle popolazioni rom, sinti e caminanti”, è stato possibile entrare nel dettaglio del percorso previsto dal Comune di Roma visionando la documentazione depositata dall’Avvocatura Capitolina costituitasi in un procedimento pendente dinanzi al Tribunale Civile di Roma.
Tale percorso, rivolto esclusivamente ai circa 4.500 rom presenti negli insediamenti formali, e quindi dimentico dei restanti 3.000 presenti in quelli informali e tollerati, prevede tre tappe: espulsione dai “campi” dei soggetti privi di regolare documentazione, valutazione dei bisogni sociali e inserimento in strutture intermedie per l’accoglienza. Nella bozza semi-definitiva del “Piano” uscita il 31 gennaio 2017 dal Tavolo istituzionale si scende nei dettagli del percorso: viene prevista la chiusura dei servizi sociali e la sospensione, negli insediamenti dove è presente il servizio pubblico, dell’accompagnamento scolastico; tra i nuclei famigliari verranno considerati beneficiari solo quelli con residenza anagrafica e disponibili alla partecipazione a piani individualizzati di inclusione sociale subordinandoli all’adempimento degli obblighi scolastici; non viene prevista nessuna azione per regolarizzare la posizione degli “apolidi di fatto”.
Un passaggio-chiave del percorso riguarda le “strutture intermedie”. Per avviarne la realizzazione il Comune di Roma ha sbloccato nei giorni scorsi la procedura per realizzare un nuovo “campo” nel Municipio XV (o Municipi limitrofi). Un insediamento che costerà alle casse comunali più di 1,5 milioni di euro e che, per costi e caratteristiche di gestione, assomiglierà molto ai “villaggi attrezzati” voluti dall’allora sindaco di Roma Gianni Alemanno, dove, a fronte di una presunta temporaneità, la spesa per l’inclusione sociale è quasi nulla e quindi sono azzerate le possibilità di superamento.
Associazione 21 luglio ha analizzato il percorso introdotto dal Comune di Roma individuando nello stesso l’assenza dei principi cardine della Strategia Nazionale per l’Inclusione dei Rom, la mancanza di processi consultivi, la nascita di un nuovo perverso “sistema assistenziale per soli rom”, l’assenza di strumenti abitativi alternativi così come la mancanza di finanziamenti certi.
«Le conseguenze? – si chiede Associazione 21 luglio. Nell’immediato la spesa di 1,5 milioni di euro per realizzare un nuovo “campo rom”. Il percorso è fondato sul principio del merito e non del bisogno per cui vedremo avviarsi un pericoloso processo di scrematura del quale beneficeranno non più di 1.500 rom. Gli altri 6.000 (quelli presenti negli insediamenti formali e informali) resteranno per strada con un evidente moltiplicarsi delle baraccopoli e del ciclo delle occupazioni».
«In realtà – continua Associazione 21 luglio – se il Comune di Roma intende adeguarsi a quanto previsto dall’Europa, così come promesso in campagna elettorale dalla sindaca Virginia Raggi, la Strategia Nazionale redatta dal Governo italiano e non da associazioni per i diritti umani, parla chiaro. Spetta ai Comuni – sostiene la Strategia – valutare un ampio spettro di opzioni abitative quali: edilizia sociale in abitazioni ordinarie pubbliche, sostegno all’acquisto di abitazioni ordinarie private, sostegno all’affitto di abitazioni ordinarie private, autocostruzioni accompagnate da progetti di inserimento sociale, affitto di casolari e cascine di proprietà pubblica in disuso».
Alla luce delle criticità rilevate, Associazione 21 luglio chiede alla Giunta Raggi una rapida marcia indietro e lo fa attraverso tre specifiche richieste: la sospensione di ogni azione così come prevista dal percorso di superamento dei campi rom; la presa di contatto con la Regione Lazio per ripartire, così come previsto dagli schemi di governance riportati nella Strategia, da quanto emerso negli incontri del Tavolo Regionale che nei mesi scorsi hanno visto la partecipazione di comunità rom e associazioni; l’approvazione della Delibera di iniziativa popolare per il superamento dei campi sottoscritta da 6.000 cittadini romani e presentata dalle 9 organizzazioni del Comitato Accogliamoci che il 30 marzo prossimo verrà discussa nell’Assemblea Capitolina. La Delibera, il cui testo era stato fatto proprio anche dall’allora consigliera comunale Virginia Raggi, potrebbe rappresentare un punto di svolta ma anche un momento di verità in cui comprendere fino a dove il Comune di Roma vuole realmente spingersi per superare la vergogna delle baraccopoli nelle periferie romane o se tale impegno resta un proposito privo di qualsiasi concretezza.

Per maggiori informazioni:
Elena Risi
Ufficio stampa e comunicazione
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superamento campi rom.

Il superamento dei "campi rom" del Comune di Roma

INVITO

IL SUPERAMENTO DEI CAMPI ROM DEL COMUNE DI ROMA
Presentazione e analisi di un fallimento annunciato

Lunedì 20 marzo, ore 12
Sala Convegni CESV
Via Liberiana 17, Roma

Nel programma elettorale della sindaca Virginia Raggi era scritto: «Per ciò che concerne la gestione dei campi Rom, saranno attuate le misure già previste dalla Comunità Europea, come recepite dal Governo, relativamente al progressivo superamento dei campi stessi».
Oggi, a 9 mesi dall’insediamento della nuova Giunta, Associazione 21 luglio, grazie all’analisi di documenti pubblici in possesso dell’organizzazione, è in grado di svelare il percorso di superamento dei campi rom del Comune di Roma.
All’interno della presentazione verranno evidenziate le principali criticità di un percorso già avviato negli ultimi due mesi dal Comune di Roma e in stridente contrasto con la Strategia Nazionale per l’Inclusione dei rom redatta dal Governo italiano in attuazione della Comunicazione della Commissione Europea n. 173/2011.
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Elena Risi
Ufficio stampa e comunicazione
Associazione 21 luglio
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Foto di Stefano Sbrulli 

corso attivisti diritti umani.

Iscrizioni aperte per la 4a edizione del corso attivisti per i diritti umani

Associazione 21 luglio apre le iscrizioni per la 4° edizione del Corso di Formazione per giovani attivisti italiani e stranieri.
Associazione 21 luglio invita tutti gli interessati a presentare la propria candidatura per la 4° edizione del Corso di formazione per attivisti dei diritti umani italiani e stranieri.
Il Corso di formazione per attivisti dei diritti umani è rivolto a giovani, studenti o attivisti che vivono nel Comune di Roma. Il Corso rappresenta un’eccellente occasione di scambio, confronto di idee ed esperienze, spunti di dibattito e di azione per i partecipanti.
Il Corso avrà una durata complessiva di 20 ore, suddivise in lezioni partecipate che forniranno ai partecipanti le nozioni base, e in laboratori, dove i concetti teorici verranno messi in pratica.
Il programma comprenderà i seguenti argomenti:
1) I diritti umani: concetto, principi e strumenti;
2) Status degli stranieri e diritti umani;
3) Il diritto a un alloggio adeguato e esempi di attivismo;
4) Il diritto al lavoro e esempi di attivismo;
5) Il diritto all’educazione e esempi di attivismo;
6) Il diritto alla salute e l’accesso ai servizi;
7) I discorsi d’odio e i mezzi di contrasto;
8) La comunicazione: strumenti utili per gli attivisti;
9) La discriminazione e le azioni pilota.
Lo scopo principale del Corso è la formazione di giovani che siano attivi e consapevoli, e che possano utilizzare gli strumenti e i meccanismi nazionali, regionali e internazionali per tutelare i loro diritti umani come singoli e quelli delle loro comunità, e lottare contro ogni forma di discriminazione.
Le selezione dei 12 corsisti che seguiranno l’intero percorso formativo avverrà a inizio aprile. I 12 candidati selezionati parteciperanno agli incontri formativi che si terranno da venerdì 14 aprile a venerdì 12 maggio a Roma.
I costi di viaggio per i 12 corsisti selezionati sono totalmente a carico degli organizzatori.
Al termine del corso, i partecipanti riceveranno un attestato di partecipazione potranno decidere se prender parte al secondo modulo di formazione.
Al termine del secondo modulo i più meritevoli avranno la possibilità di svolgere un tirocinio retribuito della durata di 3 mesi presso la sede dell’Associazione 21 luglio a Roma.
Obiettivi del Corso:
Il Corso di formazione per attivisti dei diritti umani fa parte del programma dell’Associazione 21 luglio, per sostenere e promuovere la cittadinanza attiva.
Gli obiettivi primari del corso sono:
• creare consapevolezza nei giovani italiani e stranieri riguardo i loro diritti come individui e come parte della collettività;
• sviluppare le loro conoscenze sugli strumenti di protezione e promozione dei diritti umani e di lotta contro la discriminazione a livello nazionale (legislazione nazionale), regionale (Trattati Europei, altri meccanismi del Consiglio d’Europa e dell’Unione Europea) e internazionale (Trattati e meccanismi delle Nazioni Unite);
• rafforzare le capacità di monitoraggio, denuncia e difesa contro le violazioni dei diritti umani al fine di essere in grado di reagire immediatamente in caso di violazioni dei diritti umani;
• aumentare le abilità di mettere in pratica i concetti appresi all’interno delle organizzazioni e delle comunità;
• promuovere una rete di giovani attivisti dei diritti umani in Italia che possa agire attivamente, sia tramite il rafforzamento dei legami con la società civile e con le organizzazioni, sia attraverso la creazione di azioni che coinvolgano le comunità di riferimento nella lotta per i loro diritti.
Requisiti:
I candidati dovranno:
• possedere una buona conoscenza della lingua italiana orale e scritta (il corso prevede la lettura di documenti e materiale didattico);
• avere un’età compresa tra i 18 e i 35 anni;
• possedere almeno un diploma di scuola media;
• dimostrare di essere individui attivi all’interno delle rispettive comunità;
• essere molto motivati e interessati alle tematiche trattate.
Si consiglia vivamente anche ai candidati che non dovessero soddisfare uno dei requisiti relativi all’età e alla formazione scolastica, ma che fossero molto motivati, di inoltrare la domanda di iscrizione. La loro domanda verrà comunque accettata con riserva e valutata attentamente dal comitato selezionatore.
Procedura per la presentazione delle domande:
I candidati dovranno presentare quanto segue per poter partecipare al Corso:
1. Modulo di iscrizione compilato – Clicca QUI,
2. Curriculum Vitae (MAX 2 Pagg);
3. Lettera di presentazione da parte di un insegnante, professore, presidente o esponente di un’organizzazione, datore di lavoro o leader religioso che sia a conoscenza del lavoro del candidato e del suo impegno nel campo dei diritti. La lettera dovrà spiegare la natura della relazione con il candidato, la durata della conoscenza reciproca ed evidenziare i principali motivi che rendono il candidato adatto a partecipare al Corso di formazione per attivisti.
Tutte le domande di iscrizione, corredate della documentazione di supporto completa, dovranno essere presentate tassativamente entro il 31 marzo 2017. Si invitano cordialmente i candidati a presentare le proprie domande di partecipazione prima di tale scadenza.
Le domande di iscrizione complete dovranno essere inviate per e-mail, come allegato, all’indirizzo info@21luglio.org con oggetto: Corso di formazione attivisti per i diritti umani – Nome Cognome
Oppure consegnate a mano, dopo aver contattato l’Associazione 21 luglio al numero 329 86 97 929, entro le ore 12 del 31 marzo 2017.

Unar.

Cild scrive all'on. Boschi per difendere le attività dell'Unar

Alcuni giorni fa sono state rese note le vicende che hanno portato alle dimissioni del direttore dell’Unar, in seguito alle denunce di un servizio delle Iene che accusava il finanziamento da parte di questo ente di un’associazione nelle cui sedi si svolgerebbero attività sessuali a pagamento. Il dibattito che ne è seguito ha fatto però un uso strumentale di questa vicenda, mettendo in discussione il ruolo dell’Unar tout court e dimenticando l’importanza centrale di questo ente nella lotta a tutte le discriminazioni in Italia.
Pubblichiamo di seguito la lettera scritta dalla CILD, Coalizione Italiana per le Libertà e i Diritti civili di cui Associazione 21 luglio fa parte, alla Sottosegretaria alla Presidenza del Consiglio Maria Elena Boschi per ribadire l’importanza del ruolo dell’Unar e della sua indipendenza.
On.le Ministro Maria Elena Boschi
Sottosegretaria alla Presidenza del Consiglio
Gentile Ministro,
Le scriviamo a proposito dell’Unar, Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali.
La Coalizione che rappresento è composta da ben trentaquattro organizzazioni della società civile italiana impegnata nei settori dei diritti dei migranti, della lotta alle discriminazioni, della giustizia, dei diritti civili e politici, della trasparenza nella pubblica amministrazione.
Molte delle nostre associazioni hanno già espresso pubblicamente la propria profonda preoccupazione per ciò che potrebbe accadere all’Unar. Il dibattito successivo al servizio televisivo delle Iene è stato distorto e poca attenzione qualificata è stata posta al tema del ruolo strategico che l’Unar ha avuto e potrebbe avere per favorire un cambiamento culturale nel nome dell’uguaglianza e delle libertà fondamentali, grazie alle attività di prevenzione e contrasto delle discriminazioni di carattere razzista, sessista, religioso, etnico, fondate sulla nazionalità, sull’orientamento sessuale o sull’identità di genere.
Nei prossimi giorni l’Italia sarà sotto scrutinio del Comitato Diritti Umani delle Nazioni Unite. Nel nostro rapporto ombra che discuteremo a Ginevra davanti alla rappresentanza italiana e all’organismo multinazionale, tra il 6 e il 10 marzo, ribadiremo la nostra ferma convinzione che l’Unar va difeso, protetto ma anche reso autenticamente indipendente dall’autorità di Governo così come le stesse organizzazioni intergovernative richiedono.
Immaginiamo che una riforma di questo genere non sia facile da realizzare a fine legislatura ma per noi resta obiettivo prioritario.
In questo momento però riteniamo strategico che si arrivi presto alla nomina di un responsabile di alto profilo dell’Unar affinché l’ufficio sia messo nelle condizioni di svolgere le sue attività e per lanciare all’opinione pubblica un segnale forte nel nome della lotta a tutte le discriminazioni. Una figura che per storia, cultura personale, autorevolezza possa dare all’Unar quel ruolo di grande rilievo che ancor più potrebbe avere in una fase delicata come quella attuale, dominata da populismi e sentimenti xenofobi.
Ovviamente se ritiene possiamo in un incontro meglio spiegarle i nostri convincimenti.
Cordiali saluti.
Patrizio Gonnella
Presidente Cild
Roma, 28 febbraio 2017
via dei Monti di Pietralata, 16
00157 Roma, Italy
Tel. 06/4506850
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La Coalizione Italiana per le Libertà e i Diritti civili è composta da 34 organizzazioni:

A Buon Diritto, Associazione Nazionale Stampa Interculturale (ANSI), Antigone, Associazione Studi Giuridici Immigrazione (ASGI), ARCI, ARCIGAY, Associazione 21 luglio Onlus, Associazione Luca Coscioni, Avvocati Per Niente, Avvocatura per i diritti LGBTI – Rete Lenford, CIE Piemonte, Certi
Diritti, CIPSI, Cittadinanza Attiva, Cittadini del Mondo, Consiglio Italiano Rifugiati (CIR), COSPE, Diritto di Sapere, Diversity Lab, Fondazione Leone Moressa, Forum Droghe, Gruppo Umana Solidarietà, Hermes Center for Transparency and Digital Human Rights, Lunaria, Magen David Keshet Italia (MDKI), Movimento Difesa del Cittadino, NAGA, PARSEC, Progetto Diritti, Società della Ragione, SocietàinFormazione, Tefa Colombia, Volontari in Carcere, Zabbara

childhood.

Getting out to dream. The condition of Roma children living in inadequate housing in Rome

 
The living conditions of the around 20.000 underage Roma living in poverty in formal or informal settlements mark deeply their present and compromise their future irreparably. Figures comdemn them to alife that is marked since birth.
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